SOSTEGNO

Mini call veloce sostegno 2026: domande dal 14 al 18 agosto, ma i posti potrebbero essere pochi. FENSIR: «Non è una promessa di ruolo»

La mini call veloce per l’anno scolastico 2026/2027 resta uno degli ultimi canali attraverso i quali i docenti specializzati sul sostegno, inseriti a pieno titolo nella prima fascia delle GPS, possono ottenere un contratto a tempo determinato finalizzato all’immissione in ruolo in una provincia diversa da quella di inserimento.

La procedura, tuttavia, non partirà automaticamente in tutte le regioni e per tutti i gradi di scuola. Sarà attivata esclusivamente sui posti di sostegno che resteranno effettivamente vacanti e disponibili dopo le immissioni in ruolo ordinarie, lo scorrimento dei nuovi elenchi regionali e la fase provinciale delle assunzioni da GPS prima fascia sostegno.

Per la FENSIR è quindi necessario evitare facili entusiasmi: la mini call veloce rappresenta un’opportunità concreta, ma residuale. Il numero dei posti potrà essere conosciuto soltanto a ridosso dell’apertura delle domande.

Le date da ricordare

La circolare ministeriale n. 11814 del 6 maggio 2026 ha stabilito il seguente calendario:

  • entro le ore 10:00 del 14 agosto 2026 gli Uffici scolastici dovranno pubblicare i posti residui disponibili;
  • dalle ore 14:00 del 14 agosto alle ore 12:00 del 18 agosto 2026 sarà possibile presentare l’istanza per la fase interprovinciale;
  • la domanda dovrà essere inoltrata esclusivamente per via telematica attraverso il portale ministeriale Istanze Online – POLIS.

La finestra temporale sarà quindi estremamente ridotta e coinciderà con il periodo di Ferragosto. FENSIR invita gli interessati a verificare preventivamente le credenziali SPID o CIE, l’accesso a Istanze Online e i recapiti registrati sul portale.

Chi può partecipare

La mini call veloce è riservata ai docenti:

  • inseriti a pieno titolo nella prima fascia delle GPS sostegno;
  • in possesso del titolo di specializzazione per lo specifico grado di istruzione;
  • che abbiano partecipato alla precedente fase provinciale finalizzata al ruolo;
  • che non abbiano ricevuto una proposta di assunzione per la specifica tipologia di posto;
  • che non siano risultati rinunciatari nella fase provinciale.

La procedura non riguarda, dunque, i docenti inseriti nella seconda fascia GPS sostegno sulla base dei tre anni di servizio senza specializzazione.

Anche chi era inizialmente inserito con riserva può partecipare soltanto se ha conseguito il titolo e sciolto positivamente la riserva entro il termine ministeriale del 2 luglio 2026. Al momento della procedura l’aspirante deve risultare, in ogni caso, inserito a pieno titolo.

Il riferimento normativo è il Decreto ministeriale n. 58 del 31 marzo 2026, che ha disciplinato la procedura straordinaria di reclutamento sui posti di sostegno per il 2026/2027.

Attenzione alla domanda provinciale presentata a luglio

Per poter accedere alla mini call non basta essere collocati nella prima fascia GPS sostegno. È necessario aver partecipato correttamente alla procedura provinciale finalizzata al ruolo, nella finestra delle cosiddette “150 preferenze”.

In particolare, il docente non deve essere diventato rinunciatario per:

  • mancata presentazione della domanda;
  • mancata richiesta della procedura finalizzata al ruolo;
  • mancata indicazione di sedi o preferenze che avrebbero consentito l’assegnazione di un posto disponibile;
  • omissione della disponibilità necessaria a concorrere per l’intera provincia.

La mancata indicazione di una sede equivale infatti a rinuncia limitatamente ai posti non espressi. Di conseguenza, chi non è stato nominato perché non aveva incluso una sede disponibile non può utilizzare la mini call per aggirare gli effetti della propria rinuncia.

Quali territori si possono scegliere

Nell’istanza il candidato potrà indicare:

  • una provincia;
  • più province appartenenti alla stessa regione;
  • le tipologie di posto di sostegno per le quali possiede il titolo.

La regione prescelta può essere anche diversa da quella nella quale si trova la provincia di inserimento nelle GPS. Non è invece possibile indicare, nella stessa domanda, province appartenenti a regioni differenti.

La scelta deve essere effettuata con grande attenzione: non si tratta di una semplice manifestazione d’interesse, ma della disponibilità concreta ad accettare la provincia e la sede che saranno successivamente attribuite.

Perché nel 2026 potrebbero esserci meno posti

La vera novità dell’anno scolastico 2026/2027 è rappresentata dai nuovi elenchi regionali degli idonei dei concorsi, disciplinati dal Decreto ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026.

In estrema sintesi, i posti vengono assegnati secondo una successione di procedure:

  1. graduatorie dei concorsi e graduatorie ad esaurimento;
  2. eventuali ulteriori scorrimenti previsti dalla normativa;
  3. nuovi elenchi regionali degli idonei;
  4. GPS prima fascia sostegno nella provincia di inserimento;
  5. mini call veloce sui posti ancora residui.

Gli elenchi regionali precedono quindi le assunzioni straordinarie da GPS sostegno e potrebbero assorbire una parte delle disponibilità che, negli anni precedenti, arrivavano alla fase provinciale e poi alla mini call.

La procedura potrebbe pertanto essere attivata soltanto in alcune regioni, province o tipologie di posto. Non si può escludere che, soprattutto per determinati gradi della scuola secondaria, non rimangano disponibilità sufficienti per avviarla.

Come vengono formulate le graduatorie

Gli aspiranti che presentano domanda vengono graduati sulla base:

  • del punteggio posseduto nella prima fascia GPS sostegno della provincia di provenienza;
  • delle eventuali precedenze previste dalla normativa;
  • delle preferenze territoriali espresse;
  • della tipologia di posto per la quale partecipano.

In caso di partecipazione di candidati provenienti da province diverse, il riferimento resta il punteggio con il quale ciascun aspirante è inserito nella propria GPS.

La procedura si sviluppa normalmente in due momenti:

  • assegnazione della provincia;
  • successiva attribuzione della sede scolastica all’interno della provincia assegnata.

Dopo l’individuazione provinciale, gli interessati dovranno controllare costantemente i siti dell’USR e dell’Ambito territoriale competente, perché le istruzioni e le tempistiche per la scelta delle scuole possono essere pubblicate con avvisi specifici.

L’assegnazione della provincia è già vincolante

Questo è uno degli aspetti più delicati.

L’assegnazione di una provincia indicata nella domanda comporta l’accettazione della sede che sarà successivamente individuata al suo interno. Non è quindi prudente inserire territori nei quali non si è realmente disponibili a trasferirsi e a prendere servizio.

Una rinuncia successiva alla provincia o alla scuola assegnata può determinare:

  • la decadenza dall’incarico finalizzato al ruolo;
  • l’impossibilità di ottenere altre supplenze per l’anno scolastico 2026/2027;
  • l’esclusione dalle procedure di conferma su sostegno;
  • l’impossibilità di partecipare agli interpelli.

Quando sarà richiesta l’accettazione telematica della sede, il candidato dovrà inoltre rispettare il termine indicato dall’Amministrazione, normalmente fissato in cinque giorni. Per le assegnazioni comunicate dal 28 agosto, il termine non potrà superare il 1° settembre. Il silenzio o la mancata accettazione entro la scadenza prevista valgono come rinuncia.

Cosa accade a chi non presenta la mini call

La mancata presentazione della domanda per la mini call veloce non comporta, da sola, la perdita del diritto alle supplenze ordinarie.

Conservano la possibilità di partecipare alle successive nomine a tempo determinato:

  • coloro che non presentano la domanda;
  • coloro che partecipano ma non ottengono alcuna delle province richieste;
  • coloro che non vengono individuati per mancanza di posti o per posizione insufficiente.

Diversa è la situazione di chi ottiene una provincia richiesta e decide successivamente di non accettare la sede: in questo caso operano le conseguenze previste per la rinuncia dopo l’assegnazione.

Dal contratto a termine all’immissione in ruolo

La mini call non determina un’immediata assunzione a tempo indeterminato.

Il docente individuato riceve inizialmente un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo. Durante l’anno scolastico dovrà:

  • svolgere il percorso annuale di formazione e prova;
  • superare positivamente la valutazione prevista;
  • sostenere la lezione simulata davanti al comitato di valutazione integrato da un componente esterno.

Soltanto dopo il superamento di tutti i passaggi si procederà alla trasformazione del rapporto a tempo indeterminato, con la decorrenza giuridica prevista dalla normativa.

Restano inoltre da valutare con attenzione i vincoli di permanenza sulla sede e le limitazioni alla mobilità connesse all’assunzione, fatte salve le deroghe previste per particolari situazioni personali o familiari.

La posizione della FENSIR

Per la FENSIR la proroga delle assunzioni da GPS prima fascia sostegno costituisce uno strumento utile, ma non può essere considerata una soluzione strutturale al problema del precariato e della continuità didattica.

La mini call interviene soltanto dopo numerose procedure e sui posti che nessun altro canale è riuscito a coprire. Allo stesso tempo, chiede ai docenti una disponibilità territoriale molto ampia, spesso comunicata e gestita in pochi giorni, nel pieno del periodo estivo.

«Non è accettabile – sottolinea la FENSIR – che una scelta capace di incidere profondamente sulla vita lavorativa e familiare dei docenti venga concentrata in una finestra di meno di quattro giorni, tra il 14 e il 18 agosto. La disponibilità dei posti deve essere pubblicata in modo chiaro, completo e tempestivo, evitando rettifiche tardive e assegnazioni poco trasparenti».

La Federazione invita pertanto il Ministero e gli Uffici scolastici a:

  • pubblicare prospetti analitici e realmente aggiornati dei posti;
  • distinguere con chiarezza le disponibilità per provincia, grado e tipologia di sostegno;
  • assicurare uniformità nelle procedure di assegnazione delle sedi;
  • garantire tempi adeguati per l’accettazione;
  • evitare che errori dell’Amministrazione o malfunzionamenti informatici ricadano sugli aspiranti;
  • comunicare in modo inequivocabile le conseguenze dell’assegnazione e dell’eventuale rinuncia.

Il consiglio FENSIR: indicare soltanto province realmente accettabili

La mini call veloce può rappresentare un’importante possibilità di stabilizzazione, ma la domanda deve essere compilata con consapevolezza.

Prima di inoltrarla occorre valutare:

  • distanza dalla propria residenza;
  • collegamenti e tempi di viaggio;
  • costo degli alloggi;
  • possibilità concreta di trasferimento;
  • esigenze familiari e sanitarie;
  • grado di scuola e tipologia di sostegno;
  • vincoli successivi all’immissione in ruolo.

Il principio da seguire è semplice: non indicare una provincia nella quale non si è concretamente disposti a prendere servizio, perché l’assegnazione provinciale produce già effetti vincolanti.

FENSIR seguirà la pubblicazione delle disponibilità da parte degli Uffici scolastici e fornirà agli iscritti aggiornamenti e assistenza per la verifica dei requisiti e la corretta presentazione della domanda

GPS 2026/2028: al via la conferma del servizio dichiarato nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha attivato la procedura dedicata alla conferma del servizio prestato per gli aspiranti inseriti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) del personale docente per gli anni scolastici 2026/27 e 2027/28.

L’istanza interessa esclusivamente coloro che, in fase di aggiornamento delle graduatorie disciplinato dall’Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, avevano dichiarato un servizio ancora in corso alla data di scadenza della domanda, indicando una data di conclusione successiva al termine di presentazione delle istanze.

Le date della procedura

Le domande per l’aggiornamento e l’inserimento nelle GPS 2026/2028 sono state presentate dalle ore 12:00 del 23 febbraio 2026 alle ore 23:59 del 16 marzo 2026.

Chi deve presentare l’istanza

Sono tenuti a compilare la domanda gli aspiranti che:

  • hanno partecipato alla procedura GPS 2026/2028;
  • hanno dichiarato un contratto o un servizio non ancora concluso al 16 marzo 2026;
  • intendono far valutare l’intero periodo di servizio effettivamente prestato.

La mancata conferma comporta la valutazione del solo servizio maturato fino alla data di presentazione della domanda originaria.

Come compilare e inoltrare la domanda

L’istanza è disponibile attraverso la piattaforma Istanze Online (POLIS). Durante la compilazione, ogni sezione viene salvata dal sistema e può essere modificata fino all’inoltro definitivo.

Una volta completata la procedura:

  1. l’aspirante deve effettuare l’inoltro telematico della domanda;
  2. il sistema genera automaticamente un file PDF contenente l’istanza compilata;
  3. il documento viene archiviato nell’area personale “Archivio” di Istanze Online;
  4. una copia viene inviata agli indirizzi e-mail registrati dall’utente (esclusa la PEC).

Dopo l’inoltro è comunque possibile apportare modifiche, ma solo dopo aver annullato l’invio precedente e aver proceduto a un nuovo inoltro entro la scadenza prevista.

Le verifiche da effettuare

Per essere certi della corretta conclusione della procedura, gli aspiranti dovrebbero:

  • controllare la ricezione dell’e-mail di conferma;
  • verificare che l’istanza risulti nello stato “inoltrata”;
  • accedere alla sezione “Archivio” di Istanze Online e controllare la correttezza dei dati riportati nel PDF.

Dichiarazioni e responsabilità

La compilazione dell’istanza avviene ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000 in materia di autocertificazione. Le informazioni inserite assumono valore di dichiarazioni sostitutive di certificazione e sono soggette alle verifiche previste dalla normativa.

Eventuali dichiarazioni non veritiere possono comportare conseguenze sia amministrative sia penali. I dati personali sono trattati nel rispetto del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e del D.Lgs. 196/2003.

Un passaggio decisivo per il punteggio GPS

La conferma del servizio rappresenta un adempimento fondamentale per tutti i docenti che hanno dichiarato supplenze in corso durante l’aggiornamento delle GPS. Attraverso questa procedura il Ministero può attribuire correttamente il punteggio spettante, garantendo la formazione delle graduatorie definitive valide per il biennio 2026/2028.

GPS 2026/2028 : Disponibile la funzione “visualizzazione” su Istanze Online

Il Ministero ha reso inoltre disponibile su Istanze Online una nuova funzione che consente agli aspiranti inseriti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) di consultare le classi di concorso e le relative fasce per le quali è stata presentata domanda di inserimento o aggiornamento.

Come verificare i dati

Per accedere alle informazioni è sufficiente:

  • entrare nell’area riservata di Istanze Online;
  • selezionare la funzione dedicata alle GPS;
  • verificare le classi di concorso e le fasce associate alla propria istanza.

Attenzione al simbolo di divieto

Alcuni utenti stanno segnalando la presenza del simbolo di divieto accanto a determinate classi di concorso oppure la visualizzazione parziale dei dati. Si tratta di una situazione del tutto normale e che, al momento, non deve destare preoccupazione.

Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze, infatti, non sono ancora state pubblicate in via definitiva e le informazioni presenti sulla piattaforma sono tuttora in fase di elaborazione da parte degli Uffici scolastici.

Per questo motivo il sistema potrebbe non mostrare ancora tutti i dettagli relativi alle graduatorie richieste o ai punteggi attribuiti. La visualizzazione completa dei dati e della posizione occupata in graduatoria sarà disponibile soltanto dopo la pubblicazione ufficiale delle GPS da parte degli Uffici competenti.

Si consiglia pertanto agli aspiranti di verificare la corretta presenza delle classi di concorso richieste e di attendere la pubblicazione delle graduatorie per consultare il quadro definitivo della propria posizione.

Specializzazione sul sostegno, al via le iscrizioni ai percorsi TFA INDIRE 2026: posti disponibili e modalità di domanda

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni ai percorsi di formazione per la Specializzazione sul sostegno didattico agli alunni con disabilità (TFA) – edizione 2026, rivolti a docenti con specifici requisiti di servizio o formazione. L’iniziativa rappresenta un’importante opportunità per ampliare il numero di insegnanti qualificati nel sostegno e rispondere al fabbisogno delle scuole italiane.

Posti disponibili per il 2026

Per l’edizione 2026 dei percorsi TFA gestiti da INDIRE sono stati messi a disposizione 14.800 posti complessivi, suddivisi in due categorie:

  • 10.800 posti destinati ai docenti che abbiano maturato almeno tre anni di servizio su posto di sostegno negli ultimi otto anni scolastici, anche non continuativi;
  • 4.000 posti riservati ai docenti che hanno conseguito un titolo di specializzazione sul sostegno all’estero, presso università o enti accreditati nel Paese di origine, e che si trovano in attesa del riconoscimento in Italia oppure coinvolti in un contenzioso per il mancato riconoscimento entro i termini previsti.

Le due categorie sono individuate rispettivamente dall’articolo 6 e dall’articolo 7 del Decreto Legge 31 maggio 2024, n. 71, che disciplina le procedure straordinarie per il potenziamento dei docenti specializzati sul sostegno.

Chi può partecipare

I percorsi sono quindi rivolti a:

  • docenti con tre annualità di servizio su sostegno, maturate negli ultimi otto anni scolastici, anche non consecutive;
  • docenti con titolo di sostegno conseguito all’estero, che abbiano presentato domanda di riconoscimento in Italia e il cui procedimento sia ancora pendente oltre i tempi previsti oppure oggetto di contenzioso.

L’obiettivo è valorizzare l’esperienza professionale già maturata e offrire un percorso di regolarizzazione e specializzazione per chi ha già lavorato nel settore o ha acquisito competenze all’estero.

Scadenze e modalità di iscrizione

Le domande di partecipazione possono essere presentate a partire da venerdì 13 marzo fino alle ore 13:00 del 20 marzo.

La procedura di candidatura è interamente online attraverso la piattaforma dedicata di INDIRE:

Sul sito ufficiale sono disponibili anche tutte le informazioni utili sui percorsi formativi, tra cui:

  • dettagli sull’organizzazione dei corsi
  • FAQ per i candidati
  • manuali e guide per la registrazione alla piattaforma

La pagina informativa completa è consultabile su:

Un passo per rafforzare il sostegno nelle scuole

L’avvio dei percorsi TFA 2026 rappresenta un passaggio significativo nel piano di rafforzamento del sostegno nelle scuole italiane, con l’obiettivo di ridurre il numero di cattedre scoperte e garantire continuità didattica agli studenti con disabilità.

L’assegnazione di quasi 15 mila posti complessivi punta infatti ad ampliare rapidamente il numero di docenti specializzati, valorizzando sia l’esperienza già maturata nelle scuole sia i percorsi formativi svolti all’estero.

Certificazioni DigComp 2.2 e DigCompEdu

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In vista dell’aggiornamento delle GPS 2026/2028, è attiva una promozione dedicata al personale scolastico per conseguire le certificazioni:

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È importante chiarire in modo inequivocabile che DigComp 2.2 e DigCompEdu sono due ESAMI DI CERTIFICAZIONE, non due corsi di formazione.

Non esiste un corso obbligatorio o un corso ufficiale di preparazione collegato alla certificazione.
Si tratta esclusivamente di esami di valutazione delle competenze digitali, basati sui framework europei di riferimento.

Noi forniremo il materiale di studio su cui prepararsi, ma la certificazione si ottiene superando l’esame, non frequentando un corso.


DigCompEdu

La certificazione DigCompEdu è un riconoscimento ufficiale delle competenze digitali per educatori e formatori, basato sul framework europeo DigCompEdu.

È progettata per supportare la trasformazione digitale nella didattica e valuta la capacità di:

  • Integrare strumenti digitali nell’insegnamento
  • Gestire risorse educative digitali
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Struttura dell’esame

  • Modalità: online
  • 132 domande
  • 120 minuti
  • 3 step progressivi
  • Valutazione su 6 aree chiave e 22 competenze

Livelli di certificazione

Da Novizio (A1) a Pioniere (C2), in base al livello di padronanza raggiunto.

Validità e rilascio

  • Validità: 4 anni
  • Certificato rilasciato entro 24 ore
  • Rilascio di Certificato digitale
  • Aggiornabile ripetendo l’esame

DIGCOMP 2.2 (Accreditata Accredia)

La certificazione DIGCOMP 2.2, accreditata da Accredia, attesta le competenze digitali fondamentali richieste a cittadini, lavoratori e studenti per un utilizzo efficace, sicuro e responsabile delle tecnologie digitali.

Anche in questo caso si tratta di un ESAME DI CERTIFICAZIONE, non di un corso.

Struttura dell’esame

  • Modalità: online
  • 168 domande
  • 4 step progressivi (42 domande ciascuno)

Aree di competenza valutate (framework DIGCOMP 2.2)

  1. Alfabetizzazione su informazioni e dati
  2. Comunicazione e collaborazione
  3. Creazione di contenuti digitali
  4. Sicurezza digitale
  5. Risoluzione di problemi

Vengono valutate tutte le 21 competenze del framework.

Modalità di valutazione

  • Approccio progressivo
  • Nessuna bocciatura definitiva
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Validità e rilascio

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Chiarimento fondamentale

✔️ Non esistono corsi ufficiali collegati alla certificazione.
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✔️ Noi forniremo il materiale didattico per la preparazione, ma il titolo si ottiene esclusivamente superando l’esame.


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Otto minuti di silenzio per la dignità del lavoro nella scuola

di Silvia Zanetti

Il 3 settembre docenti e ATA hanno protestato simultaneamente a Roma, Milano e Napoli consegnando al Ministero un Manifesto per la dignità del personale scolastico, che denuncia la profonda crisi del sistema scolastico pubblico italiano.

Il 3 settembre 2024 la scuola italiana ha fatto sentire la sua voce con un gesto simbolico di grande impatto: otto minuti di silenzio davanti al Ministero dell’Istruzione a Roma e contemporaneamente nelle piazze di Milano e Napoli. Il flash mob nazionale, promosso da Silvia Zanetti e Roberto Leardi (docenti di Bergamo) insieme a Fabrizio Sau (referente del personale ATA), ha messo al centro una richiesta tanto semplice quanto urgente: dignità per chi lavora nella scuola pubblica.

Un sistema al collasso: dai cedolini agli stipendi

Durante la manifestazione è stato consegnato ufficialmente al Ministero un articolato Manifesto che fotografa senza sconti la situazione del comparto. I problemi denunciati partono dai malfunzionamenti del sistema NOIPA, con frequenti interruzioni del servizio che hanno causato ritardi significativi nell’applicazione delle normative – come i sei mesi di ritardo per il taglio del cuneo fiscale – e difficoltà croniche nell’accesso ai cedolini.

Ma il cuore della protesta riguarda le retribuzioni. I dati OCSE sono impietosi: mentre un docente italiano di scuola superiore con 15 anni di servizio percepisce circa 34.000 euro lordi annui (circa 1.500 euro netti mensili), la media europea si attesta sui 49.000 euro, con punte di oltre 65.000 euro in Germania e 45.000 in Francia. Il divario ammonta a 300-350 euro netti mensili.

Ancora più grave la situazione del personale ATA: collaboratori scolastici fermi a 16.500 euro lordi annui, assistenti amministrativi e tecnici a 19.000 euro per 36 ore settimanali. Cifre che rendono evidente il disinvestimento strutturale nel settore.

L’inflazione che impoverisce

L’analisi del Manifesto evidenzia un aspetto cruciale: l’inflazione cumulativa 2022-2024 ha raggiunto il 12%, mentre gli aumenti salariali proposti si fermano al 6%. Il risultato è una perdita netta del potere d’acquisto del 6% che ha ulteriormente impoverito chi lavora nella scuola.

A questa erosione salariale si aggiunge una progressione di carriera penalizzante: per i docenti il primo scatto di anzianità arriva solo dopo 9 anni di servizio, mentre mancano completamente i buoni pasto nonostante gli impegni prolungati, configurando una disparità rispetto ad altri comparti del pubblico impiego.

Le richieste del movimento

“Non ci accontentiamo più di bonus o indennità temporanee”, dichiarano i promotori. “Vogliamo un contratto dignitoso e stipendi allineati agli standard europei. La scuola non può essere tenuta in vita con le briciole”.

Il Manifesto consegnato al Ministero chiede interventi strutturali precisi: allineamento delle retribuzioni agli standard europei, revisione del sistema degli scatti di anzianità, introduzione dei buoni pasto, pieno riconoscimento dell’anno 2013 ai fini della progressione di carriera e adeguamento dei compensi per gli esami di maturità, fermi dal 2007 a soli 399 euro lordi per i commissari interni.

Il silenzio che grida

Gli otto minuti di silenzio non sono stati rassegnazione, ma strategia comunicativa efficace. Con i cartelli alzati – “Basta briciole”, “Dignità per la scuola”, “Stipendi europei anche per noi” – docenti e ATA hanno trasformato l’assenza di parole in un messaggio potente che ha rappresentato simbolicamente l’assenza di ascolto delle istituzioni.

La delegazione ha sottolineato che, dopo mesi di mobilitazione, “non sarà più possibile ignorare queste richieste. Chi rappresenta le istituzioni deve sapere che la scuola non resterà in silenzio”.

Una battaglia per il futuro del Paese

La protesta del 3 settembre rappresenta solo l’inizio di una mobilitazione che il movimento annuncia determinato a portare avanti finché non arriveranno risposte concrete. La posta in gioco va oltre le singole rivendicazioni economiche.

Come sottolineato nel Manifesto: “La scuola pubblica è presidio di democrazia, crescita civile e giustizia sociale. Se non si investe nella scuola, non si investe nel futuro del Paese”. Una verità che rende la battaglia di docenti e ATA una questione di interesse nazionale, perché senza il riconoscimento del loro lavoro, il futuro dell’istruzione italiana rimane appeso a un filo sempre più sottile.

E-mail: flashmobdocentieata@libero.it
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Il commento della Fensir

«Siamo ridotti al silenzio con attività svolte, giustamente, da colleghi delusi da chi da anni siede ai tavoli contrattuali beneficiando solo di distacchi e permessi, ma concretamente non ottenendo nulla. Gli stessi stipendi dei docenti, annunciando pochi euro di aumento non solo ci sembrano una presa in giro, così come abbiamo denunciato pochi giorni fa, ma c’è il rischio che ciò rappresenti la scusa per imporci nuovi pesi dal punto di vista giuridico» afferma Giuseppe Favilla, segretario generale della Fensir.

«Plaudiamo l’iniziativa di questi coraggiosi docenti auto organizzati e ne sosteniamo, per quello che possiamo, essendo anche noi fuori dalla contrattazione in virtù di contratti fatti e firmati da chi si arroga la rappresentanza» conclude Favilla.

Nuove Ammissioni ai Percorsi Formativi per Docenti con Tre Anni di Servizio (art. 6) – INDIRE – AVVIO IL 22 AGOSTO per art. 7

Con il Decreto n. 43177, il Ministero dell’Istruzione ha disposto un ulteriore scorrimento delle graduatorie per l’ammissione ai Percorsi di specializzazione sul sostegno (TFA), destinati ai docenti che hanno maturato almeno tre anni di servizio su posti di sostegno negli ultimi cinque anni.

La misura rientra nell’attuazione dell’art. 6 del D.L. 31 maggio 2024, n. 71 (convertito dalla legge n. 106/2024) e del D.M. n. 75 del 24 aprile 2025.

Nuove ammissioni ai corsi INDIRE

I candidati ora ammessi ai percorsi formativi INDIRE sono quelli collocati fino alle seguenti posizioni in graduatoria:

  • Scuola primaria: posizione n. 2757
  • Scuola secondaria di I grado: posizione n. 1653
  • Scuola secondaria di II grado: posizione n. 1046

Scadenza e pagamento

I docenti ammessi devono effettuare il pagamento della quota di iscrizione di € 600,00 entro l’11 agosto 2025. Il mancato pagamento comporterà la decadenza dalla graduatoria.

Eventuali ulteriori scorrimenti saranno valutati sulla base dei pagamenti ricevuti e della disponibilità residua di posti.

Pubblicazione e ricorsi

Il provvedimento ha valore di notifica legale ed è disponibile nella sezione “Bandi di concorso” del sito www.indire.it.

È possibile presentare ricorso al TAR Toscana entro 60 giorni o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla pubblicazione.

Si comunica che le attività formative per coloro che rientrano tra i beneficiari dell’art. 7 avranno inizio venerdì 22 agosto. Nei prossimi giorni verrà pubblicato il
calendario didattico dei vari moduli.
Alcuni giorni prima dell’avvio delle attività formative, riceverete all’indirizzo email che avete indicato in fase
di iscrizione le credenziali di accesso all’ambiente di formazione che sarà raggiungibile all’indirizzo:
https://dm77.indiretfa.it

Reclutamento Docenti di Sostegno: Al Via la “Mini-Call Veloce” 2025

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato un avviso ufficiale riguardante l’apertura delle funzioni telematiche per la presentazione delle istanze di partecipazione alla procedura “per chiamata” (cosiddetta mini-call veloce) per il reclutamento a tempo determinato, finalizzato all’immissione in ruolo su posti di sostegno.

Tale procedura è regolata dall’articolo 5, comma 12, del decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44 (convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2023, n. 74), come modificato e prorogato fino al 31 dicembre 2025 dall’articolo 14, comma 1, lettera c)-bis, del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito con legge 29 aprile 2024, n. 56.

Tempistiche

Le domande potranno essere presentate a partire da giovedì 14 agosto 2025 alle ore 10:00 fino a martedì 19 agosto 2025 alle ore 09:00, esclusivamente in modalità telematica tramite il portale INPA.

Chi può partecipare

Possono presentare istanza gli aspiranti individuati ai sensi dell’articolo 4, comma 6, del Decreto Ministeriale n. 111 del 6 giugno 2024. La domanda potrà essere inoltrata per una o più province della stessa regione, diverse da quella di inserimento nelle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze).

Modalità di accesso

Per accedere al servizio è necessario autenticarsi con una delle seguenti credenziali:

  • SPID
  • CIE
  • eIDAS
  • Credenziali dell’area riservata del MIM in corso di validità
  • CNS

È inoltre obbligatoria l’abilitazione al servizio “Istanze on line”, disponibile anche all’indirizzo: https://www.istruzione.it/polis/Istanzeonline.htm

La mancata presentazione dell’istanza sarà considerata rinuncia alla partecipazione.

Scelta delle sedi

Successivamente all’assegnazione su base provinciale, gli Uffici Scolastici Regionali coinvolti comunicheranno le date per la selezione delle sedi scolastiche. Gli aspiranti individuati dovranno accettare esplicitamente l’assegnazione entro 5 giorni, come stabilito dall’art. 2, comma 2, del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, convertito dalla legge 5 giugno 2025, n. 79. Il mancato rispetto di tale termine comporta la decadenza automatica dall’incarico.

Il ruolo dell’insegnante di sostegno: professionalità, attività e pari dignità nella scuola inclusiva

Ruolo professionale dell’insegnante di sostegno

L’insegnante di sostegno è un docente specializzato, in possesso di competenze pedagogiche, didattiche e relazionali specifiche per l’inclusione scolastica. Il suo ruolo non si esaurisce nell’assistenza all’alunno con disabilità, ma si configura come un mediatore educativo e didattico a supporto dell’intera classe, con l’obiettivo di creare ambienti di apprendimento inclusivi e flessibili.

Egli collabora strettamente con i docenti curricolari, i genitori, gli operatori sanitari e i servizi sociali, all’interno del Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione (GLO), contribuendo alla stesura e all’attuazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI). Inoltre, favorisce lo sviluppo delle autonomie, la partecipazione sociale e l’autodeterminazione dell’alunno, nel rispetto del suo progetto di vita.

Struttura dell’attività professionale

L’attività dell’insegnante di sostegno si articola in diversi ambiti:

– Didattico-educativo: progettazione e realizzazione di attività personalizzate, adattamenti metodologici e strumenti compensativi, in coerenza con il PEI.
– Relazionale: costruzione di un clima empatico e di fiducia con l’alunno, la classe e il team docente.
– Collaborativo: partecipazione alle attività collegiali, promozione del lavoro in rete e confronto costante con le famiglie.
– Valutativo: contributo alla valutazione degli apprendimenti e dei progressi dell’alunno, secondo criteri condivisi e trasparenti.

L’insegnante di sostegno è chiamato a svolgere un lavoro ad alto impatto emotivo e psicofisico, spesso in condizioni complesse e in continua evoluzione. È per questo che molte voci del mondo sindacale e accademico ritengono necessario il riconoscimento di questa figura professionale all’interno delle categorie di lavori usuranti.

Il diritto al riconoscimento come lavoro usurante

L’insegnante di sostegno è quotidianamente impegnato in un’attività che richiede grande resistenza emotiva, gestione di situazioni comportamentali complesse, interazione continua con alunni fragili, famiglie e operatori esterni. A ciò si aggiunge la precarietà di molti incarichi, la mancanza di continuità didattica e l’elevato carico burocratico.

Per queste ragioni, si fa sempre più forte la richiesta di riconoscere il ruolo dell’insegnante di sostegno come lavoro usurante, con la conseguente possibilità di accesso anticipato alla pensione, così come previsto per altre categorie che operano in contesti ad alta intensità psicofisica. Un simile riconoscimento rappresenterebbe non solo un atto di giustizia sociale, ma anche un incentivo per la permanenza e la valorizzazione di questa figura all’interno del sistema scolastico.

La non discriminazione e il rispetto del ruolo

Uno degli aspetti critici che ancora oggi caratterizza l’esperienza di molti insegnanti di sostegno è il rischio di marginalizzazione rispetto al corpo docente curricolare. Non di rado, infatti, vengono percepiti come figure “aggiuntive” o “assistenziali”, anziché come parte integrante del consiglio di classe. Tale visione riduttiva non solo mortifica la professionalità del docente di sostegno, ma ostacola anche la realizzazione di una vera inclusione.

È fondamentale, invece, riconoscere pari dignità professionale e contrattuale agli insegnanti di sostegno, valorizzando il loro contributo alla progettazione educativa e didattica comune. La scuola inclusiva si fonda sulla corresponsabilità e sulla collaborazione tra tutti i docenti, senza gerarchie di valore, ma nella piena condivisione degli obiettivi formativi.

Conclusioni

L’insegnante di sostegno è un pilastro della scuola moderna, non solo per il supporto agli alunni con disabilità, ma per la promozione di una cultura dell’accoglienza e del rispetto delle differenze. Perché tale ruolo possa esprimersi al meglio, è indispensabile un cambiamento culturale profondo, che superi stereotipi e discriminazioni, e che riconosca in pieno la professionalità docente come leva di cambiamento educativo e sociale.

Tra i riconoscimenti attesi, vi è anche quello della fatica invisibile di questo lavoro, che merita tutela, attenzione e garanzie, a partire dal diritto di essere inserito tra le professioni usuranti, al pari di chi ogni giorno affronta sfide educative e umane complesse e delicate.

Alfonso Tortorici, segretario Fensir Agrigento

TFA Sostegno X Ciclo: Requisiti, Novità e Modalità di Accesso

Le università hanno già cominciato la pubblicazione dei bandi per il TFA Sostegno X ciclo. Il Ministero dell’Istruzione è in attesa di definire il contingente di posti disponibili per il triennio, passaggio necessario per avviare le procedure. Tuttavia, l’attenzione attuale verso i percorsi di specializzazione “INDIRE” solleva interrogativi importanti: quando sarà pubblicato il bando per il TFA Sostegno? Quanti saranno i posti disponibili? Quali università saranno coinvolte?

Requisiti di Accesso

Scuola dell’Infanzia:

  • Diploma magistrale (inclusi quelli triennali) conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002;
  • Laurea in Scienze della Formazione Primaria (indirizzo infanzia per il vecchio ordinamento o LM-85 bis per il nuovo);
  • Abilitazione ottenuta tramite concorso ordinario;
  • Titolo estero equivalente e riconosciuto secondo la normativa italiana vigente.

Scuola Primaria:

  • Diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002;
  • Laurea in Scienze della Formazione Primaria;
  • Abilitazione tramite concorso ordinario;
  • Titolo di abilitazione estero riconosciuto in Italia.

Scuola Secondaria di Primo e Secondo Grado:

  • Laurea magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), coerente con le classi di concorso vigenti;
  • Diploma per ITP (Insegnante Tecnico Pratico);
  • Titolo estero (anche se in attesa di riconoscimento).

Nota Bene: La laurea deve includere tutti i CFU richiesti per l’accesso alle classi di concorso.
È possibile partecipare a più selezioni se il titolo consente l’accesso sia alla secondaria di I che di II grado.
Non è richiesto il possesso dei 24 CFU.
Tutti i candidati sono ammessi con riserva: l’Amministrazione potrà escludere in qualsiasi momento chi non possiede i requisiti o ha presentato dichiarazioni false.


Chi non può partecipare

  • Docenti di Religione Cattolica (come da Decisione 5686/2006 del Consiglio di Stato);
  • Candidati per classi di concorso non più attive o ad esaurimento (nota MIUR del 13 agosto 2020), come:
    • A-29, A-66, A-76, A-86
    • B-01, B-29, B-30, B-31, B-32, B-33

Fasi della Selezione

  • Prova preselettiva (non prevista se gli iscritti non superano il doppio dei posti disponibili);
  • Prova scritta e/o pratica;
  • Prova orale.

Esenzioni dalla preselettiva

Non sono tenuti a sostenere la prova preselettiva:

  • Chi ha svolto almeno tre annualità di servizio (anche non consecutive) su posto di sostegno nello specifico grado negli ultimi dieci anni scolastici;
  • I soggetti tutelati dall’art. 20, comma 2-bis della legge 104/1992.

Supporto sindacale

Gli iscritti (o coloro che si iscriveranno) al sindacato Fensir – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca potranno ricevere supporto per la compilazione e l’invio delle domande, sia online che in presenza, presso le università aderenti.

Contatti: segreteria@sadoc.it – docenti@sadoc.it

POSTI DISPONIBILI PRESSO LE UNIVERSITA’

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