DOCENTI

Specializzazione sul sostegno, al via le iscrizioni ai percorsi TFA INDIRE 2026: posti disponibili e modalità di domanda

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni ai percorsi di formazione per la Specializzazione sul sostegno didattico agli alunni con disabilità (TFA) – edizione 2026, rivolti a docenti con specifici requisiti di servizio o formazione. L’iniziativa rappresenta un’importante opportunità per ampliare il numero di insegnanti qualificati nel sostegno e rispondere al fabbisogno delle scuole italiane.

Posti disponibili per il 2026

Per l’edizione 2026 dei percorsi TFA gestiti da INDIRE sono stati messi a disposizione 14.800 posti complessivi, suddivisi in due categorie:

  • 10.800 posti destinati ai docenti che abbiano maturato almeno tre anni di servizio su posto di sostegno negli ultimi otto anni scolastici, anche non continuativi;
  • 4.000 posti riservati ai docenti che hanno conseguito un titolo di specializzazione sul sostegno all’estero, presso università o enti accreditati nel Paese di origine, e che si trovano in attesa del riconoscimento in Italia oppure coinvolti in un contenzioso per il mancato riconoscimento entro i termini previsti.

Le due categorie sono individuate rispettivamente dall’articolo 6 e dall’articolo 7 del Decreto Legge 31 maggio 2024, n. 71, che disciplina le procedure straordinarie per il potenziamento dei docenti specializzati sul sostegno.

Chi può partecipare

I percorsi sono quindi rivolti a:

  • docenti con tre annualità di servizio su sostegno, maturate negli ultimi otto anni scolastici, anche non consecutive;
  • docenti con titolo di sostegno conseguito all’estero, che abbiano presentato domanda di riconoscimento in Italia e il cui procedimento sia ancora pendente oltre i tempi previsti oppure oggetto di contenzioso.

L’obiettivo è valorizzare l’esperienza professionale già maturata e offrire un percorso di regolarizzazione e specializzazione per chi ha già lavorato nel settore o ha acquisito competenze all’estero.

Scadenze e modalità di iscrizione

Le domande di partecipazione possono essere presentate a partire da venerdì 13 marzo fino alle ore 13:00 del 20 marzo.

La procedura di candidatura è interamente online attraverso la piattaforma dedicata di INDIRE:

Sul sito ufficiale sono disponibili anche tutte le informazioni utili sui percorsi formativi, tra cui:

  • dettagli sull’organizzazione dei corsi
  • FAQ per i candidati
  • manuali e guide per la registrazione alla piattaforma

La pagina informativa completa è consultabile su:

Un passo per rafforzare il sostegno nelle scuole

L’avvio dei percorsi TFA 2026 rappresenta un passaggio significativo nel piano di rafforzamento del sostegno nelle scuole italiane, con l’obiettivo di ridurre il numero di cattedre scoperte e garantire continuità didattica agli studenti con disabilità.

L’assegnazione di quasi 15 mila posti complessivi punta infatti ad ampliare rapidamente il numero di docenti specializzati, valorizzando sia l’esperienza già maturata nelle scuole sia i percorsi formativi svolti all’estero.

SCHEDA SINTETICA MOBILITA’ DOCENTI E ATA

CCNI Mobilità Triennio 2025-2028
FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca
Fensir

CCNI Mobilità

Triennio 2025-2028

In data 10 marzo 2026 è stato sottoscritto in via definitiva il CCNI che regola la mobilità territoriale e professionale per gli anni scolastici 2025/2026 – 2026/2027 – 2027/2028. Per l’a.s. 2026/2027 le domande si presenteranno a partire dal 16 marzo 2026.

Cosa c’è da sapere
Destinatari

Tutto il personale docente, educativo e ATA a tempo indeterminato può inoltrare domanda di mobilità territoriale.

Possono invece accedere alla mobilità professionale (passaggio di ruolo/cattedra) solo i docenti in possesso dei requisiti e che abbiano superato il periodo di prova.

Docenti

Vincolo triennale

  • Il vincolo di permanenza triennale si applica ai trasferimenti solo nei casi in cui il movimento sia stato ottenuto su una specifica scelta di scuola, sia provinciale sia interprovinciale.

Docenti neoassunti

  • Deroghe all’obbligo di permanenza triennale per benefici della Legge 104/92 oppure per ricongiungimento a figlio fino a 14 anni o a coniuge/genitore con invalidità certificata.
  • Il servizio svolto con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo è valido ai fini dell’anzianità; stesso criterio per i docenti di sostegno nel calcolo del quinquennio obbligatorio.
  • Il triennio di permanenza si calcola a partire dall’anno scolastico di riferimento.
  • Passaggio di ruolo su posto di sostegno nella secondaria di I e II grado con titolo di specializzazione del grado richiesto, anche senza abilitazione su classe di concorso.
  • Trasferimenti da sostegno a posto comune nell’aliquota massima del 75%.
  • Diritto al rientro dei soprannumerari su scuola/comune di ex titolarità esteso a 10 anni.
  • Procedure semplificate e “di garanzia” nel dimensionamento della rete scolastica a tutela della continuità di servizio.
  • Restituzione al ruolo di provenienza nell’anno di prova.
  • Trasferimento con priorità (Fase I) del soprannumerario su CTP ad altra sede disponibile CTP del medesimo CPIA, anche se in diverso comune.
  • Mobilità online per titolari di sostegno ADML e ADSL.
Docenti: Valutazione dei titoli
  • Graduale incremento del punteggio nella mobilità d’ufficio e nelle graduatorie interne per il pre-ruolo svolto con servizio specifico. Per l’a.s. 2026/27 il pre-ruolo specifico viene ricalcolato con l’attribuzione di 5 punti per ogni anno.
  • Riconoscimento del punteggio relativo alla continuità di servizio nella stessa scuola di titolarità.
  • Punteggio aggiuntivo nella mobilità territoriale per tutor e/o orientatore dopo un triennio di incarico continuativo a partire dall’a.s. 2023/24.
  • Punteggio aggiuntivo nella mobilità territoriale dopo un triennio, per i titolari in scuole collocate nelle aree a rischio che non abbiano inoltrato domanda di mobilità.
Personale ATA
  • Partecipazione ai movimenti indicando preferenze per una o fino a 15 province nella stessa domanda.
  • Con domande separate è possibile presentare domanda di mobilità territoriale e di mobilità professionale (passaggio di profilo della stessa area), purché in possesso dei requisiti.
Disposizioni comuni sulle precedenze
(docenti e personale ATA)
  • Le precedenze si applicano nella mobilità territoriale di II e III fase e di I fase in determinate condizioni.
  • Sono raggruppate per categorie di beneficiari: Legge 104/92 propria e di assistenza, ex perdenti posto con diritto di rientro e, a seguire, personale tutelato da specifiche disposizioni di legge.
  • Il riconoscimento della precedenza per assistenza a familiare si effettua solo in presenza di certificazione permanente, salvo nel caso di figlio/a con disabilità.
  • Non sono riconosciute ai fini della riassegnazione di sede a seguito di dimensionamento.
Area dei funzionari
e dell’elevata qualificazione
  • Neoimmessi in ruolo: acquisizione della titolarità con conferma della sede o, in alternativa, tramite mobilità territoriale.
  • Obbligo triennale di permanenza, in cui è computato l’anno di servizio in caso di conferma della sede. Riconoscimento delle deroghe per assistenza/cura.
  • Priorità di trattamento in tutte le fasi della mobilità per il funzionario già inquadrato nel profilo DSGA rispetto agli altri funzionari.
  • Accesso alla mobilità volontaria durante l’incarico triennale.

Assistenza mobilità

Sarà possibile ottenere consulenza e assistenza prenotando uno slot alla pagina:

www.fensir.it/consulenze

www.fensir.it

DOCUMENTAZIONE DA UTILIZZARE

DOCUMENTI NECESSARI

1-ALLEGATO_D_SCUOLA_INFANZIADownload

ALLEGATO F SCUOLA INFANZIADownload

1 ALLEGATO_D_SCUOLA_PRIMARIADownload

ALLEGATO-F_SCUOLA PRIMARIA)Download

Allegato-F1-continuità-lingua-inglese SCUOLA PRIMARIADownload

2 ALLEGATO_D_SECONDARIADownload

6 ALLEGATO F dichiarazione servizio continuativoDownload

3 ALLEGATO D PERSONALE ATADownload

ATA ALLEGATO_E_servizio continuativoDownload

ALLEGATO F _punteggio aggiuntivo ATADownload

8 DICHIARAZIONI_INSEGNANTI_RELIGIONE_CATTOLICA_2026_27Download

12-Dichiarazione-servizio-per-un-triennio-in-serali-e-carcerarieDownload

Dichiarazione-titoli-possedutiDownload

Dichiarazione-possesso-abilitazione-specificaDownload

Dichiarazione-titolo-di-sostegnoDownload

11-Dichiarazione-utilizzazione-in-classe-di-concorsoDownload

Pluridichiarazione-sostitutiva (IN ALTERNATIVA A TUTTE LE ALTRE DICHIARAZIONI)Download

Dichiarazione-conseguimento-titolo-di-sostegno-per-frequentanti-TFADownload

DOCUMENTI ESIGENZE PERSONALI E DI FAMIGLIA

06.-Dichiarazione-esigenze-di-famigliaDownload

07.-Dichiarazioni-legge-104Download

Dichiarazione-coniuge-che-non-puo-assistereDownload

Dichiarazione-di-residenza-anagraficaDownload

All_disabilitaDownload

Dichiarazione-coniuge-militareDownload

convivenza-coniuge-militareDownload

DOCUMENTI UTILI PER USUFRUIRE DELLE DEROGE

9-ALLEGATO-G-Dichiarazione-docenti-beneficiari-derogheDownload

9-ALLEGATO-G-ATA-Dichiarazione-funzionari-EQ-beneficiari-di-deroghe-al-vincolo-triennaleDownload

REVOCA DOMANDA DI MOBILITA’

Revoca-domandaDownload

Tribunale di Agrigento: riconosciuti risarcimento per abuso di contratti a termine e Carta del docente ai precari di religione

Importante pronuncia a tutela dei docenti precari. Il Tribunale di Agrigento – Sezione Lavoro, con la sentenza n. 386 del 10 marzo 2026, ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’utilizzo abusivo dei contratti a tempo determinato e per il mancato riconoscimento della Carta del docente a una insegnante di religione cattolica.

La docente, assistita dall’avv. Rossella Galluzzo, aveva prestato servizio per diversi anni scolastici consecutivi con incarichi annuali senza stabilizzazione, rimanendo inoltre esclusa dal bonus annuale di 500 euro destinato alla formazione professionale dei docenti.

Abuso dei contratti a termine oltre i 36 mesi

Il giudice del lavoro ha accertato che l’Amministrazione scolastica aveva fatto ricorso a una reiterazione illegittima di contratti a tempo determinato, utilizzando personale precario per coprire esigenze stabili dell’organico.

Secondo quanto evidenziato nella sentenza, quando il servizio supera 36 mesi di contratti a termine, l’Amministrazione deve dimostrare l’esistenza di ragioni oggettive e temporanee che giustifichino il ricorso al lavoro precario. In mancanza di tali presupposti, si configura un abuso.

Nel caso in esame, la docente era stata impiegata in modo continuativo per diversi anni scolastici, coprendo di fatto posti strutturali della scuola, circostanza che ha portato il Tribunale a riconoscere il diritto al risarcimento del danno.

Il Ministero è stato quindi condannato a pagare un’indennità pari a quattro mensilità dell’ultima retribuzione, oltre agli interessi maturati.

Carta del docente: riconosciuto il diritto ai supplenti

La sentenza affronta anche la questione della Carta elettronica del docente, il bonus annuale di 500 euro destinato alla formazione e all’aggiornamento professionale.

Il Tribunale ha ribadito che la formazione rappresenta un elemento essenziale dell’attività docente e che non può essere riservata esclusivamente agli insegnanti di ruolo. L’esclusione dei docenti precari costituisce infatti una disparità di trattamento contraria al diritto europeo.

Per questo motivo il Ministero è stato condannato ad accreditare 2.500 euro complessivi, relativi a cinque anni scolastici di servizio.

È stata invece dichiarata prescritta la richiesta relativa all’anno scolastico 2019/2020.

La soddisfazione del sindacato

Soddisfazione per la decisione è stata espressa da Mariangela Mapelli, Segretaria Nazionale SAIR.

«Accogliamo con grande soddisfazione questa sentenza – dichiara Mapelli – perché conferma un principio fondamentale: i docenti precari non possono essere trattati come lavoratori di serie B. La scuola si regge anche sul loro lavoro e sui loro sacrifici, e per questo devono avere gli stessi diritti dei colleghi di ruolo, a partire dalla formazione professionale e dal rispetto delle norme contro l’abuso dei contratti a termine».

«Questa decisione – prosegue – rappresenta un segnale importante per tutti gli insegnanti di religione e per l’intero personale precario della scuola. Continueremo a sostenere le azioni legali e sindacali necessarie affinché vengano garantiti diritti, dignità professionale e pari trattamento a tutti i docenti».

Come aderire ai ricorsi

Fensir e SAIR continuano a promuovere iniziative legali a tutela dei docenti precari che non hanno ricevuto la Carta del docente o che hanno subito abuso nella reiterazione dei contratti a termine.

È possibile aderire ai ricorsi compilando il modulo al seguente link:
👉 https://forms.gle/A8RuRSuF22UsLU1c8

Una decisione che rafforza i diritti dei precari

La pronuncia del Tribunale di Agrigento si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato che riconosce:

  • il diritto al risarcimento per l’abuso dei contratti a termine nella scuola;
  • il diritto dei docenti precari alla Carta del docente;
  • il principio di non discriminazione tra personale a tempo determinato e indeterminato.

Una decisione che rafforza ulteriormente la tutela dei lavoratori della scuola e che riporta al centro il tema del contrasto al precariato nel sistema scolastico italiano.

Carta docente 2025/26: importo di 383 euro, accredito dal 9 marzo

Per l’anno scolastico 2025/2026 la Carta del docente avrà un valore di 383 euro. Il bonus sarà accreditato sulla piattaforma dedicata a partire dal 9 marzo 2026 e potrà essere utilizzato per l’acquisto di beni e servizi utili alla formazione e all’aggiornamento professionale degli insegnanti.

La Carta è destinata ai docenti di ruolo, ai docenti con supplenza annuale al 31 agosto, a quelli con contratto fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno, oltre che al personale educativo delle istituzioni scolastiche statali. Il beneficio è riconosciuto anche ai docenti in anno di prova, a quelli in comando o distacco e agli insegnanti delle scuole italiane all’estero e delle scuole militari.

Le somme non spese nell’anno precedente verranno riaccreditate insieme alle nuove risorse, mentre la validità del credito resta di due anni scolastici, con scadenza al 31 agosto.

Come può essere utilizzata la Carta

La Carta del docente è pensata per sostenere la formazione continua e l’aggiornamento professionale del personale docente ed educativo. Le risorse possono essere utilizzate per acquistare diversi beni e servizi legati alla crescita culturale e professionale.

In particolare, il bonus può essere utilizzato per:

  • libri, manuali scolastici e testi specialistici, anche in formato digitale;
  • riviste e pubblicazioni utili all’aggiornamento professionale;
  • corsi di formazione e aggiornamento organizzati da enti accreditati dal Ministero;
  • corsi universitari, lauree, lauree magistrali o specialistiche, corsi post-laurea e master universitari coerenti con il profilo professionale;
  • biglietti per spettacoli teatrali e cinematografici, attività considerate utili per l’arricchimento culturale;
  • ingressi a musei, mostre, eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • prodotti dell’editoria audiovisiva;
  • strumenti musicali, in particolare per le attività didattiche legate alla musica;
  • servizi di trasporto di persone, qualora attivati tramite specifici accordi e bandi.

Le risorse possono inoltre essere utilizzate per partecipare a iniziative formative previste dal piano triennale dell’offerta formativa delle scuole o dal piano nazionale di formazione dei docenti, rafforzando così il collegamento tra formazione individuale e progettazione didattica delle istituzioni scolastiche.

Hardware e software

Una novità introdotta per l’anno scolastico 2025/2026 riguarda l’acquisto di hardware e software. La Carta potrà essere utilizzata per questi acquisti solo nell’anno di prima erogazione e successivamente con cadenza quadriennale.

Questo significa che l’anno scolastico 2025/26 rappresenta di fatto un “anno zero”: tutti i docenti potranno utilizzare la Carta per acquistare dispositivi o programmi informatici utili alla didattica, mentre la possibilità tornerà soltanto dopo quattro anni. Anche eventuali somme residue non potranno essere utilizzate negli anni successivi per questa tipologia di acquisti.

Le somme non utilizzate entro la fine dell’anno scolastico potranno comunque essere spese anche nell’anno successivo. Il beneficio non è utilizzabile dai docenti sospesi per motivi disciplinari o da chi cessa dal servizio, salvo nei casi in cui la Carta sia stata riconosciuta in esecuzione di una sentenza.

Il commento della FENSIR

Sulla misura interviene anche la FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca, che evidenzia come l’importo continui a diminuire rispetto agli anni precedenti e come manchi ancora un investimento strutturale sulla formazione del personale scolastico.

«Le risorse destinate alla formazione del personale della scuola risultano ancora una volta inferiori rispetto al passato e non rappresentano un investimento strutturale e continuativo sull’aggiornamento professionale», afferma Giuseppe Favilla, Segretario Generale Nazionale della FENSIR.

«Riteniamo necessario prevedere un piano stabile di finanziamento che coinvolga tutto il personale della scuola: docenti, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato, e anche il personale ATA, che continua a essere escluso da strumenti analoghi di sostegno alla formazione».

Favilla sottolinea tuttavia un elemento positivo: «Accogliamo con favore il riconoscimento del personale educativo tra i beneficiari della Carta. È un passo importante perché anche questa categoria possa accedere pienamente alle opportunità di formazione, approfondimento e aggiornamento professionale».

GPS 2026-2028: aggiornamento delle graduatorie provinciali per le supplenze. Domande dal 23 febbraio al 16 marzo

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito si appresta ad avviare la procedura di aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) valide per il biennio 2026-2028, passaggio fondamentale per il conferimento degli incarichi a tempo determinato nelle istituzioni scolastiche statali.

La nuova tornata di aggiornamento riguarderà l’inserimento dei nuovi aspiranti, l’aggiornamento dei titoli e dei servizi per coloro che sono già presenti in graduatoria, nonché l’eventuale trasferimento di provincia o la conferma della permanenza. Le GPS continueranno a rappresentare lo strumento principale per l’attribuzione delle supplenze annuali fino al 31 agosto e delle supplenze fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno, oltre a costituire il riferimento per la formazione delle graduatorie di istituto utilizzate per le supplenze brevi e temporanee.

Le istanze potranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica a partire dalle ore 12:00 del 23 febbraio 2026 e fino alle ore 23:59 del 16 marzo 2026. La domanda dovrà essere compilata attraverso il Portale Unico del Reclutamento (INPA), accessibile con credenziali SPID o CIE, seguendo la procedura informatizzata prevista per tutte le operazioni di reclutamento del personale scolastico.

La procedura interesserà sia i nuovi aspiranti docenti che intendono inserirsi per la prima volta nelle GPS, sia coloro che risultano già presenti nelle graduatorie del precedente biennio e devono aggiornare la propria posizione. In particolare, potranno presentare domanda gli aspiranti che intendono dichiarare nuovi titoli culturali e professionali, aggiornare i servizi svolti, modificare le classi di concorso, cambiare provincia oppure confermare la permanenza in graduatoria. Anche nei casi di sola permanenza è consigliabile prestare attenzione alla riconferma di eventuali titoli soggetti a scadenza.

Ogni aspirante potrà scegliere una sola provincia di inserimento, indipendentemente dal numero di classi di concorso o tipologie di posto per le quali possiede i requisiti. La provincia selezionata determinerà anche l’inclusione nelle correlate graduatorie di istituto, che saranno utilizzate per il conferimento delle supplenze temporanee e brevi nel corso del biennio di validità delle graduatorie.

Le GPS sono articolate in due fasce distinte per ciascun grado di istruzione e tipologia di posto. La prima fascia è riservata ai docenti abilitati e, per il sostegno, ai docenti in possesso della relativa specializzazione. La seconda fascia è invece destinata agli aspiranti in possesso del solo titolo di accesso valido e completo per la classe di concorso richiesta. Per la scuola secondaria, in particolare, risulta fondamentale che il titolo di studio sia coerente con la classe di concorso e comprensivo di tutti i CFU e degli esami richiesti dalla normativa vigente, in quanto non è previsto l’inserimento con riserva per titoli non ancora completati nella seconda fascia.

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e primaria, l’accesso alla prima fascia è riservato ai laureati in Scienze della Formazione Primaria o ai diplomati magistrali con titolo abilitante conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002. La seconda fascia è invece rivolta agli studenti iscritti al terzo anno del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria o ad annualità successive, purché abbiano conseguito almeno 150 CFU entro la scadenza della domanda.

Particolare attenzione dovrà essere riservata al titolo di accesso, elemento centrale dell’istanza, che deve risultare completo, coerente e conforme ai requisiti previsti per la specifica classe di concorso. L’assenza dei requisiti richiesti o la dichiarazione di titoli non idonei può comportare il depennamento dalla graduatoria, a seguito delle verifiche effettuate dagli Uffici scolastici o dalle istituzioni scolastiche al momento della stipula del contratto di supplenza.

Una delle indicazioni operative più rilevanti riguarda la dichiarazione del servizio in corso. Gli aspiranti che, alla data di scadenza della domanda, non abbiano ancora concluso un contratto di supplenza potranno indicare la data futura di termine del servizio. Tuttavia, il servizio maturato dopo la presentazione dell’istanza sarà valutato solo previa conferma attraverso apposita funzione nella finestra prevista per lo scioglimento delle riserve; in caso di mancata conferma, verrà considerato esclusivamente il servizio svolto fino alla data di invio della domanda.

L’inserimento con riserva sarà consentito esclusivamente per la prima fascia nei casi di conseguimento dell’abilitazione o della specializzazione sul sostegno entro il termine previsto, indicativamente fissato al 30 giugno 2026. Lo scioglimento della riserva avverrà successivamente tramite apposita istanza online, con dichiarazione dell’avvenuto conseguimento del titolo. Non è invece previsto l’inserimento con riserva per la seconda fascia, per la quale il titolo di accesso deve essere posseduto integralmente entro la scadenza della domanda.

Per i posti di sostegno, le graduatorie continueranno ad essere articolate in prima fascia, riservata ai docenti specializzati, e seconda fascia, destinata ai docenti privi di specializzazione ma in possesso del titolo di accesso al grado e di almeno tre annualità di servizio specifico su posto di sostegno nel grado richiesto, maturate entro l’anno scolastico precedente a quello di presentazione della domanda.

Il punteggio sarà attribuito automaticamente dal sistema informatico sulla base dei titoli e dei servizi dichiarati dall’aspirante secondo le tabelle ministeriali vigenti. Il servizio sarà valutato come specifico se svolto sulla stessa classe di concorso o tipologia di posto e come aspecifico negli altri casi, con un punteggio massimo di 12 punti per anno scolastico. Saranno valutabili anche i titoli culturali, le certificazioni linguistiche e le certificazioni informatiche rilasciate da enti accreditati, oltre ai titoli accademici e professionali previsti dalle tabelle di valutazione.

Le dichiarazioni rese in domanda sono soggette a verifica da parte degli Uffici scolastici e delle istituzioni scolastiche. Eventuali incongruenze o dichiarazioni non conformi possono comportare la rettifica del punteggio, il depennamento dalla graduatoria e, nei casi più gravi, la revoca dell’incarico eventualmente conferito.

La procedura informatizzata di conferimento delle supplenze continuerà a seguire l’ordine di scorrimento previsto dalla normativa: prima le Graduatorie ad Esaurimento (GAE), successivamente le GPS di prima e seconda fascia e, in caso di esaurimento, le graduatorie di istituto. La rinuncia all’incarico, la mancata presa di servizio o l’abbandono della supplenza comportano specifiche sanzioni che possono incidere sulla possibilità di ottenere ulteriori incarichi nel corso del biennio di vigenza delle graduatorie.

In vista dell’apertura delle istanze per l’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026-2028, sarà attivato un servizio di supporto dedicato alla compilazione della domanda online, finalizzato ad accompagnare gli aspiranti docenti nella corretta presentazione dell’istanza sul portale INPA e nella verifica dei titoli dichiarabili.

Il supporto riguarderà in particolare la verifica del titolo di accesso e dei requisiti per la classe di concorso, l’inserimento corretto dei servizi, la dichiarazione dei titoli culturali e professionali, la scelta della provincia e la gestione delle diverse tipologie di domanda (nuovo inserimento, aggiornamento, trasferimento o permanenza).

Sarà possibile richiedere assistenza personalizzata fissando un appuntamento tramite email all’indirizzo docenti@sadoc.it, indicando i propri dati anagrafici, la classe di concorso di interesse (se nota) e la tipologia di istanza da presentare. Il servizio di supporto alla compilazione è riservato agli iscritti al sindacato.

Al fine di fornire un orientamento operativo completo sulla procedura di aggiornamento delle GPS 2026-2028, sarà inoltre organizzato un incontro informativo pubblico online dedicato alla compilazione della domanda e all’analisi delle principali novità del biennio. Durante la diretta saranno illustrate le modalità di compilazione dell’istanza su INPA, i requisiti di accesso alle fasce GPS, la corretta dichiarazione dei titoli e del servizio, l’inserimento con riserva e gli errori più frequenti che possono comportare esclusioni o penalizzazioni in graduatoria.

L’incontro si terrà lunedì 13 alle ore 17:00 in diretta streaming sui canali YouTube e Facebook ufficiali, rappresentando un momento di approfondimento aperto a tutti gli aspiranti docenti interessati all’aggiornamento delle graduatorie per il biennio 2026-2028 e alla corretta compilazione della domanda entro i termini previsti.

🎥 Incontro informativo pubblico sulle GPS 2026–2028

Per offrire un orientamento operativo sulla procedura di aggiornamento delle GPS 2026–2028, sarà organizzato un incontro informativo pubblico online dedicato alla compilazione della domanda e all’analisi delle principali novità del biennio.

Durante la diretta verranno approfonditi:

  • modalità di compilazione dell’istanza su INPA;
  • requisiti di accesso alle fasce GPS;
  • dichiarazione del servizio in corso;
  • inserimento con riserva;
  • errori più frequenti che comportano depennamento;
  • strategie per migliorare il punteggio in graduatoria.

📅 Data: lunedì 23
🕔 Orario: ore 17:00
💻 Modalità: diretta streaming sui canali ufficiali social

La diretta sarà trasmessa sui seguenti canali:

La partecipazione è libera e aperta a tutti gli aspiranti docenti interessati all’aggiornamento delle GPS 2026–2028 e alla corretta compilazione della domanda entro i termini previsti.

Arretrati visibili dal 13 gennaio, ma sono “pochi spiccioli”: serve la parità salariale per tutti i docenti e aumenti veri per gli ATA.

Dalla serata del 13 gennaio 2026 risultano visibili su NoiPA gli arretrati contrattuali del comparto scuola, relativi al rinnovo del CCNL. Docenti e personale ATA possono finalmente consultare gli importi nel cedolino di gennaio, dopo mesi di attesa e comunicazioni frammentarie.

Ma è bene chiarirlo subito: non c’è nulla da festeggiare.

Arretrati già decurtati: non sono soldi “in più”

Gli importi che compaiono nel cedolino non rappresentano il totale degli aumenti spettanti, ma solo la parte residua, perché:

  • una quota è già stata erogata come anticipo contrattuale,
  • un’altra come indennità di vacanza contrattuale (IVC).

Di conseguenza, le somme visibili sono già al netto di quanto anticipato nei mesi scorsi. Chi si aspettava cifre consistenti resterà inevitabilmente deluso: quello che arriva ora è solo il conguaglio finale.

Favilla (FENSIR): “Parliamo di pochi spiccioli”

Non usa mezzi termini Giuseppe Favilla, Segretario Generale FENSIR, che commenta duramente:

«Dopo anni di attesa, sacrifici e perdita di potere d’acquisto, ai lavoratori della scuola arrivano pochi spiccioli. Altro che svolta: questi arretrati sono la dimostrazione di quanto poco si investa realmente su docenti e ATA».

Una critica che fotografa perfettamente la situazione: gli aumenti netti da febbraio 2026 saranno quasi impercettibili, spesso limitati a poche decine di euro. Un adeguamento che non compensa minimamente l’inflazione né l’aumento del costo della vita.

Aumenti quasi invisibili in busta paga

Con il nuovo stipendio tabellare, da febbraio:

  • molti docenti vedranno incrementi netti minimi,
  • il personale ATA continuerà a percepire stipendi ampiamente sotto la media europea,
  • nessuna vera valorizzazione professionale sarà tangibile.

In sostanza, il rinnovo contrattuale non cambia la condizione economica del personale scolastico. È un atto formale, non una riforma strutturale.

Serve una svolta politica: parità salariale tra tutti i docenti

Il problema non è tecnico, è politico. Finché la scuola resterà una voce marginale nei bilanci, non ci sarà alcuna dignità retributiva. Serve una scelta chiara e coraggiosa: investire davvero su chi regge il sistema educativo del Paese.

Una proposta che deve entrare con forza nel dibattito è la parificazione salariale tra:

  • docenti della scuola dell’infanzia e primaria,
  • docenti tecnico-pratici (ITP),
  • docenti della secondaria di primo grado,

e i docenti della secondaria di secondo grado.

Stesso lavoro educativo, stesse responsabilità, stessa dignità salariale.

Basta docenti di serie A e di serie B

Non esistono insegnanti “meno importanti”.
Educare, formare, includere, gestire classi sempre più complesse richiede competenze elevate in ogni ordine di scuola. Continuare a mantenere differenze stipendiali significa istituzionalizzare una discriminazione.

Una politica seria dovrebbe prevedere:

  • riallineamento retributivo progressivo tra tutti i docenti,
  • valorizzazione reale del personale ATA, oggi tra i più penalizzati della Pubblica Amministrazione,
  • stanziamenti strutturali e non una tantum.

Conclusione: arretrati sì, dignità ancora no

Gli arretrati visibili dal 13 gennaio chiudono una pratica amministrativa, non aprono una nuova stagione per la scuola.
Con aumenti quasi invisibili e importi ridotti a “pochi spiccioli”, come denuncia Favilla, la distanza tra proclami e realtà resta enorme.

Se non si avrà il coraggio di investire davvero e di parificare gli stipendi tra i docenti dei diversi ordini di scuola, la scuola continuerà a essere trattata come un costo e non come una risorsa.

E la dignità, ancora una volta, resterà solo una parola.

Mobbing a scuola: quando l’ambiente educativo diventa luogo di sofferenza per docenti e personale ATA

La scuola dovrebbe essere per definizione uno spazio di crescita, rispetto e collaborazione. Eppure, anche all’interno delle istituzioni scolastiche possono svilupparsi dinamiche di mobbing, una forma di violenza psicologica subdola, sistematica e persistente che colpisce lavoratrici e lavoratori, compromettendo la salute, la dignità e la professionalità.
Docenti e personale ATA (amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici) non sono affatto immuni da questo fenomeno, che troppo spesso viene minimizzato, normalizzato o ignorato.

Cos’è realmente il mobbing

Il mobbing non è un semplice conflitto, né una lite occasionale. È un incessante processo di azioni vessatorie intenzionali, lungo e costante, di fronte al quale la persona mobbizzata si trova progressivamente senza potere di difesa.
Si tratta di una strategia di logoramento che può essere messa in atto da un singolo individuo o da un gruppo, con l’obiettivo di isolare, delegittimare, emarginare o spingere la vittima ad allontanarsi dal contesto lavorativo.

Un aspetto fondamentale, spesso frainteso, è che ogni singola azione, presa isolatamente, può apparire neutra o addirittura normale: una battuta, una dimenticanza, una critica, un cambiamento di incarico. È la ripetizione sistematica nel tempo, la continuità e l’intenzionalità che trasformano questi comportamenti in mobbing.

Perché il mobbing è difficile da riconoscere a scuola

Nel contesto scolastico il mobbing assume forme particolarmente sottili e ambigue. La complessità dell’organizzazione, la presenza di diversi ruoli professionali, le gerarchie e le relazioni di potere favoriscono dinamiche in cui la vessazione può essere mascherata da esigenze organizzative, decisioni di servizio o “normale gestione”.

Spesso chi subisce si sente dire:

  • “È solo un malinteso”
  • “Succede a tutti”
  • “Non prenderla sul personale”

In realtà, dietro queste giustificazioni può nascondersi un vero e proprio processo persecutorio, che giorno dopo giorno mina l’equilibrio psicologico e professionale della persona.

Il mobbing verso il personale ATA

Il personale ATA è particolarmente esposto perché spesso collocato in una posizione di minor potere decisionale. Le forme più ricorrenti di mobbing includono:

  • demansionamento o assegnazione di compiti umilianti
  • esclusione sistematica dalle comunicazioni e dalle riunioni
  • carichi di lavoro eccessivi o, al contrario, svuotamento delle mansioni
  • controlli ossessivi, rimproveri pubblici, svalutazione continua
  • isolamento relazionale.

Queste pratiche non colpiscono solo la persona, ma trasmettono un messaggio chiaro: “tu non conti”, “sei inutile”, “sei un problema”.

Il mobbing verso i docenti

Anche i docenti possono essere bersaglio di mobbing, soprattutto quando risultano “scomodi”, autonomi, critici o semplicemente non allineati. Le modalità più frequenti sono:

  • delegittimazione professionale davanti a colleghi, studenti o famiglie
  • esclusione da progetti, incarichi, commissioni o opportunità formative
  • critiche continue e non costruttive
  • ostacoli nella carriera, nelle assegnazioni o negli orari
  • isolamento all’interno del collegio docenti.

In questi casi il mobbing colpisce direttamente l’identità professionale, generando senso di inadeguatezza, colpa e fallimento.

Le conseguenze: dalla persona alla comunità scolastica

Il mobbing non è mai “solo” un problema individuale. Le conseguenze più frequenti sono:

  • ansia, stress cronico, depressione
  • disturbi psicosomatici (insonnia, cefalee, problemi gastrointestinali)
  • perdita di motivazione, entusiasmo e senso di appartenenza
  • aumento delle assenze per malattia
  • calo della qualità del lavoro.

Una scuola in cui docenti e ATA vivono nel disagio non può essere un ambiente educativo sano. Il clima si deteriora, la collaborazione si spegne e anche studenti e famiglie ne risentono.

Perché il mobbing viene tollerato

Il mobbing a scuola viene spesso:

  • negato (“non esiste, sei troppo sensibile”)
  • normalizzato (“qui si è sempre fatto così”)
  • temuto (“se parli, peggiora”).

La precarietà lavorativa, la paura di ritorsioni, la mancanza di informazione e una cultura del silenzio favoriscono l’impunità. Inoltre, l’idea della scuola come “missione” porta molte persone a sopportare l’inaccettabile in nome del dovere.

Riconoscere il mobbing: segnali da non ignorare

Alcuni campanelli d’allarme:

  • sentirsi costantemente sotto attacco o sotto giudizio
  • essere sistematicamente esclusi da comunicazioni e decisioni
  • ricevere ordini contraddittori o impossibili da eseguire
  • percepire ostilità mirata, ironia, disprezzo
  • vivere un isolamento progressivo.

Quando questi segnali si ripetono nel tempo, non sono casualità: sono indicatori di un possibile processo di mobbing.

Cosa fare: tutela e consapevolezza

È fondamentale:

  • documentare tutto (email, ordini di servizio, messaggi, testimoni)
  • parlarne con persone di fiducia, RLS, sindacati
  • rivolgersi al medico in caso di sintomi
  • valutare supporto psicologico e, se necessario, legale.

Il silenzio è il principale alleato del mobbing. La consapevolezza è il primo strumento di difesa.

Il ruolo della dirigenza e dell’istituzione

Il dirigente scolastico ha una responsabilità centrale nel:

  • prevenire il disagio
  • garantire un clima di rispetto
  • intervenire tempestivamente
  • promuovere formazione su benessere organizzativo e gestione dei conflitti.

Una scuola che tollera il mobbing tradisce la propria funzione educativa.

Conclusione

Il mobbing a scuola non è un problema personale, ma organizzativo, culturale e strutturale.
Colpisce docenti e personale ATA, distrugge la dignità professionale e mina la credibilità dell’istituzione scolastica.

Riconoscerlo, nominarlo e contrastarlo non significa creare problemi, ma difendere la salute, la dignità e la giustizia nel lavoro.
Una scuola che tutela chi ci lavora è una scuola più forte, più umana e più autenticamente educativa.

neoassunti: aperto l’ambiente INDIRE

A partire dal 19 dicembre 2025, INDIRE ha reso disponibile l’ambiente online dedicato alla documentazione dell’anno di formazione e prova. In tale piattaforma, i docenti neoassunti nell’anno scolastico 2025/26 potranno compilare e documentare il proprio portfolio professionale digitale, che sarà successivamente presentato al Comitato di valutazione.

L’ambiente riservato ai tutor sarà invece attivato in un secondo momento; esso consentirà la compilazione del questionario di monitoraggio e il download dell’attestato relativo allo svolgimento dell’attività di tutoraggio.

Elenchi regionali per le immissioni in ruolo 2026/27: cosa sapere

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha predisposto una bozza di provvedimento che disciplina la costituzione delle graduatorie regionali finalizzate alle immissioni in ruolo del personale docente a partire dall’anno scolastico 2026/2027.
Tali graduatorie hanno l’obiettivo di garantire la copertura dei posti vacanti e disponibili qualora risultino esaurite le graduatorie concorsuali ordinarie ancora vigenti.

Finalità delle graduatorie regionali

Le graduatorie regionali rappresentano uno strumento aggiuntivo per assicurare continuità didattica e stabilità negli organici, consentendo l’assunzione a tempo indeterminato di docenti che hanno già dimostrato il possesso delle competenze richieste attraverso il superamento di procedure concorsuali.

Requisiti di accesso

Possono presentare domanda di inserimento nelle graduatorie regionali i docenti che:

  • abbiano partecipato a procedure concorsuali bandite a decorrere dal 1° gennaio 2020;
  • abbiano conseguito il punteggio minimo previsto per il superamento della prova orale, pari ad almeno 70/100 (o punteggio equivalente nelle procedure che prevedono prova orale e pratica);
  • siano risultati idonei, anche se non rientrati nel numero dei posti messi a bando.

Le graduatorie riguardano posti comuni e di sostegno per la scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado.

Esclusioni

Non possono presentare domanda di inserimento:

  • i docenti già assunti con contratto a tempo indeterminato;
  • i docenti che abbiano un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo.

Struttura delle graduatorie

Le graduatorie regionali saranno articolate:

  • per regione,
  • per classe di concorso e tipologia di posto.

L’ordine di collocazione dei candidati sarà determinato secondo i seguenti criteri:

  1. priorità in base alla cronologia delle procedure concorsuali;
  2. all’interno della stessa procedura, in base al punteggio complessivo ottenuto.

Scelta della regione

Ogni candidato potrà scegliere una sola regione, valida per tutte le classi di concorso e tipologie di posto per cui possiede titolo.
La scelta sarà irrevocabile per l’anno di riferimento.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda di inserimento dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale ministeriale, nei tempi e con le modalità che saranno indicati nell’ordinanza attuativa.

Pubblicazione delle graduatorie

Gli Uffici Scolastici Regionali provvederanno a:

  • pubblicare le graduatorie regionali definitive;
  • rendere disponibili i dati relativi alla consistenza delle graduatorie concorsuali ancora vigenti;
  • aggiornare annualmente le informazioni utili alle operazioni di immissione in ruolo.

Utilizzo per le immissioni in ruolo

Le graduatorie regionali saranno utilizzate solo in caso di esaurimento delle graduatorie concorsuali ordinarie, per l’assegnazione dei posti residui destinati alle assunzioni a tempo indeterminato.

Tempistiche

Il decreto attuativo dovrà essere emanato entro il 31 dicembre 2025, mentre le graduatorie entreranno in funzione a partire dalle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2026/2027.

Bando percorsi universitari di formazione iniziale e abilitazione dei docenti 2025/2026 – Università eCampus

L’Università eCampus ha emanato il bando di concorso per l’accesso ai percorsi universitari e accademici di formazione iniziale e abilitazione dei docenti per l’Anno Accademico 2025/2026, in attuazione del DPCM 4 agosto 2023 e della normativa vigente 802-25 Bando percorsi abilitant….

Il bando, insieme alle FAQ ufficiali, sarà pubblicato a breve nella sezione dedicata del portale di Ateneo:
👉 https://www.uniecampus.it/index.php?id=4341
Le FAQ sono soggette a costante aggiornamento, pertanto si invita a monitorare regolarmente la pagina indicata faq iniziali_FAQ 60 – 3A EDIZIO….

Termini di presentazione della domanda

La domanda di partecipazione al concorso potrà essere presentata esclusivamente online:

  • a partire dalle ore 11:00 di giovedì 18 dicembre 2025
  • fino alle ore 16:00 di venerdì 2 gennaio 2026

Il mancato rispetto dei termini o delle modalità previste comporterà l’esclusione dalla procedura.

Precisazioni sull’accreditamento MUR

Si precisa che il bando è emanato in attesa dell’esito dell’istanza presentata al Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) relativa a:

  • l’accreditamento delle ulteriori classi concorsuali indicate nell’Allegato 2 del bando;
  • la concessione dei contingenti per le classi concorsuali già accreditate, riportate nell’Allegato 1.

Di conseguenza, le graduatorie saranno efficaci esclusivamente:

  • per le classi concorsuali che risulteranno effettivamente accreditate dal MUR;
  • nei limiti quantitativi stabiliti dal Ministero.

Qualora le graduatorie fossero pubblicate prima del provvedimento ministeriale, la loro efficacia resterà subordinata all’esito definitivo dell’accreditamento 802-25 Bando percorsi abilitant….

Percorsi attivati

Il bando disciplina l’accesso ai percorsi:

  • 60 CFU/CFA (posti contingentati);
  • 30 CFU/CFA per vincitori di concorso;
  • 30 CFU/CFA ex art. 2-ter, comma 4-bis, D.lgs. 59/2017;
  • 36 CFU/CFA di completamento per vincitori di concorso con 24 CFU conseguiti entro il 31 ottobre 2022.

I percorsi prevedono frequenza obbligatoria e includono attività didattiche, laboratori e tirocini secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.

Informazioni e aggiornamenti

Tutte le informazioni operative, il testo integrale del bando, gli allegati e le FAQ aggiornate sono consultabili nella sezione dedicata del portale di Ateneo:
👉 https://www.uniecampus.it/index.php?id=4341

Si raccomanda ai candidati di verificare con attenzione i requisiti di accesso, le classi di concorso disponibili e le modalità di presentazione della domanda, nonché di monitorare costantemente gli aggiornamenti pubblicati dall’Università.


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