INFORMAZIONI

Il ruolo dell’insegnante di sostegno: professionalità, attività e pari dignità nella scuola inclusiva

Ruolo professionale dell’insegnante di sostegno

L’insegnante di sostegno è un docente specializzato, in possesso di competenze pedagogiche, didattiche e relazionali specifiche per l’inclusione scolastica. Il suo ruolo non si esaurisce nell’assistenza all’alunno con disabilità, ma si configura come un mediatore educativo e didattico a supporto dell’intera classe, con l’obiettivo di creare ambienti di apprendimento inclusivi e flessibili.

Egli collabora strettamente con i docenti curricolari, i genitori, gli operatori sanitari e i servizi sociali, all’interno del Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione (GLO), contribuendo alla stesura e all’attuazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI). Inoltre, favorisce lo sviluppo delle autonomie, la partecipazione sociale e l’autodeterminazione dell’alunno, nel rispetto del suo progetto di vita.

Struttura dell’attività professionale

L’attività dell’insegnante di sostegno si articola in diversi ambiti:

– Didattico-educativo: progettazione e realizzazione di attività personalizzate, adattamenti metodologici e strumenti compensativi, in coerenza con il PEI.
– Relazionale: costruzione di un clima empatico e di fiducia con l’alunno, la classe e il team docente.
– Collaborativo: partecipazione alle attività collegiali, promozione del lavoro in rete e confronto costante con le famiglie.
– Valutativo: contributo alla valutazione degli apprendimenti e dei progressi dell’alunno, secondo criteri condivisi e trasparenti.

L’insegnante di sostegno è chiamato a svolgere un lavoro ad alto impatto emotivo e psicofisico, spesso in condizioni complesse e in continua evoluzione. È per questo che molte voci del mondo sindacale e accademico ritengono necessario il riconoscimento di questa figura professionale all’interno delle categorie di lavori usuranti.

Il diritto al riconoscimento come lavoro usurante

L’insegnante di sostegno è quotidianamente impegnato in un’attività che richiede grande resistenza emotiva, gestione di situazioni comportamentali complesse, interazione continua con alunni fragili, famiglie e operatori esterni. A ciò si aggiunge la precarietà di molti incarichi, la mancanza di continuità didattica e l’elevato carico burocratico.

Per queste ragioni, si fa sempre più forte la richiesta di riconoscere il ruolo dell’insegnante di sostegno come lavoro usurante, con la conseguente possibilità di accesso anticipato alla pensione, così come previsto per altre categorie che operano in contesti ad alta intensità psicofisica. Un simile riconoscimento rappresenterebbe non solo un atto di giustizia sociale, ma anche un incentivo per la permanenza e la valorizzazione di questa figura all’interno del sistema scolastico.

La non discriminazione e il rispetto del ruolo

Uno degli aspetti critici che ancora oggi caratterizza l’esperienza di molti insegnanti di sostegno è il rischio di marginalizzazione rispetto al corpo docente curricolare. Non di rado, infatti, vengono percepiti come figure “aggiuntive” o “assistenziali”, anziché come parte integrante del consiglio di classe. Tale visione riduttiva non solo mortifica la professionalità del docente di sostegno, ma ostacola anche la realizzazione di una vera inclusione.

È fondamentale, invece, riconoscere pari dignità professionale e contrattuale agli insegnanti di sostegno, valorizzando il loro contributo alla progettazione educativa e didattica comune. La scuola inclusiva si fonda sulla corresponsabilità e sulla collaborazione tra tutti i docenti, senza gerarchie di valore, ma nella piena condivisione degli obiettivi formativi.

Conclusioni

L’insegnante di sostegno è un pilastro della scuola moderna, non solo per il supporto agli alunni con disabilità, ma per la promozione di una cultura dell’accoglienza e del rispetto delle differenze. Perché tale ruolo possa esprimersi al meglio, è indispensabile un cambiamento culturale profondo, che superi stereotipi e discriminazioni, e che riconosca in pieno la professionalità docente come leva di cambiamento educativo e sociale.

Tra i riconoscimenti attesi, vi è anche quello della fatica invisibile di questo lavoro, che merita tutela, attenzione e garanzie, a partire dal diritto di essere inserito tra le professioni usuranti, al pari di chi ogni giorno affronta sfide educative e umane complesse e delicate.

Alfonso Tortorici, segretario Fensir Agrigento

Supplenze docenti a.s. 2025/26: 150 preferenze, apertura domande dal 17 luglio – anche finalizzate al ruolo.

Si avvicina l’apertura della procedura per la presentazione delle domande di supplenza per l’anno scolastico 2025/2026. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha concluso il confronto con le organizzazioni sindacali in merito all’avvio delle nomine per il prossimo anno, comprese quelle finalizzate al ruolo.

La compilazione dell’istanza sarà disponibile su POLIS – Istanze Online dal 17 al 30 luglio 2025. I candidati potranno indicare fino a 150 preferenze per incarichi a tempo determinato al 30 giugno, al 31 agosto e per supplenze finalizzate al ruolo.

PER SUPPORTO NELLA COMPILAZIONE FISSA UN APPUNTAMENTO – per gli iscritti e coloro che si iscrivono – anche in presenza ma solo a Bergamo (via G. Carducci, 25) dal 17 pomeriggio al giorno 23 luglio (successivamente dal 25/07 solo online), si raccomanda la puntualità, sia in presenza che online (la prenotazione è unica); avere con sé l’elenco delle scuole/distretti da inserire, comunque normalmente la consulenza avviene tramite collegamento a distanza:

La nota ministeriale annuale sulle supplenze, in fase di pubblicazione, conterrà le istruzioni definitive e la conferma delle tempistiche.

Sezioni nella domanda

  • Supplenza finalizzata al ruolo da GPS sostegno I fascia o elenco aggiuntivo
  • Priorità di conferma per incarichi su sostegno
  • Supplenze annuali (31 agosto) o temporanee (30 giugno)

Periodo utile per presentare la domanda

Dal 17 luglio al 30 luglio 2025, unica finestra utile per l’invio dell’istanza completa.

Auspici della FENSIR in merito alla procedura

Pur non avendo partecipato all’informativa ministeriale, FENSIR auspica che vengano accolti alcuni elementi fondamentali per tutelare il personale e rendere la procedura più funzionale e trasparente:

  1. Recupero delle preferenze dell’anno precedente
    Si auspica che le sedi espresse lo scorso anno siano precaricate automaticamente sulla piattaforma, così da agevolare i candidati nel riconfermare, aggiornare o modificare le proprie preferenze senza dover procedere da zero.
  2. Richiamo all’art. 37 del CCNL 2006/09
    La FENSIR auspica che la nota ministeriale faccia esplicito riferimento all’art. 37 del CCNL 2006/09, per garantire la proroga dei contratti ai supplenti in servizio al rientro del titolare dopo il 30 aprile, così da consentire la partecipazione agli scrutini.
    Si ritiene inoltre importante estendere questa tutela anche a quei supplenti che, pur non rientrando formalmente nell’articolo 37, terminano il contratto con la fine delle lezioni, affinché sia loro riconosciuto il diritto alla proroga per gli adempimenti finali.
  3. Contrarietà alla conferma automatica del docente di sostegno su richiesta della famiglia
    La FENSIR ribadisce il proprio auspicio che venga ritirata la previsione che consente la conferma automatica del docente di sostegno su indicazione della famiglia. Tale scelta, se confermata, solleverebbe dubbi in merito alla trasparenza delle procedure e al rispetto delle regole generali sul reclutamento.

Procedura GPS sostegno finalizzata al ruolo – a.s. 2025/26

Descrizione:
Si tratta di una procedura straordinaria informatizzata per il conferimento di incarichi a tempo determinato finalizzati all’immissione in ruolo, rivolta ai docenti inseriti nella GPS I fascia sostegno o relativi elenchi aggiuntivi.

Fasi operative:

  • Fase provinciale:
    Dal 17 al 30 luglio 2025. L’assegnazione delle sedi inizierà dal 1° agosto. Gli eventuali scorrimenti si concluderanno entro il 13 agosto.
  • Fase interprovinciale:
    Per chi non ottiene l’incarico nella fase provinciale. Si svolgerà dal 14 al 19 agosto 2025, con conclusione entro il 21 agosto.

Conferma per continuità didattica – Docenti a tempo determinato su sostegno

Chi può essere confermato:

  • Docenti con contratto su sostegno al 30/06 o 31/08 nell’a.s. 2024/25
  • Anche non specializzati, se provenienti da:
    – GPS II fascia sostegno
    – GPS posto comune (in caso di scorrimento incrociato)
    Nota: È comunque obbligatoria la compilazione dell’istanza su POLIS.

Fasi della procedura:

  • Fase 1 – Verifica del Dirigente Scolastico
    Il DS accerta se il docente può essere riconfermato. L’esito viene caricato nel sistema ed è modificabile solo per cause sopravvenute (es. trasferimento dell’alunno).
  • Fase 2 – Scelta da parte del docente su POLIS
    Il docente:
    • accetta o rifiuta la conferma;
    • seleziona il tipo di contratto preferito:
      – 31/08/2026
      – 30/06/2026 (intero o spezzone con disponibilità al completamento)
    La scelta è definitiva e vincolante:
    • Se accetta, è escluso da tutte le altre nomine (compresi interpelli);
    • Se rifiuta, partecipa regolarmente alle nomine da GPS o GI.
  • Fase 3 – Verifica finale e nomina da parte dell’UST
    L’Ufficio Scolastico verifica la disponibilità del posto e i requisiti richiesti. Se tutto è conforme, la nomina viene formalizzata entro il 31 agosto 2025.

Effetti della conferma:

  • Il docente è escluso da ulteriori procedure di nomina.
  • In caso di spezzone, può completare solo tramite procedura ordinaria e se iscritto in GPS nella stessa provincia.

Personale di ruolo
Possono chiedere conferma (solo su posto intero) i docenti già di ruolo che, nell’a.s. 2024/25, hanno prestato servizio su sostegno in base agli articoli 47 o 70 del CCNL 2019/21 e intendono proseguire anche nel 2025/26.

PER SUPPORTO FISSA UN APPUNTAMENTO

ASSEGNAZIONI E UTILIZZI: AL VIA LE DOMANDE DAL 14 FINO AL 25 LUGLIO

Dal 14 al 25 luglio 2025, il personale DOCENTE E ATA potrà presentare domanda di assegnazione provvisoria per l’anno scolastico 2025/26 attraverso la piattaforma ministeriale Istanze Online. Tuttavia, mentre la procedura ufficiale si avvia, il personale scolastico è ancora una volta lasciato nell’incertezza più assoluta: non è stato ancora reso pubblico il contratto integrativo nazionale che regola l’intera operazione, né è stata diffusa l’ordinanza ministeriale di riferimento.

La FENSIR condanna con fermezza questa grave mancanza di trasparenza, che si somma a un sistema sindacale chiuso, autoreferenziale e poco democratico. In un contesto in cui i lavoratori dovrebbero avere accesso chiaro e tempestivo a tutte le norme che li riguardano, si continua invece a procedere con logiche di riservatezza e filtraggio delle informazioni.

Novità e categorie ammesse: aumentano le deroghe e si amplia la platea degli aventi diritto

Dalle informazioni frammentarie e non ancora supportate dall’ordinanza ministeriale, apprendiamo che una delle principali novità di quest’anno consisterebbe nell’ampliamento delle deroghe e dei destinatari delle assegnazioni provvisorie. Se confermato, ciò consentirebbe anche a categorie di personale che negli anni precedenti risultavano escluse di presentare domanda.

Tuttavia, la FENSIR invita alla massima cautela, in quanto l’assenza di fonti ufficiali e la mancata pubblicazione dei documenti impedisce ad oggi una lettura chiara e certa dei criteri applicabili, fiduciosi comunque che non ci saranno ulteriori e nuove interpretazioni. Il sindacato chiede con urgenza la diffusione integrale e immediata del contratto integrativo e dell’ordinanza ministeriale, per restituire ai lavoratori il diritto alla conoscenza e alla trasparenza.

Chi può presentare domanda: requisiti e categorie coinvolte

L’assegnazione provvisoria è rivolta al personale a tempo indeterminato che intenda richiederla per uno dei seguenti motivi:

  • Ricongiungimento ai figli o affidatari;
  • Ricongiungimento al coniuge, parte dell’unione civile o convivente di fatto (Legge 76/2016);
  • Ricongiungimento a parenti o affini con stabile convivenza anagrafica;
  • Assistenza a soggetto con disabilità (Legge 104/92), anche se non convivente;
  • Gravi esigenze di salute del richiedente;
  • Ricongiungimento al genitore.

L’assegnazione provvisoria può avvenire solo verso un comune diverso da quello di titolarità, salvo suddivisione in distretti sub-comunali.

Categorie di personale che, secondo le anticipazioni, potrebbero essere ammesse

Docenti

  • Assunti a tempo indeterminato fino all’a.s. 2022/23;
  • Neoassunti dal 2023/24 anche con sola nomina giuridica (a.s. 2024/25), se rientranti nelle deroghe (allegato G);
  • Docenti da GPS I fascia sostegno, se hanno superato l’anno di formazione e prova e risultano in deroga;
  • Assunti da procedura straordinaria ex art. 59, DL 73/2021, in deroga;
  • Assunti dal concorso PNRR 1 (a.s. 2024/25), se abilitati e rientranti nelle deroghe.

Personale ATA

  • Tutti gli assunti a tempo indeterminato, anche se coinvolti in precedenti mobilità;
  • Personale dell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione, anche se neo-assunto;
  • Personale ex LSU ed ex co.co.co. con contratto part-time (su spezzone corrispondente all’orario di servizio in essere).

FENSIR: serve una svolta nella trasparenza e nella rappresentanza

La FENSIR ribadisce con forza la necessità di riformare radicalmente l’attuale sistema della rappresentanza sindacale, che oggi si rivela inefficace e opaco. I lavoratori meritano di essere informati in modo diretto, completo e tempestivo. La segretezza che circonda le trattative sindacali e la pubblicazione del CCNI solo a ridossi degli eventi è un’offesa alla partecipazione e alla dignità professionale del personale scolastico.

Supporto FENSIR: assistenza alla compilazione dal 14 al 25 luglio

La FENSIR comunica che, dal 14 al 25 luglio, sarà a completa disposizione dei propri iscritti e di coloro che intendano iscriversi per fornire assistenza nella compilazione delle domande di assegnazione provvisoria. Un supporto competente, professionale e sempre trasparente.

TUTTA LA DOCUMENTAZIONE A SUPPORTO

DOMANDE DOCENTI TRAMITE ISTANZE ON-LINE

IL RESTANTE PERSONALE IN MODALITA’ CARTACEA (ATA – IRC – PERS. ED)

Perché i diritti non si delegano: si conoscono, si esercitano e si difendono.


DOCUMENTI MOBILITA’ DI FATTO

Immissioni in ruolo 2025/2026: concorsi ordinari, straordinari e stabilizzazione per i docenti di religione cattolica

1. Quadro generale delle immissioni

Per l’anno scolastico 2025/2026, il Ministero ha avviato un piano articolato e atteso da anni che coinvolge:

  • Concorsi ordinari e straordinari per la scuola statale
  • Mini call veloce per il sostegno
  • Procedura straordinaria per i docenti di religione cattolica

FeNSIR esprime soddisfazione per l’avvio delle operazioni di immissione in ruolo sia su posto comune che su religione cattolica, considerandole una tappa fondamentale per il riconoscimento della stabilità professionale di migliaia di insegnanti.


2. Concorsi ordinari e straordinari – Scuola statale

  • Procedure digitali: l’intero processo avviene tramite la piattaforma Istanze OnLine:
    • Fase 1: scelta della provincia e della classe di concorso;
    • Fase 2: indicazione delle preferenze per le sedi.
  • Estensione delle classi di concorso: tra le integrazioni previste figura la A023 (italiano L2).
  • Mini call veloce per il sostegno: una procedura semplificata per i docenti in prima fascia GPS per coprire i posti residui sul sostegno.
  • Accettazione dell’incarico: le assegnazioni effettuate entro il 1° settembre devono essere confermate entro 5 giorni. La mancata risposta equivale a rinuncia automatica (DL 45/2025).

3. Immissione in ruolo dei Docenti di Religione Cattolica

  • Contingente completo assegnato: secondo le ultime informative, il contingente autorizzato – oltre 4.500 posti – sarà interamente utilizzato. Dopo oltre vent’anni di attesa, l’immissione in ruolo di migliaia di docenti di religione rappresenta un evento straordinario per il settore scolastico e sindacale.
  • Distinzione per ordine di scuola: il piano riguarda infanzia/primaria e secondaria, con graduatorie distinte e assegnazioni da completare entro il mese di agosto.
  • Idoneità ecclesiastica: resta vincolante il rilascio dell’idoneità da parte degli Ordinari diocesani per la firma del contratto.

4. Tutele economiche per i neoimmessi in religione

  • Assegno ad personam: come previsto dall’art. 1-ter della Legge 27/2006, i docenti di religione immessi in ruolo mantengono il netto percepito da incaricati annuali, tramite un assegno personale non riassorbibile.
  • Supporto operativo di FeNSIR: il sindacato ha predisposto un modello-decreto, nelle more che il Ministero predisponga la procedura informatizzata, da usare nelle segreterie scolastiche per applicare correttamente l’assegno. È fondamentale che il decreto sia allegato al contratto. FeNSIR invita i docenti a verificarne la presenza e a segnalare eventuali irregolarità e ritardi.

5. Azioni imminenti e aggiornamenti

  • Tavolo ministeriale dell’8 luglio 2025: FeNSIR ha preso parte all’incontro con il Ministero, finalizzato ad aggiornare sulle procedure, verificare lo stato delle graduatorie, discutere le riserve previste e pianificare le assegnazioni definitive.
  • Decorrenza degli incarichi: tutte le operazioni dovranno concludersi entro il mese di agosto, con presa di servizio il 1° settembre 2025.

🎙️ Dichiarazioni sindacali

Giuseppe Favilla, Segretario Generale FeNSIR, ha dichiarato:

“Sembra che finalmente si veda la luce in fondo al tunnel. Però siamo ancora in attesa, nella speranza che avvenga presto, della pubblicazione della graduatoria del concorso straordinario per la secondaria della Lombardia. Procedura terminata lo scorso 18 aprile ma ancora non definita. Siamo fiduciosi che l’Amministrazione non ci faccia lo scherzetto di pubblicarle talmente in ritardo da non permettere l’assunzione ai fini giuridici ed economici.”

Mariangela Mapelli, Segretaria Nazionale SAIR – Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione, aggiunge:

“Dopo quasi vent’anni di lotte sindacali e dibattiti politici, riflessioni territoriali e sui social, sembra finalmente arrivato il momento dell’assunzione in ruolo dei docenti di religione, almeno per una buona fetta dei precari storici. Non vogliamo però nemmeno dimenticare situazioni spiacevoli verificatesi durante la procedura concorsuale, che hanno visto mortificare, con l’attribuzione di punteggi bassissimi, i colleghi con molti anni di esperienza a fronte di una prova concorsuale dignitosa e completa. A questi colleghi non possiamo che esprimere la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Non è in quel momento, unico e di pochi minuti, che è stata misurata la professionalità, ma sono i lunghi anni di servizio, il sostegno agli alunni e alle famiglie, ai colleghi e, talvolta, anche ai dirigenti, che danno valore al lavoro di ciascuno. Auguri a tutti!”


✅ In sintesi

AreaTipologiaTempisticheNote
Scuola stataleConcorsi ordinari e call veloceFino al 1° settembreInclusa classe A023
Religione cattolicaProcedura straordinariaEntro agostoOltre 4.500 posti assegnati
Tutela economica (religione)Assegno ad personamAll’atto della firmaDa allegare al contratto

FeNSIR conferma il proprio impegno costante per un processo trasparente e regolare. Il sindacato continuerà a fornire supporto operativo e tutela contrattuale a tutti i docenti coinvolti nelle assunzioni 2025/2026, con uno sguardo particolare ai diritti economici e alla dignità professionale dei docenti di religione.

TFR e TFS nel comparto scuola: guida completa per chi termina un contratto o va in pensione

Nel mondo della scuola – come in tutta la Pubblica Amministrazione – quando un contratto termina o si va in pensione, spetta al lavoratore un compenso finale: si tratta del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) o del Trattamento di Fine Servizio (TFS).
Capire a quale tipologia si ha diritto, quali sono i tempi di pagamento e dove controllare lo stato della pratica è fondamentale per ricevere quanto spettante senza ritardi o confusioni.


TFR: cos’è, a chi spetta e quando si riceve

Il TFR è riconosciuto ai lavoratori del comparto scuola che hanno un contratto a tempo determinato, ad esempio:

  • Supplenze brevi
  • Incarichi fino al 30 giugno
  • Incarichi fino al 31 agosto

Per maturare il TFR, il contratto deve durare almeno 16 giorni lavorativi continuativi. L’importo è determinato accantonando annualmente il 6,91% della retribuzione lorda.

Esempio pratico:
Retribuzione lorda: €11.928
Accantonamento: 11.928 × 6,91% = €824,22 circa


Quando viene pagato il TFR?

Nel pubblico impiego, il pagamento del TFR non è immediato. Per chi ha avuto un contratto a termine con lo Stato, la liquidazione avviene dopo 12 mesi dalla cessazione del servizio, con un’ulteriore finestra di 3 mesi per il completamento del pagamento.

Superato questo termine, scattano gli interessi legali giornalieri per il ritardo.


Come controllare lo stato del TFR

È possibile monitorare l’avanzamento della pratica tramite:

  • Il portale NoiPA > Stipendiale > TFR
  • La sezione “Consultazione TFR” nell’area riservata NoiPA
  • Il sito INPS, tramite SPID/CIE/CNS

Cosa fare se non risulta nulla?

Se entro febbraio dell’anno successivo al termine del contratto il TFR non compare, è necessario inviare una richiesta tramite il portale NoiPA, specificando:

  • Area: Servizi stipendiali
  • Tematica: Servizi per il Comparto Scuola
  • Tipo di problema: Pagamenti e contratti personale docente non di ruolo

Allega sempre un documento di identità in corso di validità.


TFR e TFS: differenze per chi va in pensione

Chi cessa il servizio per pensionamento ha diritto a un compenso finale, ma non sempre si tratta di TFR. In molti casi, soprattutto nel pubblico impiego, la liquidazione finale si chiama TFS – Trattamento di Fine Servizio.

🔷 TFS (Trattamento di Fine Servizio)

  • Spetta ai dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato prima del 1° gennaio 2001.
  • È calcolato sulla base dell’ultima retribuzione utile, del tipo di rapporto e degli anni di servizio effettivamente prestati.
  • L’importo è rivalutato ogni anno fino alla liquidazione.
  • Può essere erogato in un’unica soluzione o in più rate, in base all’importo complessivo.
  • I tempi di pagamento possono arrivare fino a 24 mesi dopo la cessazione dal servizio.

Esempio pratico di calcolo del TFS:
Un dipendente pubblico con:

  • 20 anni di servizio effettivo
  • Retribuzione annua utile lorda: €28.000

Il TFS si calcola così:

  1. Si considera il 80% della retribuzione utile annua (secondo coefficiente massimo previsto per 20 anni):
    €28.000 × 80% = €22.400
  2. Si divide il risultato per 12 per ottenere la quota mensile:
    €22.400 ÷ 12 = €1.866,67
  3. Si moltiplica la quota mensile per il numero di anni:
    €1.866,67 × 20 = €37.333,40

Questo sarà l’importo lordo del TFS maturato (da rivalutare con interessi e da verificare secondo la normativa aggiornata per eventuali limiti di imponibilità e rateizzazione).


Chi ha avuto carriere miste: TFR + TFS

Molti lavoratori del comparto scuola hanno avuto una carriera mista, cioè:

  • Incarichi precari (supplenze, contratti a termine)
  • Seguiti da stabilizzazione (assunzione a tempo indeterminato)

In questi casi, è possibile maturare il TFR per i contratti precari e il TFS per la fase finale di carriera (se si rientra tra gli assunti prima del 2001 o non si è optato per il TFR).
Chi invece è stato stabilizzato dopo il 1° gennaio 2001, rientra integralmente nel regime TFR, anche per i periodi in ruolo.

ORARI ESTIVI e ASSISTENZA

Dal 7 luglio al 30 agosto 2025, i nostri orari subiranno variazioni:

🔹 Lunedì e Giovedì: aperti dalle 15:00 alle 18:00
🔹 Mattina: reperibilità solo su appuntamento previo contatto via whatsapp o sms.

Per informazioni e assistenza durante l’estate (assegnazioni, GPS, immissioni in ruolo, sedi ATA), puoi contattarci esclusivamente via WhatsApp (sarete richiamati!):

  • 📚 Docenti comune/sostegno: 351 316 0276
  • ✝️ Docenti di religione: 351 339 3163
  • 🏫 ATA: 327 064 9389
  • Consulenza generale 320 8937832

Per assistenza nelle domande di mobilità annuale, GPS e graduatorie varie, invieremo avviso a tempo debito.

Buona estate

La Segreteria Nazionale

Smartphone vietati a scuola: una scelta miope che ignora la pedagogia e mortifica la professionalità docente

Con la nota ministeriale del 16 giugno 2025, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha formalizzato il divieto pressoché totale dell’uso degli smartphone nelle scuole secondarie di secondo grado, richiamando il principio della “distrazione digitale” come nemico della concentrazione e del rispetto delle regole scolastiche.Un provvedimento che, seppur motivato da esigenze educative e disciplinari, solleva forti perplessità sia sul piano pedagogico che sindacale.

Un’occasione persa per una vera educazione digitaleDa un punto di vista pedagogico, questa decisione sembra ignorare una verità ormai consolidata: l’educazione al digitale non può passare attraverso la rimozione degli strumenti, ma attraverso il loro uso critico e consapevole.Proibire l’uso dello smartphone equivale a negare agli studenti l’opportunità di apprendere come e quando usarlo correttamente. La scuola dovrebbe essere il luogo dove si educa all’autonomia e alla responsabilità, non dove si perpetua un clima di sorveglianza e controllo totale.Le buone pratiche didattiche dimostrano che l’uso mirato e guidato del telefono può potenziare l’apprendimento: app educative, ricerche online, attività di coding, fruizione di contenuti multimediali. Con questo divieto, si sceglie di chiudere la porta al futuro.

Una lesione dell’autonomia professionale dei Docenti sul piano sindacale, il provvedimento rappresenta una pericolosa interferenza nell’autonomia didattica degli insegnanti, ai quali viene di fatto negata la possibilità di decidere se e come integrare il digitale nei propri percorsi formativi.Il MIM impone una norma dall’alto, omogenea e cieca alle differenze tra indirizzi, contesti e stili educativi. Un gesto che tradisce un’idea centralista e burocratica di scuola, dove i docenti sono esecutori di regole calate dall’alto, non professionisti della pedagogia capaci di scegliere i metodi migliori per le proprie classi.Il contratto collettivo riconosce il valore dell’autonomia professionale. Con questa misura, lo Stato si arroga un potere che non gli spetta, svuotando il patto educativo tra scuola, studenti e famiglie.

Alternative educative più mature e condivise Invece del divieto, serviva una cornice di regolazione flessibile e responsabilizzante, capace di:Valorizzare il ruolo dei consigli di classe nel definire l’uso degli strumenti digitali.Incentivare progetti di educazione civica digitale.Prevedere la formazione del personale sulla gestione consapevole della tecnologia in aula.Avviare percorsi di “patentino digitale” per gli studenti, in collaborazione con le famiglie.

La posizione di FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca

Come sindacato FENSIR, esprimiamo forte dissenso nei confronti di un provvedimento che non solo indebolisce la funzione educativa della scuola, ma svilisce anche la professionalità docente. Riteniamo che la scuola non debba essere un ambiente repressivo, ma un luogo dove si educa alla cittadinanza anche digitale. Chiediamo:Il rispetto pieno dell’autonomia didattica dei docenti; Un reale coinvolgimento delle comunità scolastiche nelle scelte educative;Politiche formative anziché repressive;Un rilancio della scuola come spazio di innovazione e responsabilità condivisa.

Una scuola che vieta non educa: serve fiducia, non divieti!

Il divieto generalizzato degli smartphone in aula non è la risposta ai problemi educativi del nostro tempo. È un riflesso di sfiducia verso gli studenti e verso i docenti. La scuola ha bisogno di risorse, formazione e dialogo, non di decreti punitivi.

FENSIR continuerà a battersi per una scuola viva, capace di educare senza reprimere, moderna ma umana, e saldamente fondata sulla professionalità dei suoi lavoratori.

https://www.mim.gov.it/documents/20182/7975243/m_pi.AOODPIT.REGISTRO+UFFICIALE%28U%29.0005274.11-07-2024.pdf/bc4c9df9-c36f-aa79-d582-e0903ac162e3?version=1.0&t=1720722711827

Organico insegnanti di religione cattolica in calo per il 2025/2026: si parla anche del concorso ordinario, prova scritta attesa a luglio

Il 17 giugno 2025, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, si è svolto un incontro di informativa sindacale con i sindacati rappresentativi incentrato sull’organico degli insegnanti di religione cattolica per l’anno scolastico 2025/2026.

Dall’analisi fornita, emerge un ulteriore ridimensionamento dei posti disponibili. Rispetto all’anno precedente, si registrano cali nei seguenti ordini scolastici: -39 posti nella scuola dell’infanzia, -113 nella primaria e -25 nella secondaria di primo grado. Solo nella scuola secondaria di secondo grado si prevede un lieve aumento, pari a +23 posti.

Il totale complessivo dei posti disponibili per il prossimo anno scolastico sarà di 23.792, così ripartiti:

  • Infanzia: 2.324 posti
  • Primaria: 10.502 posti
  • Secondaria di I grado: 4.187 posti
  • Secondaria di II grado: 6.779 posti

Come da normativa vigente, le dotazioni organiche regionali sono fissate nel limite del 70% dei posti complessivamente istituiti. Ciò si traduce, per l’anno scolastico 2025/2026, in un contingente di 16.654 unità, segnando una contrazione di 108 posti rispetto al 2024/2025.

Durante l’incontro, secondo indiscrezioni, si sarebbe anche discusso dell’attesa prova scritta del concorso ordinario per insegnanti di religione cattolica, il cui svolgimento sarebbe previsto intorno alla metà di luglio. Si auspica che queste informazioni vengano confermate ufficialmente a breve dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

A commentare la situazione è Mariangela Mapelli, segretaria del SAIR (Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione), che ha dichiarato:

“Come era prevedibile, anche l’organico degli insegnanti di religione sta subendo quanto accade per gli altri insegnamenti. Il calo demografico, seppur in modo meno evidente su scala nazionale, inizia a farsi sentire, colpendo prima di tutto la scuola primaria. Al momento non ci sono motivi di allarme, ma è necessario avviare un percorso di stabilizzazione del personale IRC: mantenere il 30% dei docenti con contratto a tempo determinato non aiuta certo a risolvere il problema del precariato.”

Il calo delle nascite e la conseguente riduzione della popolazione scolastica continuano dunque ad avere ricadute anche sul personale docente di religione, rafforzando la necessità di una strategia a lungo termine per garantire continuità didattica e tutela occupazionale.

Concorso IRC, silenzio imbarazzante sulle graduatorie: pubblicazione ancora ferma a due mesi dalla fine delle prove orali

A oltre due mesi dalla conclusione delle prove orali per il concorso straordinario degli insegnanti di religione cattolica nella scuola secondaria (DD 1328 del 29/05/2024), in Lombardia non si ha ancora notizia della pubblicazione delle graduatorie regionali, suddivise per diocesi, come previsto dal bando. Un ritardo che inizia ad assumere contorni grotteschi e che rischia di compromettere il corretto svolgimento delle successive fasi di immissione in ruolo.

A sollevare con forza la questione è la FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca, insieme al sindacato federato SAIR, che in data 17 giugno 2025 ha protocollato una formale istanza di accesso agli atti presso l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia. Le organizzazioni sindacali chiedono di ottenere copia delle graduatorie predisposte, dei verbali delle commissioni, delle schede di valutazione e – fatto ancora più significativo – di tutti gli atti interni che possano aver causato il blocco della pubblicazione.

Durissima la presa di posizione del segretario generale nazionale FENSIR, prof. Giuseppe Favilla, lui stesso concorrente della procedura:

“Il numero di coloro i quali hanno presentato la domanda è stato di 848 candidati, sappiamo che alcuni hanno rinunciato e non si sono presentati. Parliamo di colleghi e colleghe alle soglie della pensione. Le due commissioni hanno avuto tutto il tempo per redigere l’unica graduatoria regionale, per poi con un semplice filtro dividerla per diocesi… perché tutto questo ritardo, a quale vantaggio?
Sicuramente è vero che ci sono ancora oltre due mesi prima della presa di servizio, ma i colleghi e le colleghe devono avere il tempo di controllare, anche con gli stessi sindacati, la correttezza dei punteggi assegnati al servizio e ai titoli. Ridursi all’ultimo giorno e a ben quattro mesi dopo la fine della procedura crediamo che questa si tratta sì di cattiva amministrazione della cosa pubblica e per lo più a discapito proprio dei lavoratori della scuola, precari endemici dell’istruzione.”

Alle sue parole si aggiunge il commento della prof.ssa Mariangela Mapelli, segretaria nazionale del SAIR:

“Sappiamo benissimo anche del malcontento di alcuni colleghi e alcune colleghe riguardo la valutazione ottenuta in sede d’esame, ma sappiamo benissimo che la valutazione orale, nonostante le griglie di valutazione già predisposte, è qualcosa di immediato e difficilmente si può renderlo oggettivo. Nessun ricorso, dopo un lungo confronto con i colleghi malcontenti, è stato predisposto!
Piuttosto abbiamo incoraggiato i nostri colleghi lombardi: qualunque fosse stata la loro posizione in graduatoria, nell’arco di pochi anni, i più giovani di servizio – cioè a dire i semplici triennalisti – saranno in ruolo. Parliamo di massimo 10 anni, salvo drastiche riduzioni dell’organico. Ed è sempre meno tempo trascorso di chi a settembre sarà in ruolo dopo quasi 30 anni.
Nella fase di pubblicazione staremo ancora vicino ai nostri colleghi per il controllo dei punteggi attribuiti e che possono già controllare sui siti della FENSIR e del Nuovo SAIR.”

La situazione si inserisce in un clima generale di incertezza e malcontento, in cui la trasparenza e la tempestività dell’azione amministrativa sembrano essere state abbandonate. Le organizzazioni sindacali attendono ora una risposta formale dall’USR Lombardia entro i termini di legge. Ma il messaggio politico è già chiaro: non si può continuare a giocare con il destino professionale di centinaia di docenti, in attesa di una risposta che, a questo punto, non è solo burocratica, ma anche profondamente etica.

ACCESSO AGLI ATTI PRESSO USR LOMBARDIA

RICEVUTA PROTOCOLLAZIONE

Esami di Stato 2025, al via le operazioni: plenaria e compensi. Possibile anticipo per i commissari fuori sede

Lunedì 16 giugno 2025 segna ufficialmente l’inizio degli Esami di Stato con la riunione plenaria delle commissioni. Un passaggio fondamentale non solo per stabilire l’organizzazione interna dei lavori, ma anche per la regolarizzazione degli aspetti amministrativi, tra cui la definizione dei compensi spettanti a presidenti e commissari.

Durante l’incontro vengono compilati i moduli con i dati anagrafici, fiscali e logistici del personale scolastico, necessari per il successivo pagamento da parte del Ministero. Si tratta di un passaggio cruciale anche per chi, in determinate condizioni, può richiedere un anticipo fino al 50% del compenso totale spettante.


🔍 Chi può chiedere l’anticipo del 50%?

La normativa prevede che presidenti e commissari in servizio fuori dal proprio comune di residenza o di lavoro, che impiegano più di 30 minuti per raggiungere la sede d’esame, possano fare domanda per ricevere un anticipo del 50% del totale spettante.

Questa misura è pensata per sostenere i docenti che devono sostenere spese anticipate per spostamenti, alloggi temporanei o altre necessità logistiche legate allo svolgimento degli esami.


💶 Compensi Esami di Stato 2025: tutte le voci

Il compenso per il personale coinvolto negli Esami di Stato è suddiviso in tre tipologie principali:


🟦 QUADRO A – Funzione svolta

Il compenso base varia a seconda del ruolo ricoperto all’interno della commissione:

RuoloImporto lordo
Presidente€ 1.249
Commissario esterno€ 911
Commissario interno€ 399

🟧 QUADRO B – Distanza dalla sede d’esame

A questo si aggiunge un’indennità legata alla distanza tra il luogo di residenza o di servizio e la sede d’esame. L’importo varia in base al tempo di percorrenza con i mezzi pubblici extraurbani più veloci.

Tempo di percorrenzaIndennità
Fino a 30 minuti€ 171
Tra 31 e 60 minuti€ 568
Tra 61 e 100 minuti€ 908
Oltre 100 minuti€ 2.270

🟨 QUADRO C – Esami preliminari

Per i commissari che partecipano agli esami preliminari dei candidati privatisti (o interni non ammessi regolarmente), sono previsti compensi aggiuntivi:

VoceImporto
Per ogni materia e candidato (interno o privatista)€ 15
Compenso massimo per i commissari che partecipano ai lavori preliminari del Consiglio di classe€ 840

📌 Come avviene il pagamento?

I compensi vengono erogati dal Ministero dell’Istruzione tramite accredito bancario, dopo la conclusione della sessione d’esame. Tuttavia, come già accennato, in determinate condizioni è possibile richiedere un acconto del 50%.

Il restante 50% viene liquidato alla fine dei lavori, una volta trasmessi i verbali conclusivi e tutta la documentazione amministrativa.

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