ATA

Personale ATA ex LSU: riconoscimento del servizio pre-ruolo. FENSIR e SAATA promuovono l’azione per la ricostruzione di carriera e gli arretrati

Una recente pronuncia della Corte d’Appello di Palermo – Sezione Lavoro (12 gennaio 2026) segna un passaggio di particolare rilievo per il personale ATA ex LSU, proveniente da cooperative e successivamente stabilizzato nelle scuole statali.

La Corte ha affermato il diritto al pieno riconoscimento del servizio pre-ruolo, sia ai fini della ricostruzione di carriera sia per il pagamento delle differenze stipendiali maturate, valorizzando la realtà sostanziale del rapporto di lavoro rispetto al mero inquadramento formale.


Il principio giuridico affermato

Secondo i giudici, quando l’attività lavorativa è stata svolta all’interno delle istituzioni scolastiche statali, sotto il potere direttivo e organizzativo dell’amministrazione (orari di servizio stabiliti, controllo delle presenze, gestione di ferie e permessi da parte della dirigenza scolastica), tale lavoro deve essere considerato a tutti gli effetti servizio alle dipendenze dello Stato, anche se formalmente svolto tramite cooperative.

La decisione si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato che supera una visione meramente “formale” del rapporto di lavoro e riconosce piena rilevanza giuridica al servizio effettivamente prestato, anche in applicazione dei principi europei di parità di trattamento.

👉 Ne deriva una conseguenza chiara: il periodo di servizio ex LSU non può essere escluso dall’anzianità di servizio.


L’iniziativa di FENSIR e del sindacato federato SAATA

Alla luce di questo importante precedente, FENSIR, con il suo sindacato autonomo federato SAATA, promuove un’azione volta a ottenere:

  • il riconoscimento integrale del servizio pre-ruolo ai fini della carriera;
  • il ricalcolo dell’anzianità giuridica ed economica;
  • il recupero degli arretrati stipendiali maturati;
  • la rimozione della disparità di trattamento rispetto ad altri lavoratori stabilizzati.

L’iniziativa mira a tutelare lavoratrici e lavoratori che per anni hanno garantito il funzionamento delle scuole statali in condizioni di precariato sostanziale, vedendosi poi riconoscere solo parzialmente – o per nulla – l’anzianità maturata.


Chi può aderire

L’azione è rivolta a:

  • collaboratori scolastici
  • assistenti amministrativi
  • assistenti tecnici

ex LSU provenienti da cooperative, oggi dipendenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, ai quali il servizio pregresso non sia stato computato o sia stato riconosciuto solo in parte nella ricostruzione di carriera.


Obiettivo dell’azione

FENSIR e SAATA intendono far accertare in sede giudiziale che il servizio svolto dagli ex LSU non è né accessorio né esterno, ma costituisce lavoro pubblico a tutti gli effetti, con conseguente diritto:

  • agli scatti di anzianità corretti
  • alla ricostruzione di carriera completa
  • alle somme arretrate maturate nel tempo

Compilazione del form di adesione

Per partecipare all’iniziativa è necessario compilare il form di adesione, attraverso il quale sarà possibile effettuare una prima verifica dei requisiti.

Nel form saranno richiesti:

  • dati anagrafici e recapiti
  • profilo ATA di appartenenza
  • periodo di servizio svolto come ex LSU
  • anno di immissione in ruolo
  • stato della ricostruzione di carriera

📌 La compilazione del form non comporta impegno immediato, ma consente a FENSIR e SAATA di valutare la posizione individuale e fornire tutte le informazioni operative necessarie.


FENSIR, insieme al sindacato autonomo federato SAATA, conferma il proprio impegno nella tutela dei diritti del personale ATA, affinché il lavoro svolto venga riconosciuto per ciò che è stato realmente: servizio pubblico essenziale.

Posizioni economiche ATA: fissato il calendario della prova finale di valutazione

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato l’avviso ufficiale relativo al calendario della prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche del personale ATA, finalizzate alla valorizzazione professionale all’interno delle Aree, così come previsto dal decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024 m_pi.AOODGPER.REGISTRO UFFICIAL….

La prova scritta si svolgerà dal 23 al 27 febbraio 2026, secondo una calendarizzazione articolata per profilo professionale e turno, come di seguito indicato:

  • 23 febbraio 2026, ore 09:00
    Operatore dei servizi agrari
  • 23 febbraio 2026, ore 14:30
    Collaboratore scolastico – primo turno
  • 24 febbraio 2026, ore 14:30
    Collaboratore scolastico – secondo turno
  • 25 febbraio 2026, ore 14:30
    Assistente tecnico – prima posizione economica
  • 26 febbraio 2026, ore 14:30
    Assistente tecnico – seconda posizione economica
  • 27 febbraio 2026, ore 09:00
    Cuoco, Guardarobiere, Infermiere e Assistente amministrativo – prima posizione economica
  • 27 febbraio 2026, ore 14:30
    Assistente amministrativo – seconda posizione economica

Le operazioni di identificazione dei candidati avranno inizio alle ore 8.00 per i turni mattutini e alle ore 13.30 per i turni pomeridiani, mentre l’avvio delle prove è fissato rispettivamente alle ore 9.00 e alle ore 14.30.

La prova finale si svolgerà nella provincia di servizio di ciascun candidato per l’anno scolastico 2025/2026, presso sedi che saranno individuate dagli Uffici Scolastici Regionali. Le informazioni dettagliate sulle sedi d’esame, sull’assegnazione dei candidati e sulla suddivisione in turni e giornate saranno comunicate almeno venti giorni prima dello svolgimento delle prove, tramite avvisi pubblicati sui siti istituzionali degli USR e nei relativi albi.

Gli aspiranti potranno inoltre consultare il PDF di convocazione nella propria area riservata della Piattaforma Concorsi e Procedure selettive disponibile sul sito del Ministero. Tale avviso ha valore di notifica a tutti gli effetti.

Per sostenere la prova, i candidati dovranno presentarsi muniti di documento di riconoscimento valido e codice fiscale. La mancata presentazione nel giorno, nell’ora e nella sede stabiliti comporterà l’esclusione dalla procedura, anche in caso di cause di forza maggiore.

L’avviso è firmato dal Direttore generale per il personale scolastico, Maria Assunta Palermo, ed è pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dell’Istruzione e del Merito e sui portali degli Uffici Scolastici Regionali

Posizioni economiche ATA: definite le prove finali

SAATA: attenzione a equità, trasparenza e tutela dei lavoratori


Nella giornata del 20 gennaio presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito il confronto tra Amministrazione e sindacati rappresentativi sull’organizzazione delle prove finali per le posizioni economiche del personale ATA.
FENSIR SAATA non ha partecipato all’incontro. Le informazioni disponibili provengono esclusivamente dalle comunicazioni ufficiali dell’Amministrazione e dalle notizie diffuse successivamente. Ciò non impedisce al sindacato di esprimere una valutazione chiara e responsabile nell’interesse dei lavoratori.

Dopo anni di attesa, la procedura entra finalmente nella fase conclusiva. Le prove finali sono previste per la fine di febbraio e coinvolgeranno oltre 47.000 lavoratori ATA appartenenti ai diversi profili interessati dalle posizioni economiche. Un passaggio atteso da tempo, che pone fine a una lunga fase di incertezza.

Le prove si svolgeranno in più di 3.100 sedi distribuite sul territorio nazionale. Secondo quanto comunicato dall’Amministrazione, per molti candidati la sede d’esame sarà relativamente vicina alla scuola di servizio. È tuttavia confermato che una parte del personale dovrà sostenere la prova lontano dalla propria sede di lavoro, con disagi evidenti in termini di tempi di percorrenza, costi e organizzazione personale e familiare.

Su questo punto interviene Gianluca Mangione, Segretario Nazionale SAATA, che chiarisce la posizione del sindacato:
«Quando si parla di diritti contrattuali, nessun lavoratore dovrebbe essere penalizzato. Gli spostamenti significativi per sostenere una prova legata a un diritto acquisito non possono essere considerati un dettaglio organizzativo».

L’Amministrazione ha indicato l’utilizzo di un sistema automatizzato per l’assegnazione delle sedi, che terrebbe conto anche della viabilità reale. Una spiegazione che, secondo SAATA, non risolve il problema.
«Gli algoritmi non possono giustificare disagi concreti per i lavoratori», sottolinea Mangione. «La gestione delle posizioni economiche deve mettere al centro le persone, non scaricare su di loro le difficoltà organizzative».

La prova consisterà in un test a risposta multipla di 20 quesiti, differenziati per profilo e posizione economica, coerenti con il percorso formativo svolto. Potranno accedere alla prova finale esclusivamente i lavoratori che abbiano completato almeno il 75 per cento delle ore di formazione previste.

FENSIR SAATA ritiene che il tema delle posizioni economiche non possa essere affrontato accettando compromessi al ribasso. Secondo Mangione, «parlare di buona organizzazione ignorando i disagi di una parte del personale significa spostare il peso delle criticità amministrative sui lavoratori ATA».

Il sindacato evidenzia come i sindacati rappresentativi avrebbero dovuto pretendere con maggiore determinazione sedi d’esame realmente prossime per tutti, criteri di assegnazione chiari, verificabili e uniformi, nonché l’assenza di qualsiasi aggravio economico o logistico per il personale coinvolto.

«Le posizioni economiche non sono una concessione», conclude Mangione. «Sono un diritto contrattuale legato alla formazione, alle competenze e alle responsabilità aggiuntive. Non possono trasformarsi in un percorso a ostacoli».

FENSIR SAATA continuerà a seguire con attenzione l’intera procedura, pronta a segnalare criticità, tutelare chi subirà disagi e intervenire in tutte le sedi opportune per garantire equità, trasparenza e rispetto della dignità professionale del personale ATA.

I diritti non si amministrano con percentuali e algoritmi.
I diritti si difendono.

Mobbing a scuola: quando l’ambiente educativo diventa luogo di sofferenza per docenti e personale ATA

La scuola dovrebbe essere per definizione uno spazio di crescita, rispetto e collaborazione. Eppure, anche all’interno delle istituzioni scolastiche possono svilupparsi dinamiche di mobbing, una forma di violenza psicologica subdola, sistematica e persistente che colpisce lavoratrici e lavoratori, compromettendo la salute, la dignità e la professionalità.
Docenti e personale ATA (amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici) non sono affatto immuni da questo fenomeno, che troppo spesso viene minimizzato, normalizzato o ignorato.

Cos’è realmente il mobbing

Il mobbing non è un semplice conflitto, né una lite occasionale. È un incessante processo di azioni vessatorie intenzionali, lungo e costante, di fronte al quale la persona mobbizzata si trova progressivamente senza potere di difesa.
Si tratta di una strategia di logoramento che può essere messa in atto da un singolo individuo o da un gruppo, con l’obiettivo di isolare, delegittimare, emarginare o spingere la vittima ad allontanarsi dal contesto lavorativo.

Un aspetto fondamentale, spesso frainteso, è che ogni singola azione, presa isolatamente, può apparire neutra o addirittura normale: una battuta, una dimenticanza, una critica, un cambiamento di incarico. È la ripetizione sistematica nel tempo, la continuità e l’intenzionalità che trasformano questi comportamenti in mobbing.

Perché il mobbing è difficile da riconoscere a scuola

Nel contesto scolastico il mobbing assume forme particolarmente sottili e ambigue. La complessità dell’organizzazione, la presenza di diversi ruoli professionali, le gerarchie e le relazioni di potere favoriscono dinamiche in cui la vessazione può essere mascherata da esigenze organizzative, decisioni di servizio o “normale gestione”.

Spesso chi subisce si sente dire:

  • “È solo un malinteso”
  • “Succede a tutti”
  • “Non prenderla sul personale”

In realtà, dietro queste giustificazioni può nascondersi un vero e proprio processo persecutorio, che giorno dopo giorno mina l’equilibrio psicologico e professionale della persona.

Il mobbing verso il personale ATA

Il personale ATA è particolarmente esposto perché spesso collocato in una posizione di minor potere decisionale. Le forme più ricorrenti di mobbing includono:

  • demansionamento o assegnazione di compiti umilianti
  • esclusione sistematica dalle comunicazioni e dalle riunioni
  • carichi di lavoro eccessivi o, al contrario, svuotamento delle mansioni
  • controlli ossessivi, rimproveri pubblici, svalutazione continua
  • isolamento relazionale.

Queste pratiche non colpiscono solo la persona, ma trasmettono un messaggio chiaro: “tu non conti”, “sei inutile”, “sei un problema”.

Il mobbing verso i docenti

Anche i docenti possono essere bersaglio di mobbing, soprattutto quando risultano “scomodi”, autonomi, critici o semplicemente non allineati. Le modalità più frequenti sono:

  • delegittimazione professionale davanti a colleghi, studenti o famiglie
  • esclusione da progetti, incarichi, commissioni o opportunità formative
  • critiche continue e non costruttive
  • ostacoli nella carriera, nelle assegnazioni o negli orari
  • isolamento all’interno del collegio docenti.

In questi casi il mobbing colpisce direttamente l’identità professionale, generando senso di inadeguatezza, colpa e fallimento.

Le conseguenze: dalla persona alla comunità scolastica

Il mobbing non è mai “solo” un problema individuale. Le conseguenze più frequenti sono:

  • ansia, stress cronico, depressione
  • disturbi psicosomatici (insonnia, cefalee, problemi gastrointestinali)
  • perdita di motivazione, entusiasmo e senso di appartenenza
  • aumento delle assenze per malattia
  • calo della qualità del lavoro.

Una scuola in cui docenti e ATA vivono nel disagio non può essere un ambiente educativo sano. Il clima si deteriora, la collaborazione si spegne e anche studenti e famiglie ne risentono.

Perché il mobbing viene tollerato

Il mobbing a scuola viene spesso:

  • negato (“non esiste, sei troppo sensibile”)
  • normalizzato (“qui si è sempre fatto così”)
  • temuto (“se parli, peggiora”).

La precarietà lavorativa, la paura di ritorsioni, la mancanza di informazione e una cultura del silenzio favoriscono l’impunità. Inoltre, l’idea della scuola come “missione” porta molte persone a sopportare l’inaccettabile in nome del dovere.

Riconoscere il mobbing: segnali da non ignorare

Alcuni campanelli d’allarme:

  • sentirsi costantemente sotto attacco o sotto giudizio
  • essere sistematicamente esclusi da comunicazioni e decisioni
  • ricevere ordini contraddittori o impossibili da eseguire
  • percepire ostilità mirata, ironia, disprezzo
  • vivere un isolamento progressivo.

Quando questi segnali si ripetono nel tempo, non sono casualità: sono indicatori di un possibile processo di mobbing.

Cosa fare: tutela e consapevolezza

È fondamentale:

  • documentare tutto (email, ordini di servizio, messaggi, testimoni)
  • parlarne con persone di fiducia, RLS, sindacati
  • rivolgersi al medico in caso di sintomi
  • valutare supporto psicologico e, se necessario, legale.

Il silenzio è il principale alleato del mobbing. La consapevolezza è il primo strumento di difesa.

Il ruolo della dirigenza e dell’istituzione

Il dirigente scolastico ha una responsabilità centrale nel:

  • prevenire il disagio
  • garantire un clima di rispetto
  • intervenire tempestivamente
  • promuovere formazione su benessere organizzativo e gestione dei conflitti.

Una scuola che tollera il mobbing tradisce la propria funzione educativa.

Conclusione

Il mobbing a scuola non è un problema personale, ma organizzativo, culturale e strutturale.
Colpisce docenti e personale ATA, distrugge la dignità professionale e mina la credibilità dell’istituzione scolastica.

Riconoscerlo, nominarlo e contrastarlo non significa creare problemi, ma difendere la salute, la dignità e la giustizia nel lavoro.
Una scuola che tutela chi ci lavora è una scuola più forte, più umana e più autenticamente educativa.

Rinvio delle prove per le posizioni economiche ATA: soddisfazione dei sindacati dopo le segnalazioni sulle criticità organizzative

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha comunicato il rinvio a data da destinarsi delle prove finali previste per l’attribuzione delle posizioni economiche ATA ai sensi del DM 140/2024. Le prove, inizialmente fissate per il 15, 16, 17, 18 e 19 dicembre, non si svolgeranno più nelle date stabilite e il nuovo calendario, con sedi e orari, verrà comunicato successivamente RINVIO PROVA PER LA POSIZIONE E….

Una decisione accolta con favore da più sigle sindacali, che da settimane segnalavano al MIM criticità rilevanti nella gestione della procedura, in particolare per quanto riguarda la distanza delle sedi di convocazione, l’assenza di una reale considerazione delle esigenze lavorative e familiari del personale ATA, e la tempistica estremamente ristretta che avrebbe messo in difficoltà soprattutto collaboratori, assistenti e amministrativi impegnati quotidianamente nel funzionamento delle scuole.

Il SAATA – Sindacato Autonomo ATA, attraverso la segreteria nazionale e il responsabile Gianluca Mangione, ha espresso soddisfazione per il rinvio, sottolineando come esso rappresenti il risultato di un pressing costante volto a tutelare la dignità professionale del personale ATA. Secondo Mangione, il provvedimento «riconosce finalmente che non si può chiedere al personale di sostenere prove selettive senza tenere conto delle distanze, dei costi, delle esigenze di servizio e delle condizioni reali delle scuole».

Anche il sindacato FENSIR aveva pubblicamente fatto presente al Ministero numerose criticità, contribuendo a portare all’attenzione nazionale i disagi segnalati dagli operatori scolastici. La richiesta comune era chiara: garantire procedure più eque, tempi congrui e soprattutto un’organizzazione rispettosa della professionalità di chi, quotidianamente, assicura il funzionamento delle scuole.

Il rinvio, pur generando l’attesa di un nuovo calendario, rappresenta dunque un primo passo verso una gestione più attenta e sostenibile della procedura. “Come sindacato continueremo a vigilare affinché la prossima convocazione tenga realmente conto delle esigenze del personale ATA e non riproduca le stesse criticità che hanno portato a questo intervento ministeriale” Conclude Gianluca Mangione.


Grave disorganizzazione nelle prove delle posizioni economiche ATA – Informativa e denuncia sindacale

Il Sindacato Fensir – SAATA informa tutto il personale ATA che la gestione delle sedi per gli esami relativi alle posizioni economiche ha prodotto una situazione gravissima, inaccettabile e lesiva della dignità professionale dei lavoratori.

Numerosi dipendenti sono stati assegnati a sedi d’esame situate anche a 400, 500 km dalla propria residenza o sede di servizio, con inevitabili ripercussioni economiche, organizzative e familiari.

Ricordiamo che si tratta di un concorso interno, che avrebbe dovuto essere svolto nelle vicinanze della sede di servizio, e non trasformato in un viaggio estenuante attraverso le regioni.

Inoltre, nei giorni 15, 16, 17, 18 e 19 dicembre, l’assenza forzata di centinaia di collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici provocherà un vuoto di personale nelle scuole, compromettendo:

la sorveglianza degli alunni, la funzionalità degli uffici di segreteria, il supporto tecnico ai laboratori, la sicurezza e la regolarità dei servizi scolastici.

Una scelta organizzativa che il nostro sindacato considera irresponsabile, non giustificabile e potenzialmente dannosa per l’intero sistema scolastico.

Il Fensir – SAATA ha già avviato iniziative formali richiedendo, revisione immediata delle sedi d’esame, rimborso totale delle spese sostenute dai lavoratori, assunzione di responsabilità da parte delle autorità competenti, garanzie scritte per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.

Invitiamo tutto il personale ATA a segnalare immediatamente al sindacato criticità, disservizi o situazioni di disagio, informare tempestivamente il proprio dirigente scolastico dell’assenza forzata dovuta alla convocazione in sedi lontane.

Il Fensir – SAATA rimane al fianco di tutti i lavoratori e conferma la propria determinazione a contrastare una gestione che mortifica la dignità del personale ATA e compromette il regolare funzionamento delle scuole.

Gianluca Mangione, segretario nazionale SAATA

Prova finale per le posizioni economiche ATA: pubblicato il calendario ufficiale

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato l’avviso relativo alla prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche destinate alla valorizzazione professionale del personale ATA all’interno delle Aree, come previsto dal decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024.

Date e profili coinvolti

Le prove si svolgeranno nei giorni dal 15 al 19 dicembre 2025, secondo il seguente calendario:

  • 15 dicembre 2025 ore 9:00 – Operatore dei servizi agrari
  • 15 dicembre 2025 ore 14:30 – Collaboratore scolastico (primo turno)
  • 16 dicembre 2025 ore 14:30 – Collaboratore scolastico (secondo turno)
  • 17 dicembre 2025 ore 14:30 – Assistente tecnico (I posizione economica)
  • 18 dicembre 2025 ore 14:30 – Assistente tecnico (II posizione economica)
  • 19 dicembre 2025 ore 9:00 – Assistente amministrativo (I posizione economica), Cuoco, Infermiere e Guardarobiere
  • 19 dicembre 2025 ore 14:30 – Assistente amministrativo (II posizione economica)

Le operazioni di identificazione dei candidati avranno inizio alle ore 8:00 per il turno mattutino e alle ore 13:30 per il turno pomeridiano.

Informazioni sulle sedi e convocazioni

Le sedi d’esame e la suddivisione dei candidati saranno comunicate dagli Uffici Scolastici Regionali (USR) almeno venti giorni prima della data di svolgimento delle prove, tramite pubblicazione sui rispettivi siti istituzionali e albi online.

Le prove si svolgeranno nella regione di presentazione della domanda. Tuttavia, il personale che nel frattempo abbia ottenuto un trasferimento a seguito della mobilità ordinaria (O.M. n. 36 del 28 febbraio 2025) svolgerà la prova nella nuova regione di titolarità, secondo le disposizioni degli USR competenti.

Obblighi dei candidati

I candidati ammessi dovranno presentarsi muniti di documento di riconoscimento valido e codice fiscale.
La mancata presentazione, anche per cause di forza maggiore, comporterà l’esclusione dalla procedura.

Pubblicazione ufficiale

L’avviso è stato firmato dalla Direttrice Generale Maria Assunta Palermo e pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito, nonché sui siti degli Uffici Scolastici Regionali.

1° settembre: presa di Servizio e Incompatibilità per il personale docente e ATA

La presa di servizio nella scuola statale rappresenta un passaggio fondamentale e tutt’altro che formale nella vita lavorativa di un docente o di un membro del personale ATA. Questo momento sancisce l’inizio effettivo del rapporto di lavoro con lo Stato, che, per sua natura, richiede un vincolo di esclusività.
Ciò significa che chi assume l’incarico si impegna a garantire la propria piena disponibilità, evitando attività incompatibili o in conflitto con le funzioni e i doveri connessi al ruolo pubblico. Le norme che regolano questa fase sono precise e vincolanti, e la loro conoscenza è essenziale per prevenire sanzioni e decadenze.


Differimento della Presa di Servizio

La presa di servizio può essere posticipata solo in casi specifici:

CondizioneEffetto
Differimento con giustificato motivo (es. malattia documentata)Differimento della decorrenza economica del contratto
Differimento senza giustificato motivoDecadenza dalla nomina

Norme di riferimento: art. 97 DPR 3/1957; art. 560 D.Lgs. 297/1994.


Dichiarazione di Incompatibilità

All’atto della presa di servizio, il dipendente è tenuto a dichiarare l’assenza di altri rapporti di lavoro o situazioni incompatibili.
La mancata o falsa dichiarazione può comportare l’annullamento del contratto da parte del Dirigente scolastico.

Norme di riferimento: art. 53 D.Lgs. 165/2001 (incarichi extra-istituzionali e incompatibilità nel pubblico impiego).


Attività Lavorative e Tipologie di Incompatibilità

Tipo di attivitàTrattamento previsto
Incompatibilità assoluteVietate (es. attività imprenditoriali, doppi incarichi pubblici)
Incompatibilità relativeConsentite solo con autorizzazione del Dirigente scolastico
Attività compatibiliConsentite senza autorizzazione (es. collaborazioni editoriali)

Norme di riferimento: art. 53 D.Lgs. 165/2001; per i docenti, v. anche art. 508 D.Lgs. 297/1994 (profili specifici).


Esercizio della Libera Professione

La possibilità di esercitare una libera professione riguarda sia il personale docente sia il personale ATA, con regole specifiche.

Docenti
L’esercizio della libera professione è consentito se:

  • autorizzato dal Dirigente scolastico;
  • compatibile con l’orario e con tutte le attività funzionali all’insegnamento;
  • coerente con l’insegnamento impartito e privo di conflitti d’interesse;
  • senza lezioni private a studenti del proprio istituto (vietate in ogni caso). Le lezioni private verso esterni sono ammesse, ma vanno comunicate al Dirigente, che può vietarle se necessario.

Personale ATA
Si applicano le norme generali del pubblico impiego: attività e incarichi esterni devono essere temporanei, compatibili con i compiti d’ufficio e autorizzati. Restano vietate le attività che determinano conflitti d’interesse o pregiudizio per il servizio.

Norme di riferimento: art. 508 D.Lgs. 297/1994 (docenti, incluse lezioni private); art. 53 D.Lgs. 165/2001 (regime autorizzatorio e incompatibilità per tutto il personale).


Part-Time e Riduzione delle Incompatibilità

Chi opta per un part-time pari o inferiore al 50% ha margini più ampi per svolgere attività esterne, comprese alcune che sarebbero vietate a tempo pieno, purché non interferiscano con il servizio.
Per i docenti su spezzone orario sotto il 50% valgono le stesse regole del part-time; se in seguito si supera il 50%, torna il regime ordinario delle incompatibilità.

Norme di riferimento: art. 53 D.Lgs. 165/2001 (compatibilità e incarichi in rapporto al tempo di lavoro).


Divieto di Congelamento dell’Anno di Prova

Non è possibile rinviare la presa di servizio per svolgere un’attività lavorativa incompatibile in corso.
L’eccezione prevista dalla Legge 107/2015 era valida solo per l’a.s. 2015/16 e non è più applicabile.

Norme di riferimento: Legge 107/2015 (deroga limitata all’a.s. 2015/16).


Aspettativa per Altro Lavoro

Non è consentito richiedere, contestualmente alla presa di servizio, un’aspettativa per lo svolgimento di un’attività incompatibile.
L’incompatibilità viene valutata al momento della presa di servizio.

Norme di riferimento: art. 53 D.Lgs. 165/2001.


Contratto Senza Assunzione in Servizio: Casi Ammessi

In alcune situazioni specifiche, il contratto può avere decorrenza giuridica ed economica anche senza la presenza fisica del lavoratore:

SituazioneEffetti e modalità
Maternità (interdizione/congedo obbligatorio)Decorrenza giuridica ed economica dalla nomina
Dottorato di ricercaCongedo straordinario senza assegni dalla data di nomina
Assegni di ricerca / borse di studioAspettativa senza assegni fin da subito

Norme di riferimento: circolari MIUR; Legge 398/1989; parere Consiglio di Stato n. 544/2016.


Conclusioni

Le norme su presa di servizio, incompatibilità e libera professione sono pensate per assicurare trasparenza, correttezza e piena disponibilità al servizio pubblico.
Fensir raccomanda a docenti e personale ATA di verificare attentamente la propria situazione professionale prima della presa di servizio e di richiedere per tempo eventuali autorizzazioni per attività esterne, così da evitare sanzioni, annullamenti di contratto o decadenze.

ASSEGNAZIONI E UTILIZZI: AL VIA LE DOMANDE DAL 14 FINO AL 25 LUGLIO

Dal 14 al 25 luglio 2025, il personale DOCENTE E ATA potrà presentare domanda di assegnazione provvisoria per l’anno scolastico 2025/26 attraverso la piattaforma ministeriale Istanze Online. Tuttavia, mentre la procedura ufficiale si avvia, il personale scolastico è ancora una volta lasciato nell’incertezza più assoluta: non è stato ancora reso pubblico il contratto integrativo nazionale che regola l’intera operazione, né è stata diffusa l’ordinanza ministeriale di riferimento.

La FENSIR condanna con fermezza questa grave mancanza di trasparenza, che si somma a un sistema sindacale chiuso, autoreferenziale e poco democratico. In un contesto in cui i lavoratori dovrebbero avere accesso chiaro e tempestivo a tutte le norme che li riguardano, si continua invece a procedere con logiche di riservatezza e filtraggio delle informazioni.

Novità e categorie ammesse: aumentano le deroghe e si amplia la platea degli aventi diritto

Dalle informazioni frammentarie e non ancora supportate dall’ordinanza ministeriale, apprendiamo che una delle principali novità di quest’anno consisterebbe nell’ampliamento delle deroghe e dei destinatari delle assegnazioni provvisorie. Se confermato, ciò consentirebbe anche a categorie di personale che negli anni precedenti risultavano escluse di presentare domanda.

Tuttavia, la FENSIR invita alla massima cautela, in quanto l’assenza di fonti ufficiali e la mancata pubblicazione dei documenti impedisce ad oggi una lettura chiara e certa dei criteri applicabili, fiduciosi comunque che non ci saranno ulteriori e nuove interpretazioni. Il sindacato chiede con urgenza la diffusione integrale e immediata del contratto integrativo e dell’ordinanza ministeriale, per restituire ai lavoratori il diritto alla conoscenza e alla trasparenza.

Chi può presentare domanda: requisiti e categorie coinvolte

L’assegnazione provvisoria è rivolta al personale a tempo indeterminato che intenda richiederla per uno dei seguenti motivi:

  • Ricongiungimento ai figli o affidatari;
  • Ricongiungimento al coniuge, parte dell’unione civile o convivente di fatto (Legge 76/2016);
  • Ricongiungimento a parenti o affini con stabile convivenza anagrafica;
  • Assistenza a soggetto con disabilità (Legge 104/92), anche se non convivente;
  • Gravi esigenze di salute del richiedente;
  • Ricongiungimento al genitore.

L’assegnazione provvisoria può avvenire solo verso un comune diverso da quello di titolarità, salvo suddivisione in distretti sub-comunali.

Categorie di personale che, secondo le anticipazioni, potrebbero essere ammesse

Docenti

  • Assunti a tempo indeterminato fino all’a.s. 2022/23;
  • Neoassunti dal 2023/24 anche con sola nomina giuridica (a.s. 2024/25), se rientranti nelle deroghe (allegato G);
  • Docenti da GPS I fascia sostegno, se hanno superato l’anno di formazione e prova e risultano in deroga;
  • Assunti da procedura straordinaria ex art. 59, DL 73/2021, in deroga;
  • Assunti dal concorso PNRR 1 (a.s. 2024/25), se abilitati e rientranti nelle deroghe.

Personale ATA

  • Tutti gli assunti a tempo indeterminato, anche se coinvolti in precedenti mobilità;
  • Personale dell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione, anche se neo-assunto;
  • Personale ex LSU ed ex co.co.co. con contratto part-time (su spezzone corrispondente all’orario di servizio in essere).

FENSIR: serve una svolta nella trasparenza e nella rappresentanza

La FENSIR ribadisce con forza la necessità di riformare radicalmente l’attuale sistema della rappresentanza sindacale, che oggi si rivela inefficace e opaco. I lavoratori meritano di essere informati in modo diretto, completo e tempestivo. La segretezza che circonda le trattative sindacali e la pubblicazione del CCNI solo a ridossi degli eventi è un’offesa alla partecipazione e alla dignità professionale del personale scolastico.

Supporto FENSIR: assistenza alla compilazione dal 14 al 25 luglio

La FENSIR comunica che, dal 14 al 25 luglio, sarà a completa disposizione dei propri iscritti e di coloro che intendano iscriversi per fornire assistenza nella compilazione delle domande di assegnazione provvisoria. Un supporto competente, professionale e sempre trasparente.

TUTTA LA DOCUMENTAZIONE A SUPPORTO

DOMANDE DOCENTI TRAMITE ISTANZE ON-LINE

IL RESTANTE PERSONALE IN MODALITA’ CARTACEA (ATA – IRC – PERS. ED)

Perché i diritti non si delegano: si conoscono, si esercitano e si difendono.


DOCUMENTI MOBILITA’ DI FATTO

LE CONTESTAZIONI DI ADDEBITO A SCUOLA: COSA SONO E COME DIFENDERSI

Le contestazioni di addebito sono provvedimenti disciplinari formali adottati nei confronti del personale scolastico, sia docente che ATA, per presunte violazioni dei doveri di servizio o delle norme comportamentali previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) o da altre normative di settore.


CARATTERISTICHE PRINCIPALI

  • Devono essere motivate e fondate su fatti specifici e documentabili.
  • Il lavoratore ha diritto a presentare una memoria difensiva, generalmente entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione dell’atto.
  • Le procedure sono disciplinate da norme come l’art. 55-bis del D.Lgs. 165/2001.

PROCEDURA REGOLARE VS. MOBBING

A volte la linea tra una legittima azione disciplinare e una forma di mobbing è molto sottile. Il mobbing consiste in comportamenti reiterati, ostili e intenzionali, finalizzati a isolare, danneggiare o screditare un lavoratore all’interno dell’ambiente scolastico.

Quando una contestazione può degenerare in mobbing?

  • Se è numerosa, infondata o pretestuosa.
  • Quando è utilizzata come strumento di pressione psicologica o ritorsione.
  • Se è accompagnata da altre azioni vessatorie: demansionamento, esclusione, isolamento.

INDICATORI DI UN POSSIBILE MOBBING

  • Contestazioni vaghe, generiche o prive di prove concrete.
  • Convocazioni frequenti senza motivazione scritta o formale.
  • Critiche pubbliche durante collegi, riunioni o in ambienti non appropriati.
  • Esclusione non giustificata da incarichi, progetti o attività scolastiche.
  • Delegittimazione dell’immagine professionale di fronte a colleghi, studenti o famiglie.

Questi segnali possono riguardare docenti, collaboratori scolastici, assistenti tecnici o amministrativi, e vanno sempre documentati.


COSA PUÒ FARE IL PERSONALE SCOLASTICO (DOCENTE E ATA)?

  • Richiedere chiarimenti scritti per ogni contestazione.
  • Conservare ogni documento utile, comprese email, verbali, circolari, comunicazioni interne.
  • Redigere una memoria difensiva dettagliata e precisa.
  • Farsi assistere dal sindacato o da un avvocato specializzato in diritto del lavoro.
  • Segnalare condotte vessatorie all’Ufficio Scolastico Regionale, all’Ispettorato del Lavoro o ad altri enti competenti.

LO STILE DIRIGENZIALE: QUANDO LA PRASSI DIVENTA ABUSO

Non sempre è il contenuto della singola contestazione a essere critico, ma talvolta è lo stile dirigenziale stesso a creare problemi. Un/una Dirigente scolastico/a che adotta una prassi costante di richiami, sanzioni e contestazioni, anche per fatti di lieve entità o discutibili, può generare un ambiente lavorativo ostile e ansiogeno.

Questo comportamento non solo mina il clima professionale, ma può configurare una violazione normativa. Infatti, secondo il D.Lgs. 81/2008, il dirigente ha la responsabilità di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, che comprende anche la tutela del benessere psicofisico del personale.

Un utilizzo eccessivo, reiterato e sproporzionato del potere disciplinare può diventare causa di stress lavoro-correlato e di danno esistenziale, con possibili conseguenze anche sul piano legale.


SE IL DIRIGENTE DICHIARA IL FALSO O ALTERA I FATTI

Nei casi più gravi, può accadere che il/la Dirigente:

  • Formuli accuse false,
  • Costruisca artificiosamente narrazioni accusatorie,
  • Ometta fatti rilevanti o presenti versioni manipolate degli eventi.

In tali circostanze, il personale scolastico (docente o ATA) può e deve agire legalmente.

Strumenti di tutela:

  • Denuncia per diffamazione o calunnia;
  • Segnalazione per abuso d’ufficio;
  • Richiesta di ispezione scolastica o amministrativa;
  • Azione per danno d’immagine o professionale;
  • Tutela sindacale in caso di comportamenti antisindacali.

È essenziale documentare ogni elemento (email, ordini di servizio, testimoni, prove scritte) per difendere la propria posizione in modo efficace e credibile.


VERITÀ E TUTELA GIURIDICA

La normativa e la giurisprudenza italiana riconoscono il diritto del lavoratore a essere trattato con rispetto e dignità. In numerosi casi, i giudici del lavoro hanno annullato sanzioni disciplinari, ritenendole frutto di accanimento, persecuzione o violazioni procedurali, soprattutto se sproporzionate o non fondate su fatti reali.


CONCLUSIONI

La scuola deve essere un luogo di formazione, collaborazione e rispetto reciproco. L’uso scorretto o intimidatorio dello strumento disciplinare da parte della dirigenza compromette il benessere lavorativo e la qualità dell’istituzione scolastica.

È fondamentale che docenti e ATA:

  • Conoscano i propri diritti,
  • Agiscano in modo informato,
  • Documentino tutto,
  • Si difendano con fermezza e legalità da ogni abuso o prevaricazione.
×