RICORSI

Docenti precari: il Tribunale di Milano riconosce il diritto alla Retribuzione Professionale Docenti. Il FENSIR protagonista della tutela

Il Tribunale di Milano – Sezione Lavoro, con sentenza del 6 novembre 2025 emessa dalla dott.ssa Francesca Saioni, ha accolto il ricorso presentato da un docente precario della scuola statale, riconoscendo il suo diritto a percepire la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) per tutto il periodo di servizio svolto tramite supplenze brevi.

La decisione – destinata a produrre effetti significativi per migliaia di supplenti che vivono la medesima condizione – condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento di 6.033,59 euro oltre agli interessi legali, oltre che alle spese di lite.

Una conferma: la RPD spetta anche ai supplenti brevi

La Giudice Saioni ha richiamato un consolidato orientamento giurisprudenziale, ribadendo che la RPD è un emolumento fisso e continuativo, parte integrante delle “condizioni di impiego” che non possono essere negate ai lavoratori a tempo determinato, in assenza di “ragioni oggettive” che giustifichino una disparità di trattamento rispetto ai docenti di ruolo o ai supplenti annuali.

Nella sentenza si evidenzia come le mansioni del docente ricorrente fossero identiche a quelle dei colleghi con contratti più lunghi o a tempo indeterminato, rendendo ingiustificabile la mancata corresponsione dell’emolumento. Tale posizione è perfettamente in linea con i principi della Direttiva Europea 1999/70/CE sulla parità di trattamento.

Il ruolo del FENSIR: una tutela sindacale efficace e determinata

Alla base del ricorso vi è stato il supporto del FENSIR, il sindacato che da anni si batte con determinazione contro le discriminazioni subite dal personale precario della scuola.

Il FENSIR, attraverso le sue strutture territoriali e i propri legali, ha:

  • elaborato i conteggi allegati al ricorso;
  • sostenuto il docente durante tutto l’iter;
  • promosso un’azione che si colloca in un più ampio percorso nazionale volto al riconoscimento dei diritti economici e professionali dei supplenti.

Questa sentenza rappresenta dunque una vittoria del sindacato e, più in generale, una conferma dell’importanza della sua iniziativa nel difendere la dignità lavorativa dei docenti temporanei. Il FENSIR si conferma tra i protagonisti più attivi nel far valere i diritti dei lavoratori del comparto scuola, colmando – anche in sede giudiziaria – le lacune di un sistema che troppo spesso penalizza chi garantisce quotidianamente la continuità didattica.

Una decisione che apre la strada ad altri ricorsi

Il Tribunale ha ribadito che negare la RPD ai supplenti brevi configura una discriminazione non solo rispetto ai docenti di ruolo, ma perfino rispetto ai colleghi con altre tipologie di contratti a tempo determinato.

Per questo motivo, la pronuncia milanese si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai stabile e rappresenta un ulteriore passo avanti verso una piena equiparazione retributiva dei precari.

ADERISCI AL RICORSO


Carta Docente anche ai precari: importante vittoria FENSIR davanti al Tribunale di Locri

INuova e significativa affermazione in sede giudiziaria per i docenti a tempo determinato.
Il Tribunale di Locri – Sezione Lavoro, con sentenza n. 2160/2025, ha riconosciuto il diritto alla Carta del Docente anche ai precari della scuola, accogliendo integralmente il ricorso patrocinato dalla FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca, difeso dall’Avv. Attilio Piacente, e condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito all’attribuzione del bonus formativo di 500 euro per ciascun anno scolastico 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per un totale di 2.000 euro, oltre interessi e rivalutazione. tt. Rodolfo Valentino Scarponi**, ha ritenuto che l’esclusione dei docenti con contratto a tempo determinato dal beneficio economico previsto dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 (“Buona Scuola”) sia ingiustificata, discriminatoria e contraria ai principi costituzionali e al diritto europeo.

Richiamando le più recenti pronunce della Corte di Cassazione (sent. n. 29961/2023) e della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (causa C-268/2024), il Tribunale ha ribadito che non può esservi alcuna distinzione tra docenti di ruolo e non di ruolo quando si tratta di garantire la formazione continua e l’aggiornamento professionale, elementi essenziali per la qualità del sistema scolastico.

“La formazione – si legge nella motivazione – costituisce un diritto fondamentale e una leva strategica per lo sviluppo della professionalità docente. La Carta del Docente non può essere riservata ai soli insegnanti a tempo indeterminato, poiché la prestazione lavorativa e le finalità educative sono identiche per tutti i docenti, indipendentemente dal tipo di contratto.”

Il Tribunale ha condannato il MIM non solo all’attribuzione della Carta Docente per quattro annualità, ma anche al pagamento delle spese processuali, riconoscendo pienamente le ragioni sostenute dai legali della FENSIR.


💬 Dichiarazione del Segret Giuseppe Favilla

“Questa sentenza rappresenta un ulteriore passo avanti nella tutela dei diritti del personale precario – sottolinea Giuseppe Favilla, Segretario Generale della FENSIR –.
È una decisione che ristabilisce giustizia e coerenza, ponendo fine a una disparità di trattamento che per anni ha penalizzato migliaia di insegnanti, pur impegnati ogni giorno con la stessa responsabilità, la stessa passione e la stessa professionalità dei colleghi di ruolo.
La Carta del Docente non è un privilegio, ma uno strumento di crescita e aggiornamento che deve essere riconosciuto a tutti coloro che contribuiscono al funzionamento della scuola pubblica italiana.
Ringraziamo i nostri legali per l’ottimo lavoro svolto e rinnoviamo l’impegno della Federazione nel proseguire questa battaglia di equità, affinché la formazione e la valorizzazione del personale diventino principi realmente universali nel mondo dell’istruzione.”


📣 Informazioni per i docenti interessati

La FENSIR invita tutti i docenti a tempo determinato che non hanno ancora percepito la Carta del Docente a valutare la possibilità di aderire ai nuovi ricorsi in via collettiva.
📩 Per informazioni, assistenza e adesioni è possibile scrivere a: ricorsi@fensir.it

Tutor dell’orientamento scuola secondaria di II grado: dopo 60 giorni dalla conclusione dell’anno scolastico i fondi non sono ancora arrivati alle scuole

Sono trascorsi ormai sessanta giorni dalla conclusione dell’anno scolastico 2024/2025, ma le risorse economiche destinate ai docenti tutor dell’orientamento e agli orientatori non risultano ancora accreditate sui conti delle istituzioni scolastiche.
Un ritardo che sta generando crescente malcontento tra i docenti coinvolti, che attendono da mesi il pagamento di un compenso maturato dopo un anno di intenso lavoro a supporto degli studenti nei percorsi di orientamento.

Un compenso importante, ancora bloccato

Il ruolo del tutor e dell’orientatore è stato introdotto con l’obiettivo di rafforzare il legame tra scuola e mondo del lavoro, accompagnando gli studenti nelle scelte formative e professionali. Si tratta di figure chiave del nuovo impianto orientativo previsto dal Ministero, che hanno dedicato tempo e professionalità a incontri, colloqui individuali, analisi dei profili e rapporti con le famiglie.

Tuttavia, a oggi, nonostante le attività si siano concluse regolarmente già a giugno, i fondi specifici per remunerare i tutor e gli orientatori non sono ancora stati trasferiti alle scuole.
Le segreterie, di conseguenza, non possono procedere alla liquidazione dei compensi, che in molti casi rappresentano un’integrazione economica significativa — anche di diverse migliaia di euro — a fronte di un impegno aggiuntivo rispetto al normale orario d’insegnamento.

Cresce l’esasperazione tra i docenti

In molte province, i tutor hanno espresso forte delusione per la mancanza di comunicazioni ufficiali e di tempistiche certe.
Il ritardo, spiegano diversi dirigenti scolastici, non dipende dalle scuole, ma dall’assenza dell’accredito dei fondi da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Ciò crea un corto circuito amministrativo che, ancora una volta, scarica sul personale scolastico le conseguenze di lentezze burocratiche e ritardi nei trasferimenti.

La posizione della FENSIR

La FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca ha annunciato che inoltrerà una formale diffida al Ministero dell’Istruzione e del Merito, chiedendo l’immediato sblocco delle risorse e il pagamento dei compensi ai docenti tutor e orientatori.
Secondo la Federazione, non è accettabile che, dopo due mesi dalla fine dell’anno scolastico, chi ha portato avanti con serietà e dedizione un progetto nazionale non abbia ancora ricevuto quanto dovuto.

La FENSIR ricorda che i fondi sono già stati stanziati e devono essere tempestivamente trasferiti alle scuole, per evitare ulteriori ritardi che rischiano di compromettere la credibilità delle politiche di orientamento e di demotivare i docenti impegnati nel progetto.

Dopo il PNRR: un futuro incerto per il progetto

Va ricordato che l’intero impianto del progetto di orientamento scolastico e la figura del tutor si fondano, almeno in questa fase, sui finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Tali risorse, tuttavia, sono a termine: una volta esauriti i fondi europei, al momento non esiste una chiara previsione di copertura strutturale a livello nazionale.
Ciò significa che, senza un rifinanziamento stabile da parte dello Stato, il progetto rischia di non avere continuità e di interrompersi proprio quando cominciava a produrre risultati positivi nelle scuole.

Gli investimenti sulla scuola, inoltre, continuano a essere limitati, come confermato anche dalle ultime previsioni della legge di bilancio, che non prevedono incrementi significativi per il personale né per l’ampliamento dei progetti didattici.
Il rischio concreto è che l’orientamento rimanga un’iniziativa temporanea, destinata a dissolversi con la fine dei fondi PNRR, anziché diventare una componente stabile del sistema educativo.

Una questione di rispetto e di responsabilità

Il lavoro dei tutor e degli orientatori rappresenta una delle innovazioni più significative introdotte nella scuola italiana negli ultimi anni.
Tuttavia, la mancanza di puntualità nei pagamenti e l’incertezza sul futuro del progetto rischiano di minarne il valore, generando sfiducia e scoraggiamento tra i docenti coinvolti.
Garantire la regolarità dei compensi e la continuità delle iniziative non è solo una questione amministrativa, ma un atto di rispetto verso chi ha contribuito a rendere concreto il nuovo modello di orientamento previsto dal Ministero.

Milano, vittoria FENSIR sulle ferie dei docenti precari: condannato il Ministero all’indennità sostitutiva

Il Tribunale di Milano – Sezione Lavoro ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito, insieme all’USR Lombardia e all’AT Milano, a pagare a un docente a tempo determinato l’indennità sostitutiva per ferie maturate e non godute pari a € 2.428,11, oltre interessi legali e spese di lite per € 1.314,00. La decisione è provvisoriamente esecutiva. 10279619s

La sentenza (udienza 23 ottobre 2025) ribadisce che i docenti a tempo determinato non possono essere considerati automaticamente in ferie nei periodi di sospensione delle lezioni; l’Amministrazione deve informare in modo adeguato e invitare formalmente il lavoratore a fruirne, altrimenti è dovuta la monetizzazione delle ferie non godute.

Il ricorso è stato patrocinato dalla FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca e seguito dagli Avv. Mascheretti e Mezzasalma. 10279619s

Giuseppe Favilla, Segretario Generale FENSIR:
“Siamo estremamente soddisfatti del risultato ottenuto dai nostri legali. Questa decisione, arrivata a Milano, conferma un principio fondamentale: i diritti alle ferie dei docenti precari vanno rispettati e non possono svanire per mere prassi amministrative. Continueremo a difendere in ogni sede la dignità del lavoro nella scuola.”

La motivazione richiama l’orientamento della Cassazione e della CGUE: niente perdita automatica del diritto alle ferie e dell’indennità senza prova che il datore abbia messo il lavoratore nelle condizioni di fruirne con informazione chiara e tempestiva.


Vuoi aderire? Promuoviamo nuovi ricorsi

La FENSIR sta raccogliendo nuove adesioni per azioni analoghe a tutela dei docenti a termine.
📩 Scrivi a ricorsi@fensir.it (oggetto: “Ricorso ferie non godute – Milano”).
Nella mail indica: tipologia di incarico, anni scolastici interessati, scuola/e e recapiti.

Per casi simili (indennità ferie e festività soppresse) valgono gli stessi principi affermati in giurisprudenza.

Il Tribunale di Palermo riconosce il bonus da 500 euro e le ferie non godute ai docenti precari, nuova vittoria dei legali della Fensir

Il Tribunale di Palermo, con sentenza del 23 ottobre 2025, ha accolto integralmente il ricorso promosso da una docente precaria, patrocinata dagli avvocati Rossella Galluzzo e Filippo Rancatore e assistita dal sindacato FENSIR, contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il giudice del lavoro, dott. Giuseppe Tango, ha dichiarato il diritto della docente a ricevere la Carta del Docente del valore di 500 euro annui anche per il personale a tempo determinato, in applicazione della normativa europea e della recente giurisprudenza della Cassazione (sent. n. 29961/2023).

Il Tribunale ha inoltre condannato il Ministero al pagamento di €7.256,11 per ferie maturate e festività soppresse non godute negli anni di servizio precario, oltre interessi legali, e al rimborso delle spese legali.

Questa decisione conferma che i docenti precari svolgono le stesse mansioni dei colleghi di ruolo e non possono essere discriminati nei diritti economici e formativi.

Giuseppe Favilla, Segretario Generale FENSIR e Reggente SADOC, ha espresso grande soddisfazione:
“Si tratta di una sentenza che restituisce dignità e giustizia a migliaia di insegnanti precari. Ancora una volta i tribunali riconoscono ciò che il buonsenso e il principio di uguaglianza impongono: chi lavora nella scuola con impegno e professionalità deve avere gli stessi diritti dei colleghi di ruolo. FENSIR continuerà a sostenere il personale precario in tutte le sedi, fino a quando non sarà assicurata una piena parità di trattamento.”

FENSIR invita tutti i docenti con contratti a tempo determinato a promuovere nuovi ricorsi per ottenere il riconoscimento della Carta Docente e delle ferie non retribuite.

📩 Per aderire ai nuovi ricorsi: scrivere a ricorsi@fensir.it

Importante vittoria al Tribunale di Vercelli per i docenti di religione: riconosciuta la Carta del Docente e il risarcimento per abuso di contratti a termine

Il Tribunale di Vercelli, con sentenza n. 404/2025 pronunciata dalla dott.ssa Patrizia Baici, ha accolto integralmente il ricorso patrocinato dagli avvocati Isabella Cuzzilla e Alessandra Gaido, con l’assistenza del sindacato FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca.

La decisione segna un nuovo e significativo successo nella battaglia per la tutela dei diritti dei docenti di religione e, più in generale, del personale scolastico precario.

Il giudice ha infatti riconosciuto:

  • il diritto dei docenti a tempo determinato a usufruire del bonus di 500 euro annui previsto dalla Carta elettronica del docente anche per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023;
  • la condanna del Ministero dell’Istruzione e del Merito al risarcimento del danno per l’abusiva reiterazione dei contratti a termine, nella misura di sei mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.

Il Tribunale ha richiamato le recenti sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione, che hanno confermato il principio di parità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato, ribadendo il diritto alla formazione e agli stessi strumenti di aggiornamento professionale per tutti i docenti.

“È un risultato importante che conferma la bontà delle nostre battaglie a tutela dei precari e in particolare dei docenti di religione – dichiara la Segretaria Nazionale del SAIR, Mariangela Mapelli –. Ancora una volta la giustizia riconosce i diritti di chi lavora ogni giorno con impegno e professionalità nella scuola italiana.”

La Segreteria Nazionale del SAIR, all’interno della FENSIR, esprime grande soddisfazione per questo nuovo successo e invita tutti i docenti che si trovano in situazioni analoghe a promuovere nuovi ricorsi per ottenere quanto spettante per legge.

📩 Per informazioni e adesioni ai ricorsi, è possibile contattare la Segreteria Nazionale FENSIR–SAIR all’indirizzo e-mail: ricorsi@fensir.it

Nuovi ricorsi 2025-2026: opportunità per i docenti e il personale ATA/educativo

Il sindacato FENSIR invita tutto il personale della scuola (docenti, ATA, personale educativo) ad aderire ai recenti ricorsi per il recupero di diritti ancora non riconosciuti.

Quali sono i ricorsi attivi

Tra gli strumenti messi in campo troviamo:

  • Ricorso per la “Carta del Docente” (solo per chi non ha già presentato ricorso), per incarico al 31 agosto o al 30 giugno, oppure in ruolo, che intende recuperare gli ultimi cinque anni.
  • Ricorso per risarcimento del danno in caso di reiterazione di contratti a tempo determinato annuali (es.: 01/09-31/08).
  • Ricorso per mancata erogazione della RPD (Retribuzione Personale Docenti) e CIA (Compenso Individuale Accessorio) per il personale ATA, esteso a chi ha ottenuto un primo riconoscimento.
  • Ricorso per il riconoscimento del servizio militare, con conseguente attribuzione punteggio (es.: 12 punti docenti, 6 punti ATA) in alcuni casi.

Perché aderire subito

  • I costi: per molti di questi ricorsi non è richiesta alcuna anticipazione, salvo versamento del contributo unificato se dovuto e previo accordo tra le parti (per lo più anticipato dal sindacato, salvo accordi diversi). Il contributo unificato è una tassa che si versa per poter procedere con i ricorsi.
  • Scadenze: sono previste tre finestre annuali per la presentazione della documentazione: 31 dicembre, 30 aprile, 31 agosto (in caso di contratto di settembre dell’anno successivo).
  • Documentazione chiara e definita: 1. contratti a termine; 2. carta d’identità, codice fiscale; 3. Stato Matricolare richiesto alla scuola.

Come aderire

  1. Recupera la documentazione richiesta (contratti, stato matricolare in formato PDF).
  2. Compila il form online indicato: forms.gle/A8RuRSuF22UsLU1c8
  3. Invia i documenti in formato PDF all’indirizzo e-mail: ricorsi@fensir.it oppure invia copia cartacea tramite raccomandata semplice all’indirizzo: Via G. Carducci, 25 – 24127 Bergamo.

Ricorsi per ottemperanza sulla Carta del Docente

Il sindacato FENSIR segnala inoltre un ulteriore percorso: ricorsi di ottemperanza qualora il Ministero dell’Istruzione e del Merito non dovesse riconoscere gli arretrati della Carta del Docente.

Cosa significa “ricorso di ottemperanza”?

Si tratta di un procedimento legale che mira all’esecuzione forzata di una sentenza favorevole che il Ministero non ha ancora attuato. Se hai già ottenuto un provvedimento favorevole ma non hai ricevuto l’accredito, questo percorso è quello giusto. Per i ricorsi di ottemperanza compila questo modulo: https://forms.gle/GPcWtC4Bu9BpkZjJ7

A chi si rivolge

  • Docenti in ruolo e precari che hanno ottenuto sentenza favorevole inerente la Carta del Docente.
  • In particolare, docenti precari esclusi in precedenza dal beneficio e che oggi possono far valere il proprio diritto alla Carta.

Vantaggi e motivi urgenti

  • Il fatto che il Ministero non abbia ancora attuato l’obbligo riconosciuto dalla giustizia espone a interessi legali, mora e persino a possibili danni erariali.
  • Presentare un ricorso di ottemperanza può sbloccare l’accredito delle somme arretrate e costringere l’amministrazione all’adempimento.

Come aderire

Serve avere:

  • Sentenza favorevole già ottenuta;
  • Identificazione del beneficiario (docente)
  • Documentazione da allegare: decisione del giudice, copia documento identità, codice fiscale.
  • Affidarsi al sindacato FENSIR o ad uno studio legale convenzionato per valutare la procedura. Compila il Link: https://forms.gle/GPcWtC4Bu9BpkZjJ7

In sintesi

Se sei docente o personale della scuola, non restare a guardare: ci sono strumenti concreti e attivi per far valere i tuoi diritti.

  • I ricorsi generali 2025-2026 proposti da FENSIR offrono l’occasione di recuperare anni di servizio, compensi, benefici formativi.
  • I ricorsi di ottemperanza sulla Carta del Docente sono uno strumento essenziale per chi ha già ottenuto sentenze favorevoli ma non ha ancora ricevuto l’accredito.
    In entrambi i casi, l’azione tempestiva fa la differenza. Presenta la documentazione, aderisci al ricorso e fai valere ciò che ti spetta.

Sentenza sulla ricostruzione di carriera: la Cassazione riconosce l’anno 2013 solo ai fini giuridici. Resta il danno economico per migliaia di docenti e ATA

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10215/2024, pubblicata il 21 maggio 2025, ha posto un punto fermo sulla questione del riconoscimento dell’anno 2013 nella ricostruzione della carriera del personale scolastico. Il verdetto stabilisce che tale annualità deve essere riconosciuta esclusivamente ai fini giuridici, ma non ai fini economici, confermando la cosiddetta “sterilizzazione” operata dalla normativa emergenziale sul contenimento della spesa pubblica (D.L. 78/2010 e d.P.R. 122/2013).

Il danno è quantificabile

L’effetto concreto della decisione è una perdita economica media compresa tra i 2.000 e i 4.000 euro per ciascun docente o ATA coinvolto. Questo deriva dalle mancate differenze retributive, dal ritardo nel passaggio alle fasce stipendiali e dai riflessi sul trattamento di fine servizio.

La posizione della Fensir

Dura la reazione del Segretario Generale della Fensir, Giuseppe Favilla, che ha dichiarato:

“Quando la giustizia è cieca e cassa il diritto dei lavoratori, l’unica azione da fare è continuare a lottare.”

Favilla critica inoltre il fatto che la Corte abbia rimandato il possibile recupero dell’anno 2013 alla contrattazione collettiva:

“Demandare alla contrattazione una norma di legge non solo sembra strumentale, ma anche privo di senso. Ad oggi non sono riusciti a chiudere i sindacati rappresentativi un contratto degno di chiamarsi tale. Pensano di recuperare un intero anno sterilizzato con una contrattazione non prevista dalla normativa così come fu per il 2011 e 2012? Siamo presi ancora una volta in giro, anche dalla Suprema Corte.”

La strategia legale del sindacato

Il sindacato non intende rassegnarsi alla decisione della Cassazione e annuncia nuove azioni giudiziarie:

“Chiederemo ai giudici del lavoro se è corretto rinunciare obbedienti e fedeli al nostro diritto di lavoratori e di quanto ci è stato sottratto in nome di una spending review voluta dalla casta.”

Il nodo della disparità

Il vero nodo resta la scissione tra il riconoscimento giuridico e quello economico dell’anzianità. L’anno 2013 viene sì riconosciuto per concorsi, mobilità e graduatorie, ma non comporta alcun effetto stipendiale. Ciò si traduce in un ritardo di un anno nella progressione economica, con ripercussioni su tutta la carriera.

Conclusione

La sentenza, seppur chiara sotto il profilo normativo, lascia irrisolto il danno concreto per una categoria già penalizzata. Serve ora una risposta non solo giuridica, ma anche politica e contrattuale, capace di ristabilire un principio di equità sostanziale nei confronti dei lavoratori della scuola.

RPD anche ai precari: due sentenze confermano il diritto. La Fensir: “Giustizia per chi lavora, senza distinzioni contrattuali”

Due Tribunali. Due sentenze. Un principio comune: nessuna discriminazione salariale tra docenti a tempo determinato e indeterminato. Le recenti pronunce dei Tribunali di Udine (n. 697/2023) e Latina (n. R.G. 319/2024) hanno riconosciuto il diritto alla Retribuzione Professionale Docenti (RPD) anche al personale precario, sottolineando l’illegittimità di trattamenti economici differenziati a parità di mansioni svolte.

Una svolta giuridica che segna un passo decisivo nella battaglia per l’equità nel mondo scolastico, portata avanti con determinazione dal sindacato Fensir, da anni in prima linea nella difesa dei diritti del personale docente e ATA con contratti a termine.

Due tribunali, stesso principio: il lavoro ha lo stesso valore, sempre

A Udine, il giudice ha condannato il Ministero dell’Istruzione al pagamento di € 7.401,05 a favore di un docente precario, affermando che:

“Anche per i supplenti temporanei si pongono le medesime finalità di valorizzazione della funzione docente e di riconoscimento del ruolo svolto dagli insegnanti, in ragione delle quali il trattamento accessorio è stato istituito.”

A Latina, pochi mesi dopo, un’altra docente precaria ha ottenuto giustizia. Il Tribunale ha accolto il ricorso patrocinato dall’avv. Giovanni Battista Mascheretti, legale del Fensir, condannando il Ministero al pagamento di € 1.580,55. In questa occasione, il giudice ha sottolineato:

“La contrattazione collettiva non fa alcuna differenza tra docenti con supplenze brevi e saltuarie, docenti incaricati fino al 30 giugno o 31 agosto e docenti di ruolo. […] Non appare possibile desumere l’esclusione della corresponsione della RPD al lavoratore che svolga supplenze per brevi periodi.”

Fensir: “Una battaglia di civiltà. E non ci fermeremo qui”

Per il Segretario Generale del Fensir, Giuseppe Favilla, queste decisioni rappresentano una svolta che dà voce a un’ingiustizia annosa:

“La sentenza mette in risalto la profonda ingiustizia ancora una volta perpetrata nei confronti del personale precario effettuando una differenza di trattamento tra persone che svolgono professionalmente lo stesso identico servizio: siamo pronti ad impugnare in ogni tribunale d’Italia e debellare questa ingiustizia”.

Anche l’avv. Giovanni Battista Mascheretti, legale della Fensir e difensore in entrambe le cause, ha dichiarato:

“Una sentenza importante che sottolinea la necessità di trovare una soluzione legislativa, ma finché tale soluzione non sarà trovata è nostro dovere professionale difendere il personale supplente, docente o ATA, nell’ottenimento di un diritto oggettivo qual è la parità di trattamento salariale”.

Un segnale concreto per migliaia di lavoratori precari

Le due sentenze non hanno valore di precedente vincolante, ma rappresentano un forte segnale giurisprudenziale: un invito alla coerenza e al rispetto dei principi europei sul lavoro, che vietano disparità di trattamento non oggettivamente giustificate.

In un sistema scolastico che si regge sempre più spesso sul contributo dei supplenti brevi, è inaccettabile che il contratto diventi lo strumento per giustificare un trattamento economico differente a fronte di identiche responsabilità, impegno e competenze.

Fensir: tutela, supporto, azione

Il sindacato Fensir conferma il proprio impegno concreto accanto a docenti e personale ATA precari. Attraverso un’articolata rete legale e sindacale, il Fensir sostiene ricorsi individuali e collettivi in tutta Italia per affermare un principio semplice ma rivoluzionario: lo stesso lavoro merita lo stesso riconoscimento.

Chi ha prestato supplenze brevi negli ultimi anni può aver diritto alla RPD. Il Fensir invita tutti i lavoratori interessati a contattare le sedi territoriali per una verifica gratuita della propria posizione.

Fensir denuncia ritardi nell’erogazione della Carta del Docente: “Inaccettabile l’inadempienza del Ministero”

Il Sindacato Fensir lancia l’allarme sui ritardi nell’erogazione della Carta del Docente, nonostante centinaia di sentenze favorevoli ottenute. Molti insegnanti attendono da oltre un anno l’accredito del bonus spettante, nonostante la notifica delle decisioni all’Amministrazione, in particolare agli Uffici Scolastici Regionali (USR) e al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).

Sentenze favorevoli, ma liquidazioni ferme

La Carta del Docente, istituita dalla legge 107/2015, garantisce un bonus annuale di 500 euro per la formazione e l’aggiornamento dei docenti di ruolo. Tuttavia, varie pronunce giudiziarie, tra cui quella del Consiglio di Stato n. 1842/2022, hanno stabilito che anche i docenti precari hanno diritto a questo beneficio. Nonostante ciò, le richieste continuano a rimanere inevase, generando una situazione di stallo che penalizza centinaia di lavoratori della scuola.

Il Ministero non adempie, aumentano i costi per l’Amministrazione

Secondo la Fensir, i ritardi nell’erogazione sarebbero legati a difficoltà burocratiche e all’assenza di un’efficace programmazione da parte del Ministero. In alcune realtà si sta già procedendo con ricorsi di ottemperanza per obbligare l’Amministrazione a rispettare le sentenze. Questi procedimenti, oltre a prolungare i tempi, stanno facendo lievitare i costi per lo Stato, che si trova costretto a risarcire anche le spese legali per l’inadempienza.

Favilla (Fensir): “Serve rispetto per la giustizia e i docenti”

Il Segretario Generale del Fensir, Giuseppe Favilla, esprime forte preoccupazione per la situazione:
“Siamo di fronte all’ennesima mancanza di attenzione verso la giustizia e verso chi ha ottenuto un diritto. È impensabile che, dopo 12 o 18 mesi dalla sentenza, il Ministero non abbia ancora adempiuto a quanto stabilito dal giudice.”

Il sindacato ribadisce la necessità di un intervento immediato affinché i docenti possano ricevere quanto loro spetta, evitando ulteriori contenziosi che appesantiscono il sistema giudiziario e i bilanci pubblici.

Fensir: “Serve una riforma strutturale e per tutti i docenti: la formazione è per tutti, senza limite temporale dei contratti”

Oltre alla richiesta di immediata esecuzione delle sentenze, il Fensir sottolinea la necessità di una riforma che garantisca l’accesso alla Carta del Docente a tutti gli insegnanti, senza discriminazioni tra personale di ruolo e precario, al 31 agosto, 30 giugno o supplenti. Solo così si potrà assicurare pari opportunità di formazione per l’intero corpo docente e la possibilità, per alcuni di potersi maggiormente specializzarsi a beneficio delle future generazioni.

Il sindacato invita il Ministero a rispettare le decisioni giudiziarie e a trovare una soluzione tempestiva per evitare un’escalation di ricorsi, che comporterebbe un’ulteriore perdita di tempo e di risorse pubbliche.

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