DOCENTI

Tutor e orientatori, fondi arrivati ma non per tutti i pagamenti: il nodo delle segreterie senza DSGA

Le risorse per l’anno scolastico 2025/2026 sono state finalmente sbloccate e, per alcune scuole, i compensi dei docenti tutor e orientatori potranno comparire già nel cedolino di ottobre. Ma non ovunque la macchina amministrativa è riuscita a rispettare le scadenze. E intanto il Governo rifinanzia la misura con ulteriori 70 milioni di euro per il 2026/2027.

La questione dei compensi spettanti ai docenti tutor e orientatori continua a presentare due facce: da una parte ci sono finalmente le risorse; dall’altra resta il problema concreto della capacità delle istituzioni scolastiche di completare tempestivamente tutte le operazioni necessarie per trasformare uno stanziamento in un pagamento effettivo.

Per l’anno scolastico 2025/2026 il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con il Decreto direttoriale n. 557 del 10 settembre 2026, ha disposto l’erogazione delle somme destinate al compenso accessorio dei docenti tutor e del docente orientatore. La disponibilità delle risorse ha consentito alle scuole di procedere con gli adempimenti attraverso il sistema del Cedolino unico NoiPA.

Il calendario, però, era particolarmente stretto.

Il 24 settembre era la data decisiva per il cedolino di ottobre

Per far confluire i compensi nella rata ordinaria di ottobre, gli elenchi di pagamento dovevano essere correttamente inseriti e autorizzati entro il 24 settembre 2026, data prevista per l’emissione ordinaria della rata di ottobre. La Gestione Accessorie NoiPA rimaneva infatti disponibile fino alle ore 16 di quella giornata.

Questo significa che l’arrivo dei fondi non determinava automaticamente il pagamento.

Il sistema NoiPA prevede infatti una vera e propria procedura amministrativa: devono essere predisposti gli elenchi dei beneficiari, effettuato il calcolo, richiesta l’autorizzazione e successivamente autorizzato il pagamento da parte dell’utente abilitato con funzioni di responsabile. La documentazione NoiPA distingue espressamente il ruolo dell’operatore, che predispone gli elenchi, da quello del responsabile, chiamato ad autorizzarli.

Ed è proprio qui che può essersi creato il problema per numerose scuole.

Scuole senza DSGA o con un DSGA appena insediato: una corsa contro il tempo

Settembre è tradizionalmente uno dei mesi più complessi per le segreterie scolastiche. All’avvio dell’anno si concentrano prese di servizio, contratti, supplenze, ricostruzioni delle posizioni amministrative, gestione dell’organico e una quantità considerevole di adempimenti.

A questo si aggiungono le situazioni delle istituzioni scolastiche prive di DSGA titolare, affidate a reggenze o nelle quali il nuovo Direttore dei servizi generali e amministrativi ha assunto servizio da poche settimane.

In queste condizioni, pretendere che tutte le scuole riuscissero, tra l’effettiva disponibilità delle risorse e il 24 settembre, a predisporre, verificare e autorizzare gli elenchi NoiPA appare quantomeno problematico.

Non significa, naturalmente, che la mancanza del DSGA determini automaticamente l’impossibilità giuridica del pagamento: il sistema delle competenze accessorie opera attraverso utenti specificamente abilitati e attraverso il Punto ordinante di spesa. Ma nella realtà organizzativa della scuola la presenza di una segreteria amministrativo-contabile pienamente funzionante è decisiva.

Il risultato è che, mentre alcuni docenti potrebbero vedere il compenso già nel cedolino di ottobre, altri dovranno attendere una successiva emissione.

Ed è questo l’aspetto sul quale occorre fare chiarezza: il mancato pagamento a ottobre non significa necessariamente che il compenso non sia stato riconosciuto o che le risorse siano venute meno. Può semplicemente significare che la scuola non è riuscita a concludere in tempo tutte le operazioni amministrative necessarie.

Quanto spetta ai docenti

Per l’anno scolastico 2025/2026, dopo la rettifica ministeriale del marzo scorso, il compenso previsto per il docente tutor è compreso tra 1.168 e 2.053 euro lordo dipendente, mentre per il docente orientatore il riferimento è pari a 1.130,36 euro lordo dipendente. Gli importi concretamente spettanti devono comunque corrispondere agli incarichi conferiti e alle determinazioni assunte dalla singola istituzione scolastica.

A queste risorse si aggiunge inoltre l’ultimo intervento disposto con il decreto ministeriale n. 177 del 28 agosto 2026, attraverso il quale sono stati assegnati ulteriori 16 milioni di euro, completando la distribuzione dei 100 milioni destinati all’anno scolastico 2025/2026. Il decreto garantisce almeno 1.500 euro a ciascuna istituzione interessata, da destinare prioritariamente al docente orientatore e, per la parte residua, ai tutor.

E per il 2026/2027 arrivano altri 70 milioni

La vera novità riguarda però il nuovo anno scolastico.

Il decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30 settembre ed entrato in vigore il 1° ottobre 2026, interviene nuovamente sul finanziamento delle attività di orientamento.

L’articolo 2 incrementa il fondo previsto dall’articolo 1, comma 561, della legge n. 197/2022 di:

30 milioni di euro per il 2026 e 40 milioni di euro per il 2027.

Complessivamente si tratta quindi di 70 milioni di euro aggiuntivi destinati a garantire anche nell’anno scolastico 2026/2027 le attività di orientamento, inclusione e contrasto alla dispersione, valorizzando il lavoro dei docenti impegnati come tutor, orientatori e nelle attività di coordinamento.

La continuità finanziaria della misura è dunque assicurata.

FENSIR: non si ripeta il ritardo del 2025/2026

Il problema, a questo punto, non è più soltanto stabilire quante risorse siano disponibili.

Occorre evitare che anche per il 2026/2027 si ripeta lo stesso meccanismo: attività assegnate e svolte dai docenti durante l’anno scolastico, stanziamenti definiti molti mesi dopo e corsa finale delle segreterie per riuscire a liquidare quanto dovuto.

Le risorse devono essere rese concretamente disponibili alle scuole in tempi compatibili con una corretta programmazione amministrativa.

Particolare attenzione deve essere riservata alle istituzioni scolastiche prive di DSGA titolare, alle scuole affidate in reggenza e a quelle nelle quali il personale amministrativo è stato appena nominato o è insufficiente rispetto al carico di lavoro.

Il docente che ha svolto un incarico non può subire le conseguenze delle difficoltà amministrative o delle carenze di organico della propria istituzione scolastica.

Il rifinanziamento di 70 milioni rappresenta quindi un elemento importante per dare continuità alle funzioni di tutor e orientatore, ma alla disponibilità finanziaria deve corrispondere una procedura amministrativa tempestiva.

Stanziare le risorse è indispensabile. Fare in modo che arrivino realmente e tempestivamente nelle buste paga dei lavoratori lo è altrettanto.

FENSIR IN DIRETTA: giovedì 24 settembre la quarta puntata sulla formazione obbligatoria

Torna FENSIR IN DIRETTA – La scuola, senza giri di parole, il video-podcast settimanale della FENSIR dedicato all’informazione e all’approfondimento sui temi che riguardano il personale scolastico.

La quarta puntata, in programma giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18:30, sarà dedicata a un tema che continua a generare dubbi e interpretazioni diverse nelle scuole:

FORMAZIONE OBBLIGATORIA

Docenti e ATA: cosa è davvero obbligatorio?

A confrontarsi sul tema saranno Giuseppe Favilla, Segretario Generale FENSIR, e Leonardo Buffo, docente e RSU d’istituto. La formazione in servizio dei docenti di ruolo è definita dalla Legge 107/2015 come “obbligatoria, permanente e strutturale”, mentre il CCNL disciplina concretamente tempi, modalità e rapporto con le attività funzionali all’insegnamento.

Durante la diretta faremo chiarezza sulle cosiddette 40+40 ore previste dall’art. 44 del CCNL: fino a 40 ore per Collegio dei docenti, programmazione e attività connesse e fino a ulteriori 40 ore per Consigli di classe, interclasse, intersezione e GLO. Si tratta di limiti massimi, non di un monte ore che deve essere necessariamente esaurito.

Un focus particolare sarà dedicato al rapporto tra formazione e orario di lavoro: quando la formazione può rientrare nelle ore residue delle attività collegiali e quando, invece, le ore ulteriori devono essere remunerate attraverso il FMOF.

Parleremo inoltre dei cinque giorni annuali di formazione con esonero dal servizio, della formazione finanziata dal PNRR, della Carta del Docente, della formazione del personale ATA e degli obblighi specifici in materia di sicurezza sul lavoro, che devono svolgersi durante l’orario di lavoro e senza costi a carico del dipendente.

Come sempre sarà possibile intervenire attraverso la chat in diretta, ponendo domande e segnalando casi concreti.

Appuntamento giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18:30.

FENSIR IN DIRETTA
La scuola, senza giri di parole.

Carta del Docente, piattaforma riaperta dal 15 settembre: per ora solo residui e arretrati. FENSIR: «Il nuovo importo torni a 500 euro»

La nuova annualità 2026/2027 non è ancora disponibile. L’importo dipenderà dalle risorse stanziate e dal numero effettivo dei beneficiari. Dopo la riduzione a 383 euro dello scorso anno, FENSIR auspica il ripristino dei 500 euro.Carta del Docente, piattaforma riaperta dal 15 settembre: per ora solo residui e arretrati. FENSIR: «Il nuovo importo torni a 500 euro»

La nuova annualità 2026/2027 non è ancora disponibile. L’importo dipenderà dalle risorse stanziate e dal numero effettivo dei beneficiari. Dopo la riduzione a 383 euro dello scorso anno, FENSIR auspica il ripristino dei 500 euro.

Dal 15 settembre 2026 è nuovamente accessibile la piattaforma della Carta del Docente. La riapertura, tuttavia, non coincide con l’accredito della Carta relativa al nuovo anno scolastico 2026/2027.

In questa prima fase possono essere utilizzati esclusivamente:

– i residui relativi all’anno scolastico 2025/2026;

– gli importi riconosciuti ai docenti beneficiari di sentenze favorevoli, una volta effettivamente accreditati dall’Amministrazione.

Non è quindi ancora disponibile il nuovo bonus relativo all’anno scolastico 2026/2027.

Il nuovo importo non è ancora stato stabilito

È questo l’aspetto sul quale FENSIR ritiene necessario fare chiarezza.

Con la nuova disciplina, infatti, la Carta del Docente non ha più automaticamente un valore fisso di 500 euro. L’importo viene determinato annualmente, entro il limite massimo previsto, sulla base delle risorse disponibili e della consistenza effettiva della platea dei beneficiari.

L’ampliamento dei destinatari della Carta comporta inevitabilmente un aumento del numero dei lavoratori interessati e, in assenza di un corrispondente incremento delle risorse finanziarie, può determinare una riduzione dell’importo individuale.

È quanto già avvenuto nell’anno scolastico 2025/2026, quando il valore nominale della Carta è stato fissato in 383 euro, a fronte dei tradizionali 500 euro.

FENSIR: occorre tornare a 500 euro

FENSIR auspica che per l’anno scolastico 2026/2027 Governo, Ministero dell’Istruzione e del Merito e Ministero dell’Economia individuino le risorse necessarie per riportare la Carta del Docente a 500 euro.

L’ampliamento della platea dei beneficiari rappresenta un importante riconoscimento della funzione professionale svolta anche dal personale a tempo determinato, ma non dovrebbe tradursi in una riduzione delle risorse destinate alla formazione individuale di ciascun lavoratore.

La formazione e l’aggiornamento professionale non possono essere considerati una voce residuale: sono parte integrante della professionalità docente e richiedono investimenti adeguati.

Estendere un diritto non dovrebbe significare ridurne il valore.

Per questo FENSIR ritiene necessario che all’aumento del numero degli aventi diritto corrisponda un adeguamento dello stanziamento complessivo.

Quando arriverà la Carta 2026/2027?

Per conoscere l’importo effettivo della Carta relativa all’anno scolastico 2026/2027 bisognerà attendere la definizione della platea dei beneficiari e il successivo provvedimento ministeriale.

La normativa prevede infatti una determinazione annuale dell’importo. Un elemento decisivo sarà proprio il numero complessivo dei docenti e del personale educativo aventi diritto, insieme alle risorse complessivamente disponibili.

Pertanto, allo stato attuale, non è possibile affermare quale sarà l’importo della Carta 2026/2027.

L’auspicio di FENSIR è chiaro: 500 euro devono tornare a rappresentare il valore pieno della Carta, senza mettere in discussione l’estensione del beneficio ai lavoratori a tempo determinato.

Arretrati e sentenze: dal 15 settembre nuovamente utilizzabili

Particolarmente importante è, infine, la riapertura della piattaforma per coloro che hanno ottenuto il riconoscimento della Carta del Docente attraverso un provvedimento giudiziario.

Le somme già riconosciute e accreditate in esecuzione delle sentenze tornano infatti disponibili sulla piattaforma.

FENSIR continuerà a seguire sia l’evoluzione normativa relativa alla Carta 2026/2027 sia la situazione dei lavoratori che vantano annualità pregresse non riconosciute, fornendo aggiornamenti sulle possibilità di tutela.

FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca

Unità nella specificità

Dal 15 settembre 2026 è nuovamente accessibile la piattaforma della Carta del Docente. La riapertura, tuttavia, non coincide con l’accredito della Carta relativa al nuovo anno scolastico 2026/2027.

In questa prima fase possono essere utilizzati esclusivamente:

  • i residui relativi all’anno scolastico 2025/2026;
  • gli importi riconosciuti ai docenti beneficiari di sentenze favorevoli, una volta effettivamente accreditati dall’Amministrazione.

Non è quindi ancora disponibile il nuovo bonus relativo all’anno scolastico 2026/2027.

Il nuovo importo non è ancora stato stabilito

È questo l’aspetto sul quale FENSIR ritiene necessario fare chiarezza.

Con la nuova disciplina, infatti, la Carta del Docente non ha più automaticamente un valore fisso di 500 euro. L’importo viene determinato annualmente, entro il limite massimo previsto, sulla base delle risorse disponibili e della consistenza effettiva della platea dei beneficiari.

L’ampliamento dei destinatari della Carta comporta inevitabilmente un aumento del numero dei lavoratori interessati e, in assenza di un corrispondente incremento delle risorse finanziarie, può determinare una riduzione dell’importo individuale.

È quanto già avvenuto nell’anno scolastico 2025/2026, quando il valore nominale della Carta è stato fissato in 383 euro, a fronte dei tradizionali 500 euro.

FENSIR: occorre tornare a 500 euro

FENSIR auspica che per l’anno scolastico 2026/2027 Governo, Ministero dell’Istruzione e del Merito e Ministero dell’Economia individuino le risorse necessarie per riportare la Carta del Docente a 500 euro.

L’ampliamento della platea dei beneficiari rappresenta un importante riconoscimento della funzione professionale svolta anche dal personale a tempo determinato, ma non dovrebbe tradursi in una riduzione delle risorse destinate alla formazione individuale di ciascun lavoratore.

La formazione e l’aggiornamento professionale non possono essere considerati una voce residuale: sono parte integrante della professionalità docente e richiedono investimenti adeguati.

Estendere un diritto non dovrebbe significare ridurne il valore.

Per questo FENSIR ritiene necessario che all’aumento del numero degli aventi diritto corrisponda un adeguamento dello stanziamento complessivo.

Quando arriverà la Carta 2026/2027?

Per conoscere l’importo effettivo della Carta relativa all’anno scolastico 2026/2027 bisognerà attendere la definizione della platea dei beneficiari e il successivo provvedimento ministeriale.

La normativa prevede infatti una determinazione annuale dell’importo. Un elemento decisivo sarà proprio il numero complessivo dei docenti e del personale educativo aventi diritto, insieme alle risorse complessivamente disponibili.

Pertanto, allo stato attuale, non è possibile affermare quale sarà l’importo della Carta 2026/2027.

L’auspicio di FENSIR è chiaro: 500 euro devono tornare a rappresentare il valore pieno della Carta, senza mettere in discussione l’estensione del beneficio ai lavoratori a tempo determinato.

Arretrati e sentenze: dal 15 settembre nuovamente utilizzabili

Particolarmente importante è, infine, la riapertura della piattaforma per coloro che hanno ottenuto il riconoscimento della Carta del Docente attraverso un provvedimento giudiziario.

Le somme già riconosciute e accreditate in esecuzione delle sentenze tornano infatti disponibili sulla piattaforma.

FENSIR continuerà a seguire sia l’evoluzione normativa relativa alla Carta 2026/2027 sia la situazione dei lavoratori che vantano annualità pregresse non riconosciute, fornendo aggiornamenti sulle possibilità di tutela.

FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca
Unità nella specificità

FENSIR IN DIRETTA – Giovedì 17 settembre la terza puntata: Assicurazione Sanitaria e art. 44 CCNL

Torna FENSIR IN DIRETTA – La scuola, senza giri di parole, il video-podcast settimanale della FENSIR dedicato ai temi più attuali del mondo della scuola.

La terza puntata andrà in diretta giovedì 17 settembre 2026 alle ore 18:30 e sarà dedicata all’articolo 44 del CCNL, con particolare attenzione alla partecipazione alle attività collegiali, alle 40+40 ore e alle modalità di svolgimento in presenza o a distanza.

Nel corso della puntata verranno approfondite anche le novità introdotte dalla Nota MIM n. 3803 del 30 giugno 2026, che disciplina gli aspetti tecnici e organizzativi delle riunioni collegiali a distanza, comprese quelle con carattere deliberativo.

Ampio spazio sarà riservato alle domande più frequenti: quali attività sono obbligatorie, quando è possibile partecipare online, quali riunioni possono essere svolte a distanza e quali restano escluse.

Nella seconda parte della diretta si parlerà anche della nuova assicurazione sanitaria integrativa per il personale scolastico, con un focus su destinatari, adesione, decorrenza, prestazioni e limiti della copertura.

A condurre la puntata sarà Giuseppe Favilla, Segretario Generale FENSIR, con la partecipazione di Mariangela Mapelli e Antonino Gullo.

Appuntamento giovedì 17 settembre alle ore 18:30.

FENSIR IN DIRETTA – La scuola, senza giri di parole.

Polizza sanitaria per il personale della scuola: dal 30 settembre 2026 parte la nuova copertura. FENSIR: «Una tutela in più, ma è importante conoscere bene prestazioni e limiti»

Oltre 1,2 milioni di lavoratori interessati. La copertura riguarda docenti, compresi gli insegnanti di religione cattolica, personale ATA ed educativo, dirigenti scolastici e personale del Ministero. Previsti grandi interventi chirurgici, gravi eventi morbosi, prevenzione, odontoiatria, implantologia, parto e non autosufficienza. FENSIR mette a disposizione una prima guida alle prestazioni.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato l’avvio della nuova polizza sanitaria integrativa destinata al personale della scuola, una misura di welfare che coinvolgerà oltre 1,2 milioni di dipendenti.

La gara, del valore complessivo di 320 milioni di euro per 48 mesi, è stata aggiudicata da Consip alla coassicurazione costituita da UniSalute S.p.A., Intesa Sanpaolo Protezione S.p.A. e Poste Assicura S.p.A.

La Guida al Piano sanitario per il Personale della Scuola e del Ministero – Edizione 2026 è già disponibile e consente finalmente di conoscere nel dettaglio le prestazioni effettivamente garantite.

Quando parte la polizza

Un elemento importante va chiarito subito: la copertura non decorre dalla data dell’annuncio ministeriale.

La documentazione contrattuale stabilisce che la polizza avrà efficacia dalle ore 00.00 del 30 settembre 2026 alle ore 24.00 del 29 settembre 2030. Il Piano opera sul territorio italiano e prevede, per gli assicurati in servizio, un limite di età di 71 anni.

Per le assunzioni o cessazioni intervenute durante l’anno, il Ministero comunicherà mensilmente le variazioni a UniSalute; la copertura decorrerà o terminerà, secondo le condizioni previste, dal primo giorno del mese successivo alla comunicazione.

Chi è coperto

La platea è particolarmente ampia e comprende:

  • dirigenti scolastici;
  • personale docente a tempo indeterminato;
  • docenti a tempo determinato con contratto annuale o fino al termine delle attività didattiche;
  • personale ATA a tempo indeterminato;
  • personale ATA a tempo determinato annuale o fino al termine delle attività didattiche;
  • personale educativo a tempo indeterminato e determinato;
  • personale dipendente e dirigente del MIM in servizio negli uffici centrali e periferici;
  • personale utilizzato, distaccato o comandato.

FENSIR sottolinea in particolare l’inclusione degli insegnanti di religione cattolica. La normativa ha espressamente chiarito che nella nozione di personale docente rientrano anche gli IdRC, superando ogni possibile dubbio interpretativo.

È inoltre significativo che siano ricompresi i precari con contratto al 30 giugno, e non soltanto il personale di ruolo o con contratto fino al 31 agosto.

Cosa copre realmente la polizza

Il massimale complessivo previsto dal Piano arriva a 600.000 euro per ogni annualità assicurativa e per ciascun assistito, ferma restando l’applicazione dei diversi sottomassimali stabiliti per le singole prestazioni.

Il Piano opera anche in presenza di malattie croniche, recidivanti o pregresse alla data di attivazione della polizza e comprende, tra le principali garanzie, grandi interventi chirurgici, ricoveri per gravi eventi morbosi, day hospital e day surgery, interventi chirurgici ambulatoriali, indennità da ricovero, parto, prevenzione odontoiatrica, implantologia, non autosufficienza permanente, prevenzione secondaria, tariffe agevolate e servizi di consulenza.

Per i grandi interventi chirurgici sono inoltre comprese, nei limiti previsti dal Piano, le prestazioni collegate effettuate nei 90 giorni precedenti e nei 90 giorni successivi al ricovero.

Alcune delle prestazioni più interessanti

Ricoveri e grandi interventi. Nelle strutture convenzionate il pagamento viene effettuato direttamente da UniSalute, con le franchigie o gli scoperti eventualmente previsti. Per i grandi interventi e i gravi eventi morbosi è previsto generalmente uno scoperto del 10%, con un massimo non indennizzabile di 4.000 euro per evento.

Indennità per ricovero nel SSN. In caso di ricovero con intervento chirurgico interamente a carico del Servizio sanitario nazionale, e qualora non vengano richiesti altri rimborsi collegati allo stesso ricovero, è prevista un’indennità di 50 euro al giorno, con franchigia di 5 giorni e per un massimo di 40 giorni per annualità assicurativa.

Parto. Il Piano prevede una copertura massima di 2.500 euro per il parto naturale e 4.000 euro per il parto cesareo, senza scoperto o franchigia entro il limite della fattura sanitaria.

Prevenzione odontoiatrica. È prevista annualmente una visita specialistica odontoiatrica e una seduta di igiene orale professionale, da effettuare contestualmente, con un massimale di 100 euro.

Implantologia. La copertura arriva a 2.400 euro per assistito per annualità, con un massimo di 600 euro per impianto e fino a quattro impianti all’anno.

Non autosufficienza permanente. In presenza dei requisiti previsti dal Piano è riconosciuto un rimborso delle spese sanitarie e socioassistenziali fino a 500 euro mensili per un massimo di quattro anni.

Sono previsti inoltre specifici programmi annuali di prevenzione cardiovascolare e, per gli over 40, programmi di prevenzione oncologica femminile e maschile, comprendenti, a seconda dei casi, visita ginecologica e Pap test, visita senologica con ecografia o mammografia, oppure visita urologica e PSA.

Come utilizzare la copertura

FENSIR richiama l’attenzione su un aspetto essenziale: prima di sostenere una spesa sanitaria è necessario verificare le condizioni previste dal Piano.

Per le prestazioni presso strutture convenzionate occorre normalmente ottenere la preventiva autorizzazione di UniSalute. Il pagamento viene quindi effettuato direttamente alla struttura, fatta salva l’eventuale quota a carico dell’assicurato.

Il ricorso a strutture non convenzionate non dà automaticamente diritto al rimborso. Per diverse garanzie è consentito soltanto quando nella provincia di residenza non siano disponibili strutture convenzionate e dopo averne ottenuto preventiva conferma dalla Centrale Operativa. In tali casi, inoltre, il Piano precisa che i ticket del Servizio sanitario nazionale non sono rimborsati.

Le pratiche potranno essere gestite attraverso l’Area clienti UniSalute e l’app UniSalute Up, dalle quali sarà possibile consultare le strutture convenzionate, effettuare le prenotazioni previste, verificare le prestazioni comprese nel Piano e trasmettere le richieste di rimborso.

FENSIR: «Un risultato importante, ma non va confuso con una copertura sanitaria senza limiti»

FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca valuta positivamente l’introduzione, per la prima volta su una platea così estesa, di uno strumento di assistenza sanitaria integrativa per il personale scolastico.

Occorre però dare ai lavoratori un’informazione corretta e trasparente.

Non siamo di fronte a una polizza che rimborsa indistintamente qualsiasi visita, esame diagnostico o spesa sanitaria privata. Le prestazioni sono quelle espressamente individuate dal Piano e sono soggette, a seconda dei casi, a massimali, sottomassimali, scoperti, franchigie, preventiva autorizzazione e utilizzo della rete convenzionata.

Per questo FENSIR ritiene indispensabile che, prima dell’effettiva entrata in vigore del 30 settembre 2026, tutto il personale riceva indicazioni operative semplici e uniformi sulle modalità di accesso, sull’attivazione della posizione assicurativa e sull’utilizzo delle singole garanzie.

«L’introduzione della polizza sanitaria rappresenta certamente un ampliamento delle tutele per chi lavora nella scuola. Come FENSIR vigileremo però sulla sua concreta applicazione, perché un diritto è realmente tale soltanto quando il lavoratore sa di averlo e può utilizzarlo senza ostacoli burocratici o informazioni poco chiare. Particolare attenzione dovrà essere garantita anche al personale precario, agli insegnanti di religione e a tutte le categorie espressamente ricomprese nella copertura.»

FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca
Unità nella specificità

ACCESSO ALLA REGISTRAZIONE: Questo è il link diretto: https://iam.pubblica.istruzione.it/iam-ssum/sso/login

Buon anno scolastico a tutta la comunità della scuola

In questo 1° settembre, giorno che segna per tanti l’inizio di un nuovo anno scolastico, desideriamo rivolgere, a nome della FeNSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca, un augurio sincero a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno fanno vivere la scuola italiana.

Un augurio particolare va ai docenti precari “storici”, a coloro che da anni attendono una risposta definitiva e continuano, nonostante l’incertezza, a mettere professionalità, competenza e passione al servizio degli studenti. Ogni settembre ricomincia per loro non soltanto un anno scolastico, ma troppo spesso anche l’attesa di una sede, di una nomina e di quella stabilità lavorativa che non può continuare ad essere rimandata.

A loro va il nostro impegno affinché il precariato non diventi una condizione permanente. La scuola italiana ha bisogno di continuità e la continuità passa necessariamente dalla stabilizzazione di chi da anni garantisce un servizio essenziale e di qualità.

Un augurio speciale va poi a tutti coloro che, proprio in questi giorni, entrano finalmente in ruolo. Dopo anni di studio, concorsi, graduatorie, attese e sacrifici, il 1° settembre rappresenta per molti l’inizio di una nuova fase professionale. Che possa essere vissuta con entusiasmo, consapevolezza e con la serenità che deriva dal vedere finalmente riconosciuto il proprio percorso.

E un caloroso benvenuto va a chi entra per la prima volta in una scuola da docente, iniziando una professione straordinaria e impegnativa. Insegnare significa certamente trasmettere conoscenze, ma soprattutto accompagnare persone in crescita, costruire relazioni, educare alla libertà, alla responsabilità e al rispetto.

Il nostro augurio si estende con la stessa convinzione a tutto il personale ATA, componente indispensabile della comunità scolastica. Collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, assistenti tecnici, DSGA e tutte le professionalità ATA garantiscono quotidianamente il funzionamento delle nostre istituzioni scolastiche e rappresentano un supporto fondamentale per studenti, famiglie, docenti e dirigenti.

Anche per il personale ATA resta centrale il tema della stabilità occupazionale, del riconoscimento professionale e della valorizzazione del lavoro svolto, troppo spesso dato per scontato nonostante sia essenziale per la vita quotidiana delle scuole.

La FeNSIR continuerà ad essere accanto a tutto il personale della scuola, di ruolo e precario, perché crediamo in una scuola nella quale nessuno debba sentirsi un lavoratore di serie B e nella quale alla qualità del servizio prestato corrispondano dignità, diritti e stabilità del lavoro.

L’auspicio con cui iniziamo questo nuovo anno scolastico è che possa finalmente aprirsi una stagione capace di affrontare seriamente il precariato e di offrire prospettive certe alle migliaia di lavoratrici e lavoratori che, anno dopo anno, permettono alla scuola italiana di funzionare.

A chi oggi prende servizio nella propria scuola, a chi cambia sede, a chi entra in ruolo, a chi comincia per la prima volta e anche a chi sta ancora aspettando una nomina, giunga il nostro più sincero:

Buon anno scolastico 2026/2027.

Che sia un anno di crescita, di soddisfazioni, di rispetto dei diritti e, soprattutto, di scuola vissuta come una vera comunità di persone.

Giuseppe Favilla
Segretario Generale FeNSIR

FeNSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca

Università eCampus: nuove iscrizioni 2026/2027 con il Polo di Studio FENSIR Formazione

Dal 27 agosto al via il servizio di orientamento. Borse di studio fino a 300 euro per gli iscritti FENSIR e i loro figli

Sono aperte le nuove iscrizioni per l’anno accademico 2026/2027 ai corsi di laurea dell’Università Telematica eCampus tramite il Polo di Studio FENSIR Formazione – codice 520.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra FENSIR Formazione ETS e FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca, due enti distinti che operano con ruoli differenti e complementari.

L’Università Telematica eCampus eroga i corsi e rilascia i relativi titoli accademici; FENSIR Formazione ETS, in qualità di Polo di Studio, offre orientamento e assistenza agli studenti; FENSIR Sindacato promuove l’opportunità tra i propri iscritti e sostiene il beneficio aggiuntivo destinato anche ai loro figli.

26 classi di laurea e 79 percorsi formativi

L’offerta formativa per l’anno accademico 2026/2027 comprende 26 classi di laurea, articolate in 79 percorsi formativi, appartenenti alle principali aree disciplinari:

  • ingegneristica e tecnologica;
  • psicologica e pedagogica;
  • economica e giuridica;
  • umanistica e linguistica;
  • comunicazione, turismo e design;
  • biologica e nutrizionale;
  • scienze motorie;
  • scienze politiche e sociali.

Sono disponibili corsi di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico, con lezioni online accessibili 24 ore su 24 e un’organizzazione pensata anche per studenti lavoratori e professionisti.

Orientamento universitario dal 27 agosto

A partire dal 27 agosto 2026 sarà attivo il servizio di consulenza e orientamento del Polo di Studio FENSIR Formazione.

Gli interessati potranno ricevere assistenza per:

  • individuare il corso di laurea più adatto alle proprie esigenze;
  • conoscere il piano di studi e gli sbocchi professionali;
  • richiedere la valutazione degli esami e dei CFU già conseguiti;
  • valutare un eventuale trasferimento da un altro Ateneo;
  • ricevere supporto durante la procedura d’iscrizione;
  • ottenere assistenza amministrativa e organizzativa durante il percorso.

L’obiettivo è accompagnare lo studente fin dalla scelta iniziale, aiutandolo a costruire un percorso universitario compatibile con il lavoro, la famiglia e gli altri impegni personali.

Quota annuale complessiva

La quota annuale complessiva prevista è pari a 2.856 euro, così ripartita:

  • 2.500 euro di contributo universitario;
  • 150 euro per diritti di segreteria;
  • 190 euro per la tassa regionale per il diritto allo studio;
  • 16 euro per l’imposta di bollo.

150 borse di studio

FENSIR Formazione ETS mette a disposizione 150 borse di studio annuali per gli studenti iscritti ai corsi di laurea eCampus tramite il Polo di Studio FENSIR Formazione – codice 520.

L’importo ordinario della borsa è pari a 250 euro.

Per gli iscritti a FENSIR Sindacato e per i loro figli è previsto un beneficio maggiorato: la borsa di studio annuale sarà pari a 300 euro.

La borsa di studio non rappresenta uno sconto immediato sulla quota d’iscrizione e non viene riconosciuta automaticamente. Lo studente dovrà presentare la relativa domanda e possedere i requisiti stabiliti dal regolamento.

Requisiti per ottenere la borsa di studio

Per accedere alla borsa di studio è necessario:

  • essere iscritti a un corso dell’Università Telematica eCampus tramite il Polo di Studio FENSIR Formazione – codice 520;
  • conseguire almeno il 50% dei crediti previsti per l’anno accademico e, comunque, almeno 30 CFU;
  • essere in regola con il pagamento delle quote;
  • non risultare iscritti fuori corso;
  • presentare la domanda secondo le modalità e le scadenze comunicate da FENSIR Formazione ETS.

Le borse saranno riconosciute previa verifica dei requisiti e assegnate, fino a esaurimento della disponibilità, secondo l’ordine cronologico d’iscrizione.

Un’opportunità anche per chi vuole riprendere gli studi

L’iniziativa è rivolta non soltanto a chi si iscrive per la prima volta all’Università, ma anche a chi desidera:

  • riprendere un percorso universitario interrotto;
  • conseguire una seconda laurea;
  • migliorare la propria posizione professionale;
  • acquisire nuove competenze;
  • trasferirsi da un altro Ateneo;
  • ottenere il riconoscimento degli esami e dei CFU già maturati.

Richiedi informazioni

La consulenza per l’orientamento sarà disponibile dal 27 agosto 2026.

Per richiedere informazioni, conoscere i corsi disponibili o avviare la valutazione preliminare della propria carriera universitaria è possibile contattare:

FENSIR Formazione ETS
Polo di Studio eCampus – codice 520
E-mail: amministrazione@formazione.fensir.it
Sito: https://formazione.fensir.it

Con FENSIR Formazione puoi iniziare o riprendere il tuo percorso universitario contando su orientamento, assistenza e accompagnamento durante tutte le fasi dell’iscrizione.

Aumenti di stipendio e arretrati: cresce l’attesa del personale della scuola. Attenzione ai possibili errori di calcolo

Nonostante la firma definitiva della parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, migliaia di lavoratori della scuola continuano ad attendere l’accredito degli aumenti stipendiali e degli arretrati maturati dal 1° gennaio 2025.

Siamo ormai nel mese di luglio e, ad oggi, sul sistema NoiPA non risultano ancora disponibili gli importi che il personale attende da mesi. Le ipotesi più accreditate parlano di un’emissione straordinaria nel corso di luglio oppure di un accredito direttamente con il cedolino di agosto, ma al momento non esistono ancora comunicazioni ufficiali che consentano di individuare con certezza la data del pagamento.

Per il personale docente di posto comune, di sostegno e per il personale ATA, gli arretrati saranno determinati in funzione del profilo professionale, dell’anzianità di servizio e della fascia stipendiale di appartenenza.

I docenti e il personale ATA già in ruolo vedranno gli incrementi calcolati sulla posizione economica maturata nel tempo. Diversa è invece la situazione dei neoassunti, che essendo collocati nella fascia iniziale (fascia 0), percepiranno gli aumenti previsti per tale posizione fino alla maturazione della successiva progressione economica.

Si tratta di un meccanismo ormai consolidato che, salvo eventuali errori di elaborazione, non dovrebbe presentare particolari criticità.

Il caso particolare dei docenti di religione immessi in ruolo dal 1° settembre 2025

Esiste però una categoria di personale che merita un approfondimento specifico: i docenti di religione cattolica immessi in ruolo dal 1° settembre 2025.

Questi insegnanti provengono, nella quasi totalità dei casi, da molti anni di servizio con incarico annuale. Molti di loro avevano già maturato gli scatti biennali previsti dalla normativa specifica e, proprio per questo motivo, all’atto dell’immissione in ruolo beneficiano del cosiddetto assegno ad personam, istituto che tutela il trattamento economico già acquisito.

Di conseguenza, alcuni risultano formalmente collocati nella fascia 0, mentre altri, in funzione della propria situazione economica, percepiscono un trattamento equivalente alle fasce 9, 15, 21 o persino 28 anni.

Il rischio di arretrati non correttamente liquidati

È proprio qui che potrebbe nascere un’importante anomalia.

Gli arretrati derivanti dal rinnovo contrattuale potrebbero essere calcolati esclusivamente fino al 31 agosto 2025, facendo riferimento al precedente stato giuridico di docente incaricato annuale.

In altri casi, invece, alcuni docenti potrebbero addirittura non ricevere gli importi spettanti in relazione alla nuova posizione economica maturata con l’immissione in ruolo.

Il problema nasce dal fatto che, allo stato attuale, i docenti di religione immessi in ruolo non possono ancora presentare la domanda di ricostruzione di carriera, indispensabile per riallineare la propria posizione economica al nuovo status di dipendente a tempo indeterminato.

Dal 1° settembre sarà fondamentale la ricostruzione di carriera

A partire dal prossimo 1° settembre, sarà quindi possibile avviare la procedura di ricostruzione di carriera.

Solo attraverso questo adempimento sarà possibile determinare correttamente la fascia stipendiale spettante, aggiornare la posizione economica e procedere al ricalcolo degli aumenti contrattuali e degli eventuali arretrati dovuti.

La ricostruzione di carriera rappresenterà quindi un passaggio decisivo per garantire ai docenti di religione il pieno riconoscimento economico della propria anzianità di servizio e per consentire l’allineamento tra il trattamento percepito come incaricati annuali e quello spettante nel nuovo rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

FENSIR: verificare con attenzione gli importi

Come FENSIR riteniamo che il pagamento degli arretrati debba avvenire nel più breve tempo possibile e, soprattutto, con criteri di calcolo trasparenti e corretti.

Invitiamo tutto il personale della scuola a verificare con attenzione gli importi che saranno liquidati, confrontandoli con la propria posizione giuridica ed economica.

Per i docenti di religione cattolica, in particolare, la fase della ricostruzione di carriera richiederà un’attenta assistenza, poiché potrebbero emergere interpretazioni differenti da parte delle Ragionerie Territoriali dello Stato, con il rischio di ritardi o di un non corretto riconoscimento dell’anzianità maturata.

Qualora dovessero registrarsi difformità applicative o errori nel riconoscimento delle somme spettanti, FENSIR è pronta a seguire le lavoratrici e i lavoratori interessati, valutando anche l’eventuale avvio di specifiche iniziative di tutela e, se necessario, di contenzioso, affinché nessun dipendente della scuola venga penalizzato nell’applicazione del nuovo contratto.


📌 In evidenza

FENSIR seguirà costantemente l’evoluzione della vicenda. Non appena NoiPA renderà disponibili i cedolini con gli aumenti e gli arretrati del rinnovo contrattuale, pubblicheremo guide pratiche, tabelle aggiornate e simulazioni di calcolo per aiutare docenti, personale ATA e docenti di religione a verificare la correttezza degli importi liquidati.

In caso di anomalie, i nostri uffici saranno a disposizione degli iscritti e di tutto il personale della scuola per fornire assistenza, verificare le singole posizioni ed eventualmente promuovere le necessarie azioni di tutela.

DALLA DITTATURA DELLO SCHERMO ALLA PAURA DELLO SCHERMO

Sei anni dopo la pandemia, la scuola tra libertà di insegnamento, smartphone e intelligenza artificiale

di Giuseppe Favilla

Nel marzo del 2020 la scuola italiana visse uno dei momenti più drammatici e complessi della sua storia repubblicana. Nel giro di pochi giorni milioni di studenti furono costretti ad abbandonare le aule e centinaia di migliaia di docenti si trovarono a reinventare il proprio lavoro all’interno di una realtà completamente nuova.

La didattica a distanza divenne improvvisamente l’unico strumento disponibile per garantire la continuità educativa e il diritto all’istruzione sancito dall’articolo 34 della Costituzione. In quelle settimane il dibattito pubblico si concentrò quasi esclusivamente sulla necessità di non interrompere il rapporto tra scuola e studenti. Una preoccupazione legittima e condivisibile.

Tuttavia, già allora, appariva evidente il rischio di dimenticare un altro principio costituzionale fondamentale: quello sancito dall’articolo 33 della Costituzione, secondo cui «l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento».

A distanza di sei anni, superata l’emergenza sanitaria e archiviate molte delle polemiche di quel periodo, possiamo finalmente guardare a quell’esperienza con maggiore lucidità.

La didattica a distanza ha certamente rappresentato una risposta necessaria ad una situazione eccezionale. Migliaia di docenti hanno dimostrato professionalità, spirito di servizio e capacità di adattamento, spesso supplendo con il proprio impegno personale alle carenze organizzative e infrastrutturali del sistema. Sarebbe ingiusto e intellettualmente disonesto non riconoscerlo.

Allo stesso tempo, quella stagione ci ha lasciato insegnamenti che non dovrebbero essere dimenticati.

Abbiamo scoperto che la tecnologia può facilitare l’accesso alle informazioni, ma non può sostituire la relazione educativa.

Abbiamo compreso che l’apprendimento non coincide con la semplice trasmissione di contenuti.

Abbiamo verificato che la presenza fisica, il dialogo diretto, la costruzione quotidiana delle relazioni e della comunità scolastica rappresentano elementi essenziali del processo formativo.

Abbiamo inoltre constatato come l’innovazione tecnologica, lungi dall’eliminare le disuguaglianze, possa talvolta accentuarle. Non tutti gli studenti disponevano degli stessi strumenti, degli stessi spazi, delle stesse opportunità. La pandemia rese visibili fragilità sociali che per anni erano rimaste ai margini del dibattito educativo.

Eppure, proprio mentre maturavano queste consapevolezze, il dibattito pubblico ha progressivamente imboccato una direzione opposta.

Se nel 2020 sembrava che la tecnologia dovesse salvare la scuola, oggi sembra che la scuola debba essere salvata dalla tecnologia.

Lo smartphone è diventato il simbolo di ogni disagio educativo.

I social network vengono frequentemente indicati come la causa della crisi dell’attenzione.

L’intelligenza artificiale è spesso descritta come una minaccia per il pensiero umano e per il valore stesso dello studio.

La discussione si è trasformata in una contrapposizione tra favorevoli e contrari alla tecnologia, tra innovatori e conservatori, tra sostenitori dei divieti e difensori della libertà digitale.

Si tratta, tuttavia, di una rappresentazione semplicistica di una realtà molto più complessa.

La crisi dell’attenzione non nasce con lo smartphone.

La povertà lessicale non nasce con i social network.

La difficoltà di leggere un testo complesso non nasce con l’intelligenza artificiale.

La fragilità delle relazioni educative non nasce con Internet.

Attribuire agli strumenti la responsabilità di fenomeni che hanno radici culturali, sociali e pedagogiche molto più profonde rischia di trasformare il dibattito educativo in una ricerca permanente di capri espiatori.

Gli strumenti cambiano.

Le sfide educative restano.

Per questa ragione sarebbe opportuno affrontare il tema dell’uso degli smartphone nelle scuole con maggiore equilibrio e con minore enfasi ideologica.

Nessuno può negare che esistano problemi reali legati all’abuso dei dispositivi digitali.

Nessuno può ignorare i danni prodotti da una fruizione incontrollata dei social media.

Nessuno può sottovalutare il rischio di una dipendenza tecnologica sempre più precoce.

Ma proprio perché tali problemi esistono, la risposta non può essere semplicemente proibitiva.

La scuola non è il luogo del divieto.

La scuola è il luogo dell’educazione.

Educare significa accompagnare gli studenti alla comprensione critica della realtà.

Significa insegnare a distinguere tra informazione e manipolazione.

Significa sviluppare autonomia di giudizio.

Significa fornire strumenti culturali per utilizzare consapevolmente le tecnologie senza diventarne schiavi.

La storia dell’educazione dimostra che ogni innovazione significativa ha generato timori e resistenze.

Accadde con la stampa.

Accadde con il libro scolastico.

Accadde con la televisione.

Accadde con Internet.

Accade oggi con l’intelligenza artificiale.

La vera domanda non è se tali strumenti debbano essere accolti o respinti.

La vera domanda è se la scuola sia in grado di governarli e di trasformarli in occasioni di crescita culturale.

Ed è proprio qui che torna centrale il tema della libertà di insegnamento.

L’articolo 33 della Costituzione rappresenta uno dei pilastri meno citati e al tempo stesso più importanti dell’intero sistema educativo italiano.

I Padri Costituenti non inserirono quel principio per tutelare una categoria professionale.

Lo inserirono per garantire la libertà della cultura e impedire che l’istruzione potesse essere ridotta ad uno strumento di conformismo ideologico o di controllo amministrativo.

La libertà di insegnamento costituisce una garanzia democratica.

Essa tutela il pluralismo culturale.

Tutela la ricerca metodologica.

Tutela l’autonomia professionale del docente.

Tutela, soprattutto, il diritto degli studenti ad essere formati attraverso il confronto delle idee e non mediante l’applicazione meccanica di procedure standardizzate.

Oggi questo principio appare nuovamente sotto pressione.

Non per effetto di ideologie totalitarie o di forme esplicite di censura, ma attraverso una crescente tendenza alla burocratizzazione dell’azione educativa.

Da anni assistiamo ad una progressiva proliferazione di linee guida, protocolli, adempimenti, piattaforme, monitoraggi, rendicontazioni e prescrizioni che rischiano di restringere gli spazi dell’autonomia professionale.

Talvolta si ha l’impressione che la scuola venga considerata come una struttura amministrativa da governare attraverso procedure uniformi piuttosto che come una comunità educante fondata sulla responsabilità e sulla competenza dei propri docenti.

La questione degli smartphone e quella dell’intelligenza artificiale si inseriscono esattamente in questo scenario.

Il rischio non è rappresentato dalla tecnologia in sé.

Il rischio consiste nel ritenere che problemi educativi complessi possano essere risolti attraverso disposizioni generali valide per ogni contesto, ogni scuola, ogni classe e ogni studente.

La scuola reale è molto diversa.

Ogni comunità scolastica presenta caratteristiche proprie.

Ogni disciplina richiede metodologie differenti.

Ogni classe manifesta bisogni educativi specifici.

Ogni docente sviluppa nel tempo competenze professionali che gli consentono di scegliere gli strumenti più efficaci per raggiungere determinati obiettivi formativi.

È questa la ragione per cui il legislatore costituente ha voluto tutelare la libertà di insegnamento.

Non per affermare l’arbitrio individuale.

Non per sottrarre il docente alle proprie responsabilità.

Ma perché l’educazione è un’attività complessa che non può essere integralmente disciplinata attraverso prescrizioni centralizzate.

Oggi, mentre il dibattito continua a concentrarsi sugli smartphone, la scuola si trova già di fronte ad una sfida ancora più impegnativa.

L’intelligenza artificiale generativa sta modificando profondamente il modo di studiare, scrivere, tradurre, ricercare informazioni e produrre conoscenza.

Per la prima volta nella storia gli studenti hanno accesso a strumenti capaci di generare testi complessi, elaborare immagini, sintetizzare documenti e fornire risposte articolate in pochi secondi.

Ignorare questa realtà sarebbe impossibile.

Proibirla integralmente sarebbe illusorio.

Accettarla acriticamente sarebbe irresponsabile.

La scuola è chiamata a fare ciò che ha sempre fatto nei momenti di cambiamento: comprendere, interpretare, educare.

La sfida non consiste nel decidere se l’intelligenza artificiale debba entrare o meno nelle scuole.

La sfida consiste nel formare cittadini capaci di utilizzarla senza rinunciare al proprio pensiero critico.

Perché nessun algoritmo può sostituire il giudizio.

Nessuna piattaforma può sostituire la coscienza.

Nessuna macchina può sostituire la responsabilità morale.

Nessuna tecnologia può sostituire la relazione educativa.

Se il 2020 ci ha insegnato che la tecnologia non può sostituire la scuola, il 2026 dovrebbe insegnarci che la scuola non può limitarsi a proibire la tecnologia.

Tra l’entusiasmo acritico per il digitale e il proibizionismo tecnologico esiste una terza via.

È la via dell’educazione.

È la via della responsabilità.

È la via della libertà di insegnamento.

È la via indicata dalla Costituzione della Repubblica.

Perché il futuro della scuola italiana non dipenderà dagli strumenti che utilizzeremo.

Dipenderà dalla capacità di continuare a credere nella cultura, nella professionalità dei docenti, nell’autonomia del sapere e nella formazione di cittadini liberi.

Ed è proprio in questa prospettiva che la libertà di insegnamento non rappresenta un ostacolo al cambiamento.

Rappresenta, oggi come ieri, la condizione indispensabile perché il cambiamento possa trasformarsi in autentica crescita educativa e democratica.

PER UNA LETTURA NEL TEMPO

Scuola 2026: i prossimi appuntamenti per docenti, insegnanti di religione, personale ATA e Alte Professionalità

L’estate rappresenta uno dei momenti più importanti dell’anno per il personale scolastico. Tra immissioni in ruolo, assegnazioni provvisorie, conferimento delle supplenze, conferme degli incarichi e progressioni di carriera, il periodo compreso tra giugno e settembre concentra procedure che incidono direttamente sul futuro professionale di migliaia di lavoratori della scuola.

Per questo FENSIR segue con particolare attenzione tutte le fasi che interesseranno docenti, insegnanti di religione cattolica, personale ATA e Alte Professionalità, offrendo informazione, tutela e assistenza sindacale.

Docenti: assunzioni, mobilità e percorsi di carriera

Per i docenti precari, i prossimi mesi saranno caratterizzati dalle immissioni in ruolo derivanti dalle procedure concorsuali e dalle GPS sostegno, dallo scorrimento delle graduatorie e dal conferimento delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche.

Per i docenti di ruolo saranno invece centrali le procedure di utilizzazione e assegnazione provvisoria, la mobilità annuale, i percorsi formativi e le opportunità di sviluppo professionale previste dal sistema scolastico.

Particolare attenzione dovrà essere riservata anche alla presentazione delle domande di ricostruzione di carriera da parte del personale immesso in ruolo che abbia concluso positivamente il periodo di formazione e prova.

Insegnanti di Religione Cattolica: una specificità da valorizzare

Gli insegnanti di religione cattolica continuano a rappresentare una componente essenziale della comunità scolastica e necessitano di una tutela sindacale attenta alle peculiarità del loro status giuridico.

Per gli incaricati annuali il periodo estivo coincide con le procedure di conferma degli incarichi, con l’individuazione delle disponibilità per il nuovo anno scolastico e con le procedure concorsuali ancora in corso.

Particolare interesse riveste il tema della ricostruzione di carriera. Gli insegnanti di religione incaricati annuali che abbiano raggiunto il quinto anno di incarico e svolgano almeno 12 ore settimanali nella scuola dell’infanzia e primaria oppure 18 ore nella scuola secondaria possono accedere alla ricostruzione di carriera e ai relativi benefici economici.

Lo stesso diritto può essere riconosciuto anche a coloro che svolgano almeno 12 ore settimanali nella scuola secondaria qualora sia attestato dall’Ufficio Diocesano per la Scuola che la riduzione dell’orario rispetto alla cattedra piena dipenda da ragioni strutturali (non è possibile aggiungere ulteriori spezzoni perché troppo distanti tra di loro).

Per gli insegnanti di religione cattolica immessi in ruolo il 1° settembre 2025, una volta superato positivamente l’anno di formazione e prova, sarà possibile presentare la domanda di ricostruzione di carriera nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 dicembre attraverso la piattaforma Istanze Online.

Personale ATA: stabilizzazione e valorizzazione professionale

Per il personale ATA precario saranno particolarmente importanti le nomine annuali, le graduatorie permanenti 24 mesi e le opportunità di stabilizzazione.

Per il personale ATA di ruolo assumono rilievo le procedure di mobilità, le progressioni tra le aree professionali, le posizioni economiche e l’attribuzione dei nuovi incarichi organizzativi previsti dall’evoluzione dell’amministrazione scolastica.

Anche il personale ATA immesso in ruolo e che abbia superato il periodo di prova potrà presentare domanda di ricostruzione di carriera attraverso le procedure telematiche previste dal Ministero nel periodo annualmente stabilito.

Alte Professionalità ATA: una nuova sfida organizzativa

Le nuove figure delle Elevate Qualificazioni e delle Alte Professionalità ATA rappresentano una delle principali novità degli ultimi anni.

Definizione delle funzioni, riconoscimento delle competenze, formazione specialistica, valorizzazione economica e sviluppo delle carriere saranno temi centrali nei prossimi mesi e richiederanno un costante confronto sindacale per garantire il pieno riconoscimento del ruolo svolto.

Ricostruzione di carriera: attenzione alle scadenze

Dal 1° settembre al 31 dicembre potranno presentare domanda di ricostruzione di carriera:

  • i docenti immessi in ruolo che abbiano superato l’anno di formazione e prova;
  • gli insegnanti di religione cattolica immessi in ruolo il 1° settembre 2025 che abbiano concluso positivamente il percorso di formazione e prova;
  • I docenti incaricati annuali in modalità cartacea allegando anche la dichiarazione dei servizi;
  • il personale ATA immesso in ruolo che abbia superato il periodo di prova.

La ricostruzione di carriera rappresenta uno strumento fondamentale per il riconoscimento dell’anzianità di servizio e per la corretta attribuzione delle progressioni stipendiali previste dall’ordinamento scolastico.

Unità nella specificità

Docenti, insegnanti di religione cattolica, personale ATA e Alte Professionalità condividono la stessa missione educativa ma vivono esigenze professionali differenti.

Per FENSIR la rappresentanza sindacale efficace nasce dalla capacità di riconoscere e valorizzare le specificità di ciascuna categoria, offrendo tutela, assistenza e competenza specialistica.

Perché categorie diverse richiedono risposte diverse, ma tutti i lavoratori della scuola hanno diritto a una rappresentanza forte, competente e presente.

FENSIR – Unità nella specificità.

📍 Via G. Carducci, 25 – 24127 Bergamo
☎ 035 0460151
📧 segreteria@fensir.it

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