Docenti precari di religione: dal Tribunale di Salerno nuove condanne al MIM su risarcimento reiterati contratti e Carta docente
Una recente pronuncia del Tribunale di Salerno – Sezione Lavoro (sentenza del 18 aprile 2026) interviene nuovamente sul tema della reiterazione dei contratti a tempo determinato nel comparto scuola, affrontando sia il profilo del danno da precarizzazione sia quello dell’accesso alla Carta docente.
Il caso esaminato
La controversia riguarda una docente di religione che ha prestato servizio per circa dieci anni con contratti a tempo determinato, fino alla successiva immissione in ruolo.
Il giudice ha ritenuto che la successione dei contratti, protrattasi oltre il limite dei 36 mesi, integri un’ipotesi di utilizzo non conforme del lavoro a termine, con conseguente diritto al risarcimento.
Accanto a ciò, è stato riconosciuto anche il diritto alla Carta docente per tre annualità, per un valore complessivo di 1.500 euro.
I principi richiamati dal Tribunale
La decisione si colloca nel solco della giurisprudenza nazionale ed europea in materia di lavoro pubblico e precariato scolastico.
In particolare, il Tribunale ha ribadito che:
- la reiterazione dei contratti a termine oltre i limiti previsti può generare un danno risarcibile
- la successiva stabilizzazione non esclude automaticamente tale diritto, soprattutto quando avviene tramite procedure selettive
- i docenti a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole rispetto ai docenti di ruolo, in assenza di ragioni oggettive
Sul punto, la sentenza richiama orientamenti consolidati della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
Carta docente e principio di non discriminazione
Un passaggio significativo riguarda il riconoscimento della Carta docente anche al personale precario.
Il Tribunale ha evidenziato che tale beneficio rientra nelle condizioni di lavoro e che la sua esclusione per i docenti a tempo determinato non risulta compatibile con il principio di parità di trattamento, alla luce della normativa eurounitaria e della giurisprudenza più recente.
L’attività sindacale FENSIR
La pronuncia si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse da FENSIR a tutela del personale precario della scuola.
L’organizzazione sindacale continua a sostenere, anche attraverso il contenzioso, il riconoscimento dei diritti connessi:
- all’utilizzo corretto dei contratti a termine
- alla tutela risarcitoria nei casi di abuso
- all’accesso agli strumenti di formazione, inclusa la Carta docente
Il contributo della difesa legale
La decisione evidenzia l’importanza di un’impostazione tecnica coerente con gli orientamenti giurisprudenziali più recenti.
Nel caso di specie, la difesa ha valorizzato:
- i principi elaborati dalla giurisprudenza europea sul lavoro a termine
- l’evoluzione della giurisprudenza nazionale in materia di danno da precarizzazione
- l’interpretazione estensiva della normativa sulla Carta docente
Tali elementi hanno consentito di ottenere il riconoscimento sia dell’indennità risarcitoria sia del beneficio formativo.
Esito del giudizio
Il Tribunale ha quindi disposto:
- il pagamento di un’indennità pari a quattro mensilità della retribuzione
- l’attribuzione della Carta docente per gli anni scolastici richiesti
- la condanna dell’amministrazione alle spese di giudizio
Come aderire alle iniziative FENSIR
I docenti interessati possono aderire alle azioni promosse da FENSIR compilando il modulo al seguente link:
👉 https://forms.gle/A8RuRSuF22UsLU1c8
Il ricorso è gratuito per gli iscritti FENSIR e per chi si iscrive al sindacato.
Successivamente è necessario inviare all’ufficio ricorsi la seguente documentazione:
- tutti i contratti a tempo determinato come incaricati annuali (01/09 – 31/08)
- carta di identità e codice fiscale
- stato matricolare (da richiedere alla scuola di servizio)
Conclusioni
La sentenza conferma orientamenti già presenti nella giurisprudenza, contribuendo a chiarire ulteriormente alcuni aspetti rilevanti per il personale scolastico a tempo determinato.
FENSIR prosegue nel monitoraggio di tali sviluppi e nella tutela degli iscritti, anche attraverso iniziative legali mirate, nel rispetto del quadro normativo vigente.







