CONCORSI

Immissioni in ruolo docenti 2026/27: autorizzate 46.642 assunzioni a tempo indeterminato

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficializzato il piano delle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2026/2027. Con il Decreto Ministeriale n. 136 del 10 luglio 2026 è stato autorizzato un contingente di 46.642 assunzioni a tempo indeterminato per il personale docente, corrispondente ai posti vacanti e disponibili al termine delle operazioni di mobilità. Il via libera è arrivato dopo l’autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, consentendo così l’avvio delle procedure di reclutamento che dovranno concludersi entro il 31 agosto.

Il numero autorizzato coincide con le effettive disponibilità rilevate a livello nazionale, al netto di 473 situazioni di esubero. L’obiettivo del provvedimento è garantire la presenza dei docenti fin dal primo giorno di scuola, ridurre il ricorso alle supplenze annuali e assicurare una maggiore continuità didattica agli studenti.

Come saranno assegnati i posti

Il decreto demanda agli Uffici scolastici regionali la gestione delle operazioni di nomina, sulla base della ripartizione contenuta nell’allegato ministeriale. Le assunzioni saranno effettuate attraverso il consueto doppio canale di reclutamento:

  • Graduatorie di Merito (GM) dei concorsi;
  • Graduatorie ad Esaurimento (GAE).

Per ogni provincia e classe di concorso viene indicato il contingente disponibile e il numero massimo di assunzioni effettuabili dai due canali, consentendo così una distribuzione uniforme delle nomine sull’intero territorio nazionale.

Un piano che interessa tutto il Paese

La ripartizione del contingente conferma un fabbisogno diffuso in tutte le aree d’Italia.

Nel Nord continua a essere elevata la richiesta di docenti, soprattutto nelle province caratterizzate da una forte mobilità del personale. Le maggiori disponibilità riguardano le discipline scientifiche, il sostegno e gli insegnamenti tecnico-professionali, settori nei quali il ricorso alle supplenze è tradizionalmente più elevato.

Nel Centro il contingente è distribuito in maniera equilibrata tra i diversi ordini di scuola. Le disponibilità interessano l’infanzia, la primaria e la secondaria, con un numero significativo di posti destinati anche al sostegno e alle principali classi di concorso della scuola secondaria.

Anche il Sud beneficerà di un consistente numero di immissioni in ruolo. Le autorizzazioni riguardano migliaia di cattedre che negli ultimi anni sono state spesso coperte con incarichi a tempo determinato, contribuendo così a rafforzare la stabilità degli organici.

Nelle Isole, il contingente interessa centinaia di posti distribuiti tra scuola dell’infanzia, primaria, secondaria e sostegno. Le disponibilità sono diffuse nelle diverse province e comprendono sia posti comuni sia numerose classi di concorso della scuola secondaria, confermando l’attenzione del Ministero anche verso i territori insulari.

Le classi di concorso più interessate

Dall’allegato emerge un quadro articolato che coinvolge praticamente tutti gli ordini di scuola. Tra le classi di concorso con il maggior numero di disponibilità figurano la scuola dell’infanzia e primaria, il sostegno e numerosi insegnamenti della scuola secondaria, in particolare quelli dell’area scientifica, matematica, lingue straniere e discipline tecnico-professionali. Anche i posti di sostegno continuano a rappresentare una quota significativa del contingente nazionale, a conferma della crescente esigenza di garantire continuità educativa agli alunni con disabilità.

Le prossime fasi

Dopo la pubblicazione del decreto ministeriale, gli Uffici scolastici regionali procederanno con la ripartizione definitiva dei posti e con l’apertura delle procedure informatizzate per la scelta della provincia e della sede da parte degli aspiranti. Successivamente saranno effettuate le nomine dalle Graduatorie di Merito e dalle Graduatorie ad Esaurimento fino all’esaurimento del contingente autorizzato.

Le operazioni dovranno concludersi entro il 31 agosto, termine fissato dalla normativa per consentire ai docenti di prendere servizio con l’inizio dell’anno scolastico 2026/2027.

Un passo verso una scuola più stabile

Con 46.642 assunzioni autorizzate, il piano per il prossimo anno scolastico rappresenta un intervento di rilievo nel percorso di rafforzamento degli organici della scuola italiana. Pur non eliminando completamente il fenomeno del precariato, il contingente consentirà di stabilizzare decine di migliaia di insegnanti e di coprire una parte consistente delle cattedre vacanti, con benefici attesi sia per il personale sia per la continuità didattica degli studenti. Il vero banco di prova sarà ora rappresentato dalla rapidità con cui gli Uffici scolastici riusciranno a completare le procedure di nomina, affinché il nuovo anno scolastico possa iniziare con il maggior numero possibile di docenti già in cattedra.

Scuola 2026: i prossimi appuntamenti per docenti, insegnanti di religione, personale ATA e Alte Professionalità

L’estate rappresenta uno dei momenti più importanti dell’anno per il personale scolastico. Tra immissioni in ruolo, assegnazioni provvisorie, conferimento delle supplenze, conferme degli incarichi e progressioni di carriera, il periodo compreso tra giugno e settembre concentra procedure che incidono direttamente sul futuro professionale di migliaia di lavoratori della scuola.

Per questo FENSIR segue con particolare attenzione tutte le fasi che interesseranno docenti, insegnanti di religione cattolica, personale ATA e Alte Professionalità, offrendo informazione, tutela e assistenza sindacale.

Docenti: assunzioni, mobilità e percorsi di carriera

Per i docenti precari, i prossimi mesi saranno caratterizzati dalle immissioni in ruolo derivanti dalle procedure concorsuali e dalle GPS sostegno, dallo scorrimento delle graduatorie e dal conferimento delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche.

Per i docenti di ruolo saranno invece centrali le procedure di utilizzazione e assegnazione provvisoria, la mobilità annuale, i percorsi formativi e le opportunità di sviluppo professionale previste dal sistema scolastico.

Particolare attenzione dovrà essere riservata anche alla presentazione delle domande di ricostruzione di carriera da parte del personale immesso in ruolo che abbia concluso positivamente il periodo di formazione e prova.

Insegnanti di Religione Cattolica: una specificità da valorizzare

Gli insegnanti di religione cattolica continuano a rappresentare una componente essenziale della comunità scolastica e necessitano di una tutela sindacale attenta alle peculiarità del loro status giuridico.

Per gli incaricati annuali il periodo estivo coincide con le procedure di conferma degli incarichi, con l’individuazione delle disponibilità per il nuovo anno scolastico e con le procedure concorsuali ancora in corso.

Particolare interesse riveste il tema della ricostruzione di carriera. Gli insegnanti di religione incaricati annuali che abbiano raggiunto il quinto anno di incarico e svolgano almeno 12 ore settimanali nella scuola dell’infanzia e primaria oppure 18 ore nella scuola secondaria possono accedere alla ricostruzione di carriera e ai relativi benefici economici.

Lo stesso diritto può essere riconosciuto anche a coloro che svolgano almeno 12 ore settimanali nella scuola secondaria qualora sia attestato dall’Ufficio Diocesano per la Scuola che la riduzione dell’orario rispetto alla cattedra piena dipenda da ragioni strutturali (non è possibile aggiungere ulteriori spezzoni perché troppo distanti tra di loro).

Per gli insegnanti di religione cattolica immessi in ruolo il 1° settembre 2025, una volta superato positivamente l’anno di formazione e prova, sarà possibile presentare la domanda di ricostruzione di carriera nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 dicembre attraverso la piattaforma Istanze Online.

Personale ATA: stabilizzazione e valorizzazione professionale

Per il personale ATA precario saranno particolarmente importanti le nomine annuali, le graduatorie permanenti 24 mesi e le opportunità di stabilizzazione.

Per il personale ATA di ruolo assumono rilievo le procedure di mobilità, le progressioni tra le aree professionali, le posizioni economiche e l’attribuzione dei nuovi incarichi organizzativi previsti dall’evoluzione dell’amministrazione scolastica.

Anche il personale ATA immesso in ruolo e che abbia superato il periodo di prova potrà presentare domanda di ricostruzione di carriera attraverso le procedure telematiche previste dal Ministero nel periodo annualmente stabilito.

Alte Professionalità ATA: una nuova sfida organizzativa

Le nuove figure delle Elevate Qualificazioni e delle Alte Professionalità ATA rappresentano una delle principali novità degli ultimi anni.

Definizione delle funzioni, riconoscimento delle competenze, formazione specialistica, valorizzazione economica e sviluppo delle carriere saranno temi centrali nei prossimi mesi e richiederanno un costante confronto sindacale per garantire il pieno riconoscimento del ruolo svolto.

Ricostruzione di carriera: attenzione alle scadenze

Dal 1° settembre al 31 dicembre potranno presentare domanda di ricostruzione di carriera:

  • i docenti immessi in ruolo che abbiano superato l’anno di formazione e prova;
  • gli insegnanti di religione cattolica immessi in ruolo il 1° settembre 2025 che abbiano concluso positivamente il percorso di formazione e prova;
  • I docenti incaricati annuali in modalità cartacea allegando anche la dichiarazione dei servizi;
  • il personale ATA immesso in ruolo che abbia superato il periodo di prova.

La ricostruzione di carriera rappresenta uno strumento fondamentale per il riconoscimento dell’anzianità di servizio e per la corretta attribuzione delle progressioni stipendiali previste dall’ordinamento scolastico.

Unità nella specificità

Docenti, insegnanti di religione cattolica, personale ATA e Alte Professionalità condividono la stessa missione educativa ma vivono esigenze professionali differenti.

Per FENSIR la rappresentanza sindacale efficace nasce dalla capacità di riconoscere e valorizzare le specificità di ciascuna categoria, offrendo tutela, assistenza e competenza specialistica.

Perché categorie diverse richiedono risposte diverse, ma tutti i lavoratori della scuola hanno diritto a una rappresentanza forte, competente e presente.

FENSIR – Unità nella specificità.

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☎ 035 0460151
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Immissioni in ruolo 2026: guida all’ordine di utilizzo delle graduatorie di posto comune e di sostegno

FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca informa docenti e aspiranti all’assunzione sulle modalità di utilizzo delle graduatorie per le immissioni in ruolo, un tema particolarmente importante in vista delle prossime procedure di reclutamento.

Il principio del 50% tra GAE e Graduatorie di Merito

La normativa vigente prevede che i posti destinati alle assunzioni a tempo indeterminato siano ripartiti al 50% tra le Graduatorie ad Esaurimento (GAE) e il 50% tra le Graduatorie di Merito dei concorsi. Qualora uno dei due canali risulti esaurito, i posti residui possono essere attribuiti all’altro canale attraverso il cosiddetto meccanismo del “travaso”.

Scuola dell’Infanzia e Primaria

Per il settore dell’infanzia e della primaria, l’ordine di scorrimento delle graduatorie prevede innanzitutto l’assunzione dei vincitori del concorso 2016 ancora presenti in graduatoria. Successivamente, una parte dei posti viene assegnata ai vincitori del concorso straordinario 2018 e relativa fascia aggiuntiva.

I posti residui vengono poi attribuiti seguendo l’ordine cronologico dei concorsi più recenti:

  • Vincitori del concorso ordinario 2020;
  • Vincitori del concorso PNRR1;
  • Vincitori del concorso PNRR2;
  • Vincitori del concorso PNRR3.

Qualora residuino ulteriori disponibilità, si procede allo scorrimento degli idonei secondo le percentuali e le modalità previste dalla normativa vigente, fino all’utilizzo degli elenchi regionali e delle graduatorie per il sostegno.

Scuola Secondaria di I e II grado

Per la scuola secondaria il percorso è leggermente diverso. Dopo i vincitori del concorso 2016, i posti disponibili vengono ripartiti tra:

  • Concorso straordinario 2018 e fascia aggiuntiva;
  • Vincitori del concorso ordinario 2020;
  • Vincitori del concorso straordinario 2020.

Esaurite tali graduatorie, si procede con i vincitori dei concorsi PNRR in ordine cronologico:

  1. PNRR1;
  2. PNRR2;
  3. PNRR3.

Anche in questo caso, qualora rimangano posti disponibili, si passa agli idonei e successivamente agli elenchi regionali e alle procedure dedicate al sostegno.

Il ruolo degli elenchi regionali e delle mini call

Quando le graduatorie principali non consentono la copertura di tutti i posti autorizzati, entrano in gioco gli elenchi regionali e le procedure per il sostegno. In ultima istanza, possono essere attivate le cosiddette mini call veloci, che consentono l’assegnazione dei posti rimasti vacanti attraverso procedure interprovinciali.

Perché è importante conoscere l’ordine delle graduatorie

Comprendere l’ordine di utilizzo delle graduatorie permette ai candidati di:

  • valutare correttamente le proprie possibilità di assunzione;
  • monitorare l’andamento delle nomine;
  • pianificare eventuali scelte territoriali;
  • conoscere i propri diritti durante le procedure di reclutamento.

FENSIR continuerà a seguire con attenzione tutte le fasi delle immissioni in ruolo, fornendo aggiornamenti, consulenza e assistenza agli iscritti.

FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca
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ATA 24 mesi 2026/27: cosa sapere

Il 14 aprile 2026 si è svolta l’informativa al Ministero sull’aggiornamento e l’integrazione delle graduatorie ATA “24 mesi” per l’accesso ai ruoli provinciali nell’anno scolastico 2026/2027.

Tempistiche previste

  • Pubblicazione dei bandi da parte degli Uffici scolastici entro il 21 aprile 2026
  • Presentazione delle domande indicativamente dal 28 aprile al 19 maggio 2026
  • Scelta delle scuole tramite Allegato G prevista orientativamente dal 23 giugno al 13 luglio 2026, dopo la valutazione delle domande

Requisiti
Per i nuovi inserimenti sarà richiesta la Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD) per i profili ATA, con esclusione del collaboratore scolastico.

Questioni sollevate al Ministero
È stata chiesta una circolare con indicazioni chiare e uniformi su alcuni punti che oggi vengono gestiti in modo diverso tra province:

  • Qualifiche regionali: chiarire la validità delle qualifiche rilasciate ai sensi del D.Lgs. 13/2013
  • Servizio come facente funzione DSGA: definire una valutazione uniforme su tutto il territorio
  • Valutazione del servizio fino a fine contratto: richiesta di considerare il servizio fino alla naturale scadenza del contratto, e non solo fino alla data di scadenza della domanda
  • Nuovo ordinamento professionale ATA: segnalate forti disparità applicative tra territori dopo la riforma entrata in vigore dal 1° maggio 2024
  • Congedo biennale per assistenza legge 104/92: richiesta di una regola univoca sulla valutazione del servizio utile ai fini delle graduatorie

Problema principale evidenziato
Resta centrale il tema delle mancate immissioni in ruolo sui posti vacanti e disponibili, che continua ad alimentare il precariato strutturale e a indebolire il funzionamento del servizio scolastico.

Posizioni economiche del personale ATA: aggiornamento sullo stato di avanzamento

Il Segretario Nazionale di FENSIR SAATA, Gianluca Mangione, fornisce un aggiornamento dettagliato sullo stato di avanzamento delle procedure relative all’attribuzione delle posizioni economiche del personale ATA, alla luce dei dati più recenti disponibili.

Le nuove posizioni economiche complessivamente attivabili sono pari a circa 46.300 unità, così articolate per area e profilo professionale:

Area Collaboratori scolastici (prima posizione economica): circa 28.500 posti

Area Operatori: circa 80 posti

Area Assistenti – prima posizione economica: circa 12.500 posti, di cui:

9.050 assistenti amministrativi

3.300 assistenti tecnici

quote residuali per cuochi, guardarobieri e infermieri

Area Assistenti – seconda posizione economica: circa 5.100 posti, di cui:

3.700 assistenti amministrativi

1.400 assistenti tecnici

Per quanto riguarda la partecipazione alle procedure selettive, si registra un’adesione particolarmente elevata. I lavoratori ammessi ai percorsi formativi e alle prove finali risultano complessivamente oltre 57.000, con il seguente dettaglio:

Collaboratori scolastici: circa 26.900 candidati

Assistenti amministrativi – prima posizione economica: oltre 12.100 candidati

Assistenti tecnici – prima posizione economica: circa 3.400 candidati

Assistenti amministrativi – seconda posizione economica: oltre 10.600 candidati

Assistenti tecnici – seconda posizione economica: circa 4.000 candidati

ulteriori contingenti per gli altri profili ATA

Il rapporto medio tra posti disponibili e candidati conferma una partecipazione significativa, con una media compresa tra 2 e 3 candidati per ogni posizione, con variazioni territoriali anche rilevanti.

Sul piano procedurale, si evidenzia che:

le prove ordinarie si sono svolte regolarmente tra febbraio e marzo 2026;

sono in fase di completamento le prove suppletive, con conclusione prevista entro la fine di aprile 2026;

sono già avviate in diversi territori le attività di correzione e validazione degli esiti.

Per quanto concerne le tempistiche, la pubblicazione delle graduatorie provvisorie è attesa entro la prima metà di maggio 2026, mentre le graduatorie definitive dovrebbero essere rese note entro il mese di giugno 2026, compatibilmente con la chiusura delle prove suppletive e delle verifiche amministrative.

Permangono tuttavia criticità legate alla disomogeneità dei tempi tra i diversi Uffici Scolastici Regionali, alla gestione delle prove suppletive e alla necessità di garantire uniformità nei criteri di valutazione.

“Questi numeri – dichiara Mangione – ci restituiscono con chiarezza una realtà: il personale ATA crede fortemente nei percorsi di valorizzazione professionale, come dimostra l’altissimo livello di partecipazione. Tuttavia, non possiamo ignorare che a fronte di oltre 57.000 lavoratori coinvolti, una parte significativa resterà esclusa, pur avendo investito tempo, competenze e aspettative in questa procedura”.

“È necessario – prosegue il Segretario Nazionale – avviare una riflessione strutturale: le posizioni economiche non possono restare uno strumento limitato e selettivo, ma devono diventare un meccanismo stabile e progressivo di crescita professionale. In particolare, la prima posizione economica degli assistenti amministrativi, che rappresentano una colonna portante del funzionamento delle segreterie scolastiche, deve essere ulteriormente valorizzata e ampliata”.

“Occorre inoltre garantire tempi certi e omogenei: non è accettabile che i lavoratori debbano attendere mesi per conoscere l’esito di una procedura già conclusa nelle sue fasi principali. Serve una regia nazionale più incisiva, capace di superare le attuali disomogeneità territoriali”.

FENSIR SAATA continuerà a monitorare con attenzione tutte le fasi del procedimento, mantenendo un confronto costante con l’Amministrazione e promuovendo ogni iniziativa utile a tutela dei lavoratori.

Il Segretario Nazionale Saata

Gianluca Mangione

Nuovi elenchi regionali per le immissioni in ruolo: cosa cambia dal 2026/2027

Il sistema di reclutamento dei docenti italiani si prepara a una significativa innovazione. Con il parere espresso dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) il 16 marzo 2026, prende forma un nuovo strumento destinato a incidere sulle assunzioni: gli elenchi regionali per le immissioni in ruolo.

Un nuovo canale di reclutamento

Il provvedimento introduce, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, elenchi regionali dai quali attingere per le assunzioni a tempo indeterminato quando risultano esaurite le graduatorie dei concorsi ordinari.

L’obiettivo è chiaro: garantire la copertura dei posti vacanti già dall’inizio dell’anno scolastico, evitando ritardi cronici nelle nomine e assicurando continuità didattica agli studenti .

Chi può accedere agli elenchi

Gli elenchi sono riservati a candidati che:

  • abbiano partecipato a concorsi banditi dal 2020 in poi
  • abbiano superato la prova orale con almeno 70/100
  • non siano già assunti a tempo indeterminato o con contratto finalizzato al ruolo

L’iscrizione avviene su base volontaria e in una sola regione, anche diversa da quella in cui si è svolto il concorso.

Come funzionano le graduatorie

Gli aspiranti vengono inseriti negli elenchi regionali secondo criteri ben precisi:

  1. Ordine cronologico del concorso sostenuto
  2. Punteggio complessivo (prova scritta + orale)
  3. Eventuali criteri di precedenza in caso di parità

Questo sistema mira a valorizzare sia l’esperienza concorsuale sia il merito.

Una soluzione al problema delle graduatorie esaurite

Uno degli aspetti più rilevanti è la funzione “di riserva” degli elenchi. Essi verranno utilizzati solo dopo l’esaurimento delle graduatorie concorsuali, diventando quindi uno strumento complementare e non sostitutivo .

In questo modo si amplia il bacino di docenti già selezionati, riducendo il ricorso a supplenze annuali.

Le osservazioni del CSPI

Il CSPI ha espresso un parere complessivamente positivo, sottolineando diversi punti di forza:

  • valorizzazione di candidati già idonei
  • maggiore efficienza nelle assunzioni
  • contributo alla stabilità del sistema scolastico

Tuttavia, sono state avanzate anche alcune proposte migliorative:

  • precedenza per chi ha svolto il concorso nella stessa regione scelta
  • maggiore trasparenza sui posti disponibili
  • monitoraggio nazionale per evitare disparità territoriali
  • estensione della misura anche ad alcune procedure concorsuali escluse

Il parere delle organizzazioni sindacali

Sul provvedimento si registra anche una prima apertura da parte del mondo sindacale. Il Segretario generale della Fensir, Giuseppe Favilla, ha infatti sottolineato come l’introduzione degli elenchi regionali rappresenti:

“un buon modo per superare quello che è da sempre il precariato endemico dei lavoratori della scuola statale italiana”.

Una valutazione che evidenzia come il nuovo meccanismo possa contribuire a ridurre la storica instabilità occupazionale del settore, offrendo nuove opportunità di immissione in ruolo a docenti già selezionati.

Criticità e questioni aperte

Non mancano alcune criticità:

  • il vincolo della scelta di una sola regione può limitare le opportunità
  • il sistema potrebbe generare squilibri tra territori con più o meno posti disponibili
  • resta fondamentale la chiarezza sui contingenti di assunzione

Conclusioni

Gli elenchi regionali rappresentano un passo importante verso un sistema di reclutamento più flessibile ed efficiente. Se ben attuati, potranno contribuire a ridurre il precariato e garantire una maggiore stabilità nelle scuole italiane.

Resta però decisiva la fase applicativa: trasparenza, monitoraggio e correzioni in corso d’opera saranno essenziali per trasformare questa riforma in un reale miglioramento del sistema.


Posizioni economiche ATA: definite le prove finali

SAATA: attenzione a equità, trasparenza e tutela dei lavoratori


Nella giornata del 20 gennaio presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito il confronto tra Amministrazione e sindacati rappresentativi sull’organizzazione delle prove finali per le posizioni economiche del personale ATA.
FENSIR SAATA non ha partecipato all’incontro. Le informazioni disponibili provengono esclusivamente dalle comunicazioni ufficiali dell’Amministrazione e dalle notizie diffuse successivamente. Ciò non impedisce al sindacato di esprimere una valutazione chiara e responsabile nell’interesse dei lavoratori.

Dopo anni di attesa, la procedura entra finalmente nella fase conclusiva. Le prove finali sono previste per la fine di febbraio e coinvolgeranno oltre 47.000 lavoratori ATA appartenenti ai diversi profili interessati dalle posizioni economiche. Un passaggio atteso da tempo, che pone fine a una lunga fase di incertezza.

Le prove si svolgeranno in più di 3.100 sedi distribuite sul territorio nazionale. Secondo quanto comunicato dall’Amministrazione, per molti candidati la sede d’esame sarà relativamente vicina alla scuola di servizio. È tuttavia confermato che una parte del personale dovrà sostenere la prova lontano dalla propria sede di lavoro, con disagi evidenti in termini di tempi di percorrenza, costi e organizzazione personale e familiare.

Su questo punto interviene Gianluca Mangione, Segretario Nazionale SAATA, che chiarisce la posizione del sindacato:
«Quando si parla di diritti contrattuali, nessun lavoratore dovrebbe essere penalizzato. Gli spostamenti significativi per sostenere una prova legata a un diritto acquisito non possono essere considerati un dettaglio organizzativo».

L’Amministrazione ha indicato l’utilizzo di un sistema automatizzato per l’assegnazione delle sedi, che terrebbe conto anche della viabilità reale. Una spiegazione che, secondo SAATA, non risolve il problema.
«Gli algoritmi non possono giustificare disagi concreti per i lavoratori», sottolinea Mangione. «La gestione delle posizioni economiche deve mettere al centro le persone, non scaricare su di loro le difficoltà organizzative».

La prova consisterà in un test a risposta multipla di 20 quesiti, differenziati per profilo e posizione economica, coerenti con il percorso formativo svolto. Potranno accedere alla prova finale esclusivamente i lavoratori che abbiano completato almeno il 75 per cento delle ore di formazione previste.

FENSIR SAATA ritiene che il tema delle posizioni economiche non possa essere affrontato accettando compromessi al ribasso. Secondo Mangione, «parlare di buona organizzazione ignorando i disagi di una parte del personale significa spostare il peso delle criticità amministrative sui lavoratori ATA».

Il sindacato evidenzia come i sindacati rappresentativi avrebbero dovuto pretendere con maggiore determinazione sedi d’esame realmente prossime per tutti, criteri di assegnazione chiari, verificabili e uniformi, nonché l’assenza di qualsiasi aggravio economico o logistico per il personale coinvolto.

«Le posizioni economiche non sono una concessione», conclude Mangione. «Sono un diritto contrattuale legato alla formazione, alle competenze e alle responsabilità aggiuntive. Non possono trasformarsi in un percorso a ostacoli».

FENSIR SAATA continuerà a seguire con attenzione l’intera procedura, pronta a segnalare criticità, tutelare chi subirà disagi e intervenire in tutte le sedi opportune per garantire equità, trasparenza e rispetto della dignità professionale del personale ATA.

I diritti non si amministrano con percentuali e algoritmi.
I diritti si difendono.

Elenchi regionali per le immissioni in ruolo 2026/27: cosa sapere

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha predisposto una bozza di provvedimento che disciplina la costituzione delle graduatorie regionali finalizzate alle immissioni in ruolo del personale docente a partire dall’anno scolastico 2026/2027.
Tali graduatorie hanno l’obiettivo di garantire la copertura dei posti vacanti e disponibili qualora risultino esaurite le graduatorie concorsuali ordinarie ancora vigenti.

Finalità delle graduatorie regionali

Le graduatorie regionali rappresentano uno strumento aggiuntivo per assicurare continuità didattica e stabilità negli organici, consentendo l’assunzione a tempo indeterminato di docenti che hanno già dimostrato il possesso delle competenze richieste attraverso il superamento di procedure concorsuali.

Requisiti di accesso

Possono presentare domanda di inserimento nelle graduatorie regionali i docenti che:

  • abbiano partecipato a procedure concorsuali bandite a decorrere dal 1° gennaio 2020;
  • abbiano conseguito il punteggio minimo previsto per il superamento della prova orale, pari ad almeno 70/100 (o punteggio equivalente nelle procedure che prevedono prova orale e pratica);
  • siano risultati idonei, anche se non rientrati nel numero dei posti messi a bando.

Le graduatorie riguardano posti comuni e di sostegno per la scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado.

Esclusioni

Non possono presentare domanda di inserimento:

  • i docenti già assunti con contratto a tempo indeterminato;
  • i docenti che abbiano un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo.

Struttura delle graduatorie

Le graduatorie regionali saranno articolate:

  • per regione,
  • per classe di concorso e tipologia di posto.

L’ordine di collocazione dei candidati sarà determinato secondo i seguenti criteri:

  1. priorità in base alla cronologia delle procedure concorsuali;
  2. all’interno della stessa procedura, in base al punteggio complessivo ottenuto.

Scelta della regione

Ogni candidato potrà scegliere una sola regione, valida per tutte le classi di concorso e tipologie di posto per cui possiede titolo.
La scelta sarà irrevocabile per l’anno di riferimento.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda di inserimento dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale ministeriale, nei tempi e con le modalità che saranno indicati nell’ordinanza attuativa.

Pubblicazione delle graduatorie

Gli Uffici Scolastici Regionali provvederanno a:

  • pubblicare le graduatorie regionali definitive;
  • rendere disponibili i dati relativi alla consistenza delle graduatorie concorsuali ancora vigenti;
  • aggiornare annualmente le informazioni utili alle operazioni di immissione in ruolo.

Utilizzo per le immissioni in ruolo

Le graduatorie regionali saranno utilizzate solo in caso di esaurimento delle graduatorie concorsuali ordinarie, per l’assegnazione dei posti residui destinati alle assunzioni a tempo indeterminato.

Tempistiche

Il decreto attuativo dovrà essere emanato entro il 31 dicembre 2025, mentre le graduatorie entreranno in funzione a partire dalle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2026/2027.

IRC in Lombardia: 315 docenti esclusi, errori nelle graduatorie e sindacati storici complici

Il Decreto USR Lombardia n. 1847 del 27 agosto 2025 avrebbe dovuto avviare la stabilizzazione degli insegnanti di religione cattolica della scuola dell’infanzia e primaria. Invece, ancora una volta, ci troviamo di fronte a un atto che approva solo le graduatorie, così come è avvenuto lo scorso 10 luglio per la secondaria, ma che rinvia parte delle assunzioni a data da destinarsi.

Il contingente era chiaro: 488 posti per infanzia e primaria, 445 per la secondaria. Con il DM n. 144 del 18 luglio 2025 erano stati aggiunti ulteriori posti, pari a 165 per l’infanzia e primaria e 150 per la secondaria, per un totale di 315 posti aggiuntivi. Eppure, la Lombardia è rimasta l’unica regione in cui questi numeri non sono stati recepiti in un decreto operativo. Un atto che, come ricorda la Fensir – il sindacato autonomo che ha contestato duramente il ritardo – “poteva essere fatto in 5 minuti con qualsiasi intelligenza artificiale, se quella umana non era in grado di elaborare un semplice calcolo proporzionale dei posti per diocesi”.

Errori clamorosi nelle graduatorie

Non bastasse il rinvio, le graduatorie pubblicate dall’USR Lombardia presentano errori madornali. Non solo l’attribuzione indebita di 4 punti per l’anno scolastico 2023/24, escluso dal bando, ma anche 4 punti sottratti ingiustamente a causa di un errore nella convalida dei titoli, frutto di un decreto mal formulato e rettificato in corsa. A questo si sommano calcoli sbagliati dei titoli culturali e il mancato rispetto delle precedenze previste.

Errori che alterano pesantemente le posizioni in graduatoria, danneggiando in particolare i candidati collocati nelle zone di confine tra assunzione certa e attesa.

La divisione illegittima di infanzia, primaria e secondaria

Non solo la secondaria. Le graduatorie lombarde, pubblicate il 10 luglio scorso, sono state suddivise per gradi scolastici (medie e superiori), in aperta violazione della legge 186/2003, che prevede due soli ruoli: da una parte infanzia e primaria, dall’altra tutta la secondaria. Una scelta amministrativa arbitraria, senza base normativa, che apre la porta a ricorsi e contenziosi.

Lo stesso errore si ripete anche per l’altro settore formativo: infanzia e primaria. Invece di essere trattate come un unico settore, con una sola graduatoria, sono state suddivise, creando ulteriore confusione e contravvenendo ancora una volta al quadro legislativo.

La denuncia dei sindacati autonomi

A denunciare con forza questa situazione sono la Fensir, attraverso il segretario generale nazionale Giuseppe Favilla, e il sindacato federato SAIR – Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione, guidato da Mariangela Mapelli.

Favilla è netto: “Gli errori possono capitare – per distrazione, stanchezza, mancanza di chiarezza o fretta – ma quando emergono devono essere corretti. Invece qui non si è fatto nulla. E siamo di fronte all’unica regione d’Italia che non ha ancora applicato il DM 144/2025, nonostante sia un atto semplice e doveroso. La Lombardia si professa regione efficiente, ma in questo caso lascia tutti sbigottiti”.

Durissima anche Mariangela Mapelli, che denuncia la leggerezza con cui gli errori sono stati pubblicati sul sito ministeriale e nella piattaforma riservata: “Non solo i titoli sono stati valutati male, ma neppure è stata data la possibilità di correggere gli errori: meno di 12 ore dopo la pubblicazione della valutazione dei titoli culturali e di servizi, le graduatorie definitive erano già online, piene di sbagli che non possono essere ignorati e sottovalutati in quanto determinano l’effettivo diritto al ruolo. Chi si trova in alto in graduatoria ha una certezza di assunzione, ma chi è al confine del contingente assegnato rischia non solo di restare escluso, ma anche di subire revoche e spostamenti successivi”.

Il ruolo dei sindacati storici

Di fronte a questo scenario, colpisce ancora una volta il silenzio dei sindacati storici, in particolare di quello che da trent’anni si proclama “l’unico sindacato dei docenti di religione” – anche se ormai non è più così. Forte solo della sua rappresentatività riflessa, si è dimostrato incapace di difendere i lavoratori, di pretendere il rispetto del DM 144/2025 e di reagire agli errori macroscopici delle graduatorie.

Mentre Fensir e SAIR denunciano pubblicamente le omissioni, i sindacati “rappresentativi” si limitano a difendere la propria posizione, senza ottenere ciò che è legittimamente previsto per i docenti di religione in tutta Italia. Ancora una volta, la loro inerzia diventa complicità.

Oggi 315 docenti – 165 della primaria e 150 della secondaria – restano esclusi dal ruolo, vittime di rinvii, errori e di un’amministrazione incapace di garantire trasparenza. Ma vittime anche di un sindacato che da trent’anni vive di autocelebrazione e numeri ereditati, senza più capacità di conflitto.

Il tempo delle rendite di posizione è finito. Serve una svolta, servono nuove forze e nuove strategie. Perché il sindacato non può essere una vetrina, ma deve tornare ad essere strumento di tutela. E oggi, in Lombardia, di tutela vera non si vede traccia.

Religione cattolica: attese oltre 6.000 assunzioni per il 2025/26, ma il decreto non è ancora ufficiale

Cresce l’attesa per la pubblicazione del decreto ministeriale relativo alle immissioni in ruolo degli insegnanti di religione cattolica per l’anno scolastico 2025/2026. Secondo quanto anticipato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito durante un recente confronto con le organizzazioni sindacali, sarebbero 6.022 i posti destinati alle assunzioni a tempo indeterminato, su un totale di 8.050 posti vacanti e disponibili.

Un numero che, se confermato, andrebbe ben oltre i 4.500 posti inizialmente previsti dai due bandi del concorso straordinario, facendo ipotizzare un incremento di circa 1.500 posti, che seppur sottratti per quest’anno all’ordinario, saranno reintegrati con i pensionamenti del 2025/2026 e 2026/2027, dunque non avverrà lo scorrimento delle graduatorie dello straordinario per gli anni 2025/2026 e 2026/2027. Tuttavia, il decreto non è ancora stato pubblicato, e le cifre restano al momento non ufficiali, lasciando spazio a dubbi e incertezze nel settore.

Il commento del SAIR: “Siamo sempre trattati in modo diverso”

A esprimere il malessere della categoria è Mariangela Mapelli, Segretaria del Fensir SAIR (Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione), che dichiara:

“È un momento di incertezza, come sempre d’altronde. Siamo abituati ad essere trattati come docenti con procedure diverse dagli altri, seppur nella sostanza, ad eccezione di qualche passaggio insignificante, che si risolve in una riga da inserire in un qualsiasi decreto che riguardi l’assunzione dei docenti di posti comuni e di sostegno. Ma il docente di religione deve aspettare… Ieri, 14 luglio, è stato annunciato e pubblicato il decreto per gli altri docenti, mentre i docenti di religione rimangono in attesa: tra supposizioni e incertezze.”

Mapelli sottolinea l’importanza del possibile incremento dei posti, ma invita alla prudenza:

“Bene che ci siano 1.500 posti in più per l’assunzione dei docenti dei concorsi straordinari, almeno così sembra essere, ma avremo conferma solo dopo la pubblicazione del decreto. Cerchiamo di non rimanere delusi se così non dovesse essere.”

Il concorso ordinario: domande tre volte superiori ai posti

Rimane alta anche l’attenzione sulle procedure ordinarie, che vedono coinvolti 6.195 candidati. Nel dettaglio:

  • 2.749 domande per il settore infanzia/primaria, a fronte di 927 posti disponibili
  • 3.446 domande per il settore secondaria di primo e secondo grado, per 1.001 posti

Numeri che confermano la forte domanda di stabilizzazione da parte dei docenti di religione, molti dei quali insegnano da anni con contratti a tempo determinato.

“È del tutto anacronistico – commenta Mapelli – il voler mantenere il 30% a tempo determinato così come previsto dalla legge 186/2003. I docenti di religione vogliono il ruolo e lo vogliono subito.”

Un’attesa che si ripete

L’impressione diffusa è che per i docenti di religione, l’attesa sia ormai la regola. Anche quest’anno, il decreto per le assunzioni degli altri docenti è stato pubblicato, mentre quello per gli insegnanti di religione ancora non compare all’orizzonte. I numeri, per ora, restano ipotesi. Le rassicurazioni fornite dal Ministero indicano una volontà di equilibrio tra le due procedure concorsuali (straordinaria e ordinaria), con una compensazione prevista a partire dal 2026/27, ma senza un testo ufficiale tutto resta nel campo delle intenzioni.

Speriamo di essere smentiti immediatamente, con la pubblicazione del decreto e l’avvio concreto delle assunzioni. Sarebbe il segnale atteso da anni, e potremmo finalmente gioire insieme a chi otterrà il ruolo, dopo un lungo percorso fatto di attesa, impegno e dedizione.

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