CONCORSI

IRC in Lombardia: 315 docenti esclusi, errori nelle graduatorie e sindacati storici complici

Il Decreto USR Lombardia n. 1847 del 27 agosto 2025 avrebbe dovuto avviare la stabilizzazione degli insegnanti di religione cattolica della scuola dell’infanzia e primaria. Invece, ancora una volta, ci troviamo di fronte a un atto che approva solo le graduatorie, così come è avvenuto lo scorso 10 luglio per la secondaria, ma che rinvia parte delle assunzioni a data da destinarsi.

Il contingente era chiaro: 488 posti per infanzia e primaria, 445 per la secondaria. Con il DM n. 144 del 18 luglio 2025 erano stati aggiunti ulteriori posti, pari a 165 per l’infanzia e primaria e 150 per la secondaria, per un totale di 315 posti aggiuntivi. Eppure, la Lombardia è rimasta l’unica regione in cui questi numeri non sono stati recepiti in un decreto operativo. Un atto che, come ricorda la Fensir – il sindacato autonomo che ha contestato duramente il ritardo – “poteva essere fatto in 5 minuti con qualsiasi intelligenza artificiale, se quella umana non era in grado di elaborare un semplice calcolo proporzionale dei posti per diocesi”.

Errori clamorosi nelle graduatorie

Non bastasse il rinvio, le graduatorie pubblicate dall’USR Lombardia presentano errori madornali. Non solo l’attribuzione indebita di 4 punti per l’anno scolastico 2023/24, escluso dal bando, ma anche 4 punti sottratti ingiustamente a causa di un errore nella convalida dei titoli, frutto di un decreto mal formulato e rettificato in corsa. A questo si sommano calcoli sbagliati dei titoli culturali e il mancato rispetto delle precedenze previste.

Errori che alterano pesantemente le posizioni in graduatoria, danneggiando in particolare i candidati collocati nelle zone di confine tra assunzione certa e attesa.

La divisione illegittima di infanzia, primaria e secondaria

Non solo la secondaria. Le graduatorie lombarde, pubblicate il 10 luglio scorso, sono state suddivise per gradi scolastici (medie e superiori), in aperta violazione della legge 186/2003, che prevede due soli ruoli: da una parte infanzia e primaria, dall’altra tutta la secondaria. Una scelta amministrativa arbitraria, senza base normativa, che apre la porta a ricorsi e contenziosi.

Lo stesso errore si ripete anche per l’altro settore formativo: infanzia e primaria. Invece di essere trattate come un unico settore, con una sola graduatoria, sono state suddivise, creando ulteriore confusione e contravvenendo ancora una volta al quadro legislativo.

La denuncia dei sindacati autonomi

A denunciare con forza questa situazione sono la Fensir, attraverso il segretario generale nazionale Giuseppe Favilla, e il sindacato federato SAIR – Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione, guidato da Mariangela Mapelli.

Favilla è netto: “Gli errori possono capitare – per distrazione, stanchezza, mancanza di chiarezza o fretta – ma quando emergono devono essere corretti. Invece qui non si è fatto nulla. E siamo di fronte all’unica regione d’Italia che non ha ancora applicato il DM 144/2025, nonostante sia un atto semplice e doveroso. La Lombardia si professa regione efficiente, ma in questo caso lascia tutti sbigottiti”.

Durissima anche Mariangela Mapelli, che denuncia la leggerezza con cui gli errori sono stati pubblicati sul sito ministeriale e nella piattaforma riservata: “Non solo i titoli sono stati valutati male, ma neppure è stata data la possibilità di correggere gli errori: meno di 12 ore dopo la pubblicazione della valutazione dei titoli culturali e di servizi, le graduatorie definitive erano già online, piene di sbagli che non possono essere ignorati e sottovalutati in quanto determinano l’effettivo diritto al ruolo. Chi si trova in alto in graduatoria ha una certezza di assunzione, ma chi è al confine del contingente assegnato rischia non solo di restare escluso, ma anche di subire revoche e spostamenti successivi”.

Il ruolo dei sindacati storici

Di fronte a questo scenario, colpisce ancora una volta il silenzio dei sindacati storici, in particolare di quello che da trent’anni si proclama “l’unico sindacato dei docenti di religione” – anche se ormai non è più così. Forte solo della sua rappresentatività riflessa, si è dimostrato incapace di difendere i lavoratori, di pretendere il rispetto del DM 144/2025 e di reagire agli errori macroscopici delle graduatorie.

Mentre Fensir e SAIR denunciano pubblicamente le omissioni, i sindacati “rappresentativi” si limitano a difendere la propria posizione, senza ottenere ciò che è legittimamente previsto per i docenti di religione in tutta Italia. Ancora una volta, la loro inerzia diventa complicità.

Oggi 315 docenti – 165 della primaria e 150 della secondaria – restano esclusi dal ruolo, vittime di rinvii, errori e di un’amministrazione incapace di garantire trasparenza. Ma vittime anche di un sindacato che da trent’anni vive di autocelebrazione e numeri ereditati, senza più capacità di conflitto.

Il tempo delle rendite di posizione è finito. Serve una svolta, servono nuove forze e nuove strategie. Perché il sindacato non può essere una vetrina, ma deve tornare ad essere strumento di tutela. E oggi, in Lombardia, di tutela vera non si vede traccia.

Religione cattolica: attese oltre 6.000 assunzioni per il 2025/26, ma il decreto non è ancora ufficiale

Cresce l’attesa per la pubblicazione del decreto ministeriale relativo alle immissioni in ruolo degli insegnanti di religione cattolica per l’anno scolastico 2025/2026. Secondo quanto anticipato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito durante un recente confronto con le organizzazioni sindacali, sarebbero 6.022 i posti destinati alle assunzioni a tempo indeterminato, su un totale di 8.050 posti vacanti e disponibili.

Un numero che, se confermato, andrebbe ben oltre i 4.500 posti inizialmente previsti dai due bandi del concorso straordinario, facendo ipotizzare un incremento di circa 1.500 posti, che seppur sottratti per quest’anno all’ordinario, saranno reintegrati con i pensionamenti del 2025/2026 e 2026/2027, dunque non avverrà lo scorrimento delle graduatorie dello straordinario per gli anni 2025/2026 e 2026/2027. Tuttavia, il decreto non è ancora stato pubblicato, e le cifre restano al momento non ufficiali, lasciando spazio a dubbi e incertezze nel settore.

Il commento del SAIR: “Siamo sempre trattati in modo diverso”

A esprimere il malessere della categoria è Mariangela Mapelli, Segretaria del Fensir SAIR (Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione), che dichiara:

“È un momento di incertezza, come sempre d’altronde. Siamo abituati ad essere trattati come docenti con procedure diverse dagli altri, seppur nella sostanza, ad eccezione di qualche passaggio insignificante, che si risolve in una riga da inserire in un qualsiasi decreto che riguardi l’assunzione dei docenti di posti comuni e di sostegno. Ma il docente di religione deve aspettare… Ieri, 14 luglio, è stato annunciato e pubblicato il decreto per gli altri docenti, mentre i docenti di religione rimangono in attesa: tra supposizioni e incertezze.”

Mapelli sottolinea l’importanza del possibile incremento dei posti, ma invita alla prudenza:

“Bene che ci siano 1.500 posti in più per l’assunzione dei docenti dei concorsi straordinari, almeno così sembra essere, ma avremo conferma solo dopo la pubblicazione del decreto. Cerchiamo di non rimanere delusi se così non dovesse essere.”

Il concorso ordinario: domande tre volte superiori ai posti

Rimane alta anche l’attenzione sulle procedure ordinarie, che vedono coinvolti 6.195 candidati. Nel dettaglio:

  • 2.749 domande per il settore infanzia/primaria, a fronte di 927 posti disponibili
  • 3.446 domande per il settore secondaria di primo e secondo grado, per 1.001 posti

Numeri che confermano la forte domanda di stabilizzazione da parte dei docenti di religione, molti dei quali insegnano da anni con contratti a tempo determinato.

“È del tutto anacronistico – commenta Mapelli – il voler mantenere il 30% a tempo determinato così come previsto dalla legge 186/2003. I docenti di religione vogliono il ruolo e lo vogliono subito.”

Un’attesa che si ripete

L’impressione diffusa è che per i docenti di religione, l’attesa sia ormai la regola. Anche quest’anno, il decreto per le assunzioni degli altri docenti è stato pubblicato, mentre quello per gli insegnanti di religione ancora non compare all’orizzonte. I numeri, per ora, restano ipotesi. Le rassicurazioni fornite dal Ministero indicano una volontà di equilibrio tra le due procedure concorsuali (straordinaria e ordinaria), con una compensazione prevista a partire dal 2026/27, ma senza un testo ufficiale tutto resta nel campo delle intenzioni.

Speriamo di essere smentiti immediatamente, con la pubblicazione del decreto e l’avvio concreto delle assunzioni. Sarebbe il segnale atteso da anni, e potremmo finalmente gioire insieme a chi otterrà il ruolo, dopo un lungo percorso fatto di attesa, impegno e dedizione.

Immissione in Ruolo dei Docenti di Religione Cattolica: Aspetti Procedurali e Tutele Economiche

L’immissione in ruolo dei docenti di religione cattolica è ormai vicina, ma sarà concretamente attuabile solo dopo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito avrà determinato la percentuale effettiva dei posti da destinare alla procedura straordinaria prevista dai due concorsi banditi: uno per la scuola dell’infanzia e primaria, l’altro per la secondaria di primo e secondo grado.

Resta da chiarire se l’immissione avverrà sul 50% o sul 100% dei posti autorizzati dai rispettivi bandi, con l’auspicio condiviso dal comparto scolastico che si proceda con la copertura totale del contingente disponibile.

Qualora il contingente 2025/2026 non venisse interamente utilizzato, si perderebbe un’occasione storica, come avvenne nel 2004/05 in occasione del primo concorso, quando le immissioni in ruolo avvennero in tre distinti contingenti. Una parte dei posti autorizzati rimase inutilizzata, generando disillusione tra i docenti e rallentando il processo di stabilizzazione. È quindi fondamentale che il Ministero operi con responsabilità e trasparenza, assicurando la piena valorizzazione delle risorse messe a disposizione.

In tale direzione, è positiva la recente convocazione da parte del Ministero delle Organizzazioni Sindacali rappresentative per una prima informativa ufficiale, il prossimo 8 luglio, sull’iter di assunzione a tempo indeterminato dei docenti di religione.

L’immissione in ruolo non è automatica

È importante sottolineare che l’assunzione a tempo indeterminato non è automatica per tutti i candidati idonei: essa è subordinata alla posizione utile in graduatoria, tenendo conto:

  • delle riserve di legge (ad esempio, categorie protette);
  • delle precedenze in caso di parità di punteggio (giovane età, presenza di figli minori, ecc.).

Pertanto, anche se in possesso di tutti i requisiti, non è garantito che il candidato venga assunto, qualora altri abbiano diritto di precedenza.

Inquadramento stipendiale e tutele economiche

Un aspetto cruciale e troppo spesso trascurato riguarda l’inquadramento economico dei docenti che passeranno di ruolo.

Per normativa vigente, i neo-assunti verranno inquadrati nella fascia stipendiale base (fascia 0). Tuttavia, la Legge 27/2006, art. 1-ter prevede che contestualmente alla firma del contratto a tempo indeterminato venga emesso un apposito decreto per riconoscere un assegno ad personam.

Questo assegno ha il compito di colmare la differenza tra il nuovo stipendio base e quello precedentemente percepito (al 31 agosto) come docente incaricato annuale con ricostruzione di carriera. In sintesi:

Il netto del nuovo contratto a tempo indeterminato deve corrispondere al netto dell’ultimo stipendio da docente incaricato.

Il ruolo del Fensir SAIR

Per evitare disallineamenti retributivi che potrebbero penalizzare economicamente i docenti, il Fensir SAIR predisporrà una bozza di decreto da inviare alle scuole. Questo documento servirà da modello operativo per le segreterie scolastiche e gli uffici competenti, così da assicurare la corretta applicazione della norma.

L’importanza della vigilanza individuale

Si invitano tutti i docenti di religione interessati a:

  • seguire attentamente ogni fase dell’immissione in ruolo;
  • verificare che il decreto per l’assegno ad personam venga effettivamente redatto e allegato al contratto;
  • in caso di anomalie o ritardi, contattare il nostro Sindacato, che interverrà tempestivamente presso la Scuola e la Ragioneria dello Stato.

È fondamentale evitare di trovarsi in una situazione economica svantaggiosa rispetto al passato, semplicemente per un’omissione procedurale.

CORSO GRATUITO PER IL CONCORSO ORDINARIO IRC!

FENSIR Formazione è lieta di invitarti a partecipare al corso gratuito online sincrono dedicato alla preparazione del Concorso Ordinario IRC.

Il corso affronterà in modo pratico e mirato elementi di pedagogia, metodologia e didattica, con particolare attenzione ai quiz a risposta multipla, elemento centrale del concorso.

👩‍🏫 Relatrice: Prof.ssa Monica Bergamaschi
🎯 Obiettivo: Fornire strumenti concreti e strategie efficaci per affrontare con sicurezza la prova concorsuale.

📅 Date degli incontri (in diretta online):

  • Giovedì 26/06 – ore 10:30 – 12:30
  • Sabato 28/06 – ore 08:00 – 10:00
  • Giovedì 10/07 – ore 15:00 – 17:00
  • Sabato 12/07 – ore 15:00 – 17:00
  • Lunedì 14/07 – ore 15:00 – 17:00

📌 Iscrizione gratuita e obbligatoria al link:
👉 https://forms.gle/KKgdSntE2gwZ6pV98

Al termine del percorso riceverai il link alle registrazioni e un attestato di partecipazione.

📞 Per informazioni: 0350461097

Ministero dell’Istruzione: calendario ufficiale delle prove scritte per il Concorso Ordinario degli insegnanti di religione cattolica

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato il calendario ufficiale delle prove scritte relative al concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli degli insegnanti di religione cattolica.

Le prove si svolgeranno secondo il seguente calendario:

  • Scuola dell’infanzia e primaria: la prova scritta è prevista per il 16 luglio 2025. Le operazioni di identificazione dei candidati inizieranno alle ore 8:00, mentre la prova si svolgerà dalle ore 9:00 alle ore 10:40.
  • Scuola secondaria di primo e secondo grado: la prova scritta si terrà il 17 luglio 2025. Anche in questo caso, l’identificazione dei candidati inizierà alle ore 8:00 e la prova si svolgerà dalle ore 9:00 alle ore 10:40.

Le sedi d’esame, con indicazione della loro esatta ubicazione e la ripartizione dei candidati, saranno rese note almeno quindici giorni prima dello svolgimento delle prove da parte degli Uffici Scolastici Regionali (USR) competenti. L’informazione sarà pubblicata sul Portale Unico del Reclutamento e sui rispettivi siti internet e albi degli USR.

Le prove scritte si svolgeranno all’interno della regione di competenza dell’USR che gestisce la procedura concorsuale.

I candidati potranno accedere alla propria convocazione direttamente attraverso il Portale Unico del Reclutamento, mediante un link all’area “Graduatorie” della piattaforma “Concorsi e Procedure selettive”, dove sarà possibile visualizzare e scaricare il documento. Tale avviso ha valore legale di notifica a tutti gli effetti.

I candidati regolarmente ammessi dovranno presentarsi alla prova scritta muniti di un valido documento di riconoscimento e del codice fiscale.

La mancata presentazione nel giorno, nell’orario e nella sede assegnati comporterà l’esclusione dalla procedura, anche in caso di imprevisti o cause di forza maggiore, salvo quanto previsto dall’articolo 12, comma 6 del decreto ministeriale di riferimento.

Concorso IRC, silenzio imbarazzante sulle graduatorie: pubblicazione ancora ferma a due mesi dalla fine delle prove orali

A oltre due mesi dalla conclusione delle prove orali per il concorso straordinario degli insegnanti di religione cattolica nella scuola secondaria (DD 1328 del 29/05/2024), in Lombardia non si ha ancora notizia della pubblicazione delle graduatorie regionali, suddivise per diocesi, come previsto dal bando. Un ritardo che inizia ad assumere contorni grotteschi e che rischia di compromettere il corretto svolgimento delle successive fasi di immissione in ruolo.

A sollevare con forza la questione è la FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca, insieme al sindacato federato SAIR, che in data 17 giugno 2025 ha protocollato una formale istanza di accesso agli atti presso l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia. Le organizzazioni sindacali chiedono di ottenere copia delle graduatorie predisposte, dei verbali delle commissioni, delle schede di valutazione e – fatto ancora più significativo – di tutti gli atti interni che possano aver causato il blocco della pubblicazione.

Durissima la presa di posizione del segretario generale nazionale FENSIR, prof. Giuseppe Favilla, lui stesso concorrente della procedura:

“Il numero di coloro i quali hanno presentato la domanda è stato di 848 candidati, sappiamo che alcuni hanno rinunciato e non si sono presentati. Parliamo di colleghi e colleghe alle soglie della pensione. Le due commissioni hanno avuto tutto il tempo per redigere l’unica graduatoria regionale, per poi con un semplice filtro dividerla per diocesi… perché tutto questo ritardo, a quale vantaggio?
Sicuramente è vero che ci sono ancora oltre due mesi prima della presa di servizio, ma i colleghi e le colleghe devono avere il tempo di controllare, anche con gli stessi sindacati, la correttezza dei punteggi assegnati al servizio e ai titoli. Ridursi all’ultimo giorno e a ben quattro mesi dopo la fine della procedura crediamo che questa si tratta sì di cattiva amministrazione della cosa pubblica e per lo più a discapito proprio dei lavoratori della scuola, precari endemici dell’istruzione.”

Alle sue parole si aggiunge il commento della prof.ssa Mariangela Mapelli, segretaria nazionale del SAIR:

“Sappiamo benissimo anche del malcontento di alcuni colleghi e alcune colleghe riguardo la valutazione ottenuta in sede d’esame, ma sappiamo benissimo che la valutazione orale, nonostante le griglie di valutazione già predisposte, è qualcosa di immediato e difficilmente si può renderlo oggettivo. Nessun ricorso, dopo un lungo confronto con i colleghi malcontenti, è stato predisposto!
Piuttosto abbiamo incoraggiato i nostri colleghi lombardi: qualunque fosse stata la loro posizione in graduatoria, nell’arco di pochi anni, i più giovani di servizio – cioè a dire i semplici triennalisti – saranno in ruolo. Parliamo di massimo 10 anni, salvo drastiche riduzioni dell’organico. Ed è sempre meno tempo trascorso di chi a settembre sarà in ruolo dopo quasi 30 anni.
Nella fase di pubblicazione staremo ancora vicino ai nostri colleghi per il controllo dei punteggi attribuiti e che possono già controllare sui siti della FENSIR e del Nuovo SAIR.”

La situazione si inserisce in un clima generale di incertezza e malcontento, in cui la trasparenza e la tempestività dell’azione amministrativa sembrano essere state abbandonate. Le organizzazioni sindacali attendono ora una risposta formale dall’USR Lombardia entro i termini di legge. Ma il messaggio politico è già chiaro: non si può continuare a giocare con il destino professionale di centinaia di docenti, in attesa di una risposta che, a questo punto, non è solo burocratica, ma anche profondamente etica.

ACCESSO AGLI ATTI PRESSO USR LOMBARDIA

RICEVUTA PROTOCOLLAZIONE

Concorso Docenti PNRR 2: nuove regole, vecchie polemiche. La Fensir: “Modalità inadeguata, penalizzati docenti esperti”

Sta facendo discutere la nuova tornata del Concorso Docenti legato al PNRR, lanciata con l’obiettivo di reclutare migliaia di insegnanti nella scuola pubblica italiana. Se da un lato il Ministero dell’Istruzione e del Merito punta a snellire e velocizzare le assunzioni, dall’altro cresce il malcontento tra i sindacati per le modalità ritenute troppo selettive e penalizzanti, soprattutto per i docenti con anni di esperienza alle spalle.

A far discutere, in particolare, è il meccanismo che regola l’accesso alla prova orale. Sebbene il bando preveda il superamento di un punteggio minimo (70/100) nella prova scritta, l’accesso alla fase successiva non è garantito: passeranno infatti solo i candidati che rientreranno nel triplo dei posti disponibili. Tradotto: se per una classe di concorso ci sono 100 posti, andranno avanti solo i 300 candidati con i punteggi più alti. Anche chi ha ottenuto il minimo richiesto, ma si colloca al di sotto di quella soglia, resterà escluso.

Una scelta che ha scatenato la reazione della Fensir, la Federazione dei Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca, che definisce la modalità “del tutto inadeguata”.

“Se abbiamo 100 posti e verranno ammessi tre volte tanto i candidati con i voti migliori, vuol dire che se ci saranno 300 candidati e il voto più basso dei 300 è 80, chi ha ottenuto 70 – che è il minimo – non potrà accedere alla prova orale, così come è sempre accaduto nella storia dei concorsi”, spiega il segretario generale della Fensir, Giuseppe Favilla.

Favilla punta il dito contro un cambiamento che rischia di tagliare fuori centinaia di candidati, anche tra quelli con lunga esperienza nelle scuole italiane, colpevoli solo di non aver performato in un test a risposta multipla.

“Un test casuale può scaraventare in fondo alla graduatoria personale docente impegnato da anni nella scuola, impedendogli di accedere alla prova orale dove potrebbero finalmente dimostrare le proprie competenze”, aggiunge il segretario.

Il malcontento sindacale non è nuovo. Già nei mesi scorsi la Fensir aveva sostenuto la protesta degli idonei dei precedenti concorsi PNRR, chiedendo maggiore trasparenza, pubblicazione delle graduatorie complete e riconoscimento dell’idoneità anche per chi, pur non rientrando nei posti banditi, aveva superato tutte le prove.

Con la nuova tornata di concorsi in pieno svolgimento, il timore di molti è che si vada verso una selezione troppo rigida, che rischia di sacrificare merito e competenze reali sull’altare di un quiz.

Nel frattempo, il Ministero difende le proprie scelte in nome dell’efficienza. Ma la tensione resta alta. E con essa, la sensazione che ancora una volta a pagare il prezzo più alto siano i docenti e, di riflesso, la scuola.

Concorso docenti PNRR 2: domanda, numeri e posti divisi per regione

Domande dall’11 al 30 dicembre. Nella nostre schede che trovate in fondo all’articolo, i requisiti richiesti, le modalità di presentazione delle istanze e dello svolgimento delle prove, le riserve dei posti e molto altro.

Unicamente in modalità telematica, attraverso il Portale unico del reclutamento, raggiungibile all’indirizzo www.inpa.gov.it
Per accedere alla compilazione dell’istanza occorre essere in possesso delle credenziali del Sistema Pubblico di identità digitale (SPID) o di quelle della Carta di Identità Elettronica (CIE).
Inoltre, occorre essere abilitati al servizio “Istanze on line”.
Il servizio è eventualmente raggiungibile anche attraverso l’applicazione “Piattaforma Concorsi e Procedure selettive”, collegandosi all’indirizzo www.miur.gov.it, attraverso il percorso “Argomenti e Servizi > Servizi > lettera P > Piattaforma Concorsi e Procedure selettive, vai al servizio”

Le istanze presentate con modalità diverse non saranno prese in considerazione.


CONTRIBUTO DI SEGRETERIA

Per la partecipazione alla procedura concorsuale è dovuto il pagamento di un contributo di segreteria pari ad euro dieci (10/00) per ogni tipologia di posto per la quale si presenta l’istanza.
Il pagamento deve essere effettuato sulla base del bollettino emesso dal sistema  “Pago In Rete”.


REQUISITI

Infanzia e primaria

Posti comuni

  • Titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, che deve essere posseduto alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda

oppure

  • Diploma magistrale con valore di abilitazione o diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali

Posto di sostegno: specializzazione per il relativo ordine di scuola

Scuola di I e II grado

Posto comune

Si accede con uno dei seguenti titoli che deve essere posseduto alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda

  • laurea di accesso alla classe di concorso richiesta + abilitazione all’insegnamento per la specifica classe di concorso (conseguita anche a seguito del completamento del nuovo percorso universitario e accademico di formazione iniziale per l’anno accademico 2023/24 – 30 o 60 CFU/CFA – entro i termini di presentazione della domanda);
  • laurea di accesso alla classe di concorso richiesta + almeno 3 anni di servizio negli ultimi 5 (escluso l’anno in corso);
  • laurea di accesso alla classe di concorso richiesta + 24 CFU/CFA conseguiti entro il 31 ottobre 2022;
  • laurea di accesso alla classe di concorso richiesta + 30 CFU/CFA del percorso universitario e accademico di formazione iniziale (articolo 2-bis del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59);
  • ITP: abilitazione all’insegnamento per la specifica classe di concorso oppure diploma di scuola secondaria di accesso alla specifica classe di concorso.

Partecipano con riserva:

Gli aspiranti che, entro il termine per la presentazione delle istanze di partecipazione alla procedura concorsuale, siano iscritti al nuovo percorso universitario e accademico di formazione iniziale per l’anno accademico 2023/24 e non abbiano ancora conseguito i 30 CFU primo periodo per l’accesso al concorso e gli aspiranti che, entro il termine per la presentazione delle istanze di partecipazione alla procedura concorsuale, siano iscritti ad un percorso da 30 CFU/CFA (allegato 2) o 60 CFU/CFA dell’anno accademico 2023/24.
Il termine ultimo per acquisire il titolo e sciogliere la riserva è il 30 giugno 2025.
Il mancato conseguimento entro il termine sopra indicato comporta la decadenza dalla graduatoria

Posto di sostegno: specializzazione per il relativo ordine di scuola.

POSTI INFANZIA E PRIMARIA

POSTI SOSTEGNO INFANZIA E PRIMARIA

BANDO INFANZIA E PRIMARIA

BANDO SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO

CONCORSI ORDINARI IRC – PRONTI I BANDI

Stamattina, 7 maggio, presso il MIM è avvenuta l’informativa per i bandi dei Concorsi Ordinari: primo settore, infanzia e primaria e secondo settore, secondaria di primo e secondo grado.

I posti a concorso sono il 30% dei posti liberi e vacanti pari a 1928 in totale.

Il concorso si svolgerà in una prova computer based (a crocette) composta da 50 domande e si avranno a disposizione 100 minuti. Coloro che supereranno la prova scritta sosterranno una prova orale che comprenderà anche uno specifico test didattico, consistente in una lezione simulata. Per essere inseriti in graduatoria di merito si dovrà superare anche la prova orale.

Alla procedura ordinaria potranno concorrere gli insegnanti di religione cattolica in possesso dei seguenti requisiti:

  • titolo di studio previsto dai punti 4.2. e 4.3 dell’intesa tra il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana del 28 giugno 2012 (resa esecutiva ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 175 del 20 agosto 2012)
  • certificazione di idoneità rilasciata dal Responsabile dell’Ufficio diocesano competente, nei novanta giorni antecedenti alla data di presentazione della domanda, valevole per la diocesi e per il grado di scuola per cui si concorre

Con l’informativa di oggi, e la predisposizione definitiva dei bandi, così anche dei concorsi straordinari, l’iter è sempre più vicino.

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