ASSISTENZA

Supplenze docenti a.s. 2025/26: 150 preferenze, apertura domande dal 17 luglio – anche finalizzate al ruolo.

Si avvicina l’apertura della procedura per la presentazione delle domande di supplenza per l’anno scolastico 2025/2026. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha concluso il confronto con le organizzazioni sindacali in merito all’avvio delle nomine per il prossimo anno, comprese quelle finalizzate al ruolo.

La compilazione dell’istanza sarà disponibile su POLIS – Istanze Online dal 17 al 30 luglio 2025. I candidati potranno indicare fino a 150 preferenze per incarichi a tempo determinato al 30 giugno, al 31 agosto e per supplenze finalizzate al ruolo.

PER SUPPORTO NELLA COMPILAZIONE FISSA UN APPUNTAMENTO – per gli iscritti e coloro che si iscrivono – anche in presenza ma solo a Bergamo (via G. Carducci, 25) dal 17 pomeriggio al giorno 23 luglio (successivamente dal 25/07 solo online), si raccomanda la puntualità, sia in presenza che online (la prenotazione è unica); avere con sé l’elenco delle scuole/distretti da inserire, comunque normalmente la consulenza avviene tramite collegamento a distanza:

La nota ministeriale annuale sulle supplenze, in fase di pubblicazione, conterrà le istruzioni definitive e la conferma delle tempistiche.

Sezioni nella domanda

  • Supplenza finalizzata al ruolo da GPS sostegno I fascia o elenco aggiuntivo
  • Priorità di conferma per incarichi su sostegno
  • Supplenze annuali (31 agosto) o temporanee (30 giugno)

Periodo utile per presentare la domanda

Dal 17 luglio al 30 luglio 2025, unica finestra utile per l’invio dell’istanza completa.

Auspici della FENSIR in merito alla procedura

Pur non avendo partecipato all’informativa ministeriale, FENSIR auspica che vengano accolti alcuni elementi fondamentali per tutelare il personale e rendere la procedura più funzionale e trasparente:

  1. Recupero delle preferenze dell’anno precedente
    Si auspica che le sedi espresse lo scorso anno siano precaricate automaticamente sulla piattaforma, così da agevolare i candidati nel riconfermare, aggiornare o modificare le proprie preferenze senza dover procedere da zero.
  2. Richiamo all’art. 37 del CCNL 2006/09
    La FENSIR auspica che la nota ministeriale faccia esplicito riferimento all’art. 37 del CCNL 2006/09, per garantire la proroga dei contratti ai supplenti in servizio al rientro del titolare dopo il 30 aprile, così da consentire la partecipazione agli scrutini.
    Si ritiene inoltre importante estendere questa tutela anche a quei supplenti che, pur non rientrando formalmente nell’articolo 37, terminano il contratto con la fine delle lezioni, affinché sia loro riconosciuto il diritto alla proroga per gli adempimenti finali.
  3. Contrarietà alla conferma automatica del docente di sostegno su richiesta della famiglia
    La FENSIR ribadisce il proprio auspicio che venga ritirata la previsione che consente la conferma automatica del docente di sostegno su indicazione della famiglia. Tale scelta, se confermata, solleverebbe dubbi in merito alla trasparenza delle procedure e al rispetto delle regole generali sul reclutamento.

Procedura GPS sostegno finalizzata al ruolo – a.s. 2025/26

Descrizione:
Si tratta di una procedura straordinaria informatizzata per il conferimento di incarichi a tempo determinato finalizzati all’immissione in ruolo, rivolta ai docenti inseriti nella GPS I fascia sostegno o relativi elenchi aggiuntivi.

Fasi operative:

  • Fase provinciale:
    Dal 17 al 30 luglio 2025. L’assegnazione delle sedi inizierà dal 1° agosto. Gli eventuali scorrimenti si concluderanno entro il 13 agosto.
  • Fase interprovinciale:
    Per chi non ottiene l’incarico nella fase provinciale. Si svolgerà dal 14 al 19 agosto 2025, con conclusione entro il 21 agosto.

Conferma per continuità didattica – Docenti a tempo determinato su sostegno

Chi può essere confermato:

  • Docenti con contratto su sostegno al 30/06 o 31/08 nell’a.s. 2024/25
  • Anche non specializzati, se provenienti da:
    – GPS II fascia sostegno
    – GPS posto comune (in caso di scorrimento incrociato)
    Nota: È comunque obbligatoria la compilazione dell’istanza su POLIS.

Fasi della procedura:

  • Fase 1 – Verifica del Dirigente Scolastico
    Il DS accerta se il docente può essere riconfermato. L’esito viene caricato nel sistema ed è modificabile solo per cause sopravvenute (es. trasferimento dell’alunno).
  • Fase 2 – Scelta da parte del docente su POLIS
    Il docente:
    • accetta o rifiuta la conferma;
    • seleziona il tipo di contratto preferito:
      – 31/08/2026
      – 30/06/2026 (intero o spezzone con disponibilità al completamento)
    La scelta è definitiva e vincolante:
    • Se accetta, è escluso da tutte le altre nomine (compresi interpelli);
    • Se rifiuta, partecipa regolarmente alle nomine da GPS o GI.
  • Fase 3 – Verifica finale e nomina da parte dell’UST
    L’Ufficio Scolastico verifica la disponibilità del posto e i requisiti richiesti. Se tutto è conforme, la nomina viene formalizzata entro il 31 agosto 2025.

Effetti della conferma:

  • Il docente è escluso da ulteriori procedure di nomina.
  • In caso di spezzone, può completare solo tramite procedura ordinaria e se iscritto in GPS nella stessa provincia.

Personale di ruolo
Possono chiedere conferma (solo su posto intero) i docenti già di ruolo che, nell’a.s. 2024/25, hanno prestato servizio su sostegno in base agli articoli 47 o 70 del CCNL 2019/21 e intendono proseguire anche nel 2025/26.

PER SUPPORTO FISSA UN APPUNTAMENTO

ASSEGNAZIONI E UTILIZZI: AL VIA LE DOMANDE DAL 14 FINO AL 25 LUGLIO

Dal 14 al 25 luglio 2025, il personale DOCENTE E ATA potrà presentare domanda di assegnazione provvisoria per l’anno scolastico 2025/26 attraverso la piattaforma ministeriale Istanze Online. Tuttavia, mentre la procedura ufficiale si avvia, il personale scolastico è ancora una volta lasciato nell’incertezza più assoluta: non è stato ancora reso pubblico il contratto integrativo nazionale che regola l’intera operazione, né è stata diffusa l’ordinanza ministeriale di riferimento.

La FENSIR condanna con fermezza questa grave mancanza di trasparenza, che si somma a un sistema sindacale chiuso, autoreferenziale e poco democratico. In un contesto in cui i lavoratori dovrebbero avere accesso chiaro e tempestivo a tutte le norme che li riguardano, si continua invece a procedere con logiche di riservatezza e filtraggio delle informazioni.

Novità e categorie ammesse: aumentano le deroghe e si amplia la platea degli aventi diritto

Dalle informazioni frammentarie e non ancora supportate dall’ordinanza ministeriale, apprendiamo che una delle principali novità di quest’anno consisterebbe nell’ampliamento delle deroghe e dei destinatari delle assegnazioni provvisorie. Se confermato, ciò consentirebbe anche a categorie di personale che negli anni precedenti risultavano escluse di presentare domanda.

Tuttavia, la FENSIR invita alla massima cautela, in quanto l’assenza di fonti ufficiali e la mancata pubblicazione dei documenti impedisce ad oggi una lettura chiara e certa dei criteri applicabili, fiduciosi comunque che non ci saranno ulteriori e nuove interpretazioni. Il sindacato chiede con urgenza la diffusione integrale e immediata del contratto integrativo e dell’ordinanza ministeriale, per restituire ai lavoratori il diritto alla conoscenza e alla trasparenza.

Chi può presentare domanda: requisiti e categorie coinvolte

L’assegnazione provvisoria è rivolta al personale a tempo indeterminato che intenda richiederla per uno dei seguenti motivi:

  • Ricongiungimento ai figli o affidatari;
  • Ricongiungimento al coniuge, parte dell’unione civile o convivente di fatto (Legge 76/2016);
  • Ricongiungimento a parenti o affini con stabile convivenza anagrafica;
  • Assistenza a soggetto con disabilità (Legge 104/92), anche se non convivente;
  • Gravi esigenze di salute del richiedente;
  • Ricongiungimento al genitore.

L’assegnazione provvisoria può avvenire solo verso un comune diverso da quello di titolarità, salvo suddivisione in distretti sub-comunali.

Categorie di personale che, secondo le anticipazioni, potrebbero essere ammesse

Docenti

  • Assunti a tempo indeterminato fino all’a.s. 2022/23;
  • Neoassunti dal 2023/24 anche con sola nomina giuridica (a.s. 2024/25), se rientranti nelle deroghe (allegato G);
  • Docenti da GPS I fascia sostegno, se hanno superato l’anno di formazione e prova e risultano in deroga;
  • Assunti da procedura straordinaria ex art. 59, DL 73/2021, in deroga;
  • Assunti dal concorso PNRR 1 (a.s. 2024/25), se abilitati e rientranti nelle deroghe.

Personale ATA

  • Tutti gli assunti a tempo indeterminato, anche se coinvolti in precedenti mobilità;
  • Personale dell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione, anche se neo-assunto;
  • Personale ex LSU ed ex co.co.co. con contratto part-time (su spezzone corrispondente all’orario di servizio in essere).

FENSIR: serve una svolta nella trasparenza e nella rappresentanza

La FENSIR ribadisce con forza la necessità di riformare radicalmente l’attuale sistema della rappresentanza sindacale, che oggi si rivela inefficace e opaco. I lavoratori meritano di essere informati in modo diretto, completo e tempestivo. La segretezza che circonda le trattative sindacali e la pubblicazione del CCNI solo a ridossi degli eventi è un’offesa alla partecipazione e alla dignità professionale del personale scolastico.

Supporto FENSIR: assistenza alla compilazione dal 14 al 25 luglio

La FENSIR comunica che, dal 14 al 25 luglio, sarà a completa disposizione dei propri iscritti e di coloro che intendano iscriversi per fornire assistenza nella compilazione delle domande di assegnazione provvisoria. Un supporto competente, professionale e sempre trasparente.

TUTTA LA DOCUMENTAZIONE A SUPPORTO

DOMANDE DOCENTI TRAMITE ISTANZE ON-LINE

IL RESTANTE PERSONALE IN MODALITA’ CARTACEA (ATA – IRC – PERS. ED)

Perché i diritti non si delegano: si conoscono, si esercitano e si difendono.


DOCUMENTI MOBILITA’ DI FATTO

LE CONTESTAZIONI DI ADDEBITO A SCUOLA: COSA SONO E COME DIFENDERSI

Le contestazioni di addebito sono provvedimenti disciplinari formali adottati nei confronti del personale scolastico, sia docente che ATA, per presunte violazioni dei doveri di servizio o delle norme comportamentali previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) o da altre normative di settore.


CARATTERISTICHE PRINCIPALI

  • Devono essere motivate e fondate su fatti specifici e documentabili.
  • Il lavoratore ha diritto a presentare una memoria difensiva, generalmente entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione dell’atto.
  • Le procedure sono disciplinate da norme come l’art. 55-bis del D.Lgs. 165/2001.

PROCEDURA REGOLARE VS. MOBBING

A volte la linea tra una legittima azione disciplinare e una forma di mobbing è molto sottile. Il mobbing consiste in comportamenti reiterati, ostili e intenzionali, finalizzati a isolare, danneggiare o screditare un lavoratore all’interno dell’ambiente scolastico.

Quando una contestazione può degenerare in mobbing?

  • Se è numerosa, infondata o pretestuosa.
  • Quando è utilizzata come strumento di pressione psicologica o ritorsione.
  • Se è accompagnata da altre azioni vessatorie: demansionamento, esclusione, isolamento.

INDICATORI DI UN POSSIBILE MOBBING

  • Contestazioni vaghe, generiche o prive di prove concrete.
  • Convocazioni frequenti senza motivazione scritta o formale.
  • Critiche pubbliche durante collegi, riunioni o in ambienti non appropriati.
  • Esclusione non giustificata da incarichi, progetti o attività scolastiche.
  • Delegittimazione dell’immagine professionale di fronte a colleghi, studenti o famiglie.

Questi segnali possono riguardare docenti, collaboratori scolastici, assistenti tecnici o amministrativi, e vanno sempre documentati.


COSA PUÒ FARE IL PERSONALE SCOLASTICO (DOCENTE E ATA)?

  • Richiedere chiarimenti scritti per ogni contestazione.
  • Conservare ogni documento utile, comprese email, verbali, circolari, comunicazioni interne.
  • Redigere una memoria difensiva dettagliata e precisa.
  • Farsi assistere dal sindacato o da un avvocato specializzato in diritto del lavoro.
  • Segnalare condotte vessatorie all’Ufficio Scolastico Regionale, all’Ispettorato del Lavoro o ad altri enti competenti.

LO STILE DIRIGENZIALE: QUANDO LA PRASSI DIVENTA ABUSO

Non sempre è il contenuto della singola contestazione a essere critico, ma talvolta è lo stile dirigenziale stesso a creare problemi. Un/una Dirigente scolastico/a che adotta una prassi costante di richiami, sanzioni e contestazioni, anche per fatti di lieve entità o discutibili, può generare un ambiente lavorativo ostile e ansiogeno.

Questo comportamento non solo mina il clima professionale, ma può configurare una violazione normativa. Infatti, secondo il D.Lgs. 81/2008, il dirigente ha la responsabilità di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, che comprende anche la tutela del benessere psicofisico del personale.

Un utilizzo eccessivo, reiterato e sproporzionato del potere disciplinare può diventare causa di stress lavoro-correlato e di danno esistenziale, con possibili conseguenze anche sul piano legale.


SE IL DIRIGENTE DICHIARA IL FALSO O ALTERA I FATTI

Nei casi più gravi, può accadere che il/la Dirigente:

  • Formuli accuse false,
  • Costruisca artificiosamente narrazioni accusatorie,
  • Ometta fatti rilevanti o presenti versioni manipolate degli eventi.

In tali circostanze, il personale scolastico (docente o ATA) può e deve agire legalmente.

Strumenti di tutela:

  • Denuncia per diffamazione o calunnia;
  • Segnalazione per abuso d’ufficio;
  • Richiesta di ispezione scolastica o amministrativa;
  • Azione per danno d’immagine o professionale;
  • Tutela sindacale in caso di comportamenti antisindacali.

È essenziale documentare ogni elemento (email, ordini di servizio, testimoni, prove scritte) per difendere la propria posizione in modo efficace e credibile.


VERITÀ E TUTELA GIURIDICA

La normativa e la giurisprudenza italiana riconoscono il diritto del lavoratore a essere trattato con rispetto e dignità. In numerosi casi, i giudici del lavoro hanno annullato sanzioni disciplinari, ritenendole frutto di accanimento, persecuzione o violazioni procedurali, soprattutto se sproporzionate o non fondate su fatti reali.


CONCLUSIONI

La scuola deve essere un luogo di formazione, collaborazione e rispetto reciproco. L’uso scorretto o intimidatorio dello strumento disciplinare da parte della dirigenza compromette il benessere lavorativo e la qualità dell’istituzione scolastica.

È fondamentale che docenti e ATA:

  • Conoscano i propri diritti,
  • Agiscano in modo informato,
  • Documentino tutto,
  • Si difendano con fermezza e legalità da ogni abuso o prevaricazione.

TFR e TFS nel comparto scuola: guida completa per chi termina un contratto o va in pensione

Nel mondo della scuola – come in tutta la Pubblica Amministrazione – quando un contratto termina o si va in pensione, spetta al lavoratore un compenso finale: si tratta del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) o del Trattamento di Fine Servizio (TFS).
Capire a quale tipologia si ha diritto, quali sono i tempi di pagamento e dove controllare lo stato della pratica è fondamentale per ricevere quanto spettante senza ritardi o confusioni.


TFR: cos’è, a chi spetta e quando si riceve

Il TFR è riconosciuto ai lavoratori del comparto scuola che hanno un contratto a tempo determinato, ad esempio:

  • Supplenze brevi
  • Incarichi fino al 30 giugno
  • Incarichi fino al 31 agosto

Per maturare il TFR, il contratto deve durare almeno 16 giorni lavorativi continuativi. L’importo è determinato accantonando annualmente il 6,91% della retribuzione lorda.

Esempio pratico:
Retribuzione lorda: €11.928
Accantonamento: 11.928 × 6,91% = €824,22 circa


Quando viene pagato il TFR?

Nel pubblico impiego, il pagamento del TFR non è immediato. Per chi ha avuto un contratto a termine con lo Stato, la liquidazione avviene dopo 12 mesi dalla cessazione del servizio, con un’ulteriore finestra di 3 mesi per il completamento del pagamento.

Superato questo termine, scattano gli interessi legali giornalieri per il ritardo.


Come controllare lo stato del TFR

È possibile monitorare l’avanzamento della pratica tramite:

  • Il portale NoiPA > Stipendiale > TFR
  • La sezione “Consultazione TFR” nell’area riservata NoiPA
  • Il sito INPS, tramite SPID/CIE/CNS

Cosa fare se non risulta nulla?

Se entro febbraio dell’anno successivo al termine del contratto il TFR non compare, è necessario inviare una richiesta tramite il portale NoiPA, specificando:

  • Area: Servizi stipendiali
  • Tematica: Servizi per il Comparto Scuola
  • Tipo di problema: Pagamenti e contratti personale docente non di ruolo

Allega sempre un documento di identità in corso di validità.


TFR e TFS: differenze per chi va in pensione

Chi cessa il servizio per pensionamento ha diritto a un compenso finale, ma non sempre si tratta di TFR. In molti casi, soprattutto nel pubblico impiego, la liquidazione finale si chiama TFS – Trattamento di Fine Servizio.

🔷 TFS (Trattamento di Fine Servizio)

  • Spetta ai dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato prima del 1° gennaio 2001.
  • È calcolato sulla base dell’ultima retribuzione utile, del tipo di rapporto e degli anni di servizio effettivamente prestati.
  • L’importo è rivalutato ogni anno fino alla liquidazione.
  • Può essere erogato in un’unica soluzione o in più rate, in base all’importo complessivo.
  • I tempi di pagamento possono arrivare fino a 24 mesi dopo la cessazione dal servizio.

Esempio pratico di calcolo del TFS:
Un dipendente pubblico con:

  • 20 anni di servizio effettivo
  • Retribuzione annua utile lorda: €28.000

Il TFS si calcola così:

  1. Si considera il 80% della retribuzione utile annua (secondo coefficiente massimo previsto per 20 anni):
    €28.000 × 80% = €22.400
  2. Si divide il risultato per 12 per ottenere la quota mensile:
    €22.400 ÷ 12 = €1.866,67
  3. Si moltiplica la quota mensile per il numero di anni:
    €1.866,67 × 20 = €37.333,40

Questo sarà l’importo lordo del TFS maturato (da rivalutare con interessi e da verificare secondo la normativa aggiornata per eventuali limiti di imponibilità e rateizzazione).


Chi ha avuto carriere miste: TFR + TFS

Molti lavoratori del comparto scuola hanno avuto una carriera mista, cioè:

  • Incarichi precari (supplenze, contratti a termine)
  • Seguiti da stabilizzazione (assunzione a tempo indeterminato)

In questi casi, è possibile maturare il TFR per i contratti precari e il TFS per la fase finale di carriera (se si rientra tra gli assunti prima del 2001 o non si è optato per il TFR).
Chi invece è stato stabilizzato dopo il 1° gennaio 2001, rientra integralmente nel regime TFR, anche per i periodi in ruolo.

Immissione in Ruolo dei Docenti di Religione Cattolica: Aspetti Procedurali e Tutele Economiche

L’immissione in ruolo dei docenti di religione cattolica è ormai vicina, ma sarà concretamente attuabile solo dopo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito avrà determinato la percentuale effettiva dei posti da destinare alla procedura straordinaria prevista dai due concorsi banditi: uno per la scuola dell’infanzia e primaria, l’altro per la secondaria di primo e secondo grado.

Resta da chiarire se l’immissione avverrà sul 50% o sul 100% dei posti autorizzati dai rispettivi bandi, con l’auspicio condiviso dal comparto scolastico che si proceda con la copertura totale del contingente disponibile.

Qualora il contingente 2025/2026 non venisse interamente utilizzato, si perderebbe un’occasione storica, come avvenne nel 2004/05 in occasione del primo concorso, quando le immissioni in ruolo avvennero in tre distinti contingenti. Una parte dei posti autorizzati rimase inutilizzata, generando disillusione tra i docenti e rallentando il processo di stabilizzazione. È quindi fondamentale che il Ministero operi con responsabilità e trasparenza, assicurando la piena valorizzazione delle risorse messe a disposizione.

In tale direzione, è positiva la recente convocazione da parte del Ministero delle Organizzazioni Sindacali rappresentative per una prima informativa ufficiale, il prossimo 8 luglio, sull’iter di assunzione a tempo indeterminato dei docenti di religione.

L’immissione in ruolo non è automatica

È importante sottolineare che l’assunzione a tempo indeterminato non è automatica per tutti i candidati idonei: essa è subordinata alla posizione utile in graduatoria, tenendo conto:

  • delle riserve di legge (ad esempio, categorie protette);
  • delle precedenze in caso di parità di punteggio (giovane età, presenza di figli minori, ecc.).

Pertanto, anche se in possesso di tutti i requisiti, non è garantito che il candidato venga assunto, qualora altri abbiano diritto di precedenza.

Inquadramento stipendiale e tutele economiche

Un aspetto cruciale e troppo spesso trascurato riguarda l’inquadramento economico dei docenti che passeranno di ruolo.

Per normativa vigente, i neo-assunti verranno inquadrati nella fascia stipendiale base (fascia 0). Tuttavia, la Legge 27/2006, art. 1-ter prevede che contestualmente alla firma del contratto a tempo indeterminato venga emesso un apposito decreto per riconoscere un assegno ad personam.

Questo assegno ha il compito di colmare la differenza tra il nuovo stipendio base e quello precedentemente percepito (al 31 agosto) come docente incaricato annuale con ricostruzione di carriera. In sintesi:

Il netto del nuovo contratto a tempo indeterminato deve corrispondere al netto dell’ultimo stipendio da docente incaricato.

Il ruolo del Fensir SAIR

Per evitare disallineamenti retributivi che potrebbero penalizzare economicamente i docenti, il Fensir SAIR predisporrà una bozza di decreto da inviare alle scuole. Questo documento servirà da modello operativo per le segreterie scolastiche e gli uffici competenti, così da assicurare la corretta applicazione della norma.

L’importanza della vigilanza individuale

Si invitano tutti i docenti di religione interessati a:

  • seguire attentamente ogni fase dell’immissione in ruolo;
  • verificare che il decreto per l’assegno ad personam venga effettivamente redatto e allegato al contratto;
  • in caso di anomalie o ritardi, contattare il nostro Sindacato, che interverrà tempestivamente presso la Scuola e la Ragioneria dello Stato.

È fondamentale evitare di trovarsi in una situazione economica svantaggiosa rispetto al passato, semplicemente per un’omissione procedurale.

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni 2025‑2026: novità e tempistiche.

Dopo la conclusione della mobilità territoriale e professionale (esiti pubblicati il 23 maggio), si guarda già alla mobilità annuale: assegnazioni provvisorie e utilizzazioni per il prossimo triennio 2025–2028. La fase operativa è attesa a breve.

Rinnovo del CCNI mobilità annuale

Il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) sulla mobilità annuale – che regola le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie – sarà rinnovato in coerenza con il contratto triennale per la mobilità territoriale e professionale 2025‑2028. Nei prossimi giorni si terranno incontri tra il Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali per definire le regole operative del nuovo triennio.


Deroghe per docenti vincolati

Anche i docenti soggetti al vincolo triennale potranno partecipare alla mobilità annuale grazie ad alcune deroghe. Le casistiche che consentiranno la deroga includono:

  • Genitori con figli minori (fino a 16 anni);
  • Docenti con disabilità o con familiari disabili (art. 21 e 33 della legge 104/1992);
  • Chi assiste soggetti disabili o familiari anziani;
  • Coniugi o figli di persone invalide o mutilate;
  • Figli di genitori con più di 65 anni.

Queste condizioni saranno meglio definite nel nuovo CCNI, ma è attesa una conferma dell’impostazione già vista per l’anno scolastico 2025/26.


Requisiti per le assegnazioni provvisorie

Per presentare domanda di assegnazione provvisoria sarà necessario indicare motivazioni precise, tra cui:

  1. Ricongiungimento al nucleo familiare;
  2. Gravi motivi di salute documentabili.

Si prevede inoltre un aggiornamento della tabella dei punteggi: ad esempio, per ogni figlio di età inferiore a 6 anni potrebbero essere riconosciuti 5 punti.


Tempistiche: domanda tra fine giugno e inizio luglio

L’apertura delle domande è attesa tra l’ultima settimana di giugno e la prima di luglio 2025, subito dopo la pubblicazione del bando ministeriale.


Riepilogo dei punti principali

TemaDettagli principali
Data bandoFine giugno – inizi luglio 2025
Rinnovo CCNIModifiche per triennio 2025‑2028
Deroghe ai vincoli triennaliFigli, disabili, genitori anziani, invalidi civili
Punteggio famiglia+5 pt per figli < 6 anni (previsione)
Motivi per la domandaRicongiungimento familiare o gravi problemi di salute

Assistenza sindacale con Fensir

Il sindacato Fensir, insieme alle sigle federate SADOC e SAATA, accompagnerà il personale scolastico nella procedura di mobilità annuale, offrendo supporto per la compilazione delle domande di utilizzazione e assegnazione provvisoria.

Una volta pubblicate le date ufficiali dal Ministero, sarà possibile prenotare uno slot di assistenza personalizzata con i consulenti sindacali.

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