SADOC

SCHEDA SINTETICA MOBILITA’ DOCENTI E ATA

CCNI Mobilità Triennio 2025-2028
FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca
Fensir

CCNI Mobilità

Triennio 2025-2028

In data 10 marzo 2026 è stato sottoscritto in via definitiva il CCNI che regola la mobilità territoriale e professionale per gli anni scolastici 2025/2026 – 2026/2027 – 2027/2028. Per l’a.s. 2026/2027 le domande si presenteranno a partire dal 16 marzo 2026.

Cosa c’è da sapere
Destinatari

Tutto il personale docente, educativo e ATA a tempo indeterminato può inoltrare domanda di mobilità territoriale.

Possono invece accedere alla mobilità professionale (passaggio di ruolo/cattedra) solo i docenti in possesso dei requisiti e che abbiano superato il periodo di prova.

Docenti

Vincolo triennale

  • Il vincolo di permanenza triennale si applica ai trasferimenti solo nei casi in cui il movimento sia stato ottenuto su una specifica scelta di scuola, sia provinciale sia interprovinciale.

Docenti neoassunti

  • Deroghe all’obbligo di permanenza triennale per benefici della Legge 104/92 oppure per ricongiungimento a figlio fino a 14 anni o a coniuge/genitore con invalidità certificata.
  • Il servizio svolto con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo è valido ai fini dell’anzianità; stesso criterio per i docenti di sostegno nel calcolo del quinquennio obbligatorio.
  • Il triennio di permanenza si calcola a partire dall’anno scolastico di riferimento.
  • Passaggio di ruolo su posto di sostegno nella secondaria di I e II grado con titolo di specializzazione del grado richiesto, anche senza abilitazione su classe di concorso.
  • Trasferimenti da sostegno a posto comune nell’aliquota massima del 75%.
  • Diritto al rientro dei soprannumerari su scuola/comune di ex titolarità esteso a 10 anni.
  • Procedure semplificate e “di garanzia” nel dimensionamento della rete scolastica a tutela della continuità di servizio.
  • Restituzione al ruolo di provenienza nell’anno di prova.
  • Trasferimento con priorità (Fase I) del soprannumerario su CTP ad altra sede disponibile CTP del medesimo CPIA, anche se in diverso comune.
  • Mobilità online per titolari di sostegno ADML e ADSL.
Docenti: Valutazione dei titoli
  • Graduale incremento del punteggio nella mobilità d’ufficio e nelle graduatorie interne per il pre-ruolo svolto con servizio specifico. Per l’a.s. 2026/27 il pre-ruolo specifico viene ricalcolato con l’attribuzione di 5 punti per ogni anno.
  • Riconoscimento del punteggio relativo alla continuità di servizio nella stessa scuola di titolarità.
  • Punteggio aggiuntivo nella mobilità territoriale per tutor e/o orientatore dopo un triennio di incarico continuativo a partire dall’a.s. 2023/24.
  • Punteggio aggiuntivo nella mobilità territoriale dopo un triennio, per i titolari in scuole collocate nelle aree a rischio che non abbiano inoltrato domanda di mobilità.
Personale ATA
  • Partecipazione ai movimenti indicando preferenze per una o fino a 15 province nella stessa domanda.
  • Con domande separate è possibile presentare domanda di mobilità territoriale e di mobilità professionale (passaggio di profilo della stessa area), purché in possesso dei requisiti.
Disposizioni comuni sulle precedenze
(docenti e personale ATA)
  • Le precedenze si applicano nella mobilità territoriale di II e III fase e di I fase in determinate condizioni.
  • Sono raggruppate per categorie di beneficiari: Legge 104/92 propria e di assistenza, ex perdenti posto con diritto di rientro e, a seguire, personale tutelato da specifiche disposizioni di legge.
  • Il riconoscimento della precedenza per assistenza a familiare si effettua solo in presenza di certificazione permanente, salvo nel caso di figlio/a con disabilità.
  • Non sono riconosciute ai fini della riassegnazione di sede a seguito di dimensionamento.
Area dei funzionari
e dell’elevata qualificazione
  • Neoimmessi in ruolo: acquisizione della titolarità con conferma della sede o, in alternativa, tramite mobilità territoriale.
  • Obbligo triennale di permanenza, in cui è computato l’anno di servizio in caso di conferma della sede. Riconoscimento delle deroghe per assistenza/cura.
  • Priorità di trattamento in tutte le fasi della mobilità per il funzionario già inquadrato nel profilo DSGA rispetto agli altri funzionari.
  • Accesso alla mobilità volontaria durante l’incarico triennale.

Assistenza mobilità

Sarà possibile ottenere consulenza e assistenza prenotando uno slot alla pagina:

www.fensir.it/consulenze

www.fensir.it

DOCUMENTAZIONE DA UTILIZZARE

DOCUMENTI NECESSARI

1-ALLEGATO_D_SCUOLA_INFANZIADownload

ALLEGATO F SCUOLA INFANZIADownload

1 ALLEGATO_D_SCUOLA_PRIMARIADownload

ALLEGATO-F_SCUOLA PRIMARIA)Download

Allegato-F1-continuità-lingua-inglese SCUOLA PRIMARIADownload

2 ALLEGATO_D_SECONDARIADownload

6 ALLEGATO F dichiarazione servizio continuativoDownload

3 ALLEGATO D PERSONALE ATADownload

ATA ALLEGATO_E_servizio continuativoDownload

ALLEGATO F _punteggio aggiuntivo ATADownload

8 DICHIARAZIONI_INSEGNANTI_RELIGIONE_CATTOLICA_2026_27Download

12-Dichiarazione-servizio-per-un-triennio-in-serali-e-carcerarieDownload

Dichiarazione-titoli-possedutiDownload

Dichiarazione-possesso-abilitazione-specificaDownload

Dichiarazione-titolo-di-sostegnoDownload

11-Dichiarazione-utilizzazione-in-classe-di-concorsoDownload

Pluridichiarazione-sostitutiva (IN ALTERNATIVA A TUTTE LE ALTRE DICHIARAZIONI)Download

Dichiarazione-conseguimento-titolo-di-sostegno-per-frequentanti-TFADownload

DOCUMENTI ESIGENZE PERSONALI E DI FAMIGLIA

06.-Dichiarazione-esigenze-di-famigliaDownload

07.-Dichiarazioni-legge-104Download

Dichiarazione-coniuge-che-non-puo-assistereDownload

Dichiarazione-di-residenza-anagraficaDownload

All_disabilitaDownload

Dichiarazione-coniuge-militareDownload

convivenza-coniuge-militareDownload

DOCUMENTI UTILI PER USUFRUIRE DELLE DEROGE

9-ALLEGATO-G-Dichiarazione-docenti-beneficiari-derogheDownload

9-ALLEGATO-G-ATA-Dichiarazione-funzionari-EQ-beneficiari-di-deroghe-al-vincolo-triennaleDownload

REVOCA DOMANDA DI MOBILITA’

Revoca-domandaDownload

Carta docente ai precari: nuova decisione del Tribunale di Brescia

Una nuova decisione del Tribunale del lavoro di Brescia rafforza il principio di parità di trattamento tra docenti di ruolo e docenti precari in materia di formazione professionale. Con sentenza depositata il 2 marzo 2026, il giudice ha riconosciuto il diritto di una docente supplente a ottenere la cosiddetta Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione, del valore di 500 euro annui.

Il beneficio, previsto dalla legge n. 107 del 2015 per sostenere l’aggiornamento professionale degli insegnanti, è stato per anni riconosciuto esclusivamente ai docenti di ruolo. La pronuncia bresciana si inserisce nel solco di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato che considera discriminatoria l’esclusione dei docenti con contratto a tempo determinato.

Il principio affermato dal Tribunale

Nel caso esaminato, la docente aveva svolto servizio con incarichi di supplenza per diversi anni scolastici. Il Tribunale ha accertato che anche i docenti non di ruolo svolgono funzioni comparabili a quelle dei colleghi stabilizzati e che, pertanto, non vi sono ragioni oggettive per negare loro il beneficio destinato alla formazione professionale.

Il giudice ha quindi riconosciuto il diritto alla carta docente per le annualità richieste, ordinando al Ministero dell’Istruzione e del Merito di consentire la generazione dei buoni spesa previsti dalla normativa.

La decisione richiama inoltre i più recenti orientamenti della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia dell’Unione europea, che hanno affermato il principio secondo cui il personale precario non può essere discriminato rispetto al personale di ruolo quando svolge attività equivalenti.

Il ruolo del sindacato Fensir e dell’avvocato

Determinante nella vicenda è stato l’intervento del sindacato Fensir, che ha sostenuto la docente nella tutela dei propri diritti e promosso l’azione giudiziaria per il riconoscimento del beneficio formativo.

Fondamentale anche il lavoro dell’avvocato Mascheretti che ha patrocinato il ricorso, costruendo una difesa solida basata sulla più recente giurisprudenza nazionale ed europea in materia di tutela dei docenti precari. L’azione legale ha consentito di dimostrare l’assenza di motivazioni oggettive che possano giustificare la disparità di trattamento tra personale di ruolo e supplenti.

Avviata la raccolta di adesioni per nuovi ricorsi

Alla luce della sentenza, il sindacato Fensir invita i docenti precari che non hanno ricevuto la carta docente negli anni di servizio a valutare l’adesione al ricorso per ottenere il riconoscimento delle somme spettanti.

Per raccogliere le adesioni e fornire assistenza ai docenti interessati è stato predisposto un modulo di partecipazione online:

👉 Compila il modulo di adesione al ricorso:
https://forms.gle/A8RuRSuF22UsLU1c8

Attraverso il form sarà possibile manifestare il proprio interesse e ricevere tutte le informazioni necessarie per avviare la procedura legale.

La decisione del Tribunale di Brescia rappresenta un’ulteriore conferma del riconoscimento dei diritti dei docenti precari, che svolgono ogni giorno le stesse funzioni dei colleghi di ruolo e devono poter accedere alle stesse opportunità di formazione professionale.

Certificazioni DigComp 2.2 e DigCompEdu

Offerta Speciale in collaborazione con FENSIR Formazione

In vista dell’aggiornamento delle GPS 2026/2028, è attiva una promozione dedicata al personale scolastico per conseguire le certificazioni:

  • DigComp 2.2 punti 1
  • DigCompEdu punti 2

Entrambe accreditate secondo la norma ISO/IEC 17024.

Un’opportunità concreta per aumentare il punteggio e rafforzare il proprio profilo professionale.


🎓 PACCHETTO COMPLETO – 2 CERTIFICAZIONI

✅ OFFERTA RISERVATA AGLI ISCRITTI

💰 €189,00
👉 Comprende entrambe le certificazioni


✅ NUOVA ISCRIZIONE AL SINDACATO

💰 €219,00
👉 Quota annuale sindacale + entrambe le certificazioni


❌ NON ISCRITTI

💰 €279,00
👉 Entrambe le certificazioni


📘 CERTIFICAZIONE SINGOLA

Per chi desidera conseguire una sola certificazione, sono previste le seguenti condizioni:

👥 Iscritti con trattenuta in busta paga

💰 €99,00


📝 Supplenti brevi e aspiranti

💰 €145,00
👉 Importo comprensivo di iscrizione sindacale annuale


❌ Non iscritti

💰 €169,00


🔗 Iscrizione sindacale

Per aderire:
👉 https://www.fensir.it/iscriviti/

È necessario compilare i documenti richiesti e procedere al versamento.


💳 Modalità di pagamento

IBAN:
IT33G0845311102000000235086

Intestato a:
Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca

Causale: “cognome e nome – integrazione quota”


🏆 Perché scegliere le nostre certificazioni?

✔ Certificazioni accreditate Accredia
✔ Esami online con proctoring integrato
✔ Accesso tramite SPID
✔ Certificato e Digital Badge entro 24 ore
✔ Valide per graduatorie e aggiornamento professionale


💻 Modalità di svolgimento

Gli esami si svolgono online (Lunedì–Sabato) con:

  • PC obbligatorio
  • Webcam e microfono attivi
  • Connessione stabile
  • Browser aggiornato

È importante chiarire in modo inequivocabile che DigComp 2.2 e DigCompEdu sono due ESAMI DI CERTIFICAZIONE, non due corsi di formazione.

Non esiste un corso obbligatorio o un corso ufficiale di preparazione collegato alla certificazione.
Si tratta esclusivamente di esami di valutazione delle competenze digitali, basati sui framework europei di riferimento.

Noi forniremo il materiale di studio su cui prepararsi, ma la certificazione si ottiene superando l’esame, non frequentando un corso.


DigCompEdu

La certificazione DigCompEdu è un riconoscimento ufficiale delle competenze digitali per educatori e formatori, basato sul framework europeo DigCompEdu.

È progettata per supportare la trasformazione digitale nella didattica e valuta la capacità di:

  • Integrare strumenti digitali nell’insegnamento
  • Gestire risorse educative digitali
  • Progettare attività didattiche innovative
  • Sviluppare le competenze digitali degli studenti

Struttura dell’esame

  • Modalità: online
  • 132 domande
  • 120 minuti
  • 3 step progressivi
  • Valutazione su 6 aree chiave e 22 competenze

Livelli di certificazione

Da Novizio (A1) a Pioniere (C2), in base al livello di padronanza raggiunto.

Validità e rilascio

  • Validità: 4 anni
  • Certificato rilasciato entro 24 ore
  • Rilascio di Certificato digitale
  • Aggiornabile ripetendo l’esame

DIGCOMP 2.2 (Accreditata Accredia)

La certificazione DIGCOMP 2.2, accreditata da Accredia, attesta le competenze digitali fondamentali richieste a cittadini, lavoratori e studenti per un utilizzo efficace, sicuro e responsabile delle tecnologie digitali.

Anche in questo caso si tratta di un ESAME DI CERTIFICAZIONE, non di un corso.

Struttura dell’esame

  • Modalità: online
  • 168 domande
  • 4 step progressivi (42 domande ciascuno)

Aree di competenza valutate (framework DIGCOMP 2.2)

  1. Alfabetizzazione su informazioni e dati
  2. Comunicazione e collaborazione
  3. Creazione di contenuti digitali
  4. Sicurezza digitale
  5. Risoluzione di problemi

Vengono valutate tutte le 21 competenze del framework.

Modalità di valutazione

  • Approccio progressivo
  • Nessuna bocciatura definitiva
  • Il risultato rappresenta il livello di competenza raggiunto (dal Base all’Altamente Specializzato)

Validità e rilascio

  • Validità: 4 anni
  • Certificato + Open Badge digitale
  • Registrazione presso Accredia
  • Rilascio entro 24/72 ore

Chiarimento fondamentale

✔️ Non esistono corsi ufficiali collegati alla certificazione.
✔️ La certificazione è, per normativa, un esame di valutazione indipendente.
✔️ Noi forniremo il materiale didattico per la preparazione, ma il titolo si ottiene esclusivamente superando l’esame.


Queste certificazioni rappresentano un’opportunità concreta per:

  • Valorizzare il proprio curriculum
  • Partecipare a concorsi e bandi pubblici
  • Inserimento su inPA
  • Adeguarsi agli standard europei sulle competenze digitali
  • Secondo l’ultima bozza ministeriale, ottenere punteggio nelle GPS 2026/2028

📩 COME ADERIRE

Per ottenere la certificazione o ricevere informazioni:

📧 amministrazione@formazione.fensir.it


Investi oggi nelle tue competenze digitali.
Aumenta il tuo punteggio.
Preparati alle GPS 2026/2028 con un ente accreditato.


SCARICA IL MODULO, COMPILALO E INVIALO CON LA CARTA DI IDENTITA’ E COPIA DEL BONIFICO CORRISPONDENTE A amministrazione@formazione.fensir.it

FENSIR Formazione –

GPS 2026 – dalla CONSULENZA/INSERIMENTO alla CERTIFICAZIONE DIGICOMP E DIGICOMP EDU: PRENOTA

SUPPORTO COMPILAZIONE DOMANDE

Per la consulenza nella compilazione delle domande, riservata agli iscritti e a coloro che si iscrivono, è necessario prenotare un appuntamento tramite il seguente link:

👉 https://calendar.app.google/sypnc2YvsHy4ZPpD8

IN ALTERNATIVA: docenti@sadoc.it

Nelle sedi di Bergamo, Salerno, Agrigento (Ribera, Sciacca, Raffadali, Grotte), Palermo (Bagheria), Caserta è possibile procedere con assistenza in presenza, mentre per le altre province la consulenza è online tramite meet.


CERTIFICAZIONI INFORMATICHE

Finestra disponibile dal 25 FEBBRAIO al 15 MARZO

È ufficialmente aperta la finestra per ottenere le certificazioni Accredia DigCompEdu e DigComp 2.2, riconosciute dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Un’opportunità concreta per certificare le tue competenze digitali e incrementare il punteggio nelle graduatorie.


🏫 Punteggio GPS 2026–2028

Le certificazioni sono valutabili nelle GPS 2026–2028 con il seguente punteggio:

  • DigComp 2.21 punto per ciascun titolo
  • DigCompEdu2 punti per ciascun titolo

🔎 Fino a un massimo complessivo di 4 punti, inclusivi di eventuali titoli già riconosciuti.


💰 QUOTE DI ISCRIZIONE

🔹 PACCHETTO ENTRAMBE LE CERTIFICAZIONI (DigComp 2.2 + DigCompEdu)

  • € 189,00 per iscritti o con trattenuta sullo stipendio
    Causale: “Integrazione quota associativa”
  • € 219,00 con iscrizione annuale
    Causale: “Iscrizione e integrazione quota”

🔹 CERTIFICAZIONE SINGOLA

✔ DigComp 2.2 oppure DigCompEdu

  • € 99,00 per iscritti o con trattenuta sullo stipendio
    Causale: “Integrazione quota associativa”
  • € 145,00 con iscrizione annuale
    Causale: “Iscrizione e integrazione quota”

⚠️ Le quote sono riservate e legate all’iscrizione sindacale.


🔗 Iscrizione sindacale

Per aderire:
👉 https://www.fensir.it/iscriviti/

È necessario compilare i documenti richiesti e procedere al versamento.


💳 Modalità di pagamento

IBAN:
IT33G0845311102000000235086

Intestato a:
Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca


È importante chiarire in modo inequivocabile che DigComp 2.2 e DigCompEdu sono due ESAMI DI CERTIFICAZIONE, non due corsi di formazione.

Non esiste un corso obbligatorio o un corso ufficiale di preparazione collegato alla certificazione.
Si tratta esclusivamente di esami di valutazione delle competenze digitali, basati sui framework europei di riferimento.

Noi forniremo il materiale di studio su cui prepararsi, ma la certificazione si ottiene superando l’esame, non frequentando un corso.


DigCompEdu

La certificazione DigCompEdu è un riconoscimento ufficiale delle competenze digitali per educatori e formatori, basato sul framework europeo DigCompEdu.

È progettata per supportare la trasformazione digitale nella didattica e valuta la capacità di:

  • Integrare strumenti digitali nell’insegnamento
  • Gestire risorse educative digitali
  • Progettare attività didattiche innovative
  • Sviluppare le competenze digitali degli studenti

Struttura dell’esame

  • Modalità: online
  • 132 domande
  • 120 minuti
  • 3 step progressivi
  • Valutazione su 6 aree chiave e 22 competenze

Livelli di certificazione

Da Novizio (A1) a Pioniere (C2), in base al livello di padronanza raggiunto.

Validità e rilascio

  • Validità: 4 anni
  • Certificato rilasciato entro 24 ore
  • Rilascio di Certificato digitale + Open Badge
  • Aggiornabile ripetendo l’esame

DIGCOMP 2.2 (Accreditata Accredia)

La certificazione IDCERT DIGCOMP 2.2, accreditata da Accredia, attesta le competenze digitali fondamentali richieste a cittadini, lavoratori e studenti per un utilizzo efficace, sicuro e responsabile delle tecnologie digitali.

Anche in questo caso si tratta di un ESAME DI CERTIFICAZIONE, non di un corso.

Struttura dell’esame

  • Modalità: online
  • 168 domande
  • 4 step progressivi (42 domande ciascuno)

Aree di competenza valutate (framework DIGCOMP 2.2)

  1. Alfabetizzazione su informazioni e dati
  2. Comunicazione e collaborazione
  3. Creazione di contenuti digitali
  4. Sicurezza digitale
  5. Risoluzione di problemi

Vengono valutate tutte le 21 competenze del framework.

Modalità di valutazione

  • Approccio progressivo
  • Nessuna bocciatura definitiva
  • Il risultato rappresenta il livello di competenza raggiunto (dal Base all’Altamente Specializzato)

Validità e rilascio

  • Validità: 4 anni
  • Certificato + Open Badge digitale
  • Registrazione presso Accredia
  • Rilascio entro 24/72 ore

Chiarimento fondamentale

✔️ Non esistono corsi ufficiali collegati alla certificazione.
✔️ La certificazione è, per normativa, un esame di valutazione indipendente.
✔️ Noi forniremo il materiale didattico per la preparazione, ma il titolo si ottiene esclusivamente superando l’esame.


Queste certificazioni rappresentano un’opportunità concreta per:

  • Valorizzare il proprio curriculum
  • Partecipare a concorsi e bandi pubblici
  • Inserimento su inPA
  • Adeguarsi agli standard europei sulle competenze digitali
  • Secondo l’ultima bozza ministeriale, ottenere punteggio nelle GPS 2026/2028

🔁 Regole di ripetizione esame (Retake)

📌 Mancato superamento della soglia del 25% (DigCompEdu)
Possibilità di sostenere nuovamente l’esame gratuitamente.

📌 Mancato superamento per irregolarità
Retake al costo di € 175,00.


⏳ Scadenze Importanti

  • 📅 Chiusura iscrizioni: 15 marzo
  • 🖥️ Esami sostenibili entro le ore 18:00 del 16 marzo

📩 Per informazioni e assistenza:
amministrazione@formazione.fensir.it

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GPS 2026-2028: aggiornamento delle graduatorie provinciali per le supplenze. Domande dal 23 febbraio al 16 marzo

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito si appresta ad avviare la procedura di aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) valide per il biennio 2026-2028, passaggio fondamentale per il conferimento degli incarichi a tempo determinato nelle istituzioni scolastiche statali.

La nuova tornata di aggiornamento riguarderà l’inserimento dei nuovi aspiranti, l’aggiornamento dei titoli e dei servizi per coloro che sono già presenti in graduatoria, nonché l’eventuale trasferimento di provincia o la conferma della permanenza. Le GPS continueranno a rappresentare lo strumento principale per l’attribuzione delle supplenze annuali fino al 31 agosto e delle supplenze fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno, oltre a costituire il riferimento per la formazione delle graduatorie di istituto utilizzate per le supplenze brevi e temporanee.

Le istanze potranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica a partire dalle ore 12:00 del 23 febbraio 2026 e fino alle ore 23:59 del 16 marzo 2026. La domanda dovrà essere compilata attraverso il Portale Unico del Reclutamento (INPA), accessibile con credenziali SPID o CIE, seguendo la procedura informatizzata prevista per tutte le operazioni di reclutamento del personale scolastico.

La procedura interesserà sia i nuovi aspiranti docenti che intendono inserirsi per la prima volta nelle GPS, sia coloro che risultano già presenti nelle graduatorie del precedente biennio e devono aggiornare la propria posizione. In particolare, potranno presentare domanda gli aspiranti che intendono dichiarare nuovi titoli culturali e professionali, aggiornare i servizi svolti, modificare le classi di concorso, cambiare provincia oppure confermare la permanenza in graduatoria. Anche nei casi di sola permanenza è consigliabile prestare attenzione alla riconferma di eventuali titoli soggetti a scadenza.

Ogni aspirante potrà scegliere una sola provincia di inserimento, indipendentemente dal numero di classi di concorso o tipologie di posto per le quali possiede i requisiti. La provincia selezionata determinerà anche l’inclusione nelle correlate graduatorie di istituto, che saranno utilizzate per il conferimento delle supplenze temporanee e brevi nel corso del biennio di validità delle graduatorie.

Le GPS sono articolate in due fasce distinte per ciascun grado di istruzione e tipologia di posto. La prima fascia è riservata ai docenti abilitati e, per il sostegno, ai docenti in possesso della relativa specializzazione. La seconda fascia è invece destinata agli aspiranti in possesso del solo titolo di accesso valido e completo per la classe di concorso richiesta. Per la scuola secondaria, in particolare, risulta fondamentale che il titolo di studio sia coerente con la classe di concorso e comprensivo di tutti i CFU e degli esami richiesti dalla normativa vigente, in quanto non è previsto l’inserimento con riserva per titoli non ancora completati nella seconda fascia.

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e primaria, l’accesso alla prima fascia è riservato ai laureati in Scienze della Formazione Primaria o ai diplomati magistrali con titolo abilitante conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002. La seconda fascia è invece rivolta agli studenti iscritti al terzo anno del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria o ad annualità successive, purché abbiano conseguito almeno 150 CFU entro la scadenza della domanda.

Particolare attenzione dovrà essere riservata al titolo di accesso, elemento centrale dell’istanza, che deve risultare completo, coerente e conforme ai requisiti previsti per la specifica classe di concorso. L’assenza dei requisiti richiesti o la dichiarazione di titoli non idonei può comportare il depennamento dalla graduatoria, a seguito delle verifiche effettuate dagli Uffici scolastici o dalle istituzioni scolastiche al momento della stipula del contratto di supplenza.

Una delle indicazioni operative più rilevanti riguarda la dichiarazione del servizio in corso. Gli aspiranti che, alla data di scadenza della domanda, non abbiano ancora concluso un contratto di supplenza potranno indicare la data futura di termine del servizio. Tuttavia, il servizio maturato dopo la presentazione dell’istanza sarà valutato solo previa conferma attraverso apposita funzione nella finestra prevista per lo scioglimento delle riserve; in caso di mancata conferma, verrà considerato esclusivamente il servizio svolto fino alla data di invio della domanda.

L’inserimento con riserva sarà consentito esclusivamente per la prima fascia nei casi di conseguimento dell’abilitazione o della specializzazione sul sostegno entro il termine previsto, indicativamente fissato al 30 giugno 2026. Lo scioglimento della riserva avverrà successivamente tramite apposita istanza online, con dichiarazione dell’avvenuto conseguimento del titolo. Non è invece previsto l’inserimento con riserva per la seconda fascia, per la quale il titolo di accesso deve essere posseduto integralmente entro la scadenza della domanda.

Per i posti di sostegno, le graduatorie continueranno ad essere articolate in prima fascia, riservata ai docenti specializzati, e seconda fascia, destinata ai docenti privi di specializzazione ma in possesso del titolo di accesso al grado e di almeno tre annualità di servizio specifico su posto di sostegno nel grado richiesto, maturate entro l’anno scolastico precedente a quello di presentazione della domanda.

Il punteggio sarà attribuito automaticamente dal sistema informatico sulla base dei titoli e dei servizi dichiarati dall’aspirante secondo le tabelle ministeriali vigenti. Il servizio sarà valutato come specifico se svolto sulla stessa classe di concorso o tipologia di posto e come aspecifico negli altri casi, con un punteggio massimo di 12 punti per anno scolastico. Saranno valutabili anche i titoli culturali, le certificazioni linguistiche e le certificazioni informatiche rilasciate da enti accreditati, oltre ai titoli accademici e professionali previsti dalle tabelle di valutazione.

Le dichiarazioni rese in domanda sono soggette a verifica da parte degli Uffici scolastici e delle istituzioni scolastiche. Eventuali incongruenze o dichiarazioni non conformi possono comportare la rettifica del punteggio, il depennamento dalla graduatoria e, nei casi più gravi, la revoca dell’incarico eventualmente conferito.

La procedura informatizzata di conferimento delle supplenze continuerà a seguire l’ordine di scorrimento previsto dalla normativa: prima le Graduatorie ad Esaurimento (GAE), successivamente le GPS di prima e seconda fascia e, in caso di esaurimento, le graduatorie di istituto. La rinuncia all’incarico, la mancata presa di servizio o l’abbandono della supplenza comportano specifiche sanzioni che possono incidere sulla possibilità di ottenere ulteriori incarichi nel corso del biennio di vigenza delle graduatorie.

In vista dell’apertura delle istanze per l’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026-2028, sarà attivato un servizio di supporto dedicato alla compilazione della domanda online, finalizzato ad accompagnare gli aspiranti docenti nella corretta presentazione dell’istanza sul portale INPA e nella verifica dei titoli dichiarabili.

Il supporto riguarderà in particolare la verifica del titolo di accesso e dei requisiti per la classe di concorso, l’inserimento corretto dei servizi, la dichiarazione dei titoli culturali e professionali, la scelta della provincia e la gestione delle diverse tipologie di domanda (nuovo inserimento, aggiornamento, trasferimento o permanenza).

Sarà possibile richiedere assistenza personalizzata fissando un appuntamento tramite email all’indirizzo docenti@sadoc.it, indicando i propri dati anagrafici, la classe di concorso di interesse (se nota) e la tipologia di istanza da presentare. Il servizio di supporto alla compilazione è riservato agli iscritti al sindacato.

Al fine di fornire un orientamento operativo completo sulla procedura di aggiornamento delle GPS 2026-2028, sarà inoltre organizzato un incontro informativo pubblico online dedicato alla compilazione della domanda e all’analisi delle principali novità del biennio. Durante la diretta saranno illustrate le modalità di compilazione dell’istanza su INPA, i requisiti di accesso alle fasce GPS, la corretta dichiarazione dei titoli e del servizio, l’inserimento con riserva e gli errori più frequenti che possono comportare esclusioni o penalizzazioni in graduatoria.

L’incontro si terrà lunedì 13 alle ore 17:00 in diretta streaming sui canali YouTube e Facebook ufficiali, rappresentando un momento di approfondimento aperto a tutti gli aspiranti docenti interessati all’aggiornamento delle graduatorie per il biennio 2026-2028 e alla corretta compilazione della domanda entro i termini previsti.

🎥 Incontro informativo pubblico sulle GPS 2026–2028

Per offrire un orientamento operativo sulla procedura di aggiornamento delle GPS 2026–2028, sarà organizzato un incontro informativo pubblico online dedicato alla compilazione della domanda e all’analisi delle principali novità del biennio.

Durante la diretta verranno approfonditi:

  • modalità di compilazione dell’istanza su INPA;
  • requisiti di accesso alle fasce GPS;
  • dichiarazione del servizio in corso;
  • inserimento con riserva;
  • errori più frequenti che comportano depennamento;
  • strategie per migliorare il punteggio in graduatoria.

📅 Data: lunedì 23
🕔 Orario: ore 17:00
💻 Modalità: diretta streaming sui canali ufficiali social

La diretta sarà trasmessa sui seguenti canali:

La partecipazione è libera e aperta a tutti gli aspiranti docenti interessati all’aggiornamento delle GPS 2026–2028 e alla corretta compilazione della domanda entro i termini previsti.

Arretrati visibili dal 13 gennaio, ma sono “pochi spiccioli”: serve la parità salariale per tutti i docenti e aumenti veri per gli ATA.

Dalla serata del 13 gennaio 2026 risultano visibili su NoiPA gli arretrati contrattuali del comparto scuola, relativi al rinnovo del CCNL. Docenti e personale ATA possono finalmente consultare gli importi nel cedolino di gennaio, dopo mesi di attesa e comunicazioni frammentarie.

Ma è bene chiarirlo subito: non c’è nulla da festeggiare.

Arretrati già decurtati: non sono soldi “in più”

Gli importi che compaiono nel cedolino non rappresentano il totale degli aumenti spettanti, ma solo la parte residua, perché:

  • una quota è già stata erogata come anticipo contrattuale,
  • un’altra come indennità di vacanza contrattuale (IVC).

Di conseguenza, le somme visibili sono già al netto di quanto anticipato nei mesi scorsi. Chi si aspettava cifre consistenti resterà inevitabilmente deluso: quello che arriva ora è solo il conguaglio finale.

Favilla (FENSIR): “Parliamo di pochi spiccioli”

Non usa mezzi termini Giuseppe Favilla, Segretario Generale FENSIR, che commenta duramente:

«Dopo anni di attesa, sacrifici e perdita di potere d’acquisto, ai lavoratori della scuola arrivano pochi spiccioli. Altro che svolta: questi arretrati sono la dimostrazione di quanto poco si investa realmente su docenti e ATA».

Una critica che fotografa perfettamente la situazione: gli aumenti netti da febbraio 2026 saranno quasi impercettibili, spesso limitati a poche decine di euro. Un adeguamento che non compensa minimamente l’inflazione né l’aumento del costo della vita.

Aumenti quasi invisibili in busta paga

Con il nuovo stipendio tabellare, da febbraio:

  • molti docenti vedranno incrementi netti minimi,
  • il personale ATA continuerà a percepire stipendi ampiamente sotto la media europea,
  • nessuna vera valorizzazione professionale sarà tangibile.

In sostanza, il rinnovo contrattuale non cambia la condizione economica del personale scolastico. È un atto formale, non una riforma strutturale.

Serve una svolta politica: parità salariale tra tutti i docenti

Il problema non è tecnico, è politico. Finché la scuola resterà una voce marginale nei bilanci, non ci sarà alcuna dignità retributiva. Serve una scelta chiara e coraggiosa: investire davvero su chi regge il sistema educativo del Paese.

Una proposta che deve entrare con forza nel dibattito è la parificazione salariale tra:

  • docenti della scuola dell’infanzia e primaria,
  • docenti tecnico-pratici (ITP),
  • docenti della secondaria di primo grado,

e i docenti della secondaria di secondo grado.

Stesso lavoro educativo, stesse responsabilità, stessa dignità salariale.

Basta docenti di serie A e di serie B

Non esistono insegnanti “meno importanti”.
Educare, formare, includere, gestire classi sempre più complesse richiede competenze elevate in ogni ordine di scuola. Continuare a mantenere differenze stipendiali significa istituzionalizzare una discriminazione.

Una politica seria dovrebbe prevedere:

  • riallineamento retributivo progressivo tra tutti i docenti,
  • valorizzazione reale del personale ATA, oggi tra i più penalizzati della Pubblica Amministrazione,
  • stanziamenti strutturali e non una tantum.

Conclusione: arretrati sì, dignità ancora no

Gli arretrati visibili dal 13 gennaio chiudono una pratica amministrativa, non aprono una nuova stagione per la scuola.
Con aumenti quasi invisibili e importi ridotti a “pochi spiccioli”, come denuncia Favilla, la distanza tra proclami e realtà resta enorme.

Se non si avrà il coraggio di investire davvero e di parificare gli stipendi tra i docenti dei diversi ordini di scuola, la scuola continuerà a essere trattata come un costo e non come una risorsa.

E la dignità, ancora una volta, resterà solo una parola.

Due riviste, uno spazio comune: tornano EssereScuola e Agorà IRC

Dopo oltre due anni di pausa, tornano due spazi liberi di confronto, riflessione e condivisione

Dopo oltre due anni di pausa, da gennaio 2026 riprendono le pubblicazioni mensili di EssereScuola, la rivista che si propone come contenitore aperto di notizie sindacali, riflessioni culturali e contributi dal mondo della scuola. EssereScuola torna con l’obiettivo di offrire uno spazio di confronto non solo alla comunità educativa in senso stretto, ma all’intera comunità educante e non educativa, coinvolgendo chiunque abbia a cuore i temi dell’istruzione, della formazione, del lavoro e della cittadinanza attiva.

La rivista si rivolge a docenti, personale scolastico, dirigenti, studenti, famiglie, operatori del settore e cittadini interessati, offrendo articoli di approfondimento, contributi di opinione, esperienze didattiche, analisi sindacali e spunti di dibattito. EssereScuola si caratterizza per una scelta chiara e coerente: la gratuità. La rivista è infatti liberamente accessibile a tutti, senza barriere economiche o vincoli di iscrizione, nella convinzione che la conoscenza e il confronto debbano essere beni comuni.

Accanto alla rivista principale, riprenderà anche la pubblicazione di Agorà IRC, supplemento didattico-metodologico dedicato ai docenti di Religione Cattolica. Agorà IRC nasce come spazio di dialogo professionale e culturale, pensato per sostenere la riflessione pedagogica, metodologica e disciplinare, offrendo strumenti, idee e percorsi utili alla pratica quotidiana dell’insegnamento della religione nella scuola italiana.

Una rivista costruita insieme

La ripresa delle pubblicazioni vuole essere anche un segnale di apertura e partecipazione. La redazione invita chiunque lo desideri a contribuire con articoli, riflessioni, suggerimenti, recensioni di testi, segnalazioni di attività e buone pratiche provenienti dalle scuole.
La collaborazione, coerentemente con lo spirito della rivista, è volontaria e gratuita, fondata sulla condivisione delle competenze e sull’impegno civile e professionale di chi sceglie di partecipare al dibattito.

Le proposte possono essere inviate all’indirizzo redazione@esserescuola.it.

Con il ritorno di EssereScuola e Agorà IRC, da gennaio 2026 si riapre uno spazio libero, plurale e accessibile, pensato per dare voce a esperienze, idee e prospettive diverse, nella convinzione che il dialogo sia uno strumento essenziale per comprendere e migliorare la scuola e la società.

Formazione e prova docenti neoassunti: il MIM anticipa le novità della circolare 2025/2026 Incontro informativo del 5 dicembre

Si è svolto ieri, 5 dicembre, l’incontro informativo presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito dedicato alla nuova circolare annuale sul percorso di formazione e prova dei docenti neoassunti e di coloro che hanno ottenuto il passaggio di ruolo. L’appuntamento ha fornito importanti chiarimenti sulle procedure che regoleranno l’anno di prova nel 2024/2025 e nel successivo anno scolastico.

Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata riservata alla posizione dei docenti provenienti dal concorso ordinario PNRR2 che conseguiranno l’abilitazione entro il 31 dicembre 2025. Per questa categoria, l’assunzione a tempo indeterminato decorrerà dalla data stessa di conseguimento dell’abilitazione. Di conseguenza, l’obbligo dei 180 giorni di servizio e dei 120 giorni di attività didattiche sarà calcolato a partire dalla data di decorrenza del contratto, che costituirà l’avvio formale dell’anno di prova previsto per l’a.s. 2025/2026.

L’impianto generale del percorso formativo resta confermato: come previsto dal DM 226/2020, il docente è tenuto a svolgere 50 ore di attività tra momenti sincroni e asincroni progettati per valorizzare la didattica laboratoriale, favorire l’osservazione reciproca e sostenere lo sviluppo professionale attraverso la piattaforma INDIRE. Le attività andranno registrate su “Scuola Futura”, accessibile dall’area riservata.

Nel dettaglio, il percorso comprenderà:

  • 6 ore di incontri in presenza e online, con una novità significativa: le prime 3 ore saranno erogate da INDIRE tramite un evento formativo nazionale;
  • 12 ore di laboratori formativi;
  • 12 ore di peer to peer;
  • 20 ore di formazione online.

La fase valutativa seguirà quanto stabilito dall’art. 13 del DM 226/2022. Le osservazioni in classe, a cura del Dirigente scolastico e del Tutor, e le relative schede compilate costituiranno parte essenziale della documentazione sottoposta al Comitato di valutazione. Il percorso si concluderà con un colloquio, comprensivo del test previsto dal Decreto, volto a verificare le competenze sviluppate dal docente durante l’anno di prova.

Anche quest’anno, dunque, il modello organizzativo della formazione e prova rimane sostanzialmente invariato rispetto agli anni precedenti. È stato inoltre richiesto al Ministero un importante chiarimento sulla possibilità di conteggiare anche i sabati all’interno dei 120 giorni di attività didattiche: una risposta ufficiale verrà fornita prima della pubblicazione definitiva della circolare.

L’uscita del testo definitivo è attesa nei prossimi giorni.

Docenti precari: il Tribunale di Milano riconosce il diritto alla Retribuzione Professionale Docenti. Il FENSIR protagonista della tutela

Il Tribunale di Milano – Sezione Lavoro, con sentenza del 6 novembre 2025 emessa dalla dott.ssa Francesca Saioni, ha accolto il ricorso presentato da un docente precario della scuola statale, riconoscendo il suo diritto a percepire la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) per tutto il periodo di servizio svolto tramite supplenze brevi.

La decisione – destinata a produrre effetti significativi per migliaia di supplenti che vivono la medesima condizione – condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento di 6.033,59 euro oltre agli interessi legali, oltre che alle spese di lite.

Una conferma: la RPD spetta anche ai supplenti brevi

La Giudice Saioni ha richiamato un consolidato orientamento giurisprudenziale, ribadendo che la RPD è un emolumento fisso e continuativo, parte integrante delle “condizioni di impiego” che non possono essere negate ai lavoratori a tempo determinato, in assenza di “ragioni oggettive” che giustifichino una disparità di trattamento rispetto ai docenti di ruolo o ai supplenti annuali.

Nella sentenza si evidenzia come le mansioni del docente ricorrente fossero identiche a quelle dei colleghi con contratti più lunghi o a tempo indeterminato, rendendo ingiustificabile la mancata corresponsione dell’emolumento. Tale posizione è perfettamente in linea con i principi della Direttiva Europea 1999/70/CE sulla parità di trattamento.

Il ruolo del FENSIR: una tutela sindacale efficace e determinata

Alla base del ricorso vi è stato il supporto del FENSIR, il sindacato che da anni si batte con determinazione contro le discriminazioni subite dal personale precario della scuola.

Il FENSIR, attraverso le sue strutture territoriali e i propri legali, ha:

  • elaborato i conteggi allegati al ricorso;
  • sostenuto il docente durante tutto l’iter;
  • promosso un’azione che si colloca in un più ampio percorso nazionale volto al riconoscimento dei diritti economici e professionali dei supplenti.

Questa sentenza rappresenta dunque una vittoria del sindacato e, più in generale, una conferma dell’importanza della sua iniziativa nel difendere la dignità lavorativa dei docenti temporanei. Il FENSIR si conferma tra i protagonisti più attivi nel far valere i diritti dei lavoratori del comparto scuola, colmando – anche in sede giudiziaria – le lacune di un sistema che troppo spesso penalizza chi garantisce quotidianamente la continuità didattica.

Una decisione che apre la strada ad altri ricorsi

Il Tribunale ha ribadito che negare la RPD ai supplenti brevi configura una discriminazione non solo rispetto ai docenti di ruolo, ma perfino rispetto ai colleghi con altre tipologie di contratti a tempo determinato.

Per questo motivo, la pronuncia milanese si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai stabile e rappresenta un ulteriore passo avanti verso una piena equiparazione retributiva dei precari.

ADERISCI AL RICORSO


Culpa in Vigilando e Culpa in Educando: responsabilità a scuola

Intervista all’Avv. Attilio Piacente, penalista del Foro di Tivoli, membro dell’Ufficio Legale Fensir

Quando si parla di responsabilità nella scuola, il confine tra ciò che spetta ai docenti e ciò che compete alle famiglie diventa spesso labile. Per chiarire questi temi — troppo spesso affrontati con superficialità o, peggio, affidati al “sentito dire” — abbiamo intervistato l’Avv. Attilio Piacente, penalista del Foro di Tivoli, che da anni si occupa di responsabilità scolastica, vigilanza sugli alunni e tutela del personale.

Avvocato, partiamo dalle basi: che cosa significa davvero “culpa in vigilando”?

«Letteralmente vuol dire “colpa durante la vigilanza”. È un concetto semplice, ma in ambito scolastico viene spesso travisato.
La culpa in vigilando riguarda tutti quei soggetti — genitori, tutori, docenti, maestri d’arte — che hanno l’obbligo giuridico di sorvegliare qualcuno, in particolare i minori. Se l’obbligo viene violato e accade un danno, nasce una responsabilità sia civile che penale. Ma attenzione: non ogni evento è attribuibile automaticamente al docente. La legge non ragiona per automatismi.»

In che modo la legge disciplina questo dovere di vigilanza?

«Il riferimento è l’articolo 2048 del Codice Civile, che è molto chiaro.
Dice che chi ha un dovere di vigilanza risponde dei danni provocati dal minore salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.
Questo significa che il docente deve dimostrare di essere stato presente, attento e nelle condizioni di intervenire.
E se l’episodio è davvero imprevedibile, improvviso, inevitabile — tre parole che la giurisprudenza usa moltissimo — allora il docente non è responsabile.»

Lei insiste molto su un concetto: la presenza fisica. Perché?

«Perché la vigilanza non è un concetto astratto. Non si vigila “a distanza”, né si può vigilare stando sulla soglia mentre gli studenti sono in aula.
La presenza fisica è il primo requisito perché la vigilanza sia effettiva.
Un docente che si trova fuori dall’aula, o che è impegnato altrove, non può sostenere di aver vigilato. E questo vale anche per i genitori: essere a trenta metri di distanza al parco non è vigilanza, è speranza che non accada nulla.»

Uno dei punti più problematici nelle scuole sono i cambi d’ora. Perché proprio lì si concentra la maggior parte degli incidenti?

«Perché è un momento in cui la vigilanza si interrompe.
Il docente entrante ritarda, quello uscente non può lasciare la classe, e in quei cinque minuti succede di tutto.
Le statistiche parlano chiaro: gli incidenti, i danni e le richieste di risarcimento nascono soprattutto in quei momenti. E non è giusto attribuire tutta la responsabilità agli insegnanti.»

Qui entra in gioco anche la FENSIR con i suoi SAF, giusto?

«Assolutamente sì.
La FENSIR — con i suoi SAF, Sindacati Autonomi Federati (SADOC per i docenti, SAIR per l’IRC, SAATA per i collaboratori scolastici) — auspica che gli istituti scolastici regolamentino in modo preciso questi momenti critici.
Non si può lasciare tutto all’improvvisazione.
Servono collaboratori scolastici di piano, procedure chiare per i ritardi, indicazioni operative. I regolamenti d’istituto devono dire esattamente chi fa cosa.
Perché se l’organizzazione non funziona, il primo a essere travolto è sempre il docente. E questo è profondamente ingiusto.»

Veniamo alla “culpa in educando”: spesso dimenticata, ma fondamentale.

«Esatto.
La culpa in educando riguarda i genitori, non la scuola.
È la responsabilità educativa: trasmettere valori, rispetto delle regole, autocontrollo, capacità di convivere con gli altri.
Quando un ragazzo ha comportamenti abitualmente aggressivi, irrispettosi o pericolosi, non è pensabile attribuire tutto all’insegnante.
La scuola vigila, ma non può sostituirsi alla famiglia nel formare un carattere.»

Come si traduce questa distinzione nei viaggi d’istruzione?

«Nei viaggi di più giorni è impossibile pretendere che i docenti facciano vigilanza notturna continua. Sarebbe contrario alla normativa sul lavoro e persino alla ragionevolezza.
E infatti molti istituti — anche grazie agli interventi dei SAF della FENSIR — stanno inserendo nei regolamenti una clausola molto sensata: la vigilanza docente termina al rientro nelle camere, di solito a mezzanotte, e dalle 24 alle 7 la responsabilità torna ai genitori.
In quelle ore può scattare la culpa in educando.
Ed è una distinzione corretta: i docenti non sono sorveglianti 24 ore su 24.»

Dunque non si può sempre scaricare la colpa sui docenti.

«Esatto.
La scuola ha un dovere di vigilanza, ma non può essere il parafulmine di tutto ciò che accade.
I docenti non possono essere ritenuti responsabili di comportamenti che derivano da mancanze educative, da assenze familiari o da un’organizzazione scolastica lacunosa.
Ogni anello della catena deve rispondere per ciò che gli compete:
la scuola per la vigilanza,
la famiglia per l’educazione.
Confondere i due piani è un errore che crea contenziosi inutili e alimenta conflitti che non servono a nessuno.»

In conclusione, Avvocato, cosa serve davvero per evitare conflitti e responsabilità improprie?

«Serve equilibrio.
Serve un’organizzazione scolastica solida, regolamenti chiari, vigilanza distribuita e non improvvisata.
Serve che le famiglie recuperino il proprio ruolo educativo.
E serve riconoscere ai docenti ciò che è loro: un dovere di vigilanza ragionevole, non una responsabilità infinita.»

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