INFORMAZIONI

Decreto Legge PA bis, un passo avanti a favore della risoluzione del precariato.

Reso noto il DL PA bis il nostro sindacato esprime cauta soddisfazione riguardo le scelte fatte dal Governo. “Non possiamo disconoscere l’impegno che il Ministero dell’Istruzione e del Merito stia mettendo nel cercare delle soluzioni, in modo particolare per il precariato. Certo ci troviamo però di fronte a delle stratificazioni normative, modificazioni ed evoluzioni delle stesse, seppur nell’ottica del miglioramento ma difficili da comprendere per molti colleghe e colleghi in attesa di percorsi chiari e definitivi, comunque rappresenta un buon passo avanti a favore della risoluzione del precariato dei docenti – afferma Giuseppe Favilla, Segretario Generale della Fensir”

“Continuiamo a nutrire delle perplessità riguardo le stesse procedure che sembrano ancora tutte da confermare e il personale precario rimane disorientato dalle troppe notizie circolanti che si accavallano a sempre nuove dichiarazioni. Il sistema concorso, o meglio, reclutamento deve trovare una sua collocazione definitiva. Solo negli ultimi 8 anni abbiamo assistito ad innumerevoli procedure molte delle quali non hanno sortito alcun effetto positivo” Conclude Giada Zichittella segretaria nazionale del Fensir SADOC, sindacato autonomo docenti.

Possiamo riassumere in  otto punti quanto previsto dal DL PAbis

  1. È stato soppresso il limite numerico prima imposto sul numero di abilitati previsti per specifiche classi di concorso;
  2. I docenti già abilitati su una determinata classe di concorso (o specializzati sul sostegno ma privi di abilitazione su materia) che vogliano conseguire una ulteriore abilitazione, potranno farlo svolgendo una formazione online corrispondente a 30 cfu;
  3. Le graduatorie degli idonei al concorso ordinario 2020 e al concorso STEM divengono graduatorie ad esaurimento; dall’anno scolastico 2024/2025 vincitori e idonei del concorso ordinario verranno perciò assunti dopo le immissioni in ruolo dei nuovi concorsi organizzati in attuazione del PNRR.
  4. Coloro che parteciperanno al prossimo concorso straordinario ter con 24 cfu conseguiti entro ottobre 2022 (o 3 anni di servizio negli ultimi 5, di cui uno specifico sulla classe per cui si concorre) e dovranno poi – se vincitori – colmare i restanti cfu fino ad arrivare a 60 durante l’anno di prova, potranno ripetere la prova finale una volta (ossia, potranno sostenerla max 2 volte);
  5. Per gli anni accademici 2023/24 e 2024/25 i percorsi universitari e accademici di formazione iniziale dei docenti potranno essere svolti, in misura non superiore al 50% del totale, in modalità online sincrona (in diretta). Rimangono obbligatoriamente in presenza laboratori e tirocinio (20 cfu dei 60 totali).
  6. Fino al 31 dicembre 2024, gli ITP possono partecipare ai concorsi per le classi del tipo “B” con il solo diploma e 24 cfu (ossia, non è ancora richiesta la laurea triennale).
  7. La prova scritta dei concorsi consterà di quesiti a risposta multipla sulle competenze psico-pedagogiche, didattico-metodologiche, informatiche e di lingua inglese; la prova orale dovrà accertare le conoscenze e competenze sulla disciplina della classe per la quale si concorre (nonché le competenze didattiche e l’abilità nell’insegnamento). Si tratta di modifiche pensate per il periodo di attuazione del PNRR. Successivamente, i concorsi potranno tornare anche a una prova scritta con domande a risposta aperta.
  8. Infine, il testo del Decreto PA bis prevede specifiche misure per il rafforzamento delle funzioni ispettive e di controllo del MIM sulle istituzioni scolastiche.

Lo stesso decreto contiene una norma a favore dei docenti di religione cattolica. “Notizia positiva, commenta Attilio Piacente segretario del Fensir SAIR, sindacato autonomo insegnanti di religione l’aver aumentato la quota del concorso straordinario dal 50 al 70%, seppur ancora insufficiente nel dare una risposta ad oltre 13mila docenti a tempo determinato con più di 3 anni si servizio, rappresenta un buon segnale; una richiesta, quello dell’aumento dei posti, che da sempre abbiamo sostenuto e rivendicato. Ci aspettiamo però ancora un altro passo avanti che la prova metodologico-didattica sia senza punteggio minimo così come il concorso straordinario bis”

Il concorso dei docenti di religione è ormai diventato un caso nazionale così anche la situazione di precarietà. Sono oltre 13mila i docenti titolati che insegnano oltre i tre anni e per loro saranno riservati poco più di 4500 posti dell’organico del 70%. Numeri che dovranno essere comunque confermati da una DPCM e dalla Corte dei Conti.

La Fensir e i suoi sindacati federati SADOC e SAIR rimarrà vigile affinché le rivendicazioni del personale docente e docente di religione possono trovare finalmente diritto di cittadinanza.

LA REDAZIONE

BOZZA DEL Decreto Legge

Abbiategrasso, docente accoltellata da uno studente. Ora è tempo di dire veramente basta!

di Raffaele Vitucci

È successo mercoledì 29/05/2023, tutto è accaduto alle 8,10 durante la prima ora di lezione. Tutto si è svolto in pochi minuti.

L’ episodio è avvenuto all’Istituto Emilio Alessandrini di Abbiategrasso e protagonista di questa tragica vicenda, che per l’ennesima volta colpisce il mondo della scuola, è la  professoressa Elisabetta Condò di 52 anni, docente di italiano e storia nell’Istituto.

Dalle prime testimonianze e dalle prime ricostruzioni tutto è avvenuto nell’aula 2A al secondo piano: la docente stava passando tra i banchi, quando, è stata aggredita alle spalle con un pugnale con una lama di 20 centimetri, inoltre lo studente aveva anche una pistola a gas con la quale ha minacciato i compagni di classe intimando loro di uscire dall’aula.

Appena usciti dall’aula i compagni hanno lanciato l’allarme.

Sul posto sono subito arrivati i vari mezzi di soccorso del 118 insieme ai carabinieri, che inizialmente pensavano si trattasse di una sparatoria all’interno della classe. 

I carabinieri hanno fatto irruzione nell’aula e hanno trovato lo studente immobile sul fondo della stanza, con le mani incrociate sulla testa. Il pugnale sporco di sangue insieme alla pistola erano appoggiati sul banco, mentre il ragazzo sanguinava a causa delle ferite che si era procurato da solo con il coltello.

La collega è stata subito trasportata in ospedale di Legnano in codice giallo, in quanto ha riportato un taglio ad un braccio e una ferita alla testa. Anche lo studente è stato portato al San Carlo di Milano per le ferite riportate, successivamente è stato ricoverato nel reparto di neuropsichiatria dell’ospedale San Paolo di Milano.

Ma perchè si è arrivato a questo?

Il 16enne protagonista avrebbe alcuni problemi scolastici: quest’anno avrebbe preso 6 note disciplinari, di queste 6 quattro erano della prof che è stata aggredita, inoltre il ragazzo avrebbe ricevuto dalla docente un 5 al termine dell’interrogazione. 

I genitori, il giorno dopo, sarebbero dovuti andare a scuola per un colloquio con i docenti. 

Il preside dell’Istituto, Michele Raffaeli, non riesce a trovare una spiegazione a quanto accaduto: “Non ci sono evidenze particolari, non avevamo segnali. Ancora non sappiamo cosa possa essere scattato nella sua testa”.

Gli amici e i compagni di scuola descrivono lo studente come un ragazzo taciturno che prendeva anche buoni vuoti a scuola e che proviene da una famiglia senza problemi.

Elisabetta Condò è stata sottoposta a un intervento chirurgico al polso per la ricostruzione dei tendini e i medici hanno parlato di sei coltellate.

Dopo l’operazione la docente ha avuto solo la forza di dire “È stato lui, non me l’aspettavo”, a riferirlo è stato il marito della donna che ha aggiunto che “È ancora troppo scossa. Mia moglie non ha ancora la forza di parlare , è sotto anestesia.”

Sulla questione è intervenuto anche il Ministro Valditara che, attraverso un videomessaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook, ha espresso solidarietà e vicinanza alla docente aggredita.

“Ho voluto esprimere la solidarietà e la vicinanza mia e del governo alla professoressa aggredita. Docente che ha fatto in modo esemplare il suo dovere, seguendo un ragazzo che già in passato aveva dimostrato alcune problematicità”, ha detto il Ministro dell’Istruzione che è andato in visita all’ospedale di Legnano dove è ricoverata la donna in codice giallo. “Voglio cogliere l’occasione perché si rifletta sull’introduzione dello psicologo a scuola, soprattutto in un momento difficile. Anche a seguito dell’emergenza Covid, il disagio psicologico dei ragazzi nelle scuole è aumentato in modo significativo”, ha concluso Valditara.

Quanto accaduto si aggiunge ai frequenti casi di cronaca scolastica che hanno come protagonisti i docenti, vittime di aggressioni verbali e non sia da parte degli studenti ma anche da parte dei genitori, alcune volte legate a futili motivi tipo quelli legati all’uso del cellulare in classe.

Tutto si svolge in un contesto dove i docenti vengono messi alla gogna, ma sono chiamati anche a difendersi. 

La questione è complessa perché entrano in gioco non solo gli aspetti legati al rendimento scolastico, ma si estende anche alla questione psicologica.

Quando siamo davanti a questi fatti di cronaca che tingono di nero la scuola, quello che dovrebbe essere il luogo di formazione sia del sapere, ma anche della persona si legge subito “questi sono gli anni più difficili” collegati agli anni della pandemia. 

Ma non basta. 

Oggi, alla luce dell’ennesimo caso di violenza nei confronti del personale docente c’è bisogno di ricordare o di memorizzare alcuni aspetti legali. 

In merito abbiamo la nota dell’8 febbraio del 2023( prot. n.15184) del Ministro Valditara che ha proprio per oggetto “Episodi di violenza nei confronti degli insegnanti e del personale scolastico”

Sul piano della responsabilità penale occorre fare riferimento all’art. 341 bis del Codice Penale che così recita: “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni (…). Ove l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto”. Bisogna chiarire, però, che l’estinzione del reato opera in presenza di un possibile risarcimento del danno e che detto risarcimento deve essere diretto non solo al soggetto passivo, ma anche all’ente cui questo appartiene, nel caso specifico il Ministero dell’istruzione e del merito.Sempre sul piano della responsabilità penale, laddove siano state provocate lesioni in seguito a percosse o violenza fisica, viene applicato il dispositivo dell’art. 590 Codice Penale: “Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a euro 309. Se la lesione è grave la pena è della reclusione da uno a sei mesi o della multa da euro 123 a euro 619, se è gravissima, della reclusione da tre mesi a due anni o della multa da euro 309 a euro 1.239. (…)”.

Il Ministero, inoltre, intende ricondurre il trattamento di questi casi di violenza , sempre più frequenti, alla competenza del patrocinio mediante la diretta rappresentanza dell’Avvocatura dello Stato. Per questo viene richiamato l’articolo 44 del Regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611  che disciplina la diretta rappresentanza dello Stato mediante l’Avvocatura generale. Quindi, secondo le indicazioni del Ministro dell’istruzione e del merito, ogni qual volta si verifichino le condizioni, l’Avvocatura dello Stato assumerà la rappresentanza e la difesa di un dipendente dello Stato.

In conclusione oggi c’è bisogno di attuare a pieni ritmi questa tutela nei confronti dei docenti.

Il docente nella scuola vuole sentirsi al sicuro, vuole svolgere le sue lezioni senza la paura di poter diventare protagonista di un’aggressione.  

Il docente vuole svolgere il suo lavoro senza la paura di essere minacciato, vuole poter dare un voto negativo senza che la situazione gli si rivolga contro, perché il docente ha a cuore la formazione scolastica e personale di ogni singolo studente a lui affidato.

17 mila docenti chiedono il trasferimento dalla Lombardia: scelta o costrizione?

di Raffaele Vitucci

Mercoledì 24 maggio sono stati pubblicati i dati inerenti alla mobilità del personale docente ed emerge un dato significativo ovvero che 17000 docenti della Lombardia hanno chiesto il trasferimento in altre Regioni. 

17 mila non è il numero dei partecipanti ad un concerto, non è il numero di coloro che hanno preso parte ad una manifestazione, ma 17 mila sono i docenti che hanno scelto di lasciare quella Regione che per anni o mesi è stata la loro casa.

Un dato che attesta ed evidenzia una situazione preoccupante, un dato che si collega alle ultime proteste degli studenti universitari fuori sede.

La maggior parte dei trasferimenti hanno come meta il sud, ma tutto questo perché?

La risposta è semplice: il capro espiatorio è stato trovato, la motivazione di questo numero elevato di richieste è il carovita che colpisce la Lombardia, in particolar modo la città ambrogina e meneghina. 

Il costo della vita ormai risulta essere troppo elevato, pensiamo agli affitti dove a Milano anche per una semplice stanza singola, tra l’altro in zone molto periferiche, ti ritrovi a pagare 600/700€ al mese, se sei fortunato altrimenti ti dovrai accontentare di un posto letto in una camera condivisa con uno sconosciuto.

A questo vanno aggiunte le spese per le varie utenze, aumentate a loro volta per il “rincaro bollette”, i costi per gli abbonamenti per i trasporti urbani ed interurbani e quelli anche per il cibo, dove i beni di prima necessità hanno subito un rialzo soprattutto nell’ultimo periodo. 

Tutto questo trova conferma nella mia esperienza di vita in quanto sono un docente che vive da 5 anni a Milano. All’inizio la situazione era gestibile e riuscivo ad organizzare anche i risparmi, così da permettermi uno svago in più. Ma tutto questo nell’ultimo periodo è impensabile perchè al mio stipendio da 1500 euro va sottratto l’affitto, le utenze, l’abbonamento per usufruire della metro per muovermi all’interno della città, altrimenti non saprei come raggiungere scuola perchè pensare di avere un’auto qui a Milano ormai rimane un sogno, i soldi per acquistare cibo e alla fine mi ritrovo ad attendere il 23 del mese successivo con una somma molto ridotta rispetto a quello che riuscivo ad avere fino a qualche anno fa.

Come può un insegnante affrontare tutto questo con uno stipendio mensile di 1500€?

Un docente che vive in Lombardia fa fatica ed ecco che sceglie di lasciare tutto e tornare nella propria Regione, ma alcune volte non è facile lasciare tutto quello che si è costruito, dalle relazioni agli affetti personali, la casa dove ha vissuto per anni,le proprie abitudini.

Le principali mete richieste nelle mobilità risultano essere la Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, ma solo un terzo dei docenti ha ottenuto l’approvazione per il trasferimento.

Questa situazione chiede degli nterventi da parte dello Stato, chiede di frenare gli aumenti, chiede di rivedere la situazione sui canoni di locazione, chiede di rivedere gli stipendi dei docenti che sono coloro che sono chiamati a formare le nuove generazioni.

Tutto questo nell’ottica di incentivare i docenti pendolari ad accettare le cattedre e a rimanerci così da garantire anche la continuità didattica agli studenti.

Proprio su questo tema, ieri è intervenuto il Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara affermando che:  «Dobbiamo cercare di trovare le risorse per valorizzare gli stipendi di tutti i docenti e occorre trovare incentivi affinché non ci sia la fuga di docenti. Penso anche a un piano della casa per pubblici dipendenti e insegnanti in particolare».

E proprio sul caso della Lombardia che è una delle Regioni più interessate dall’esodo dei docenti il Ministro ha detto: «Leggo che ci sono 17mila insegnanti in fuga dalla Lombardia: sono dati che emergono con evidenza – ha spiegato il Ministro – ma i nostri del ministero sono ancora più drammatici visto che in alcune zone c’è una scopertura del 32% di docenti».

Alla luce di tutto questo servirebbe un piano urgente per aiutare e sostenere i docenti fuori sede a pagare l’affitto così da poter permettere, ai singoli docenti e al personale della scuola in generale,  di restare più a lungo nelle Regioni dove hanno ottenuto la cattedra o il posto come amministrativo o collaboratore scolastico, si potrebbe pensare anche a costruire nuovi appartamenti da affittare al personale fuori sede, come avviene per gli studenti che alloggiano all’interno di alloggi universitari, ovviamente ad un costo ridotto rispetto a quello di mercato. 

Ovviamente sappiamo che questa situazione colpisce tutto il personale ata, quest’ultimo svolge un ruolo indispensabile nell’istituzione scolastica, che a sua volta si trova a dover affrontare un trasferimento al Nord, in quanto la disponibilità del posto di lavoro è maggiore rispetto al Sud.

Altra ipotesi di soluzione del problema legato al carovita potrebbe essere un canone calmierato in base al proprio reddito, in modo da permettere un livello di vita almeno sufficiente nelle Regioni dove il singolo docente è chiamato a trasferirsi.

Tante potrebbero essere le soluzioni ma per farlo ci vuole un intervento urgente da parte dello Stato, con investimenti congrui che dovrebbe tenere a cuore il benessere, anche economico, dei personale della scuola.

Non posso fare a meno che rivolgermi al Ministro dell’Istruzione: non c’è più tempo da perdere. Noi, docenti e personale della scuola, ce la mettiamo tutta nel nostro lavoro, nella nostra chiamata ad essere docenti o personale ata, nel seguire e nel formare gli studenti, nell’essere attenti ai vari problemi che colpiscono gli adolescenti e supportare il personale scolastico, le famiglia… tutta la comunità educante. Ma per continuare a farlo abbiamo bisogno che t questa situazione venga rivista altrimenti lo sconforto troverà la meglio e chissà quanti docenti  e personale ata comincerà a pensare ad un piano b nella vita con un perdita irrimediabile di competenze acquisite e abilità ampiamente dimostrate.

Elenchi aggiuntivi GPS 2023/24

L’inserimento negli elenchi aggiuntivi delle GPS e conseguentemente nelle GI dalle ore 9 del 12 aprile alle ore 14 del 27 aprile in modalità telematica.

Gli insegnanti che non si trovano in prima fascia GPS per la classe di concorso considerata o per il sostegno con titolo ma che entro il 30 giugno 2023 saranno in possesso di abilitazione e/o specializzazione sostegno potranno inserirsi negli elenchi aggiuntivi alla prima fascia delle GPS costituite per il biennio 2022/24.

Gli elenchi aggiuntivi alla prima fascia GPS sono valide solo per l’anno scolastico 2023/24

Potranno inserirsi:

  • docenti abilitati con concorso ordinario secondaria non ancora inseriti in prima fascia GPS 
  • laureati in Scienze della formazione primaria
  • diplomati magistrale entro anno scolastico 2001/02
  • abilitati all’estero
  • specializzati sostegno TFA VII ciclo

Hai bisogno di supporto alla compilazione delle domande on-line invia email a docenti@fensir.it oppure docenti@sadoc.it per fissare un appuntamento con un nostro sindacalista.

Mobilità 2023-24

Le date delle domande che dovrebbero essere confermato: 6-21 marzo per i docenti, 21 marzo-17 aprile per i docenti di religione; 9-29 marzo per gli educatori; 17 marzo-3 aprile per gli Ata

In attesa dell’Ordinanza Ministeriale sulla mobilità, La Fensir, offre ai propri associati e a coloro che intendono associarsi il servizio di compilazione degli allegati necessari per la successiva compilazione delle istanze (domande di trasferimento – passaggio di ruolo/cattedra).

Si invitano gli interessati ad inoltrare con tempestività, all’indirizzo mail mobilita@fensir.it tutta la documentazione necessaria alla predisposizione degli allegati alla domanda stessa scaricando e compilando i file editabili in calce alla presente comunicazione. Resa nota la finestra temporale (le date delle domande che dovrebbero essere confermato: 6-21 marzo per i docenti, 21 marzo-17 aprile per i docenti di religione; 9-29 marzo per gli educatori; 17 marzo-3 aprile per gli Ata) per l’inoltro delle Istanze tramite Polis Istanze online, saranno messi a disposizione appuntamenti in presenza (presso la sede di Bergamo) e a distanza per tutte le altre sedi inviando a mobilità@fensir.it la propria disponibilità ad essere contattati per la compilazione della domanda. I sindacalisti nella loro possibilità cercheranno di rispettare la tempestica indicata. Si ricorda che l’accesso a POLIS -Istanze On line, è consentito tramite SPID, si consiglia di controllare la validità dello Spid e delle password di accesso.

Si raccomanda di compilare i documenti reperibili alla pagina www.fensir.it/mobilita indicando correttamente i dati anagrafici del richiedente, l’ordine di scuola e la classe di concorso di appartenenza e la tipologia di movimento (trasferimento, passaggio di ruolo, passaggio di cattedra).

NB: i modelli inoltrati sono da considerarsi bozze che Fensir verificherà e correggerà in caso di errori/integrazioni, una volta contatto il diretto interessato; per questo motivo si prega di inviare i file ESCLUSIVAMENTE in formato WORD.

E’ possibile provvedere in anche a distanza al tesseramento alla Fensir in uno dei Sindacati Autonomo Federati cliccando qui. Il personale di ruolo, si ricorsa, è tenuto al tesseramento per delega.

Il Ministro Valditara annuncia la difesa del personale della scuola da parte dell’Avvocatura di Stato in caso di aggressione: niente di nuovo.

Con Circolare dell’8 febbraio 2023, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha, esplicitamente, dichiarato che sarà richiesto l’intervento dell’Avvocatura dello Stato nel caso in cui si verifichino atti illeciti posti in essere nei confronti dei docenti/personale scolastico e ciò,  in applicazione dell’art. 44 del Regio Decreto n. 1611 del 1933.

Tale disposizione normativa prevede che l’Avvocatura dello Stato assuma “ la rappresentanza e la difesa degli impiegati e agenti delle Amministrazioni dello Stato o delle amministrazioni o degli enti di cui all’art. 43 nei giudizi civili e penali che li interessano per fatti e cause di servizio, qualora le amministrazioni o gli enti ne facciano richiesta, e l’Avvocato generale dello Stato ne riconosca la opportunità”.

Detta Circolare è stata emanata in considerazione dell’’ allarmante ……aumento di episodi di violenza nei confronti degli insegnanti e del personale scolastico – posti in essere all’interno delle scuole, anche nel corso delle lezioni ..” e come, tali “ intollerabili atti illeciti”, oltre ad arrecare danni fisici e psicologici ai docenti e al personale scolastico che li subiscono, ledano la loro autorità ed autorevolezza, con rilevante ricaduta, in termini negativi, sulla qualità del servizio e, conseguentemente, sul diritto allo studio.

Secondo quanto disposto dalla Circolare in esame, nel caso in cui di verifichino tali atti illeciti, i Dirigenti scolastici, sono invitati a darne, tempestiva, segnalazione al competente Ufficio Scolastico Regionale che, valutata la pervenuta segnalazione, invierà gli atti al Ministro che, a sua volta, deciderà se richiedere o meno  l’intervento dell’Avvocatura dello Stato.

In caso di esito positivo, l’Avvocatura dello Stato assumerà da difesa del docente/personale scolastico nelle competenti sedi civili e penale e, in ogni stato e grado del procedimento.

Occorre mettere in evidenza come la richiesta da parte del Ministero dell’intervento  dell’Avvocatura dello Stato, è prevista solo ed esclusivamente nel caso in cui i docenti /personale scolastico siano oggetto di episodi di violenza.

Nulla di nuovo all’orizzonte.

Infatti, la tutela in sede giudiziaria dei docenti/personale scolastico, quali dipendenti dello Stato, da parte dell’Avvocatura dello Stato era già prevista , proprio dall’art. 44 R.D. del 1933 e succ. mod..

Il Ministro Valditara con la predetta circolare, ha solo dichiarato che nelle fattispecie di episodi violenti agiti in danno dei docenti e/o del personale scolastico, darà avvio al procedimento previsto nel R.D. n. 1611/33, affinché l’Avvocatura dello Stato possa assumere in giudizio la difesa dei docenti.

Il che, sarebbe stato possibile, sulla scorta dell’art. 44 Ib., a richiesta delle amministrazioni interessate, anche in assenza della predetta circolare.

Ginevra Piccirillo

Stipendi docenti: diretta con il segretario generale mercoledì 1 febbraio 2023 ore 15

La proposta del Ministro Valditara fa discutere il mondo della scuola. La differenziazione degli stipendi in base alle regioni sembra essere a svantaggio del personale della scuola creando docenti di serie A e di serie B.

La diretta di oggi alle 15 in concomitanza del Question Time dalla Camera dei Deputati, vuole commentare a caldo le parole dello stesso ministro e riflettere insieme sull’opportunità di intraprendere iniziative a contrasto della proposta.

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Per una lettura trasversale dell’argomento:

https://www.ilsole24ore.com/art/scuola-divisa-sull-idea-valditara-stipendi-differenziati-i-prof-AEybx2aC?refresh_ce=1

https://www.orizzontescuola.it/stipendi-docenti-piu-alti-al-nord-la-proposta-di-valditara-piace-ai-presidi-misura-abbastanza-sensata/