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Diritto allo studio: contributi utili, ma senza una strategia il divario resta

La Legge di Bilancio 2026 riconosce, almeno parzialmente, il peso crescente dei costi dell’istruzione sulle famiglie. I contributi per l’acquisto dei libri scolastici e le misure di sostegno previste rappresentano un segnale positivo, ma restano interventi frammentari, incapaci di garantire un diritto allo studio realmente universale.

Il costo dei libri, dei trasporti, dei materiali didattici e delle attività integrative continua a gravare in modo diseguale sulle famiglie, accentuando le differenze sociali e territoriali. In questo contesto, il diritto allo studio rischia di trasformarsi in un diritto condizionato dalla disponibilità economica, anziché in un pilastro della democrazia.

Anche i contributi destinati alle famiglie degli studenti delle scuole paritarie, pur apprezzabili, non si inseriscono in una strategia complessiva di equità educativa. Senza una politica stabile e strutturale, il rischio è quello di interventi episodici che non incidono sulle disuguaglianze di fondo.

Dichiarazione del Segretario generale FENSIR, Giuseppe Favilla

«Il diritto allo studio non può essere affidato a misure occasionali. Apprezziamo gli interventi di sostegno, ma non sono sufficienti. Serve una strategia nazionale che garantisca pari opportunità a tutti gli studenti, indipendentemente dal reddito e dal territorio.»

Commento FENSIR

FENSIR ribadisce che una scuola equa è una scuola che non seleziona in base alle condizioni economiche. Il diritto allo studio deve essere pienamente esigibile, non subordinato alle disponibilità di bilancio. Senza un investimento strutturale e continuativo, le disuguaglianze rischiano di diventare irreversibili.

FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca

Supplenze, monitoraggi e risparmi: quando il controllo diventa pressione sul personale

La Legge di Bilancio 2026 introduce nuove disposizioni in materia di monitoraggio delle assenze e delle supplenze del personale scolastico. Ufficialmente, si tratta di misure volte a garantire trasparenza e razionalizzazione della spesa. Nella realtà delle scuole, però, queste norme rischiano di tradursi in un ulteriore carico di pressione sui lavoratori.

Le supplenze brevi e saltuarie non sono una distorsione del sistema, ma il sintomo evidente di un problema strutturale: organici sottodimensionati, classi sovraffollate, responsabilità crescenti e un’organizzazione del lavoro sempre più fragile. Monitorare senza intervenire sulle cause significa spostare il problema, non risolverlo.

Ancora più preoccupante è il meccanismo che lega eventuali risparmi di spesa al finanziamento del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. In questo modo, il miglioramento dell’offerta educativa viene indirettamente finanziato riducendo le sostituzioni e aumentando il carico di lavoro per chi resta in servizio.

Dichiarazione del Segretario generale FENSIR, Giuseppe Favilla

«Non si può parlare di efficienza quando il prezzo lo pagano i lavoratori. Le supplenze aumentano perché gli organici sono insufficienti. Continuare a intervenire solo sul controllo della spesa significa ignorare la realtà quotidiana delle scuole.»

Commento FENSIR

Per FENSIR questa impostazione è inaccettabile. La scuola non è un’azienda e il personale non è una voce comprimibile. Servono organici adeguati, stabili e valorizzati, non sistemi di monitoraggio che rischiano di trasformarsi in strumenti di pressione. La qualità dell’istruzione passa anche dal rispetto del lavoro di chi la rende possibile.

FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca

Legge di Bilancio 2026 e scuola: senza un investimento sul lavoro, non c’è futuro

La Legge di Bilancio 2026–2028 presenta un quadro articolato di stanziamenti per il settore dell’istruzione. Tuttavia, dietro l’elenco delle missioni e dei programmi di spesa, emerge con chiarezza una criticità ormai strutturale: l’assenza di una scelta politica netta a favore del lavoro nella scuola.

La scuola italiana continua a essere trattata come un sistema da amministrare, non come una comunità professionale da valorizzare. Gli allegati di bilancio relativi al Ministero dell’Istruzione e del Merito mostrano un’attenzione prevalente agli aspetti organizzativi e contabili, mentre restano marginali le politiche sul personale, sulla stabilità degli organici e sulla dignità professionale di chi lavora quotidianamente nelle istituzioni scolastiche.

Emblematica è la previsione secondo cui, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, le dotazioni organiche del personale ATA saranno determinate annualmente. Una scelta che introduce ulteriore incertezza in un sistema già segnato da carenze croniche di personale e da carichi di lavoro sempre più insostenibili. La scuola non ha bisogno di flessibilità sugli organici, ma di certezze, continuità e stabilizzazione.

Dichiarazione del Segretario generale FENSIR, Giuseppe Favilla

«Non possiamo esprimere una soddisfazione piena per questa Legge di Bilancio. Le risorse ci sono, ma manca il coraggio di investirle davvero nel lavoro scolastico. Senza personale stabile, formato e riconosciuto, la scuola rischia di restare un sistema fragile, sostenuto solo dal senso di responsabilità di chi ci lavora.»

Commento FENSIR

FENSIR ritiene che la Legge di Bilancio rappresenti un passaggio interlocutorio, non risolutivo. Senza un piano strutturale di investimenti sul personale e senza una visione politica di lungo periodo, la scuola continuerà a essere governata in emergenza. Il lavoro scolastico non può essere la variabile di aggiustamento dei conti pubblici.

FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca

Retribuzione Professionale Docenti: il Tribunale di Bergamo riconosce pienamente i diritti dei supplenti

Ancora una vittoria contro la discriminazione contrattuale. La FENSIR in prima linea nella tutela dei docenti a tempo determinato

Una nuova e significativa sentenza del Tribunale di Bergamo – Sezione Lavoro rafforza in modo definitivo la tutela dei docenti con contratto di supplenza, ribadendo un principio fondamentale: la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) spetta anche al personale a tempo determinato, senza alcuna distinzione rispetto ai docenti di ruolo.

Con la sentenza n. 1763/2025, depositata il 17 dicembre 2025, il Giudice del Lavoro ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento delle somme maturate a titolo di RPD, oltre interessi, rivalutazione e spese legali, riconoscendo l’illegittimità della condotta ministeriale 28399041s.

Si tratta di un pronunciamento di grande rilievo, che si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai consolidato e che conferma la correttezza delle azioni sindacali e legali promosse dalla FENSIR a difesa dei docenti precari.


Cos’è la Retribuzione Professionale Docenti (RPD)

La RPD è un emolumento previsto dall’art. 7 del CCNL Comparto Scuola del 15 marzo 2001, istituito con l’obiettivo di:

  • valorizzare la funzione docente;
  • riconoscere il ruolo centrale degli insegnanti nei processi di innovazione didattica;
  • sostenere il miglioramento complessivo del servizio scolastico.

La contrattazione collettiva non ha mai previsto una differenziazione esplicita tra personale di ruolo e personale a tempo determinato, limitandosi a disciplinare le modalità di calcolo e di corresponsione della RPD, anche in relazione a periodi di servizio inferiori al mese.


La decisione del Tribunale di Bergamo

Il Giudice del Lavoro ha accolto integralmente la domanda proposta, richiamando in modo esteso e puntuale la giurisprudenza della Corte di Cassazione, in particolare:

  • Ordinanza n. 20015/2018
  • Ordinanza n. 629/2020

Secondo il Tribunale:

  • la RPD ha natura fissa e continuativa;
  • non è collegata a particolari modalità di svolgimento della prestazione lavorativa;
  • rientra pienamente nelle “condizioni di impiego” tutelate dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro allegato alla Direttiva 1999/70/CE;
  • i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato comparabili, salvo ragioni oggettive che, nel caso di specie, non sussistono.

Il Tribunale ha inoltre ribadito che:

il docente supplente svolge una prestazione equivalente a quella del docente di ruolo e non può essere escluso dalla RPD per il solo fatto della durata temporanea del contratto.


Il principio di non discriminazione e il diritto europeo

La sentenza richiama espressamente la normativa e la giurisprudenza europea, sottolineando come:

  • il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato abbia carattere vincolante e direttamente applicabile;
  • il giudice nazionale abbia il dovere di disapplicare eventuali norme interne contrastanti;
  • la pubblica amministrazione non possa giustificare trattamenti differenziati sulla base della sola natura temporanea del rapporto di lavoro.

Questo rafforza ulteriormente la posizione dei docenti supplenti, spesso penalizzati da prassi amministrative non conformi al diritto nazionale ed eurounitario.


Il ruolo centrale della FENSIR nella tutela dei docenti precari

Questa sentenza rappresenta l’ennesima conferma dell’impegno concreto della FENSIR nella difesa dei diritti dei docenti con contratto a tempo determinato.

Da anni la FENSIR:

  • denuncia le discriminazioni economiche e contrattuali subite dai supplenti;
  • promuove azioni legali mirate e fondate, basate su un orientamento giurisprudenziale solido;
  • affianca i docenti nella richiesta di riconoscimento delle somme illegittimamente non corrisposte.

La vittoria ottenuta davanti al Tribunale di Bergamo dimostra come l’azione sindacale, quando è coerente, competente e perseverante, produca risultati concreti e restituisca dignità al lavoro docente.


Perché agire ora

Molti docenti supplenti:

  • non hanno mai percepito la RPD;
  • l’hanno percepita solo parzialmente;
  • non sono consapevoli del diritto maturato negli anni di servizio a tempo determinato.

La giurisprudenza è ormai chiara e favorevole: il diritto esiste ed è esigibile.


Ricorsi gratuiti: come aderire

La FENSIR mette a disposizione dei docenti interessati ricorsi completamente gratuiti per il riconoscimento della Retribuzione Professionale Docenti.

DOCUMENTI NECESSARI DA INVIARE a ricorsi@fensir.it:

  1. Contratti a tempo determinato (tutti)
  2. Stato matricolare
  3. cedolino paga
  4. Carta di identità e codice fiscale
  5. scheda servizi di seguito
  6. Accordo tra le parti e Procura agli studi legali (successivamente)
  7. PER I NUOVI ISCRITTI www.fensir.it/iscriviti

📌 Per informazioni:
📧ricorsi@fensir.it

Nessun costo per il docente, massima trasparenza e assistenza sindacale e legale qualificata.

Conclusioni

La sentenza del Tribunale di Bergamo conferma un principio essenziale:
non esistono docenti di serie B.

Chi insegna, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge la stessa funzione, assume le stesse responsabilità e deve ricevere pari trattamento economico e professionale.

La FENSIR continuerà a essere al fianco dei docenti supplenti per affermare diritti, contrastare le discriminazioni e difendere la dignità del lavoro nella scuola.

Docenti precari: il Tribunale di Milano riconosce il diritto alla Retribuzione Professionale Docenti. Il FENSIR protagonista della tutela

Il Tribunale di Milano – Sezione Lavoro, con sentenza del 6 novembre 2025 emessa dalla dott.ssa Francesca Saioni, ha accolto il ricorso presentato da un docente precario della scuola statale, riconoscendo il suo diritto a percepire la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) per tutto il periodo di servizio svolto tramite supplenze brevi.

La decisione – destinata a produrre effetti significativi per migliaia di supplenti che vivono la medesima condizione – condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento di 6.033,59 euro oltre agli interessi legali, oltre che alle spese di lite.

Una conferma: la RPD spetta anche ai supplenti brevi

La Giudice Saioni ha richiamato un consolidato orientamento giurisprudenziale, ribadendo che la RPD è un emolumento fisso e continuativo, parte integrante delle “condizioni di impiego” che non possono essere negate ai lavoratori a tempo determinato, in assenza di “ragioni oggettive” che giustifichino una disparità di trattamento rispetto ai docenti di ruolo o ai supplenti annuali.

Nella sentenza si evidenzia come le mansioni del docente ricorrente fossero identiche a quelle dei colleghi con contratti più lunghi o a tempo indeterminato, rendendo ingiustificabile la mancata corresponsione dell’emolumento. Tale posizione è perfettamente in linea con i principi della Direttiva Europea 1999/70/CE sulla parità di trattamento.

Il ruolo del FENSIR: una tutela sindacale efficace e determinata

Alla base del ricorso vi è stato il supporto del FENSIR, il sindacato che da anni si batte con determinazione contro le discriminazioni subite dal personale precario della scuola.

Il FENSIR, attraverso le sue strutture territoriali e i propri legali, ha:

  • elaborato i conteggi allegati al ricorso;
  • sostenuto il docente durante tutto l’iter;
  • promosso un’azione che si colloca in un più ampio percorso nazionale volto al riconoscimento dei diritti economici e professionali dei supplenti.

Questa sentenza rappresenta dunque una vittoria del sindacato e, più in generale, una conferma dell’importanza della sua iniziativa nel difendere la dignità lavorativa dei docenti temporanei. Il FENSIR si conferma tra i protagonisti più attivi nel far valere i diritti dei lavoratori del comparto scuola, colmando – anche in sede giudiziaria – le lacune di un sistema che troppo spesso penalizza chi garantisce quotidianamente la continuità didattica.

Una decisione che apre la strada ad altri ricorsi

Il Tribunale ha ribadito che negare la RPD ai supplenti brevi configura una discriminazione non solo rispetto ai docenti di ruolo, ma perfino rispetto ai colleghi con altre tipologie di contratti a tempo determinato.

Per questo motivo, la pronuncia milanese si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai stabile e rappresenta un ulteriore passo avanti verso una piena equiparazione retributiva dei precari.

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Concorso PNRR 3: prove scritte dal 27 novembre per infanzia e primaria, dall’1 al 5 dicembre per la secondaria

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato il calendario ufficiale delle prove scritte del Concorso Docenti PNRR 3, relative ai posti comuni e di sostegno per le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I e II grado.

Si tratta di un passaggio fondamentale nel percorso di reclutamento dei nuovi insegnanti previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che mira ad accelerare le procedure concorsuali e garantire l’immissione in ruolo dei vincitori già a partire dal prossimo anno scolastico.

Date ufficiali delle prove scritte

  • Scuola dell’infanzia e primaria: le prove si terranno mercoledì 27 novembre 2025, in due turni (mattutino e pomeridiano).
  • Scuola secondaria di primo e secondo grado: le prove si svolgeranno da lunedì 1 a venerdì 5 dicembre 2025, secondo il seguente calendario:
    • 1 dicembre (pomeriggio)
    • 2 dicembre (mattina e pomeriggio)
    • 4 dicembre (mattina e pomeriggio)
    • 5 dicembre (mattina e pomeriggio)

Orari e modalità di svolgimento

L’identificazione dei candidati è prevista alle 8:00 per il turno mattutino e alle 13:30 per quello pomeridiano.
Le prove si terranno dalle 9:00 alle 10:40 (turno mattutino) e dalle 14:30 alle 16:10 (turno pomeridiano).

Le prove si svolgeranno in modalità computer-based, con postazioni digitali predisposte dagli Uffici Scolastici Regionali. La durata complessiva sarà di circa 100 minuti, con 50 quesiti a risposta multipla riguardanti le competenze disciplinari, pedagogiche e didattiche richieste per ciascun grado di scuola.

Convocazioni e sedi d’esame

Le sedi di svolgimento saranno comunicate dagli Uffici Scolastici Regionali (USR) almeno 15 giorni prima dell’inizio delle prove, tramite pubblicazione sui rispettivi siti web istituzionali.

Ogni candidato potrà visionare la propria convocazione personale accedendo alla piattaforma “Concorsi e Procedure Selettive” tramite il Portale unico del reclutamento – inPA.

È obbligatorio presentarsi nel giorno e nell’orario indicati con documento di identità valido e codice fiscale. L’assenza, anche per cause di forza maggiore, comporta l’esclusione dalla procedura concorsuale.

Candidati con disabilità o esigenze particolari

I candidati che hanno presentato richiesta di ausili, strumenti compensativi o tempi aggiuntivi (ai sensi della legge 104/92 o per DSA) dovranno attenersi alle modalità comunicate dal proprio USR.
È prevista inoltre la possibilità di differimento della prova in caso di gravidanza o allattamento, secondo le procedure già indicate dal Ministero.

Un passo decisivo per il reclutamento dei nuovi docenti, ma ci sono ancora migliaia di docenti in attesa

Con questo nuovo concorso, il Ministero punta a coprire migliaia di posti vacanti nelle scuole italiane, favorendo l’ingresso di nuovi insegnanti formati secondo il modello previsto dal PNRR – Missione Istruzione.
L’obiettivo è quello di rendere più rapide le assunzioni e garantire la piena operatività del personale docente fin dall’inizio dell’anno scolastico 2026/27. Non possiamo che criticare questo impianto, infatti sono presenti ancora moltissimi docenti dei due concorsi PNRR precedenti in attesa del contratto finalizzato al ruolo: non sarebbe stato più opportuno svuotare le graduatorie?

In sintesi:

  • 27 novembre: prova per infanzia e primaria
  • 1–5 dicembre: prova per la secondaria
  • Modalità: computer-based
  • Durata: 100 minuti
  • 50 quesiti a risposta multipla

Tribunale di Trieste: nuova vittoria FENSIR contro il Ministero dell’Istruzione per l’abuso dei contratti a termine

Il Tribunale di Trieste, con sentenza del 4 novembre 2025, ha accolto il ricorso presentato da una docente precaria patrocinata dal sindacato FENSIR e assistita dall’avv. Giovanni Battista Mascheretti del Foro di Bergamo, riconoscendo ancora una volta l’illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Abusiva reiterazione dei contratti oltre i 36 mesi

Il Giudice ha dichiarato che il Ministero ha posto in essere nei confronti della ricorrente un’abusiva reiterazione dei contratti a termine oltre il limite massimo di 36 mesi, in violazione della normativa vigente e della giurisprudenza consolidata in materia di precariato scolastico.

Risarcimento per l’illegittima reiterazione

Per tale motivo, il Ministero è stato condannato al risarcimento del danno derivante dalla reiterazione illegittima dei contratti, in favore della docente ricorrente, nella misura di otto mensilità dell’ultima retribuzione utile ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto (TFR).
Il TFR è stato quantificato in € 1.773,78, oltre agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria dalla data della domanda giudiziale fino al saldo.

Riconosciuto anche il diritto alla Carta Docente

Il Tribunale ha inoltre accertato il diritto della ricorrente ad ottenere la Carta Docente per le annualità 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per un importo di € 500,00 annui, condannando il Ministero a rendere disponibili le somme dovute (o l’equivalente strumento elettronico) con interessi e rivalutazione fino all’effettivo soddisfo.
È stata invece dichiarata inammissibile la domanda relativa all’annualità 2024/2025.

Condanna del Ministero alle spese legali

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito è stato altresì condannato alla rifusione delle spese processuali, liquidate in € 2.109,00 per compensi professionali, oltre agli accessori di legge e alla maggiorazione prevista dall’art. 4, comma c, del D.M. n. 55/2014.

FENSIR: “Un’altra vittoria nella nostra battaglia per la tutela dei precari”

Il sindacato FENSIR accoglie con soddisfazione questa decisione, che si inserisce nella scia di successi ottenuti in tutta Italia a tutela dei docenti precari e del personale scolastico.
Ancora una volta la magistratura riconosce l’illegittimità della reiterazione dei contratti a termine oltre i limiti previsti e il diritto dei lavoratori a ottenere un equo risarcimento e pari dignità rispetto ai colleghi di ruolo.

“Continueremo – afferma FENSIR – a difendere in ogni sede i diritti del personale precario, affinché venga riconosciuto il valore professionale e umano di chi, per anni, sostiene la scuola pubblica italiana senza le tutele dovute”.

CORSO PREPARAZIONE CONCORSI PNRR3 OGNI ORDINE E GRADO

La formazione più completa per affrontare con successo la prova scritta e orale.

In collaborazione con EFORM School, Fensir Formazione ETS, CS-IRL, Fensir Scuola e Università e SADOC, parte il nuovo Corso Pratico di Preparazione al Concorso PNRR 3, rivolto ai docenti di tutti gli ordini e gradi scolastici.


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Un’occasione per conoscere i docenti, sperimentare il metodo formativo e valutare l’efficacia del corso prima dell’iscrizione.

📅 Date gratuite (date indicative):

  • Mercoledì 5 novembre 2025 – Presentazione del corso e strategie per la prova scritta
  • Venerdì 7 novembre 2025 – Introduzione alla pedagogia e metodologia didattica

📍 Orario: 17:00 – 18:30
💻 Modalità: online in diretta su piattaforma ZOOM
🎥 Tutte le lezioni saranno registrate e disponibili in piattaforma per chi aderisce al corso completo.


📘 Struttura del corso completo – Fase 1

  • Pedagogia, Psicologia e Didattica generale
  • Didattica per Infanzia, Primaria e Secondaria
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  • Esercitazioni pratiche su test a risposta multipla con correzione e analisi collegiale
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🎥 Tutte le lezioni saranno registrate e rese disponibili per la visione successiva.


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⚠️ L’iscrizione effettiva sarà convalidata dopo la partecipazione alle 3 ore gratuite.


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ATA, la Fensir: “Formazione strutturata e riconoscimento economico per una scuola più professionale e moderna”

Nel confronto sul rinnovo contrattuale in corso con l’ARAN, è emersa l’ipotesi di modificare le modalità di reclutamento del personale ATA. Una prospettiva che, secondo la Fensir, non deve puntare a cambiare i meccanismi di assunzione, ma piuttosto a costruire un percorso formativo solido e riconosciuto, capace di valorizzare le competenze e la professionalità del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Il segretario generale della Fensir, Giuseppe Favilla, invita infatti a non “toccare ciò che nel sistema scolastico appare come una delle poche certezze”, ma a investire in una formazione iniziale e continua che dia qualità e stabilità al comparto.
“Non si tratta di introdurre una nuova forma di selezione – spiega Favilla – ma di incentivare la formazione personale e raggiungere una vera professionalità rispetto al profilo ATA di riferimento. È necessario legiferare in modo armonico, anche con la parte pattizia, per rispondere alle esigenze reali della scuola e delle sue diverse componenti.”

Un percorso formativo in due fasi

La proposta Fensir punta su un modello di formazione in due step.
Il primo si svolgerebbe durante il contratto a tempo determinato – per il personale con incarico annuale o fino al 30 giugno – con attività formative riconosciute in crediti formativi e un test finale di valutazione.
Il secondo durante il periodo di prova, trasformato in un vero anno di formazione e prova, con una valutazione finale da parte di un Comitato dedicato al personale ATA.

Secondo Favilla, questa impostazione “garantirebbe maggiore certezza nelle competenze e una preparazione più solida, riducendo le difficoltà quotidiane che le segreterie e gli operatori affrontano ogni giorno”.

Mangione (SAATA): “Serve formazione continua e stipendi adeguati”

Sulla stessa linea anche il segretario del SAATA, Gianluca Mangione, che richiama l’urgenza di una formazione continua ma anche di un riconoscimento economico reale:

“Quotidianamente ci ritroviamo a dare supporto a molti colleghi e a sostenerli nella loro professione. Siamo consapevoli che molto del nostro lavoro si impara sul campo, ma è anche vero che le nuove tecnologie, piattaforme e progetti richiedono competenze sempre aggiornate. Una formazione continua dovrebbe essere garantita anche al personale ATA. Non male l’idea di una Carta dell’ATA per la formazione e l’aggiornamento personale, ma iniziamo fin da subito – aggiunge Mangione – mettendo il personale nelle condizioni di operare bene e con professionalità, e non solo con sentimento e buon senso.”

Mangione sottolinea anche l’aspetto economico:

“A fronte di un nuovo impegno formativo e di un percorso più strutturato, è necessario intervenire in modo adeguato e sostanzioso sugli stipendi tabellari e sui compensi accessori. Dopo 35 anni di servizio, un lavoratore ATA arriva a poco più di 1.500 euro mensili, mentre le retribuzioni iniziali sono semplicemente inadeguate. Queste condizioni demoralizzano il personale e non incentivano una vera professionalità.”

Verso una scuola di qualità e competenza

Per la Fensir e il SAATA, la scuola del futuro deve fondarsi su una comunità professionale coesa, dove docenti, collaboratori, assistenti e tecnici contribuiscono insieme al buon funzionamento del sistema.
“Accanto ai docenti competenti e preparati – conclude Favilla – devono esserci collaboratori e operatori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici altrettanto formati e riconosciuti, perché solo una scuola che valorizza tutte le sue componenti può essere davvero efficiente e moderna.”

Concorsi PNRR 3 – Pubblicati i bandi per docenti di ogni ordine e grado

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato i nuovi bandi di concorso PNRR 3 per l’accesso ai ruoli del personale docente:

  • DDG n. 2938 del 9 ottobre 2025, per la scuola dell’infanzia e primaria (posti comuni e di sostegno);
  • DDG n. 2939 del 9 ottobre 2025, per la scuola secondaria di primo e secondo grado (posti comuni e di sostegno);
  • Avviso n. 209554 del 10 ottobre 2025, che integra e rettifica un errore materiale contenuto nel DDG 2939/2025.

Posti messi a bando

I posti complessivamente autorizzati sono 58.135, così suddivisi:

  • 30.759 posti per la scuola secondaria di primo e secondo grado;
  • 27.376 posti per la scuola dell’infanzia e primaria.

Le procedure sono indette su base regionale e si riferiscono al triennio 2025/2026 – 2027/2028.


Domande di partecipazione

Le istanze di partecipazione ai concorsi per infanzia/primaria e secondaria sono distinte.

  • Scuola primaria e dell’infanzia: si può partecipare in una sola regione, con un’unica istanza in cui specificare le tipologie di posto (comune e/o sostegno) e i gradi di istruzione per i quali si possiede il titolo di accesso.
  • Scuola secondaria: si può partecipare in una sola regione e per una sola classe di concorso, distintamente per la secondaria di primo e di secondo grado, nonché per le relative procedure di sostegno.

Tempi per la presentazione:
Le domande vanno presentate dalle ore 10:00 del 10 ottobre 2025 alle ore 23:59 del 29 ottobre 2025 (20 giorni).


🎓 Requisiti di accesso

▪ Scuola dell’infanzia e primaria

  1. Abilitazione conseguita con la laurea in Scienze della Formazione Primaria;
  2. Diploma magistrale abilitante, anche ad indirizzo linguistico, o diploma sperimentale conseguiti entro l’a.s. 2001/2002 presso istituti magistrali;
  3. Per la scuola dell’infanzia, anche diplomi triennali o quinquennali sperimentali della scuola magistrale.

▪ Scuola secondaria (primo e secondo grado)

  1. Laurea magistrale/specialistica/vecchio ordinamento o diploma AFAM di II livello, coerente con la classe di concorso, unitamente all’abilitazione specifica;
  2. Oppure: laurea magistrale o AFAM di II livello + tre anni di servizio negli ultimi cinque anni nelle scuole statali, di cui almeno uno nella specifica classe di concorso.

▪ Insegnanti tecnico-pratici (ITP)

  • Abilitazione all’insegnamento per la specifica classe di concorso; oppure
  • Diploma previsto dalla normativa vigente per l’accesso alla classe di concorso.

▪ Posti di sostegno

  • Specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, conseguita ai sensi della normativa vigente e riferita al grado di istruzione di partecipazione.

Ammissioni con riserva

Possono partecipare con riserva:
a) candidati in possesso di titolo di abilitazione o di specializzazione sul sostegno conseguito all’estero per il quale sia stata presentata istanza di riconoscimento;
b) candidati iscritti per l’a.a. 2024/2025 ai percorsi universitari o accademici di abilitazione all’insegnamento;
c) candidati iscritti ai corsi di specializzazione sul sostegno.

La riserva si scioglie positivamente se il titolo è conseguito entro il 31 gennaio 2026.
Le dichiarazioni di conseguimento dovranno essere presentate online dalle ore 9:00 del 15 dicembre 2025 alle ore 23:59 del 2 febbraio 2026.


Articolazione delle prove concorsuali

▪ Prova scritta

  • Unica prova computer-based per ciascun bando (una per primaria/infanzia, una per secondaria), valida per tutte le classi di concorso e tipologie di posto.
  • Durata: 100 minuti.
  • Quesiti totali: 50 a risposta multipla (4 opzioni, una corretta) così suddivisi:
    • 10 quesiti di ambito pedagogico;
    • 15 di ambito psicopedagogico, inclusi aspetti di inclusione;
    • 15 di ambito metodologico-didattico, compresa la valutazione;
    • 5 sulla lingua inglese (livello B2 del QCER);
    • 5 sulle competenze digitali e sull’uso didattico delle tecnologie.

▪ Prova orale

  • Valuta la conoscenza disciplinare, le competenze didattiche, la capacità di progettazione efficace e prevede una lezione simulata.
  • Per i posti di sostegno, si verifica la capacità di progettazione inclusiva, l’uso delle tecnologie e la costruzione di ambienti di apprendimento adeguati alle diverse disabilità.
  • Durata:
    • 30 minuti per l’infanzia e primaria;
    • 45 minuti per la secondaria.
  • Le domande sono estratte a sorte all’inizio della prova, mentre l’argomento della lezione simulata è estratto 24 ore prima.

▪ Valutazione e graduatorie

  • Sono ammessi all’orale i candidati che hanno raggiunto almeno 70/100 nella prova scritta, fino a un numero pari a tre volte i posti disponibili.
  • La valutazione complessiva è espressa in 250 punti:
    • 100 per la prova scritta,
    • 100 per la prova orale,
    • 50 per i titoli.
  • Le graduatorie regionali comprendono un numero di vincitori pari ai posti messi a bando e, per un triennio, anche gli idonei (fino al 30% dei posti).

Riserve di legge

Sono previste riserve di posti:

  • per i lavoratori disabili e categorie protette (L. 68/1999);
  • per i volontari delle Forze Armate (D.Lgs. 66/2010);
  • per gli operatori volontari del servizio civile nazionale e universale;
  • 30% dei posti riservati a chi ha svolto almeno tre anni di servizio nella scuola statale (di cui uno specifico).

Osservazioni della Segreteria nazionale Fensir

La Segreteria nazionale Fensir evidenzia come continuare a bandire concorsi senza avere contezza di quanti docenti risultino ancora in attesa di assunzione rappresenti una scelta che genera false aspettative tra gli aspiranti.
Si auspica che, prima di procedere con ulteriori procedure selettive, si provveda a svuotare completamente le graduatorie di merito e di idoneità ancora vigenti, garantendo così la piena valorizzazione di chi ha già superato precedenti concorsi e attende legittimamente l’immissione in ruolo.

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