Ancora una vittoria contro la discriminazione contrattuale. La FENSIR in prima linea nella tutela dei docenti a tempo determinato
Una nuova e significativa sentenza del Tribunale di Bergamo – Sezione Lavoro rafforza in modo definitivo la tutela dei docenti con contratto di supplenza, ribadendo un principio fondamentale: la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) spetta anche al personale a tempo determinato, senza alcuna distinzione rispetto ai docenti di ruolo.
Con la sentenza n. 1763/2025, depositata il 17 dicembre 2025, il Giudice del Lavoro ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento delle somme maturate a titolo di RPD, oltre interessi, rivalutazione e spese legali, riconoscendo l’illegittimità della condotta ministeriale 28399041s.
Si tratta di un pronunciamento di grande rilievo, che si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai consolidato e che conferma la correttezza delle azioni sindacali e legali promosse dalla FENSIR a difesa dei docenti precari.
Cos’è la Retribuzione Professionale Docenti (RPD)
La RPD è un emolumento previsto dall’art. 7 del CCNL Comparto Scuola del 15 marzo 2001, istituito con l’obiettivo di:
- valorizzare la funzione docente;
- riconoscere il ruolo centrale degli insegnanti nei processi di innovazione didattica;
- sostenere il miglioramento complessivo del servizio scolastico.
La contrattazione collettiva non ha mai previsto una differenziazione esplicita tra personale di ruolo e personale a tempo determinato, limitandosi a disciplinare le modalità di calcolo e di corresponsione della RPD, anche in relazione a periodi di servizio inferiori al mese.
La decisione del Tribunale di Bergamo
Il Giudice del Lavoro ha accolto integralmente la domanda proposta, richiamando in modo esteso e puntuale la giurisprudenza della Corte di Cassazione, in particolare:
- Ordinanza n. 20015/2018
- Ordinanza n. 629/2020
Secondo il Tribunale:
- la RPD ha natura fissa e continuativa;
- non è collegata a particolari modalità di svolgimento della prestazione lavorativa;
- rientra pienamente nelle “condizioni di impiego” tutelate dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro allegato alla Direttiva 1999/70/CE;
- i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato comparabili, salvo ragioni oggettive che, nel caso di specie, non sussistono.
Il Tribunale ha inoltre ribadito che:
il docente supplente svolge una prestazione equivalente a quella del docente di ruolo e non può essere escluso dalla RPD per il solo fatto della durata temporanea del contratto.
Il principio di non discriminazione e il diritto europeo
La sentenza richiama espressamente la normativa e la giurisprudenza europea, sottolineando come:
- il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato abbia carattere vincolante e direttamente applicabile;
- il giudice nazionale abbia il dovere di disapplicare eventuali norme interne contrastanti;
- la pubblica amministrazione non possa giustificare trattamenti differenziati sulla base della sola natura temporanea del rapporto di lavoro.
Questo rafforza ulteriormente la posizione dei docenti supplenti, spesso penalizzati da prassi amministrative non conformi al diritto nazionale ed eurounitario.
Il ruolo centrale della FENSIR nella tutela dei docenti precari
Questa sentenza rappresenta l’ennesima conferma dell’impegno concreto della FENSIR nella difesa dei diritti dei docenti con contratto a tempo determinato.
Da anni la FENSIR:
- denuncia le discriminazioni economiche e contrattuali subite dai supplenti;
- promuove azioni legali mirate e fondate, basate su un orientamento giurisprudenziale solido;
- affianca i docenti nella richiesta di riconoscimento delle somme illegittimamente non corrisposte.
La vittoria ottenuta davanti al Tribunale di Bergamo dimostra come l’azione sindacale, quando è coerente, competente e perseverante, produca risultati concreti e restituisca dignità al lavoro docente.
Perché agire ora
Molti docenti supplenti:
- non hanno mai percepito la RPD;
- l’hanno percepita solo parzialmente;
- non sono consapevoli del diritto maturato negli anni di servizio a tempo determinato.
La giurisprudenza è ormai chiara e favorevole: il diritto esiste ed è esigibile.
Ricorsi gratuiti: come aderire
La FENSIR mette a disposizione dei docenti interessati ricorsi completamente gratuiti per il riconoscimento della Retribuzione Professionale Docenti.
COMPILA IL FORM:https://forms.gle/A8RuRSuF22UsLU1c8 (OBBLIGATORIO PRIMA DI INVIARE LA DOCUMENTAZIONE DI SEGUITO)
DOCUMENTI NECESSARI DA INVIARE a ricorsi@fensir.it:
- Contratti a tempo determinato (tutti)
- Stato matricolare
- cedolino paga
- Carta di identità e codice fiscale
- scheda servizi di seguito
- Accordo tra le parti e Procura agli studi legali (successivamente)
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📌 Per informazioni:
📧ricorsi@fensir.it
Nessun costo per il docente, massima trasparenza e assistenza sindacale e legale qualificata.
Conclusioni
La sentenza del Tribunale di Bergamo conferma un principio essenziale:
non esistono docenti di serie B.
Chi insegna, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge la stessa funzione, assume le stesse responsabilità e deve ricevere pari trattamento economico e professionale.
La FENSIR continuerà a essere al fianco dei docenti supplenti per affermare diritti, contrastare le discriminazioni e difendere la dignità del lavoro nella scuola.