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Dalle GPS alla stabilizzazione: basta precariato strutturale nella scuola

Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) sono nate con l’intento dichiarato di rendere più rapide e trasparenti le procedure di assegnazione delle cattedre vacanti. Per migliaia di giovani laureati e aspiranti docenti rappresentano, senza dubbio, una porta di ingresso nel mondo della scuola. Tuttavia, dietro questa opportunità si cela una contraddizione strutturale che il sindacato non può più ignorare: la perpetuazione di un sistema fondato sul precariato.

Ogni anno, al termine delle operazioni di mobilità e delle immissioni in ruolo, restano disponibili migliaia di cattedre. Posti reali, necessari al funzionamento ordinario delle istituzioni scolastiche, che però non vengono coperti a tempo indeterminato. Si tratta di un’anomalia tutta italiana: posti vacanti e disponibili che, invece di essere trasformati in organico stabile, alimentano un circuito continuo di supplenze annuali o temporanee.

Le GPS, in questo quadro, diventano uno strumento di gestione dell’emergenza più che una soluzione strutturale. È vero: consentono a molti giovani di lavorare. Ma a quale prezzo? Contratti al 30 giugno o al 31 agosto, incertezza sulla sede, continui spostamenti territoriali, impossibilità di programmare la propria vita personale e professionale. Non è questa la scuola che valorizza il merito e la professionalità.

Il problema non è l’esistenza delle GPS in sé, bensì la loro trasformazione in meccanismo permanente di reclutamento. Se le cattedre sono necessarie ogni anno, perché non renderle stabilmente parte dell’organico? Perché non prevedere un piano di stabilizzazione pluriennale che trasformi il precariato cronico in lavoro stabile?

Una proposta concreta potrebbe essere quella di stabilizzare i posti vacanti almeno per un triennio, consentendo ai docenti abilitati che li occupano di essere assunti su quel posto al termine di un percorso definito e trasparente. Dopo l’anno di formazione e prova, attraverso una procedura di conferma, il docente potrebbe essere immesso in ruolo, garantendo continuità didattica agli studenti e dignità professionale al lavoratore.

In alternativa, laddove il contingente di assunzioni non consenta l’immediata immissione in ruolo, si potrebbe prevedere un meccanismo di “accantonamento” del posto: il docente precario abilitato che lo ricopre per più anni consecutivi dovrebbe avere un diritto di priorità alla stabilizzazione non appena il posto rientra nel contingente autorizzato. Una misura che non violerebbe i principi costituzionali, ma li rafforzerebbe.

Sul punto è intervenuto il Segretario Generale Nazionale Giuseppe Favilla:

“ogni biennio migliaia di docenti precari e aspiranti docenti sperano in una cattedra e spesso, specialmente per alcune classi di concorso, rimane una speranza più che una realtà. Bisogna progettare una politica per la risoluzione delle sacche di precariato e dare dignità ad ogni docente, lavoratore della scuola. Il lavoro è costituzionalmente garantito e lo Stato deve rimuovere gli ostacoli per l’effettivo esercizio del diritto al lavoro a maggior ragione per i lavoratori della conoscenza.”

Le parole del Segretario pongono al centro un principio fondamentale: il lavoro non può essere precarizzato per scelta politica. La scuola non è un settore qualsiasi, ma il cuore della formazione civile e culturale del Paese. La continuità didattica non è uno slogan, bensì un diritto degli studenti e delle famiglie.

Il ricorso strutturale alle supplenze produce effetti negativi su tutto il sistema: rallenta la progettazione didattica, ostacola la costruzione di team stabili, impoverisce l’esperienza professionale dei docenti, costretti a ricominciare ogni anno da capo. Non si può continuare a parlare di valorizzazione del capitale umano e, allo stesso tempo, accettare che migliaia di lavoratori della conoscenza restino sospesi in una condizione di precarietà permanente.

Occorre una riforma coraggiosa del reclutamento che tenga insieme merito, abilitazione e stabilità. Le GPS possono restare uno strumento transitorio, ma non devono diventare la normalità. La politica ha il dovere di trasformare i posti vacanti in posti stabili, programmare le assunzioni su base pluriennale e garantire percorsi certi di conferma per chi dimostra sul campo competenza e professionalità.

La scuola italiana non ha bisogno di supplenze infinite, ma di docenti stabili, motivati e riconosciuti. La dignità del lavoro docente passa dalla fine delle sacche di precariato e dall’affermazione di un principio semplice: chi lavora stabilmente su un posto stabile deve essere assunto stabilmente.

GPS 2026-2028: aggiornamento delle graduatorie provinciali per le supplenze. Domande dal 23 febbraio al 16 marzo

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito si appresta ad avviare la procedura di aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) valide per il biennio 2026-2028, passaggio fondamentale per il conferimento degli incarichi a tempo determinato nelle istituzioni scolastiche statali.

La nuova tornata di aggiornamento riguarderà l’inserimento dei nuovi aspiranti, l’aggiornamento dei titoli e dei servizi per coloro che sono già presenti in graduatoria, nonché l’eventuale trasferimento di provincia o la conferma della permanenza. Le GPS continueranno a rappresentare lo strumento principale per l’attribuzione delle supplenze annuali fino al 31 agosto e delle supplenze fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno, oltre a costituire il riferimento per la formazione delle graduatorie di istituto utilizzate per le supplenze brevi e temporanee.

Le istanze potranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica a partire dalle ore 12:00 del 23 febbraio 2026 e fino alle ore 23:59 del 16 marzo 2026. La domanda dovrà essere compilata attraverso il Portale Unico del Reclutamento (INPA), accessibile con credenziali SPID o CIE, seguendo la procedura informatizzata prevista per tutte le operazioni di reclutamento del personale scolastico.

La procedura interesserà sia i nuovi aspiranti docenti che intendono inserirsi per la prima volta nelle GPS, sia coloro che risultano già presenti nelle graduatorie del precedente biennio e devono aggiornare la propria posizione. In particolare, potranno presentare domanda gli aspiranti che intendono dichiarare nuovi titoli culturali e professionali, aggiornare i servizi svolti, modificare le classi di concorso, cambiare provincia oppure confermare la permanenza in graduatoria. Anche nei casi di sola permanenza è consigliabile prestare attenzione alla riconferma di eventuali titoli soggetti a scadenza.

Ogni aspirante potrà scegliere una sola provincia di inserimento, indipendentemente dal numero di classi di concorso o tipologie di posto per le quali possiede i requisiti. La provincia selezionata determinerà anche l’inclusione nelle correlate graduatorie di istituto, che saranno utilizzate per il conferimento delle supplenze temporanee e brevi nel corso del biennio di validità delle graduatorie.

Le GPS sono articolate in due fasce distinte per ciascun grado di istruzione e tipologia di posto. La prima fascia è riservata ai docenti abilitati e, per il sostegno, ai docenti in possesso della relativa specializzazione. La seconda fascia è invece destinata agli aspiranti in possesso del solo titolo di accesso valido e completo per la classe di concorso richiesta. Per la scuola secondaria, in particolare, risulta fondamentale che il titolo di studio sia coerente con la classe di concorso e comprensivo di tutti i CFU e degli esami richiesti dalla normativa vigente, in quanto non è previsto l’inserimento con riserva per titoli non ancora completati nella seconda fascia.

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e primaria, l’accesso alla prima fascia è riservato ai laureati in Scienze della Formazione Primaria o ai diplomati magistrali con titolo abilitante conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002. La seconda fascia è invece rivolta agli studenti iscritti al terzo anno del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria o ad annualità successive, purché abbiano conseguito almeno 150 CFU entro la scadenza della domanda.

Particolare attenzione dovrà essere riservata al titolo di accesso, elemento centrale dell’istanza, che deve risultare completo, coerente e conforme ai requisiti previsti per la specifica classe di concorso. L’assenza dei requisiti richiesti o la dichiarazione di titoli non idonei può comportare il depennamento dalla graduatoria, a seguito delle verifiche effettuate dagli Uffici scolastici o dalle istituzioni scolastiche al momento della stipula del contratto di supplenza.

Una delle indicazioni operative più rilevanti riguarda la dichiarazione del servizio in corso. Gli aspiranti che, alla data di scadenza della domanda, non abbiano ancora concluso un contratto di supplenza potranno indicare la data futura di termine del servizio. Tuttavia, il servizio maturato dopo la presentazione dell’istanza sarà valutato solo previa conferma attraverso apposita funzione nella finestra prevista per lo scioglimento delle riserve; in caso di mancata conferma, verrà considerato esclusivamente il servizio svolto fino alla data di invio della domanda.

L’inserimento con riserva sarà consentito esclusivamente per la prima fascia nei casi di conseguimento dell’abilitazione o della specializzazione sul sostegno entro il termine previsto, indicativamente fissato al 30 giugno 2026. Lo scioglimento della riserva avverrà successivamente tramite apposita istanza online, con dichiarazione dell’avvenuto conseguimento del titolo. Non è invece previsto l’inserimento con riserva per la seconda fascia, per la quale il titolo di accesso deve essere posseduto integralmente entro la scadenza della domanda.

Per i posti di sostegno, le graduatorie continueranno ad essere articolate in prima fascia, riservata ai docenti specializzati, e seconda fascia, destinata ai docenti privi di specializzazione ma in possesso del titolo di accesso al grado e di almeno tre annualità di servizio specifico su posto di sostegno nel grado richiesto, maturate entro l’anno scolastico precedente a quello di presentazione della domanda.

Il punteggio sarà attribuito automaticamente dal sistema informatico sulla base dei titoli e dei servizi dichiarati dall’aspirante secondo le tabelle ministeriali vigenti. Il servizio sarà valutato come specifico se svolto sulla stessa classe di concorso o tipologia di posto e come aspecifico negli altri casi, con un punteggio massimo di 12 punti per anno scolastico. Saranno valutabili anche i titoli culturali, le certificazioni linguistiche e le certificazioni informatiche rilasciate da enti accreditati, oltre ai titoli accademici e professionali previsti dalle tabelle di valutazione.

Le dichiarazioni rese in domanda sono soggette a verifica da parte degli Uffici scolastici e delle istituzioni scolastiche. Eventuali incongruenze o dichiarazioni non conformi possono comportare la rettifica del punteggio, il depennamento dalla graduatoria e, nei casi più gravi, la revoca dell’incarico eventualmente conferito.

La procedura informatizzata di conferimento delle supplenze continuerà a seguire l’ordine di scorrimento previsto dalla normativa: prima le Graduatorie ad Esaurimento (GAE), successivamente le GPS di prima e seconda fascia e, in caso di esaurimento, le graduatorie di istituto. La rinuncia all’incarico, la mancata presa di servizio o l’abbandono della supplenza comportano specifiche sanzioni che possono incidere sulla possibilità di ottenere ulteriori incarichi nel corso del biennio di vigenza delle graduatorie.

In vista dell’apertura delle istanze per l’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026-2028, sarà attivato un servizio di supporto dedicato alla compilazione della domanda online, finalizzato ad accompagnare gli aspiranti docenti nella corretta presentazione dell’istanza sul portale INPA e nella verifica dei titoli dichiarabili.

Il supporto riguarderà in particolare la verifica del titolo di accesso e dei requisiti per la classe di concorso, l’inserimento corretto dei servizi, la dichiarazione dei titoli culturali e professionali, la scelta della provincia e la gestione delle diverse tipologie di domanda (nuovo inserimento, aggiornamento, trasferimento o permanenza).

Sarà possibile richiedere assistenza personalizzata fissando un appuntamento tramite email all’indirizzo docenti@sadoc.it, indicando i propri dati anagrafici, la classe di concorso di interesse (se nota) e la tipologia di istanza da presentare. Il servizio di supporto alla compilazione è riservato agli iscritti al sindacato.

Al fine di fornire un orientamento operativo completo sulla procedura di aggiornamento delle GPS 2026-2028, sarà inoltre organizzato un incontro informativo pubblico online dedicato alla compilazione della domanda e all’analisi delle principali novità del biennio. Durante la diretta saranno illustrate le modalità di compilazione dell’istanza su INPA, i requisiti di accesso alle fasce GPS, la corretta dichiarazione dei titoli e del servizio, l’inserimento con riserva e gli errori più frequenti che possono comportare esclusioni o penalizzazioni in graduatoria.

L’incontro si terrà lunedì 13 alle ore 17:00 in diretta streaming sui canali YouTube e Facebook ufficiali, rappresentando un momento di approfondimento aperto a tutti gli aspiranti docenti interessati all’aggiornamento delle graduatorie per il biennio 2026-2028 e alla corretta compilazione della domanda entro i termini previsti.

🎥 Incontro informativo pubblico sulle GPS 2026–2028

Per offrire un orientamento operativo sulla procedura di aggiornamento delle GPS 2026–2028, sarà organizzato un incontro informativo pubblico online dedicato alla compilazione della domanda e all’analisi delle principali novità del biennio.

Durante la diretta verranno approfonditi:

  • modalità di compilazione dell’istanza su INPA;
  • requisiti di accesso alle fasce GPS;
  • dichiarazione del servizio in corso;
  • inserimento con riserva;
  • errori più frequenti che comportano depennamento;
  • strategie per migliorare il punteggio in graduatoria.

📅 Data: lunedì 23
🕔 Orario: ore 17:00
💻 Modalità: diretta streaming sui canali ufficiali social

La diretta sarà trasmessa sui seguenti canali:

La partecipazione è libera e aperta a tutti gli aspiranti docenti interessati all’aggiornamento delle GPS 2026–2028 e alla corretta compilazione della domanda entro i termini previsti.

Due riviste, uno spazio comune: tornano EssereScuola e Agorà IRC

Dopo oltre due anni di pausa, tornano due spazi liberi di confronto, riflessione e condivisione

Dopo oltre due anni di pausa, da gennaio 2026 riprendono le pubblicazioni mensili di EssereScuola, la rivista che si propone come contenitore aperto di notizie sindacali, riflessioni culturali e contributi dal mondo della scuola. EssereScuola torna con l’obiettivo di offrire uno spazio di confronto non solo alla comunità educativa in senso stretto, ma all’intera comunità educante e non educativa, coinvolgendo chiunque abbia a cuore i temi dell’istruzione, della formazione, del lavoro e della cittadinanza attiva.

La rivista si rivolge a docenti, personale scolastico, dirigenti, studenti, famiglie, operatori del settore e cittadini interessati, offrendo articoli di approfondimento, contributi di opinione, esperienze didattiche, analisi sindacali e spunti di dibattito. EssereScuola si caratterizza per una scelta chiara e coerente: la gratuità. La rivista è infatti liberamente accessibile a tutti, senza barriere economiche o vincoli di iscrizione, nella convinzione che la conoscenza e il confronto debbano essere beni comuni.

Accanto alla rivista principale, riprenderà anche la pubblicazione di Agorà IRC, supplemento didattico-metodologico dedicato ai docenti di Religione Cattolica. Agorà IRC nasce come spazio di dialogo professionale e culturale, pensato per sostenere la riflessione pedagogica, metodologica e disciplinare, offrendo strumenti, idee e percorsi utili alla pratica quotidiana dell’insegnamento della religione nella scuola italiana.

Una rivista costruita insieme

La ripresa delle pubblicazioni vuole essere anche un segnale di apertura e partecipazione. La redazione invita chiunque lo desideri a contribuire con articoli, riflessioni, suggerimenti, recensioni di testi, segnalazioni di attività e buone pratiche provenienti dalle scuole.
La collaborazione, coerentemente con lo spirito della rivista, è volontaria e gratuita, fondata sulla condivisione delle competenze e sull’impegno civile e professionale di chi sceglie di partecipare al dibattito.

Le proposte possono essere inviate all’indirizzo redazione@esserescuola.it.

Con il ritorno di EssereScuola e Agorà IRC, da gennaio 2026 si riapre uno spazio libero, plurale e accessibile, pensato per dare voce a esperienze, idee e prospettive diverse, nella convinzione che il dialogo sia uno strumento essenziale per comprendere e migliorare la scuola e la società.

GPS 2026-2028: aggiornamento possibile già in inverno, nuovo algoritmo, titoli e servizio. Tutte le novità dal confronto al Ministero

Si è svolto il 20 novembre, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’incontro politico richiesto unitariamente dalle organizzazioni sindacali per definire l’impianto della prossima ordinanza sulle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) 2026-2028. All’incontro hanno partecipato, per l’Amministrazione, il Capo di Gabinetto Recinto, la dott.ssa Palermo, la dott.ssa Palumbo e il dott. Volonté. Di seguito, una sintesi dei punti principali emersi:

Aggiornamento GPS: possibile anticipo a gennaio/febbraio, ma nessuna data certa

Il Ministero ha confermato l’intenzione di anticipare l’aggiornamento delle GPS, possibile già tra gennaio e febbraio 2025, per consentire agli Uffici scolastici di completare per tempo la verifica dei punteggi.
Tuttavia, non esiste ancora una decisione definitiva: la tempistica resta aperta e legata all’evoluzione delle bozze tecniche e del nuovo regolamento supplenze.

L’anticipo potrebbe creare difficoltà ai docenti che stanno completando il servizio o conseguendo titoli in primavera. La questione è stata segnalata dalle sigle sindacali e sono attese risposte.

Nuovo algoritmo: ritorna il criterio meritocratico

Uno dei nodi centrali è la revisione dell’algoritmo usato per l’assegnazione delle supplenze.

Ad oggi il sistema considerava ogni candidato una sola volta per ciascuna classe di concorso: se non trovava disponibilità tra le 150 scuole indicate, veniva trattato come «rinunciatario» nei turni successivi, anche con punteggi alti.

Il Ministero si è detto disponibile a modificare profondamente il meccanismo:

  • il sistema tornerà a “ripescare” i candidati non nominati,
  • consentendo un nuovo scorrimento quando emergono ulteriori disponibilità.

Una scelta che ripristina la coerenza meritocratica basata sul punteggio.

Servizio e punteggi: confermata la dichiarazione “con riserva” dell’anno scolastico in corso

In caso di aggiornamento anticipato:

  • il servizio 2024/25 potrà essere dichiarato con riserva;
  • sarà valutato in base al servizio effettivo fino al 31 agosto;
  • la riserva verrà sciolta a luglio.

Stessa logica anche per chi ha contratti prorogati: è possibile dichiarare solo ciò che è già in essere al momento della domanda.

È inoltre chiarito che:

  • il servizio aspecifico può essere sommato fino al massimo di 6 punti annui;
  • per il sostegno, dopo l’accorpamento delle classi di concorso (DM 255/2023), il servizio è considerato specifico per entrambe le classi accorpate.

Titoli: cosa cambia

Durante l’incontro sono emersi diversi punti:

Titoli culturali pregressi

Saranno visibili nel sistema e, se caricati in sezioni errate, ridichiarabili.

Percorsi “in deroga” e titoli esteri

Il Ministero ha confermato l’equiparazione dei punteggi con il TFA, per:

  • docenti con tre anni di servizio sul sostegno,
  • specializzati all’estero ancora in attesa di riconoscimento.

Decisione motivata da equità e dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato.

Certificazioni informatiche

Restano da definire i criteri per quelle non accreditate.
Si potranno aggiungere certificazioni fino al limite massimo di 2 punti complessivi.

CLIL e corsi in primavera

Segnalata la criticità: se i corsi si concludono in aprile-giugno, un aggiornamento a febbraio impedirebbe l’inserimento del titolo. Si attendono chiarimenti.

TFA sostegno

  • Inseribile con riserva solo per l’accesso in prima fascia sostegno.
  • Non può essere valutato come titolo culturale sulle materie finché la riserva non è sciolta.

Accesso alle GPS: chiarimenti sui casi dubbi

  • No inserimento con riserva per i laureandi magistrali: non è mai stato previsto.
  • Sì alla riserva solo per chi sta conseguendo un’abilitazione o specializzazione.
  • Unica eccezione: studenti di Scienze della Formazione Primaria, che conseguono insieme laurea e abilitazione (con scadenza al 30 giugno).

Supplenze e immissioni in ruolo da GPS sostegno

Nessuna variazione: le assunzioni da GPS avvengono solo dopo l’esaurimento:

  1. delle graduatorie di merito (inclusi concorsi PNRR),
  2. delle GAE.

Le nomine da GPS prima fascia sostegno restano collocate tra metà e fine agosto, con tempistiche variabili per provincia.

Graduatorie regionali degli idonei: atteso il decreto

Il Ministero sta lavorando a un decreto che istituirà una graduatoria regionale unica per tutti gli idonei dei concorsi ordinari dal 2020 in poi.
Il provvedimento è previsto entro dicembre, ma non rientra nell’ordinanza GPS.

Carta del Docente

Ripristinato l’accesso per i docenti di ruolo e per chi aveva già ottenuto una sentenza favorevole.
Per tutti gli altri, compresi i precari con contratto al 30/06 o 31/08, il bonus 2025/26 sarà erogato solo dopo il decreto MIM-MEF, atteso a gennaio.
Il sindacato chiede la conferma dell’importo a 500 euro.

Preoccupazioni dei docenti: costi dei percorsi abilitanti e carriere bloccate

Le sigle sindacali hanno espresso forte criticità su:

  • percorsi abilitanti costosi (fino a 2.000 euro),
  • numero chiuso e difficoltà per i precari lavoratori.

Emersa anche la frustrazione dei docenti dell’infanzia e primaria, soprattutto nelle GAE, dove gli scorrimenti sono minimi e l’attesa del ruolo diventa, per molti, un percorso decennale.

Conclusioni

Il confronto ha evidenziato:

  • la volontà del Ministero di accelerare le procedure e correggere criticità strutturali,
  • ma anche molte questioni ancora aperte — dai titoli ai servizi, fino alle tempistiche — che richiederanno ulteriori chiarimenti nelle prossime settimane.

L’ordinanza definitiva è attesa entro l’inverno.

Stress lavoro-correlato a scuola: tra normativa, conflitti interni e rischio mobbing

Lo stress lavoro-correlato non riguarda soltanto fabbriche e uffici. Anche la scuola è un luogo di lavoro complesso, dove la convivenza di ruoli e responsabilità diverse – dirigente scolastico, docenti, personale ATA e DSGA – può generare tensioni e malessere.

Ma qui entra in gioco la legge. Il d.lgs. 81/2008, Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, obbliga infatti il dirigente scolastico, in quanto datore di lavoro, a valutare e gestire lo stress lavoro-correlato al pari di qualunque altro rischio professionale.


La serenità come parte della salute

Il decreto non parla esplicitamente di serenità, ma la include nella definizione stessa di salute.
All’art. 2, lettera o) si legge:

“Salute: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità.”TU-81-08-Ed.-Gennaio-2025-1

Questo significa che, per legge, la salute a scuola non si riduce a non ammalarsi o non farsi male: deve comprendere anche il benessere psichico, relazionale e organizzativo. In altre parole, lavorare in serenità.


Una scuola sotto pressione

Chi vive quotidianamente la scuola conosce bene le fonti di stress:

  • Docenti sommersi da burocrazia, scadenze, programmi e classi numerose.
  • Personale ATA che si trova spesso a colmare carenze di organico con turni pesanti e compiti aggiuntivi.
  • Dirigenti scolastici schiacciati tra responsabilità legali e isolamento decisionale.
  • DSGA che devono gestire procedure sempre più complesse con risorse limitate.

Quando questi fattori si accumulano, lo stress diventa cronico e mina la qualità del lavoro, del clima interno e perfino della didattica.


Dal disagio al mobbing

In alcuni casi, le tensioni possono trasformarsi in mobbing, ovvero comportamenti vessatori ripetuti ai danni di un lavoratore.

Esempi reali di scuola:

  • un dirigente che affida incarichi punitivi o critica sistematicamente i docenti;
  • un DSGA che distribuisce in modo squilibrato i carichi di lavoro tra assistenti;
  • insegnanti che escludono un collega dalle attività collegiali;
  • collaboratori scolastici che emarginano il nuovo assunto.

Comportamenti che non solo violano la dignità delle persone, ma incidono sul benessere collettivo dell’intera comunità scolastica.


Cosa dice la legge

L’art. 28 del D.Lgs. 81/2008 è esplicito:

“La valutazione… deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004.”

Inoltre, il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) deve contenere non solo i rischi fisici e strutturali, ma anche quelli organizzativi e relazionali, con indicazioni precise su misure preventive e responsabilità.

La Commissione consultiva permanente ha stabilito che la valutazione debba articolarsi in due fasi:

  1. Valutazione preliminare → basata su indicatori oggettivi (assenze, turnover, conflitti registrati).
  2. Valutazione approfondita → se emergono criticità, si passa a questionari, focus group, interviste per raccogliere la percezione del personale.

La voce del sindacato

Sul tema interviene il Segretario Fensir, ricordando che la scuola non è solo un luogo di lavoro, ma di vocazione e relazioni:

“Il lavoro a scuola non è solo un lavoro fatto da cose da fare, ma una vocazione; un lavoro fatto di relazioni che non possono essere tossiche. I docenti devono sentirsi in un luogo sicuro, non tanto non esposti ad aggressioni fisiche ma nemmeno ad aggressioni verbali. Così anche il personale ATA non può essere trattato o sottovalutato né dal DS né dal DSGA.”

Parole che traducono in concreto il senso del “benessere” richiamato dalla legge.


Psicologo, figura chiave

Sempre più istituti coinvolgono psicologi non solo per studenti, ma anche per il personale. Il loro contributo è prezioso per:

  • individuare segnali di disagio,
  • mediare nei conflitti,
  • formare docenti e ATA sulla gestione dello stress,
  • accompagnare le scuole nella valutazione approfondita del rischio,
  • intervenire nei casi di mobbing o di forte criticità.

Un caso concreto

In un istituto tecnico del Nord Italia, un alto numero di assenze tra i docenti ha spinto il dirigente a indagare. La valutazione preliminare ha segnalato criticità, poi confermate da questionari e focus group: carico burocratico e scarsa trasparenza nelle comunicazioni. Con il supporto di uno psicologo, sono stati organizzati incontri di confronto e formazione. Il risultato? Clima interno migliorato e calo delle assenze.


Conclusione

La legge parla di benessere fisico, mentale e sociale. In una scuola, questo si traduce in serenità: relazioni sane, comunicazione chiara, rispetto reciproco.

La prevenzione dello stress lavoro-correlato non è solo un obbligo formale per i dirigenti scolastici: è un investimento sul futuro della comunità scolastica. Perché dove lavoratori sereni insegnano e collaborano, gli studenti crescono meglio.

1° settembre: presa di Servizio e Incompatibilità per il personale docente e ATA

La presa di servizio nella scuola statale rappresenta un passaggio fondamentale e tutt’altro che formale nella vita lavorativa di un docente o di un membro del personale ATA. Questo momento sancisce l’inizio effettivo del rapporto di lavoro con lo Stato, che, per sua natura, richiede un vincolo di esclusività.
Ciò significa che chi assume l’incarico si impegna a garantire la propria piena disponibilità, evitando attività incompatibili o in conflitto con le funzioni e i doveri connessi al ruolo pubblico. Le norme che regolano questa fase sono precise e vincolanti, e la loro conoscenza è essenziale per prevenire sanzioni e decadenze.


Differimento della Presa di Servizio

La presa di servizio può essere posticipata solo in casi specifici:

CondizioneEffetto
Differimento con giustificato motivo (es. malattia documentata)Differimento della decorrenza economica del contratto
Differimento senza giustificato motivoDecadenza dalla nomina

Norme di riferimento: art. 97 DPR 3/1957; art. 560 D.Lgs. 297/1994.


Dichiarazione di Incompatibilità

All’atto della presa di servizio, il dipendente è tenuto a dichiarare l’assenza di altri rapporti di lavoro o situazioni incompatibili.
La mancata o falsa dichiarazione può comportare l’annullamento del contratto da parte del Dirigente scolastico.

Norme di riferimento: art. 53 D.Lgs. 165/2001 (incarichi extra-istituzionali e incompatibilità nel pubblico impiego).


Attività Lavorative e Tipologie di Incompatibilità

Tipo di attivitàTrattamento previsto
Incompatibilità assoluteVietate (es. attività imprenditoriali, doppi incarichi pubblici)
Incompatibilità relativeConsentite solo con autorizzazione del Dirigente scolastico
Attività compatibiliConsentite senza autorizzazione (es. collaborazioni editoriali)

Norme di riferimento: art. 53 D.Lgs. 165/2001; per i docenti, v. anche art. 508 D.Lgs. 297/1994 (profili specifici).


Esercizio della Libera Professione

La possibilità di esercitare una libera professione riguarda sia il personale docente sia il personale ATA, con regole specifiche.

Docenti
L’esercizio della libera professione è consentito se:

  • autorizzato dal Dirigente scolastico;
  • compatibile con l’orario e con tutte le attività funzionali all’insegnamento;
  • coerente con l’insegnamento impartito e privo di conflitti d’interesse;
  • senza lezioni private a studenti del proprio istituto (vietate in ogni caso). Le lezioni private verso esterni sono ammesse, ma vanno comunicate al Dirigente, che può vietarle se necessario.

Personale ATA
Si applicano le norme generali del pubblico impiego: attività e incarichi esterni devono essere temporanei, compatibili con i compiti d’ufficio e autorizzati. Restano vietate le attività che determinano conflitti d’interesse o pregiudizio per il servizio.

Norme di riferimento: art. 508 D.Lgs. 297/1994 (docenti, incluse lezioni private); art. 53 D.Lgs. 165/2001 (regime autorizzatorio e incompatibilità per tutto il personale).


Part-Time e Riduzione delle Incompatibilità

Chi opta per un part-time pari o inferiore al 50% ha margini più ampi per svolgere attività esterne, comprese alcune che sarebbero vietate a tempo pieno, purché non interferiscano con il servizio.
Per i docenti su spezzone orario sotto il 50% valgono le stesse regole del part-time; se in seguito si supera il 50%, torna il regime ordinario delle incompatibilità.

Norme di riferimento: art. 53 D.Lgs. 165/2001 (compatibilità e incarichi in rapporto al tempo di lavoro).


Divieto di Congelamento dell’Anno di Prova

Non è possibile rinviare la presa di servizio per svolgere un’attività lavorativa incompatibile in corso.
L’eccezione prevista dalla Legge 107/2015 era valida solo per l’a.s. 2015/16 e non è più applicabile.

Norme di riferimento: Legge 107/2015 (deroga limitata all’a.s. 2015/16).


Aspettativa per Altro Lavoro

Non è consentito richiedere, contestualmente alla presa di servizio, un’aspettativa per lo svolgimento di un’attività incompatibile.
L’incompatibilità viene valutata al momento della presa di servizio.

Norme di riferimento: art. 53 D.Lgs. 165/2001.


Contratto Senza Assunzione in Servizio: Casi Ammessi

In alcune situazioni specifiche, il contratto può avere decorrenza giuridica ed economica anche senza la presenza fisica del lavoratore:

SituazioneEffetti e modalità
Maternità (interdizione/congedo obbligatorio)Decorrenza giuridica ed economica dalla nomina
Dottorato di ricercaCongedo straordinario senza assegni dalla data di nomina
Assegni di ricerca / borse di studioAspettativa senza assegni fin da subito

Norme di riferimento: circolari MIUR; Legge 398/1989; parere Consiglio di Stato n. 544/2016.


Conclusioni

Le norme su presa di servizio, incompatibilità e libera professione sono pensate per assicurare trasparenza, correttezza e piena disponibilità al servizio pubblico.
Fensir raccomanda a docenti e personale ATA di verificare attentamente la propria situazione professionale prima della presa di servizio e di richiedere per tempo eventuali autorizzazioni per attività esterne, così da evitare sanzioni, annullamenti di contratto o decadenze.

PERSONALE ATA – PARTONO I CORSI PER LE POSIZIONI ECONOMICHE

Avvio ufficiale: date e modalità

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con la nota prot. 34744 del 15 luglio 2025, ha dato il via ai percorsi formativi dedicati al personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario) già inserito negli elenchi dei candidati ammessi:

Collaboratori (ex Area A/As) e Operatori (ex Area As): avvio 15 luglio 2025

Assistenti amministrativi e tecnici (Area B) e tecnici di profilo specialistico: avvio 30 luglio 2025

I corsi – della durata di 45 giorni, con completamento consigliato anticipato per evitare problemi di tracciamento – verranno erogati in modalità asincrona, tramite la piattaforma Scuola Futura, accessibile con SPID

Struttura del percorso formativo

Fruizione autonoma: videolezioni, approfondimenti e test di autovalutazione disponibili h24.

Accesso semplice: il personale ATA ammesso è già iscritto in piattaforma, basta cliccare su “Segui il percorso”

Il Ministero raccomanda un controllo costante della propria casella personale per aggiornamenti operativi

Prova finale: quiz e tempistica

Una volta concluso il corso, entro circa 20 giorni sarà comunicata la data della prova finale – una sessione di 20 quiz a risposta multipla, con durata di 30 minuti, differenziata per profilo ATA.

Sono coinvolti oltre 57.000 candidati ATA con contratto a tempo indeterminato, appartenenti alle diverse aree di lavoro.

L’iscrizione è automatica, in base all’istanza presentata, e non richiede alcuna azione aggiuntiva da parte del personale.

Questa iniziativa si inserisce nel quadro del PNRR – Missione 4, Investimento 2.1, finalizzato alla digitalizzazione del personale scolastico e all’integrata transizione tecnologica nel sistema educativo

Oltre a valorizzare le competenze ATA, mira a potenziare l’efficienza amministrativa e tecnica nelle scuole.

Consigli utili per i partecipanti

Inizio immediato: dato l’avvio imminente, è consigliabile iniziare subito a studiare e completare le attività progressivamente.

Frequenza regolare: evitare di procrastinare per non rischiare problemi tecnici negli ultimi giorni.

Controllo email: fondamentale per ricevere tutte le comunicazioni, incluse quelle sulle date della prova finale.

Preparazione preventiva: utili i test di autovalutazione presenti sulla piattaforma per familiarizzare con il formato della prova.

L’avvio dei corsi dal 15 e 30 luglio 2025, erogati in modalità asincrona su Scuola Futura e indirizzati a oltre 57.000 ATA, rappresenta un passo concreto verso la valorizzazione del personale. La sfida ora è trasformare questa opportunità in una reale crescita professionale, con la prova finale come banco di verifica delle competenze acquisite.

Bonus Continuità Didattica: un riconoscimento per i docenti di ruolo che restano – ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO

Il Ministero ha introdotto un incentivo economico per quegli insegnanti che, negli ultimi tre anni scolastici, hanno scelto di restare nella stessa scuola, garantendo continuità didattica ai propri studenti. Un premio al valore della stabilità, fondamentale per il benessere e il successo formativo degli alunni.

Inoltre non tutte le scuole saranno interessate a tale misura, bensì quelle collocate in situazioni di disagio.

Religione cattolica: attese oltre 6.000 assunzioni per il 2025/26, ma il decreto non è ancora ufficiale

Cresce l’attesa per la pubblicazione del decreto ministeriale relativo alle immissioni in ruolo degli insegnanti di religione cattolica per l’anno scolastico 2025/2026. Secondo quanto anticipato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito durante un recente confronto con le organizzazioni sindacali, sarebbero 6.022 i posti destinati alle assunzioni a tempo indeterminato, su un totale di 8.050 posti vacanti e disponibili.

Un numero che, se confermato, andrebbe ben oltre i 4.500 posti inizialmente previsti dai due bandi del concorso straordinario, facendo ipotizzare un incremento di circa 1.500 posti, che seppur sottratti per quest’anno all’ordinario, saranno reintegrati con i pensionamenti del 2025/2026 e 2026/2027, dunque non avverrà lo scorrimento delle graduatorie dello straordinario per gli anni 2025/2026 e 2026/2027. Tuttavia, il decreto non è ancora stato pubblicato, e le cifre restano al momento non ufficiali, lasciando spazio a dubbi e incertezze nel settore.

Il commento del SAIR: “Siamo sempre trattati in modo diverso”

A esprimere il malessere della categoria è Mariangela Mapelli, Segretaria del Fensir SAIR (Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione), che dichiara:

“È un momento di incertezza, come sempre d’altronde. Siamo abituati ad essere trattati come docenti con procedure diverse dagli altri, seppur nella sostanza, ad eccezione di qualche passaggio insignificante, che si risolve in una riga da inserire in un qualsiasi decreto che riguardi l’assunzione dei docenti di posti comuni e di sostegno. Ma il docente di religione deve aspettare… Ieri, 14 luglio, è stato annunciato e pubblicato il decreto per gli altri docenti, mentre i docenti di religione rimangono in attesa: tra supposizioni e incertezze.”

Mapelli sottolinea l’importanza del possibile incremento dei posti, ma invita alla prudenza:

“Bene che ci siano 1.500 posti in più per l’assunzione dei docenti dei concorsi straordinari, almeno così sembra essere, ma avremo conferma solo dopo la pubblicazione del decreto. Cerchiamo di non rimanere delusi se così non dovesse essere.”

Il concorso ordinario: domande tre volte superiori ai posti

Rimane alta anche l’attenzione sulle procedure ordinarie, che vedono coinvolti 6.195 candidati. Nel dettaglio:

  • 2.749 domande per il settore infanzia/primaria, a fronte di 927 posti disponibili
  • 3.446 domande per il settore secondaria di primo e secondo grado, per 1.001 posti

Numeri che confermano la forte domanda di stabilizzazione da parte dei docenti di religione, molti dei quali insegnano da anni con contratti a tempo determinato.

“È del tutto anacronistico – commenta Mapelli – il voler mantenere il 30% a tempo determinato così come previsto dalla legge 186/2003. I docenti di religione vogliono il ruolo e lo vogliono subito.”

Un’attesa che si ripete

L’impressione diffusa è che per i docenti di religione, l’attesa sia ormai la regola. Anche quest’anno, il decreto per le assunzioni degli altri docenti è stato pubblicato, mentre quello per gli insegnanti di religione ancora non compare all’orizzonte. I numeri, per ora, restano ipotesi. Le rassicurazioni fornite dal Ministero indicano una volontà di equilibrio tra le due procedure concorsuali (straordinaria e ordinaria), con una compensazione prevista a partire dal 2026/27, ma senza un testo ufficiale tutto resta nel campo delle intenzioni.

Speriamo di essere smentiti immediatamente, con la pubblicazione del decreto e l’avvio concreto delle assunzioni. Sarebbe il segnale atteso da anni, e potremmo finalmente gioire insieme a chi otterrà il ruolo, dopo un lungo percorso fatto di attesa, impegno e dedizione.

Il ruolo dell’insegnante di sostegno: professionalità, attività e pari dignità nella scuola inclusiva

Ruolo professionale dell’insegnante di sostegno

L’insegnante di sostegno è un docente specializzato, in possesso di competenze pedagogiche, didattiche e relazionali specifiche per l’inclusione scolastica. Il suo ruolo non si esaurisce nell’assistenza all’alunno con disabilità, ma si configura come un mediatore educativo e didattico a supporto dell’intera classe, con l’obiettivo di creare ambienti di apprendimento inclusivi e flessibili.

Egli collabora strettamente con i docenti curricolari, i genitori, gli operatori sanitari e i servizi sociali, all’interno del Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione (GLO), contribuendo alla stesura e all’attuazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI). Inoltre, favorisce lo sviluppo delle autonomie, la partecipazione sociale e l’autodeterminazione dell’alunno, nel rispetto del suo progetto di vita.

Struttura dell’attività professionale

L’attività dell’insegnante di sostegno si articola in diversi ambiti:

– Didattico-educativo: progettazione e realizzazione di attività personalizzate, adattamenti metodologici e strumenti compensativi, in coerenza con il PEI.
– Relazionale: costruzione di un clima empatico e di fiducia con l’alunno, la classe e il team docente.
– Collaborativo: partecipazione alle attività collegiali, promozione del lavoro in rete e confronto costante con le famiglie.
– Valutativo: contributo alla valutazione degli apprendimenti e dei progressi dell’alunno, secondo criteri condivisi e trasparenti.

L’insegnante di sostegno è chiamato a svolgere un lavoro ad alto impatto emotivo e psicofisico, spesso in condizioni complesse e in continua evoluzione. È per questo che molte voci del mondo sindacale e accademico ritengono necessario il riconoscimento di questa figura professionale all’interno delle categorie di lavori usuranti.

Il diritto al riconoscimento come lavoro usurante

L’insegnante di sostegno è quotidianamente impegnato in un’attività che richiede grande resistenza emotiva, gestione di situazioni comportamentali complesse, interazione continua con alunni fragili, famiglie e operatori esterni. A ciò si aggiunge la precarietà di molti incarichi, la mancanza di continuità didattica e l’elevato carico burocratico.

Per queste ragioni, si fa sempre più forte la richiesta di riconoscere il ruolo dell’insegnante di sostegno come lavoro usurante, con la conseguente possibilità di accesso anticipato alla pensione, così come previsto per altre categorie che operano in contesti ad alta intensità psicofisica. Un simile riconoscimento rappresenterebbe non solo un atto di giustizia sociale, ma anche un incentivo per la permanenza e la valorizzazione di questa figura all’interno del sistema scolastico.

La non discriminazione e il rispetto del ruolo

Uno degli aspetti critici che ancora oggi caratterizza l’esperienza di molti insegnanti di sostegno è il rischio di marginalizzazione rispetto al corpo docente curricolare. Non di rado, infatti, vengono percepiti come figure “aggiuntive” o “assistenziali”, anziché come parte integrante del consiglio di classe. Tale visione riduttiva non solo mortifica la professionalità del docente di sostegno, ma ostacola anche la realizzazione di una vera inclusione.

È fondamentale, invece, riconoscere pari dignità professionale e contrattuale agli insegnanti di sostegno, valorizzando il loro contributo alla progettazione educativa e didattica comune. La scuola inclusiva si fonda sulla corresponsabilità e sulla collaborazione tra tutti i docenti, senza gerarchie di valore, ma nella piena condivisione degli obiettivi formativi.

Conclusioni

L’insegnante di sostegno è un pilastro della scuola moderna, non solo per il supporto agli alunni con disabilità, ma per la promozione di una cultura dell’accoglienza e del rispetto delle differenze. Perché tale ruolo possa esprimersi al meglio, è indispensabile un cambiamento culturale profondo, che superi stereotipi e discriminazioni, e che riconosca in pieno la professionalità docente come leva di cambiamento educativo e sociale.

Tra i riconoscimenti attesi, vi è anche quello della fatica invisibile di questo lavoro, che merita tutela, attenzione e garanzie, a partire dal diritto di essere inserito tra le professioni usuranti, al pari di chi ogni giorno affronta sfide educative e umane complesse e delicate.

Alfonso Tortorici, segretario Fensir Agrigento

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