INSEGNATI DI RELIGIONE

FENSIR IN DIRETTA: giovedì 24 settembre la quarta puntata sulla formazione obbligatoria

Torna FENSIR IN DIRETTA – La scuola, senza giri di parole, il video-podcast settimanale della FENSIR dedicato all’informazione e all’approfondimento sui temi che riguardano il personale scolastico.

La quarta puntata, in programma giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18:30, sarà dedicata a un tema che continua a generare dubbi e interpretazioni diverse nelle scuole:

FORMAZIONE OBBLIGATORIA

Docenti e ATA: cosa è davvero obbligatorio?

A confrontarsi sul tema saranno Giuseppe Favilla, Segretario Generale FENSIR, e Leonardo Buffo, docente e RSU d’istituto. La formazione in servizio dei docenti di ruolo è definita dalla Legge 107/2015 come “obbligatoria, permanente e strutturale”, mentre il CCNL disciplina concretamente tempi, modalità e rapporto con le attività funzionali all’insegnamento.

Durante la diretta faremo chiarezza sulle cosiddette 40+40 ore previste dall’art. 44 del CCNL: fino a 40 ore per Collegio dei docenti, programmazione e attività connesse e fino a ulteriori 40 ore per Consigli di classe, interclasse, intersezione e GLO. Si tratta di limiti massimi, non di un monte ore che deve essere necessariamente esaurito.

Un focus particolare sarà dedicato al rapporto tra formazione e orario di lavoro: quando la formazione può rientrare nelle ore residue delle attività collegiali e quando, invece, le ore ulteriori devono essere remunerate attraverso il FMOF.

Parleremo inoltre dei cinque giorni annuali di formazione con esonero dal servizio, della formazione finanziata dal PNRR, della Carta del Docente, della formazione del personale ATA e degli obblighi specifici in materia di sicurezza sul lavoro, che devono svolgersi durante l’orario di lavoro e senza costi a carico del dipendente.

Come sempre sarà possibile intervenire attraverso la chat in diretta, ponendo domande e segnalando casi concreti.

Appuntamento giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18:30.

FENSIR IN DIRETTA
La scuola, senza giri di parole.

FENSIR IN DIRETTA – Giovedì 17 settembre la terza puntata: Assicurazione Sanitaria e art. 44 CCNL

Torna FENSIR IN DIRETTA – La scuola, senza giri di parole, il video-podcast settimanale della FENSIR dedicato ai temi più attuali del mondo della scuola.

La terza puntata andrà in diretta giovedì 17 settembre 2026 alle ore 18:30 e sarà dedicata all’articolo 44 del CCNL, con particolare attenzione alla partecipazione alle attività collegiali, alle 40+40 ore e alle modalità di svolgimento in presenza o a distanza.

Nel corso della puntata verranno approfondite anche le novità introdotte dalla Nota MIM n. 3803 del 30 giugno 2026, che disciplina gli aspetti tecnici e organizzativi delle riunioni collegiali a distanza, comprese quelle con carattere deliberativo.

Ampio spazio sarà riservato alle domande più frequenti: quali attività sono obbligatorie, quando è possibile partecipare online, quali riunioni possono essere svolte a distanza e quali restano escluse.

Nella seconda parte della diretta si parlerà anche della nuova assicurazione sanitaria integrativa per il personale scolastico, con un focus su destinatari, adesione, decorrenza, prestazioni e limiti della copertura.

A condurre la puntata sarà Giuseppe Favilla, Segretario Generale FENSIR, con la partecipazione di Mariangela Mapelli e Antonino Gullo.

Appuntamento giovedì 17 settembre alle ore 18:30.

FENSIR IN DIRETTA – La scuola, senza giri di parole.

Polizza sanitaria per il personale della scuola: dal 30 settembre 2026 parte la nuova copertura. FENSIR: «Una tutela in più, ma è importante conoscere bene prestazioni e limiti»

Oltre 1,2 milioni di lavoratori interessati. La copertura riguarda docenti, compresi gli insegnanti di religione cattolica, personale ATA ed educativo, dirigenti scolastici e personale del Ministero. Previsti grandi interventi chirurgici, gravi eventi morbosi, prevenzione, odontoiatria, implantologia, parto e non autosufficienza. FENSIR mette a disposizione una prima guida alle prestazioni.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato l’avvio della nuova polizza sanitaria integrativa destinata al personale della scuola, una misura di welfare che coinvolgerà oltre 1,2 milioni di dipendenti.

La gara, del valore complessivo di 320 milioni di euro per 48 mesi, è stata aggiudicata da Consip alla coassicurazione costituita da UniSalute S.p.A., Intesa Sanpaolo Protezione S.p.A. e Poste Assicura S.p.A.

La Guida al Piano sanitario per il Personale della Scuola e del Ministero – Edizione 2026 è già disponibile e consente finalmente di conoscere nel dettaglio le prestazioni effettivamente garantite.

Quando parte la polizza

Un elemento importante va chiarito subito: la copertura non decorre dalla data dell’annuncio ministeriale.

La documentazione contrattuale stabilisce che la polizza avrà efficacia dalle ore 00.00 del 30 settembre 2026 alle ore 24.00 del 29 settembre 2030. Il Piano opera sul territorio italiano e prevede, per gli assicurati in servizio, un limite di età di 71 anni.

Per le assunzioni o cessazioni intervenute durante l’anno, il Ministero comunicherà mensilmente le variazioni a UniSalute; la copertura decorrerà o terminerà, secondo le condizioni previste, dal primo giorno del mese successivo alla comunicazione.

Chi è coperto

La platea è particolarmente ampia e comprende:

  • dirigenti scolastici;
  • personale docente a tempo indeterminato;
  • docenti a tempo determinato con contratto annuale o fino al termine delle attività didattiche;
  • personale ATA a tempo indeterminato;
  • personale ATA a tempo determinato annuale o fino al termine delle attività didattiche;
  • personale educativo a tempo indeterminato e determinato;
  • personale dipendente e dirigente del MIM in servizio negli uffici centrali e periferici;
  • personale utilizzato, distaccato o comandato.

FENSIR sottolinea in particolare l’inclusione degli insegnanti di religione cattolica. La normativa ha espressamente chiarito che nella nozione di personale docente rientrano anche gli IdRC, superando ogni possibile dubbio interpretativo.

È inoltre significativo che siano ricompresi i precari con contratto al 30 giugno, e non soltanto il personale di ruolo o con contratto fino al 31 agosto.

Cosa copre realmente la polizza

Il massimale complessivo previsto dal Piano arriva a 600.000 euro per ogni annualità assicurativa e per ciascun assistito, ferma restando l’applicazione dei diversi sottomassimali stabiliti per le singole prestazioni.

Il Piano opera anche in presenza di malattie croniche, recidivanti o pregresse alla data di attivazione della polizza e comprende, tra le principali garanzie, grandi interventi chirurgici, ricoveri per gravi eventi morbosi, day hospital e day surgery, interventi chirurgici ambulatoriali, indennità da ricovero, parto, prevenzione odontoiatrica, implantologia, non autosufficienza permanente, prevenzione secondaria, tariffe agevolate e servizi di consulenza.

Per i grandi interventi chirurgici sono inoltre comprese, nei limiti previsti dal Piano, le prestazioni collegate effettuate nei 90 giorni precedenti e nei 90 giorni successivi al ricovero.

Alcune delle prestazioni più interessanti

Ricoveri e grandi interventi. Nelle strutture convenzionate il pagamento viene effettuato direttamente da UniSalute, con le franchigie o gli scoperti eventualmente previsti. Per i grandi interventi e i gravi eventi morbosi è previsto generalmente uno scoperto del 10%, con un massimo non indennizzabile di 4.000 euro per evento.

Indennità per ricovero nel SSN. In caso di ricovero con intervento chirurgico interamente a carico del Servizio sanitario nazionale, e qualora non vengano richiesti altri rimborsi collegati allo stesso ricovero, è prevista un’indennità di 50 euro al giorno, con franchigia di 5 giorni e per un massimo di 40 giorni per annualità assicurativa.

Parto. Il Piano prevede una copertura massima di 2.500 euro per il parto naturale e 4.000 euro per il parto cesareo, senza scoperto o franchigia entro il limite della fattura sanitaria.

Prevenzione odontoiatrica. È prevista annualmente una visita specialistica odontoiatrica e una seduta di igiene orale professionale, da effettuare contestualmente, con un massimale di 100 euro.

Implantologia. La copertura arriva a 2.400 euro per assistito per annualità, con un massimo di 600 euro per impianto e fino a quattro impianti all’anno.

Non autosufficienza permanente. In presenza dei requisiti previsti dal Piano è riconosciuto un rimborso delle spese sanitarie e socioassistenziali fino a 500 euro mensili per un massimo di quattro anni.

Sono previsti inoltre specifici programmi annuali di prevenzione cardiovascolare e, per gli over 40, programmi di prevenzione oncologica femminile e maschile, comprendenti, a seconda dei casi, visita ginecologica e Pap test, visita senologica con ecografia o mammografia, oppure visita urologica e PSA.

Come utilizzare la copertura

FENSIR richiama l’attenzione su un aspetto essenziale: prima di sostenere una spesa sanitaria è necessario verificare le condizioni previste dal Piano.

Per le prestazioni presso strutture convenzionate occorre normalmente ottenere la preventiva autorizzazione di UniSalute. Il pagamento viene quindi effettuato direttamente alla struttura, fatta salva l’eventuale quota a carico dell’assicurato.

Il ricorso a strutture non convenzionate non dà automaticamente diritto al rimborso. Per diverse garanzie è consentito soltanto quando nella provincia di residenza non siano disponibili strutture convenzionate e dopo averne ottenuto preventiva conferma dalla Centrale Operativa. In tali casi, inoltre, il Piano precisa che i ticket del Servizio sanitario nazionale non sono rimborsati.

Le pratiche potranno essere gestite attraverso l’Area clienti UniSalute e l’app UniSalute Up, dalle quali sarà possibile consultare le strutture convenzionate, effettuare le prenotazioni previste, verificare le prestazioni comprese nel Piano e trasmettere le richieste di rimborso.

FENSIR: «Un risultato importante, ma non va confuso con una copertura sanitaria senza limiti»

FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca valuta positivamente l’introduzione, per la prima volta su una platea così estesa, di uno strumento di assistenza sanitaria integrativa per il personale scolastico.

Occorre però dare ai lavoratori un’informazione corretta e trasparente.

Non siamo di fronte a una polizza che rimborsa indistintamente qualsiasi visita, esame diagnostico o spesa sanitaria privata. Le prestazioni sono quelle espressamente individuate dal Piano e sono soggette, a seconda dei casi, a massimali, sottomassimali, scoperti, franchigie, preventiva autorizzazione e utilizzo della rete convenzionata.

Per questo FENSIR ritiene indispensabile che, prima dell’effettiva entrata in vigore del 30 settembre 2026, tutto il personale riceva indicazioni operative semplici e uniformi sulle modalità di accesso, sull’attivazione della posizione assicurativa e sull’utilizzo delle singole garanzie.

«L’introduzione della polizza sanitaria rappresenta certamente un ampliamento delle tutele per chi lavora nella scuola. Come FENSIR vigileremo però sulla sua concreta applicazione, perché un diritto è realmente tale soltanto quando il lavoratore sa di averlo e può utilizzarlo senza ostacoli burocratici o informazioni poco chiare. Particolare attenzione dovrà essere garantita anche al personale precario, agli insegnanti di religione e a tutte le categorie espressamente ricomprese nella copertura.»

FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca
Unità nella specificità

ACCESSO ALLA REGISTRAZIONE: Questo è il link diretto: https://iam.pubblica.istruzione.it/iam-ssum/sso/login

Buon anno scolastico a tutta la comunità della scuola

In questo 1° settembre, giorno che segna per tanti l’inizio di un nuovo anno scolastico, desideriamo rivolgere, a nome della FeNSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca, un augurio sincero a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno fanno vivere la scuola italiana.

Un augurio particolare va ai docenti precari “storici”, a coloro che da anni attendono una risposta definitiva e continuano, nonostante l’incertezza, a mettere professionalità, competenza e passione al servizio degli studenti. Ogni settembre ricomincia per loro non soltanto un anno scolastico, ma troppo spesso anche l’attesa di una sede, di una nomina e di quella stabilità lavorativa che non può continuare ad essere rimandata.

A loro va il nostro impegno affinché il precariato non diventi una condizione permanente. La scuola italiana ha bisogno di continuità e la continuità passa necessariamente dalla stabilizzazione di chi da anni garantisce un servizio essenziale e di qualità.

Un augurio speciale va poi a tutti coloro che, proprio in questi giorni, entrano finalmente in ruolo. Dopo anni di studio, concorsi, graduatorie, attese e sacrifici, il 1° settembre rappresenta per molti l’inizio di una nuova fase professionale. Che possa essere vissuta con entusiasmo, consapevolezza e con la serenità che deriva dal vedere finalmente riconosciuto il proprio percorso.

E un caloroso benvenuto va a chi entra per la prima volta in una scuola da docente, iniziando una professione straordinaria e impegnativa. Insegnare significa certamente trasmettere conoscenze, ma soprattutto accompagnare persone in crescita, costruire relazioni, educare alla libertà, alla responsabilità e al rispetto.

Il nostro augurio si estende con la stessa convinzione a tutto il personale ATA, componente indispensabile della comunità scolastica. Collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, assistenti tecnici, DSGA e tutte le professionalità ATA garantiscono quotidianamente il funzionamento delle nostre istituzioni scolastiche e rappresentano un supporto fondamentale per studenti, famiglie, docenti e dirigenti.

Anche per il personale ATA resta centrale il tema della stabilità occupazionale, del riconoscimento professionale e della valorizzazione del lavoro svolto, troppo spesso dato per scontato nonostante sia essenziale per la vita quotidiana delle scuole.

La FeNSIR continuerà ad essere accanto a tutto il personale della scuola, di ruolo e precario, perché crediamo in una scuola nella quale nessuno debba sentirsi un lavoratore di serie B e nella quale alla qualità del servizio prestato corrispondano dignità, diritti e stabilità del lavoro.

L’auspicio con cui iniziamo questo nuovo anno scolastico è che possa finalmente aprirsi una stagione capace di affrontare seriamente il precariato e di offrire prospettive certe alle migliaia di lavoratrici e lavoratori che, anno dopo anno, permettono alla scuola italiana di funzionare.

A chi oggi prende servizio nella propria scuola, a chi cambia sede, a chi entra in ruolo, a chi comincia per la prima volta e anche a chi sta ancora aspettando una nomina, giunga il nostro più sincero:

Buon anno scolastico 2026/2027.

Che sia un anno di crescita, di soddisfazioni, di rispetto dei diritti e, soprattutto, di scuola vissuta come una vera comunità di persone.

Giuseppe Favilla
Segretario Generale FeNSIR

FeNSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca

IRC, assunzioni 2026/27. Favilla (FENSIR): «Una grave mancanza di serietà verso i docenti precari»

Solo 656 posti destinati allo scorrimento delle graduatorie straordinarie. Il Segretario generale della FENSIR denuncia l’insufficienza del piano e chiede il superamento del limite del 70% dell’organico di ruolo

Il decreto ministeriale n. 143 del 22 luglio 2026, relativo alle immissioni in ruolo degli insegnanti di religione cattolica per l’anno scolastico 2026/2027, conferma un quadro fortemente deludente per migliaia di docenti precari.

A denunciarlo è Giuseppe Favilla, Segretario generale della FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca, alla quale aderisce il SAIR – Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione.

«Ci troviamo ancora una volta di fronte a una grave mancanza di serietà nei confronti dei docenti di religione – dichiara Favilla –. Da anni si parla di stabilizzazione e di superamento del precariato, ma manca ancora una scelta politica realmente capace di intervenire alla radice del problema».

Una legge che mantiene strutturalmente il 30% dei posti fuori dall’organico stabile

Il problema non riguarda soltanto il contingente autorizzato per il prossimo anno scolastico. Alla base rimane la legge n. 186 del 18 luglio 2003, che determina la dotazione organica degli insegnanti di religione cattolica nella misura del 70% dei posti complessivamente funzionanti.

Una previsione che lascia strutturalmente il restante 30% al di fuori dell’organico stabile, alimentando ogni anno il ricorso ai contratti a tempo determinato.

«Sappiamo bene che il precariato non può essere cancellato con un semplice provvedimento – prosegue Favilla –. Ma è altrettanto evidente che una legge che mantiene ancora oggi il 30% dei posti di un’intera categoria fuori dall’organico di ruolo produce una disparità difficilmente giustificabile. Non è serio proclamare l’intenzione di sconfiggere il precariato e, contemporaneamente, conservare una norma che lo rende strutturale».

Per la FENSIR e il SAIR è quindi necessario superare il limite del 70% e portare progressivamente nell’organico stabile il 100% dei posti effettivamente funzionanti e necessari.

Il problema non può essere rinviato sostenendo che il fabbisogno degli insegnanti di religione sarebbe incerto o variabile. Questi docenti garantiscono da decenni un servizio continuativo nella scuola statale e, nella maggior parte dei casi, vengono confermati annualmente sugli stessi posti.

Europa e Cassazione: la reiterazione dei contratti non può essere normalizzata

La denuncia sindacale si inserisce in un quadro giuridico ormai consolidato.

La Corte di giustizia dell’Unione europea, con la sentenza del 13 gennaio 2022 nella causa C-282/19, si è pronunciata specificamente sull’utilizzo reiterato dei contratti a tempo determinato nei confronti degli insegnanti di religione cattolica, richiamando la necessità di misure effettive per prevenire e sanzionare gli abusi. Corte di giustizia dell’Unione europea

La Commissione europea ha inoltre contestato all’Italia l’insufficienza delle misure adottate per prevenire e sanzionare l’abuso dei contratti successivi a termine nel settore pubblico, comprendendo espressamente anche il personale della scuola.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18698 del 9 giugno 2022, ha riconosciuto che può configurarsi un abuso quando i rapporti annuali proseguono per oltre tre anni in assenza della regolare indizione dei concorsi, con il conseguente diritto del docente al risarcimento del danno cosiddetto eurounitario. Corte di Cassazione

Più recentemente, la Cassazione ha anche chiarito che la procedura straordinaria prevista per gli insegnanti di religione non costituisce, da sola, una misura automaticamente idonea a sanare l’abusiva reiterazione dei precedenti contratti a termine.

«Le istituzioni europee e la giurisprudenza nazionale hanno indicato chiaramente che il ricorso reiterato ai contratti a termine non può essere considerato una modalità ordinaria di gestione del personale – sottolinea Favilla –. Eppure, per gli insegnanti di religione, il precariato continua a essere programmato dalla stessa normativa».

Il decreto del 22 luglio: molti posti complessivi, ma soltanto 656 allo straordinario

Il decreto ministeriale n. 143 autorizza complessivamente 2.628 immissioni in ruolo:

  • 991 nella scuola dell’infanzia e primaria;
  • 1.637 nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Il numero complessivo potrebbe apparire significativo. Tuttavia, l’effetto delle compensazioni in favore del concorso ordinario riduce drasticamente le possibilità di scorrimento delle graduatorie straordinarie.

Dei 2.628 posti autorizzati:

  • 1.972 sono destinati al concorso ordinario;
  • soltanto 656 sono assegnati alla procedura straordinaria.

In particolare, allo straordinario restano appena 167 posti per infanzia e primaria e 489 per la secondaria. Numeri che dovranno essere ulteriormente ripartiti tra le regioni e, successivamente, tra le singole diocesi.

«Il decreto del 22 luglio conferma la fondatezza delle preoccupazioni espresse dalla FENSIR e dal SAIR – afferma Favilla –. Non bastano interventi numericamente appariscenti se poi, entrando nel merito della distribuzione, scopriamo che soltanto una parte minima dei posti produrrà un nuovo scorrimento delle graduatorie straordinarie».

Mapelli (SAIR): «In molte diocesi le graduatorie potrebbero non scorrere affatto»

Sulla gravità della situazione interviene anche Mariangela Mapelli, Segretaria nazionale del SAIR.

«I numeri definitivi confermano purtroppo le criticità che avevamo evidenziato. Dietro il dato complessivo delle 2.628 immissioni in ruolo c’è una realtà molto meno rassicurante per migliaia di docenti di religione che hanno partecipato alla procedura straordinaria».

La distribuzione territoriale rischia di ridurre ulteriormente la portata delle assunzioni. In diverse regioni, per infanzia e primaria, non è previsto alcun posto destinato allo straordinario. Anche nella secondaria i contingenti risultano estremamente contenuti.

«Parliamo di appena 167 posti per infanzia e primaria e 489 per la secondaria – prosegue Mapelli – che dovranno essere ulteriormente ripartiti tra le diverse diocesi italiane. È facilmente prevedibile che in molte diocesi lo scorrimento sarà estremamente ridotto e, in alcuni casi, potrebbe non esserci affatto».

Il SAIR precisa di non contestare i diritti dei vincitori del concorso ordinario, ma di ritenere inaccettabile che il recupero delle relative quote finisca per comprimere ancora una volta le possibilità di stabilizzazione dei docenti con molti anni di servizio.

«Questi insegnanti non sono arrivati oggi nella scuola italiana – sottolinea Mapelli –. Molti lavorano da dieci, quindici, vent’anni e oltre. Hanno atteso per più di vent’anni una procedura concorsuale e oggi rischiano di vedere la propria graduatoria muoversi di pochissime posizioni o addirittura rimanere ferma».

FENSIR e SAIR: «Serve una scelta politica, non piccoli scorrimenti annuali»

Secondo la FENSIR e il SAIR, il decreto rappresenta un avanzamento rispetto al lungo immobilismo del passato, ma non può essere presentato come la soluzione al precariato storico degli insegnanti di religione.

Il concorso straordinario è stato bandito per 4.500 posti. Tuttavia, per l’anno scolastico 2026/2027, soltanto 656 assunzioni saranno effettuate mediante lo scorrimento delle relative graduatorie.

«Questa è una manovra profondamente deludente – conclude Favilla –. Servono trasparenza e serietà: non basta comunicare il numero complessivo delle assunzioni senza spiegare quanti posti andranno realmente ai docenti storici dello straordinario. Occorre un intervento legislativo che superi il limite del 70%, porti progressivamente il 100% dei posti funzionanti nell’organico stabile e consenta un più rapido esaurimento delle graduatorie».

La FENSIR e il SAIR chiedono pertanto al Ministro dell’Istruzione e del Merito e al Governo:

  • il superamento della quota strutturale del 70% dell’organico di ruolo;
  • l’incremento dei posti destinati alle graduatorie straordinarie;
  • un piano pluriennale certo per il loro esaurimento;
  • una misura realmente efficace contro la reiterazione abusiva dei contratti a termine.

«Il tempo delle promesse è finito – conclude Favilla –. I docenti di religione con dieci, quindici o vent’anni di servizio non possono continuare a essere trattati come personale provvisorio. Il precariato non si combatte con piccoli scorrimenti annuali: si combatte modificando le norme che continuano ad alimentarlo».

Aumenti di stipendio e arretrati: cresce l’attesa del personale della scuola. Attenzione ai possibili errori di calcolo

Nonostante la firma definitiva della parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, migliaia di lavoratori della scuola continuano ad attendere l’accredito degli aumenti stipendiali e degli arretrati maturati dal 1° gennaio 2025.

Siamo ormai nel mese di luglio e, ad oggi, sul sistema NoiPA non risultano ancora disponibili gli importi che il personale attende da mesi. Le ipotesi più accreditate parlano di un’emissione straordinaria nel corso di luglio oppure di un accredito direttamente con il cedolino di agosto, ma al momento non esistono ancora comunicazioni ufficiali che consentano di individuare con certezza la data del pagamento.

Per il personale docente di posto comune, di sostegno e per il personale ATA, gli arretrati saranno determinati in funzione del profilo professionale, dell’anzianità di servizio e della fascia stipendiale di appartenenza.

I docenti e il personale ATA già in ruolo vedranno gli incrementi calcolati sulla posizione economica maturata nel tempo. Diversa è invece la situazione dei neoassunti, che essendo collocati nella fascia iniziale (fascia 0), percepiranno gli aumenti previsti per tale posizione fino alla maturazione della successiva progressione economica.

Si tratta di un meccanismo ormai consolidato che, salvo eventuali errori di elaborazione, non dovrebbe presentare particolari criticità.

Il caso particolare dei docenti di religione immessi in ruolo dal 1° settembre 2025

Esiste però una categoria di personale che merita un approfondimento specifico: i docenti di religione cattolica immessi in ruolo dal 1° settembre 2025.

Questi insegnanti provengono, nella quasi totalità dei casi, da molti anni di servizio con incarico annuale. Molti di loro avevano già maturato gli scatti biennali previsti dalla normativa specifica e, proprio per questo motivo, all’atto dell’immissione in ruolo beneficiano del cosiddetto assegno ad personam, istituto che tutela il trattamento economico già acquisito.

Di conseguenza, alcuni risultano formalmente collocati nella fascia 0, mentre altri, in funzione della propria situazione economica, percepiscono un trattamento equivalente alle fasce 9, 15, 21 o persino 28 anni.

Il rischio di arretrati non correttamente liquidati

È proprio qui che potrebbe nascere un’importante anomalia.

Gli arretrati derivanti dal rinnovo contrattuale potrebbero essere calcolati esclusivamente fino al 31 agosto 2025, facendo riferimento al precedente stato giuridico di docente incaricato annuale.

In altri casi, invece, alcuni docenti potrebbero addirittura non ricevere gli importi spettanti in relazione alla nuova posizione economica maturata con l’immissione in ruolo.

Il problema nasce dal fatto che, allo stato attuale, i docenti di religione immessi in ruolo non possono ancora presentare la domanda di ricostruzione di carriera, indispensabile per riallineare la propria posizione economica al nuovo status di dipendente a tempo indeterminato.

Dal 1° settembre sarà fondamentale la ricostruzione di carriera

A partire dal prossimo 1° settembre, sarà quindi possibile avviare la procedura di ricostruzione di carriera.

Solo attraverso questo adempimento sarà possibile determinare correttamente la fascia stipendiale spettante, aggiornare la posizione economica e procedere al ricalcolo degli aumenti contrattuali e degli eventuali arretrati dovuti.

La ricostruzione di carriera rappresenterà quindi un passaggio decisivo per garantire ai docenti di religione il pieno riconoscimento economico della propria anzianità di servizio e per consentire l’allineamento tra il trattamento percepito come incaricati annuali e quello spettante nel nuovo rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

FENSIR: verificare con attenzione gli importi

Come FENSIR riteniamo che il pagamento degli arretrati debba avvenire nel più breve tempo possibile e, soprattutto, con criteri di calcolo trasparenti e corretti.

Invitiamo tutto il personale della scuola a verificare con attenzione gli importi che saranno liquidati, confrontandoli con la propria posizione giuridica ed economica.

Per i docenti di religione cattolica, in particolare, la fase della ricostruzione di carriera richiederà un’attenta assistenza, poiché potrebbero emergere interpretazioni differenti da parte delle Ragionerie Territoriali dello Stato, con il rischio di ritardi o di un non corretto riconoscimento dell’anzianità maturata.

Qualora dovessero registrarsi difformità applicative o errori nel riconoscimento delle somme spettanti, FENSIR è pronta a seguire le lavoratrici e i lavoratori interessati, valutando anche l’eventuale avvio di specifiche iniziative di tutela e, se necessario, di contenzioso, affinché nessun dipendente della scuola venga penalizzato nell’applicazione del nuovo contratto.


📌 In evidenza

FENSIR seguirà costantemente l’evoluzione della vicenda. Non appena NoiPA renderà disponibili i cedolini con gli aumenti e gli arretrati del rinnovo contrattuale, pubblicheremo guide pratiche, tabelle aggiornate e simulazioni di calcolo per aiutare docenti, personale ATA e docenti di religione a verificare la correttezza degli importi liquidati.

In caso di anomalie, i nostri uffici saranno a disposizione degli iscritti e di tutto il personale della scuola per fornire assistenza, verificare le singole posizioni ed eventualmente promuovere le necessarie azioni di tutela.

Scuola 2026: i prossimi appuntamenti per docenti, insegnanti di religione, personale ATA e Alte Professionalità

L’estate rappresenta uno dei momenti più importanti dell’anno per il personale scolastico. Tra immissioni in ruolo, assegnazioni provvisorie, conferimento delle supplenze, conferme degli incarichi e progressioni di carriera, il periodo compreso tra giugno e settembre concentra procedure che incidono direttamente sul futuro professionale di migliaia di lavoratori della scuola.

Per questo FENSIR segue con particolare attenzione tutte le fasi che interesseranno docenti, insegnanti di religione cattolica, personale ATA e Alte Professionalità, offrendo informazione, tutela e assistenza sindacale.

Docenti: assunzioni, mobilità e percorsi di carriera

Per i docenti precari, i prossimi mesi saranno caratterizzati dalle immissioni in ruolo derivanti dalle procedure concorsuali e dalle GPS sostegno, dallo scorrimento delle graduatorie e dal conferimento delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche.

Per i docenti di ruolo saranno invece centrali le procedure di utilizzazione e assegnazione provvisoria, la mobilità annuale, i percorsi formativi e le opportunità di sviluppo professionale previste dal sistema scolastico.

Particolare attenzione dovrà essere riservata anche alla presentazione delle domande di ricostruzione di carriera da parte del personale immesso in ruolo che abbia concluso positivamente il periodo di formazione e prova.

Insegnanti di Religione Cattolica: una specificità da valorizzare

Gli insegnanti di religione cattolica continuano a rappresentare una componente essenziale della comunità scolastica e necessitano di una tutela sindacale attenta alle peculiarità del loro status giuridico.

Per gli incaricati annuali il periodo estivo coincide con le procedure di conferma degli incarichi, con l’individuazione delle disponibilità per il nuovo anno scolastico e con le procedure concorsuali ancora in corso.

Particolare interesse riveste il tema della ricostruzione di carriera. Gli insegnanti di religione incaricati annuali che abbiano raggiunto il quinto anno di incarico e svolgano almeno 12 ore settimanali nella scuola dell’infanzia e primaria oppure 18 ore nella scuola secondaria possono accedere alla ricostruzione di carriera e ai relativi benefici economici.

Lo stesso diritto può essere riconosciuto anche a coloro che svolgano almeno 12 ore settimanali nella scuola secondaria qualora sia attestato dall’Ufficio Diocesano per la Scuola che la riduzione dell’orario rispetto alla cattedra piena dipenda da ragioni strutturali (non è possibile aggiungere ulteriori spezzoni perché troppo distanti tra di loro).

Per gli insegnanti di religione cattolica immessi in ruolo il 1° settembre 2025, una volta superato positivamente l’anno di formazione e prova, sarà possibile presentare la domanda di ricostruzione di carriera nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 dicembre attraverso la piattaforma Istanze Online.

Personale ATA: stabilizzazione e valorizzazione professionale

Per il personale ATA precario saranno particolarmente importanti le nomine annuali, le graduatorie permanenti 24 mesi e le opportunità di stabilizzazione.

Per il personale ATA di ruolo assumono rilievo le procedure di mobilità, le progressioni tra le aree professionali, le posizioni economiche e l’attribuzione dei nuovi incarichi organizzativi previsti dall’evoluzione dell’amministrazione scolastica.

Anche il personale ATA immesso in ruolo e che abbia superato il periodo di prova potrà presentare domanda di ricostruzione di carriera attraverso le procedure telematiche previste dal Ministero nel periodo annualmente stabilito.

Alte Professionalità ATA: una nuova sfida organizzativa

Le nuove figure delle Elevate Qualificazioni e delle Alte Professionalità ATA rappresentano una delle principali novità degli ultimi anni.

Definizione delle funzioni, riconoscimento delle competenze, formazione specialistica, valorizzazione economica e sviluppo delle carriere saranno temi centrali nei prossimi mesi e richiederanno un costante confronto sindacale per garantire il pieno riconoscimento del ruolo svolto.

Ricostruzione di carriera: attenzione alle scadenze

Dal 1° settembre al 31 dicembre potranno presentare domanda di ricostruzione di carriera:

  • i docenti immessi in ruolo che abbiano superato l’anno di formazione e prova;
  • gli insegnanti di religione cattolica immessi in ruolo il 1° settembre 2025 che abbiano concluso positivamente il percorso di formazione e prova;
  • I docenti incaricati annuali in modalità cartacea allegando anche la dichiarazione dei servizi;
  • il personale ATA immesso in ruolo che abbia superato il periodo di prova.

La ricostruzione di carriera rappresenta uno strumento fondamentale per il riconoscimento dell’anzianità di servizio e per la corretta attribuzione delle progressioni stipendiali previste dall’ordinamento scolastico.

Unità nella specificità

Docenti, insegnanti di religione cattolica, personale ATA e Alte Professionalità condividono la stessa missione educativa ma vivono esigenze professionali differenti.

Per FENSIR la rappresentanza sindacale efficace nasce dalla capacità di riconoscere e valorizzare le specificità di ciascuna categoria, offrendo tutela, assistenza e competenza specialistica.

Perché categorie diverse richiedono risposte diverse, ma tutti i lavoratori della scuola hanno diritto a una rappresentanza forte, competente e presente.

FENSIR – Unità nella specificità.

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Docente di religione precaria ottiene 15 mensilità di risarcimento: importante vittoria al Tribunale di Trieste

Importante affermazione per i diritti dei docenti di religione precari. Il Tribunale di Trieste, con sentenza del 29 maggio 2026, ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno in favore di una docente che per oltre vent’anni ha prestato servizio con contratti a tempo determinato reiterati dall’Amministrazione scolastica, condannando il Ministero dell’Istruzione al pagamento di un’indennità pari a 15 mensilità dell’ultima retribuzione utile ai fini del TFR.

La pronuncia si inserisce nel consolidato orientamento giurisprudenziale che riconosce l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine per i docenti di religione cattolica quando il rapporto supera il limite delle tre annualità senza che vengano banditi i previsti concorsi triennali. Il giudice ha accertato che la docente aveva svolto servizio per un periodo superiore ai 36 mesi attraverso incarichi annuali, senza che l’Amministrazione avesse garantito le opportunità di stabilizzazione previste dalla normativa.
Grande soddisfazione è stata espressa dal Segretario Generale della Fensir, Giuseppe Favilla, che ha sottolineato come questa sentenza rappresenti l’ennesima conferma della fondatezza delle battaglie portate avanti dal sindacato a tutela dei docenti di religione cattolica penalizzati da anni di precariato.

“Questa decisione – dichiara Favilla – riconosce concretamente il danno subito da tanti insegnanti che hanno garantito continuità didattica e professionalità nelle scuole italiane senza vedere riconosciuti i propri diritti. La  Fensir e la sua struttura per i docenti di religione SAIR, continuerà a sostenere con determinazione tutte le iniziative necessarie per contrastare il precariato storico e ottenere il pieno riconoscimento professionale ed economico dei docenti di religione.”

Soddisfazione anche da parte della Segretaria SAIR Mariangela Mapelli, che evidenzia il valore della tutela sindacale e legale garantita agli iscritti.

“Questa sentenza – afferma Mapelli – dimostra quanto sia importante l’azione del sindacato nell’accompagnare i lavoratori nei percorsi di tutela dei propri diritti. Continueremo a essere al fianco dei docenti di religione affinché nessuna situazione di abuso resti senza risposta e affinché venga garantita la piena dignità professionale a chi da anni opera nella scuola.”

Il SAIR ribadisce il proprio impegno nel monitorare tutte le situazioni analoghe presenti sul territorio nazionale e nel promuovere ogni iniziativa utile a ottenere giustizia per i docenti coinvolti, alla luce di una giurisprudenza sempre più chiara nel riconoscere il danno derivante dall’abuso dei contratti a termine nel settore scolastico.

La sentenza del Tribunale di Trieste rappresenta dunque un importante precedente e un ulteriore segnale a favore dei lavoratori della scuola, confermando la centralità dell’azione sindacale nella difesa dei diritti e nella lotta contro il precariato.

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