Mese: Ottobre 2025

Carta Docente anche ai precari: importante vittoria FENSIR davanti al Tribunale di Locri

INuova e significativa affermazione in sede giudiziaria per i docenti a tempo determinato.
Il Tribunale di Locri – Sezione Lavoro, con sentenza n. 2160/2025, ha riconosciuto il diritto alla Carta del Docente anche ai precari della scuola, accogliendo integralmente il ricorso patrocinato dalla FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca, difeso dall’Avv. Attilio Piacente, e condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito all’attribuzione del bonus formativo di 500 euro per ciascun anno scolastico 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per un totale di 2.000 euro, oltre interessi e rivalutazione. tt. Rodolfo Valentino Scarponi**, ha ritenuto che l’esclusione dei docenti con contratto a tempo determinato dal beneficio economico previsto dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 (“Buona Scuola”) sia ingiustificata, discriminatoria e contraria ai principi costituzionali e al diritto europeo.

Richiamando le più recenti pronunce della Corte di Cassazione (sent. n. 29961/2023) e della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (causa C-268/2024), il Tribunale ha ribadito che non può esservi alcuna distinzione tra docenti di ruolo e non di ruolo quando si tratta di garantire la formazione continua e l’aggiornamento professionale, elementi essenziali per la qualità del sistema scolastico.

“La formazione – si legge nella motivazione – costituisce un diritto fondamentale e una leva strategica per lo sviluppo della professionalità docente. La Carta del Docente non può essere riservata ai soli insegnanti a tempo indeterminato, poiché la prestazione lavorativa e le finalità educative sono identiche per tutti i docenti, indipendentemente dal tipo di contratto.”

Il Tribunale ha condannato il MIM non solo all’attribuzione della Carta Docente per quattro annualità, ma anche al pagamento delle spese processuali, riconoscendo pienamente le ragioni sostenute dai legali della FENSIR.


💬 Dichiarazione del Segret Giuseppe Favilla

“Questa sentenza rappresenta un ulteriore passo avanti nella tutela dei diritti del personale precario – sottolinea Giuseppe Favilla, Segretario Generale della FENSIR –.
È una decisione che ristabilisce giustizia e coerenza, ponendo fine a una disparità di trattamento che per anni ha penalizzato migliaia di insegnanti, pur impegnati ogni giorno con la stessa responsabilità, la stessa passione e la stessa professionalità dei colleghi di ruolo.
La Carta del Docente non è un privilegio, ma uno strumento di crescita e aggiornamento che deve essere riconosciuto a tutti coloro che contribuiscono al funzionamento della scuola pubblica italiana.
Ringraziamo i nostri legali per l’ottimo lavoro svolto e rinnoviamo l’impegno della Federazione nel proseguire questa battaglia di equità, affinché la formazione e la valorizzazione del personale diventino principi realmente universali nel mondo dell’istruzione.”


📣 Informazioni per i docenti interessati

La FENSIR invita tutti i docenti a tempo determinato che non hanno ancora percepito la Carta del Docente a valutare la possibilità di aderire ai nuovi ricorsi in via collettiva.
📩 Per informazioni, assistenza e adesioni è possibile scrivere a: ricorsi@fensir.it

Tutor dell’orientamento scuola secondaria di II grado: dopo 60 giorni dalla conclusione dell’anno scolastico i fondi non sono ancora arrivati alle scuole

Sono trascorsi ormai sessanta giorni dalla conclusione dell’anno scolastico 2024/2025, ma le risorse economiche destinate ai docenti tutor dell’orientamento e agli orientatori non risultano ancora accreditate sui conti delle istituzioni scolastiche.
Un ritardo che sta generando crescente malcontento tra i docenti coinvolti, che attendono da mesi il pagamento di un compenso maturato dopo un anno di intenso lavoro a supporto degli studenti nei percorsi di orientamento.

Un compenso importante, ancora bloccato

Il ruolo del tutor e dell’orientatore è stato introdotto con l’obiettivo di rafforzare il legame tra scuola e mondo del lavoro, accompagnando gli studenti nelle scelte formative e professionali. Si tratta di figure chiave del nuovo impianto orientativo previsto dal Ministero, che hanno dedicato tempo e professionalità a incontri, colloqui individuali, analisi dei profili e rapporti con le famiglie.

Tuttavia, a oggi, nonostante le attività si siano concluse regolarmente già a giugno, i fondi specifici per remunerare i tutor e gli orientatori non sono ancora stati trasferiti alle scuole.
Le segreterie, di conseguenza, non possono procedere alla liquidazione dei compensi, che in molti casi rappresentano un’integrazione economica significativa — anche di diverse migliaia di euro — a fronte di un impegno aggiuntivo rispetto al normale orario d’insegnamento.

Cresce l’esasperazione tra i docenti

In molte province, i tutor hanno espresso forte delusione per la mancanza di comunicazioni ufficiali e di tempistiche certe.
Il ritardo, spiegano diversi dirigenti scolastici, non dipende dalle scuole, ma dall’assenza dell’accredito dei fondi da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Ciò crea un corto circuito amministrativo che, ancora una volta, scarica sul personale scolastico le conseguenze di lentezze burocratiche e ritardi nei trasferimenti.

La posizione della FENSIR

La FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca ha annunciato che inoltrerà una formale diffida al Ministero dell’Istruzione e del Merito, chiedendo l’immediato sblocco delle risorse e il pagamento dei compensi ai docenti tutor e orientatori.
Secondo la Federazione, non è accettabile che, dopo due mesi dalla fine dell’anno scolastico, chi ha portato avanti con serietà e dedizione un progetto nazionale non abbia ancora ricevuto quanto dovuto.

La FENSIR ricorda che i fondi sono già stati stanziati e devono essere tempestivamente trasferiti alle scuole, per evitare ulteriori ritardi che rischiano di compromettere la credibilità delle politiche di orientamento e di demotivare i docenti impegnati nel progetto.

Dopo il PNRR: un futuro incerto per il progetto

Va ricordato che l’intero impianto del progetto di orientamento scolastico e la figura del tutor si fondano, almeno in questa fase, sui finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Tali risorse, tuttavia, sono a termine: una volta esauriti i fondi europei, al momento non esiste una chiara previsione di copertura strutturale a livello nazionale.
Ciò significa che, senza un rifinanziamento stabile da parte dello Stato, il progetto rischia di non avere continuità e di interrompersi proprio quando cominciava a produrre risultati positivi nelle scuole.

Gli investimenti sulla scuola, inoltre, continuano a essere limitati, come confermato anche dalle ultime previsioni della legge di bilancio, che non prevedono incrementi significativi per il personale né per l’ampliamento dei progetti didattici.
Il rischio concreto è che l’orientamento rimanga un’iniziativa temporanea, destinata a dissolversi con la fine dei fondi PNRR, anziché diventare una componente stabile del sistema educativo.

Una questione di rispetto e di responsabilità

Il lavoro dei tutor e degli orientatori rappresenta una delle innovazioni più significative introdotte nella scuola italiana negli ultimi anni.
Tuttavia, la mancanza di puntualità nei pagamenti e l’incertezza sul futuro del progetto rischiano di minarne il valore, generando sfiducia e scoraggiamento tra i docenti coinvolti.
Garantire la regolarità dei compensi e la continuità delle iniziative non è solo una questione amministrativa, ma un atto di rispetto verso chi ha contribuito a rendere concreto il nuovo modello di orientamento previsto dal Ministero.

Milano, vittoria FENSIR sulle ferie dei docenti precari: condannato il Ministero all’indennità sostitutiva

Il Tribunale di Milano – Sezione Lavoro ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito, insieme all’USR Lombardia e all’AT Milano, a pagare a un docente a tempo determinato l’indennità sostitutiva per ferie maturate e non godute pari a € 2.428,11, oltre interessi legali e spese di lite per € 1.314,00. La decisione è provvisoriamente esecutiva. 10279619s

La sentenza (udienza 23 ottobre 2025) ribadisce che i docenti a tempo determinato non possono essere considerati automaticamente in ferie nei periodi di sospensione delle lezioni; l’Amministrazione deve informare in modo adeguato e invitare formalmente il lavoratore a fruirne, altrimenti è dovuta la monetizzazione delle ferie non godute.

Il ricorso è stato patrocinato dalla FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca e seguito dagli Avv. Mascheretti e Mezzasalma. 10279619s

Giuseppe Favilla, Segretario Generale FENSIR:
“Siamo estremamente soddisfatti del risultato ottenuto dai nostri legali. Questa decisione, arrivata a Milano, conferma un principio fondamentale: i diritti alle ferie dei docenti precari vanno rispettati e non possono svanire per mere prassi amministrative. Continueremo a difendere in ogni sede la dignità del lavoro nella scuola.”

La motivazione richiama l’orientamento della Cassazione e della CGUE: niente perdita automatica del diritto alle ferie e dell’indennità senza prova che il datore abbia messo il lavoratore nelle condizioni di fruirne con informazione chiara e tempestiva.


Vuoi aderire? Promuoviamo nuovi ricorsi

La FENSIR sta raccogliendo nuove adesioni per azioni analoghe a tutela dei docenti a termine.
📩 Scrivi a ricorsi@fensir.it (oggetto: “Ricorso ferie non godute – Milano”).
Nella mail indica: tipologia di incarico, anni scolastici interessati, scuola/e e recapiti.

Per casi simili (indennità ferie e festività soppresse) valgono gli stessi principi affermati in giurisprudenza.

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Il Tribunale di Palermo riconosce il bonus da 500 euro e le ferie non godute ai docenti precari, nuova vittoria dei legali della Fensir

Il Tribunale di Palermo, con sentenza del 23 ottobre 2025, ha accolto integralmente il ricorso promosso da una docente precaria, patrocinata dagli avvocati Rossella Galluzzo e Filippo Rancatore e assistita dal sindacato FENSIR, contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il giudice del lavoro, dott. Giuseppe Tango, ha dichiarato il diritto della docente a ricevere la Carta del Docente del valore di 500 euro annui anche per il personale a tempo determinato, in applicazione della normativa europea e della recente giurisprudenza della Cassazione (sent. n. 29961/2023).

Il Tribunale ha inoltre condannato il Ministero al pagamento di €7.256,11 per ferie maturate e festività soppresse non godute negli anni di servizio precario, oltre interessi legali, e al rimborso delle spese legali.

Questa decisione conferma che i docenti precari svolgono le stesse mansioni dei colleghi di ruolo e non possono essere discriminati nei diritti economici e formativi.

Giuseppe Favilla, Segretario Generale FENSIR e Reggente SADOC, ha espresso grande soddisfazione:
“Si tratta di una sentenza che restituisce dignità e giustizia a migliaia di insegnanti precari. Ancora una volta i tribunali riconoscono ciò che il buonsenso e il principio di uguaglianza impongono: chi lavora nella scuola con impegno e professionalità deve avere gli stessi diritti dei colleghi di ruolo. FENSIR continuerà a sostenere il personale precario in tutte le sedi, fino a quando non sarà assicurata una piena parità di trattamento.”

FENSIR invita tutti i docenti con contratti a tempo determinato a promuovere nuovi ricorsi per ottenere il riconoscimento della Carta Docente e delle ferie non retribuite.

📩 Per aderire ai nuovi ricorsi: scrivere a ricorsi@fensir.it

Importante vittoria al Tribunale di Vercelli per i docenti di religione: riconosciuta la Carta del Docente e il risarcimento per abuso di contratti a termine

Il Tribunale di Vercelli, con sentenza n. 404/2025 pronunciata dalla dott.ssa Patrizia Baici, ha accolto integralmente il ricorso patrocinato dagli avvocati Isabella Cuzzilla e Alessandra Gaido, con l’assistenza del sindacato FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca.

La decisione segna un nuovo e significativo successo nella battaglia per la tutela dei diritti dei docenti di religione e, più in generale, del personale scolastico precario.

Il giudice ha infatti riconosciuto:

  • il diritto dei docenti a tempo determinato a usufruire del bonus di 500 euro annui previsto dalla Carta elettronica del docente anche per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023;
  • la condanna del Ministero dell’Istruzione e del Merito al risarcimento del danno per l’abusiva reiterazione dei contratti a termine, nella misura di sei mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.

Il Tribunale ha richiamato le recenti sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione, che hanno confermato il principio di parità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato, ribadendo il diritto alla formazione e agli stessi strumenti di aggiornamento professionale per tutti i docenti.

“È un risultato importante che conferma la bontà delle nostre battaglie a tutela dei precari e in particolare dei docenti di religione – dichiara la Segretaria Nazionale del SAIR, Mariangela Mapelli –. Ancora una volta la giustizia riconosce i diritti di chi lavora ogni giorno con impegno e professionalità nella scuola italiana.”

La Segreteria Nazionale del SAIR, all’interno della FENSIR, esprime grande soddisfazione per questo nuovo successo e invita tutti i docenti che si trovano in situazioni analoghe a promuovere nuovi ricorsi per ottenere quanto spettante per legge.

📩 Per informazioni e adesioni ai ricorsi, è possibile contattare la Segreteria Nazionale FENSIR–SAIR all’indirizzo e-mail: ricorsi@fensir.it

Questa sera, alle ore 21:30, su RaiTre andrà in onda “FarWest”, trasmissione condotta da Salvo Sottile.

Nel corso della puntata interverrà, in un’intervista a cura di Tommaso Mattei, il Segretario Generale FENSIR, Giuseppe Favilla.
Il tema al centro della discussione sarà quello dei diplomifici.

La FENSIR, fin dalle sue origini, si è sempre schierata dalla parte della trasparenza e della correttezza, sottolineando — così come evidenziato anche nell’articolo pubblicato sul nostro sito (“DL 45/2025: lotta ai diplomifici e sfida alla vera parità scolastica”) — come nel mondo delle scuole paritarie convivano realtà sane e di eccellenza accanto ad altre malate e opache.

Non si possono tuttavia colpevolizzare i docenti, molti dei quali — soprattutto nel Sud Italia — hanno iniziato la propria carriera cadendo, spesso per disperazione, nelle trame di chi ha trasformato l’educazione e la formazione in un business.
Per molti insegnanti si è trattato soltanto di una parentesi, talvolta vissuta con vergogna e riservatezza, ma considerata necessaria per poter poi accedere a un posto nella scuola statale.

È necessario rivedere l’intero sistema di controllo delle scuole paritarie, istituendo ispettori dedicati, veri ispettori, che operino a sorpresa e in maniera incisiva.
Serve inoltre coraggio da parte dei Presidenti e dei Commissari esterni nel denunciare le situazioni opache che possono emergere durante le sessioni dell’Esame di Maturità — che da oggi torna a chiamarsi così — momento cruciale per la verifica della credibilità del sistema scolastico italiano.


Nuovi ricorsi 2025-2026: opportunità per i docenti e il personale ATA/educativo

Il sindacato FENSIR invita tutto il personale della scuola (docenti, ATA, personale educativo) ad aderire ai recenti ricorsi per il recupero di diritti ancora non riconosciuti.

Quali sono i ricorsi attivi

Tra gli strumenti messi in campo troviamo:

  • Ricorso per la “Carta del Docente” (solo per chi non ha già presentato ricorso), per incarico al 31 agosto o al 30 giugno, oppure in ruolo, che intende recuperare gli ultimi cinque anni.
  • Ricorso per risarcimento del danno in caso di reiterazione di contratti a tempo determinato annuali (es.: 01/09-31/08).
  • Ricorso per mancata erogazione della RPD (Retribuzione Personale Docenti) e CIA (Compenso Individuale Accessorio) per il personale ATA, esteso a chi ha ottenuto un primo riconoscimento.
  • Ricorso per il riconoscimento del servizio militare, con conseguente attribuzione punteggio (es.: 12 punti docenti, 6 punti ATA) in alcuni casi.

Perché aderire subito

  • I costi: per molti di questi ricorsi non è richiesta alcuna anticipazione, salvo versamento del contributo unificato se dovuto e previo accordo tra le parti (per lo più anticipato dal sindacato, salvo accordi diversi). Il contributo unificato è una tassa che si versa per poter procedere con i ricorsi.
  • Scadenze: sono previste tre finestre annuali per la presentazione della documentazione: 31 dicembre, 30 aprile, 31 agosto (in caso di contratto di settembre dell’anno successivo).
  • Documentazione chiara e definita: 1. contratti a termine; 2. carta d’identità, codice fiscale; 3. Stato Matricolare richiesto alla scuola.

Come aderire

  1. Recupera la documentazione richiesta (contratti, stato matricolare in formato PDF).
  2. Compila il form online indicato: forms.gle/A8RuRSuF22UsLU1c8
  3. Invia i documenti in formato PDF all’indirizzo e-mail: ricorsi@fensir.it oppure invia copia cartacea tramite raccomandata semplice all’indirizzo: Via G. Carducci, 25 – 24127 Bergamo.

Ricorsi per ottemperanza sulla Carta del Docente

Il sindacato FENSIR segnala inoltre un ulteriore percorso: ricorsi di ottemperanza qualora il Ministero dell’Istruzione e del Merito non dovesse riconoscere gli arretrati della Carta del Docente.

Cosa significa “ricorso di ottemperanza”?

Si tratta di un procedimento legale che mira all’esecuzione forzata di una sentenza favorevole che il Ministero non ha ancora attuato. Se hai già ottenuto un provvedimento favorevole ma non hai ricevuto l’accredito, questo percorso è quello giusto. Per i ricorsi di ottemperanza compila questo modulo: https://forms.gle/GPcWtC4Bu9BpkZjJ7

A chi si rivolge

  • Docenti in ruolo e precari che hanno ottenuto sentenza favorevole inerente la Carta del Docente.
  • In particolare, docenti precari esclusi in precedenza dal beneficio e che oggi possono far valere il proprio diritto alla Carta.

Vantaggi e motivi urgenti

  • Il fatto che il Ministero non abbia ancora attuato l’obbligo riconosciuto dalla giustizia espone a interessi legali, mora e persino a possibili danni erariali.
  • Presentare un ricorso di ottemperanza può sbloccare l’accredito delle somme arretrate e costringere l’amministrazione all’adempimento.

Come aderire

Serve avere:

  • Sentenza favorevole già ottenuta;
  • Identificazione del beneficiario (docente)
  • Documentazione da allegare: decisione del giudice, copia documento identità, codice fiscale.
  • Affidarsi al sindacato FENSIR o ad uno studio legale convenzionato per valutare la procedura. Compila il Link: https://forms.gle/GPcWtC4Bu9BpkZjJ7

In sintesi

Se sei docente o personale della scuola, non restare a guardare: ci sono strumenti concreti e attivi per far valere i tuoi diritti.

  • I ricorsi generali 2025-2026 proposti da FENSIR offrono l’occasione di recuperare anni di servizio, compensi, benefici formativi.
  • I ricorsi di ottemperanza sulla Carta del Docente sono uno strumento essenziale per chi ha già ottenuto sentenze favorevoli ma non ha ancora ricevuto l’accredito.
    In entrambi i casi, l’azione tempestiva fa la differenza. Presenta la documentazione, aderisci al ricorso e fai valere ciò che ti spetta.

Carta del Docente – Precari: FENSIR pronta ai ricorsi di ottemperanza se il Ministero non riconoscerà gli arretrati

Il Sindacato FENSIR informa tutti i docenti interessati che, una volta riattivato il portale della Carta del Docente (https://cartadeldocente.istruzione.it), sarà fondamentale verificare l’effettiva disponibilità dei fondi previsti.

Nel caso in cui il sistema:

  • neghi l’accesso ai docenti precari aventi diritto,
    oppure
  • mostri esclusivamente l’importo annuale di €500,00 senza rendere disponibili gli arretrati previsti dalle sentenze già emanate,

il FENSIR avvierà immediatamente i ricorsi di ottemperanza presso i TAR competenti.

Tale procedura, fondata sul diritto e sull’obbligo dell’Amministrazione di dare piena esecuzione alle decisioni giurisdizionali, obbligherà il Ministero dell’Istruzione e del Merito a:

  1. attivare integralmente la Carta del Docente per tutti gli aventi diritto;
  2. rendere disponibili gli arretrati spettanti, come stabilito dalle sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali e del Consiglio di Stato.

Il ricorso di ottemperanza sarà promosso solo ed esclusivamente per i docenti che, pur rientrando tra gli aventi diritto, non avranno ricevuto i fondi previsti.

È previsto un contributo di partecipazione simbolico, necessario per coprire i costi procedurali, suddiviso in base alla tipologia di sentenza di riferimento (TAR o Consiglio di Stato).

Il FENSIR ribadisce il proprio impegno costante nella tutela dei diritti dei lavoratori della scuola e nel garantire la piena attuazione delle sentenze in materia di Carta del Docente.

Invitiamo tutti i docenti precari e di ruolo interessati a compilare il form disponibile al seguente link:
🔗 https://forms.gle/NU439dFHkWrdSznh8

Per aderire al ricorso è necessario essere iscritti al sindacato FENSIR e mantenere attiva l’iscrizione per tutta la durata della procedura.

Carta Docente e reclutamento: FENSIR chiede meno burocrazia e più stabilità nella scuola

Dopo l’approvazione al Senato del Decreto-Legge 9 settembre 2025, n. 127, che introduce modifiche all’esame di maturità e nuove disposizioni per il personale scolastico, la FENSIR interviene nel dibattito proponendo un cambio di passo: semplificare le procedure, valorizzare il personale e difendere la Carta del Docente come strumento di crescita professionale.

La Carta del Docente va mantenuta e potenziata

La Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca (FENSIR) ribadisce che la Carta del Docente resta un presidio fondamentale di libertà professionale.
Non un bonus economico, ma un mezzo per sostenere la formazione continua e la dignità culturale degli insegnanti.

Secondo il segretario nazionale Giuseppe Favilla, la Carta deve essere confermata e ampliata: non solo ai docenti di ruolo, ma anche ai precari, al personale educativo e ATA impegnato in percorsi formativi.
“È necessario – afferma Favilla – semplificare le modalità di utilizzo della Carta, eliminando limiti e burocrazia. Ogni docente deve poter scegliere liberamente come aggiornarsi, con percorsi coerenti con il proprio profilo professionale.”

La FENSIR propone inoltre di estendere la spendibilità dei fondi anche per formazioni digitali certificate, strumenti didattici e risorse multimediali, oggi spesso escluse o vincolate da norme rigide.
Una misura che, secondo il sindacato, andrebbe incontro all’evoluzione della didattica e alla crescente domanda di aggiornamento sulle competenze digitali.


Reclutamento: serve una svolta concreta e definitiva

Altro nodo centrale, quello delle assunzioni e delle graduatorie.
Il sistema di reclutamento resta uno dei punti più critici della scuola italiana: procedure complesse, tempi lunghi e un precariato che continua ad aumentare.

Per la FENSIR, è il momento di svuotare tutte le graduatorie esistenti, stabilizzando il personale che da anni garantisce il funzionamento delle scuole, e di razionalizzare i concorsi, rendendoli più regolari e omogenei su tutto il territorio nazionale.

“Non è più sostenibile – sottolinea Favilla – un sistema che tiene in sospeso migliaia di docenti per anni. La precarietà non solo penalizza i lavoratori, ma danneggia anche la continuità didattica degli studenti.”

Il sindacato chiede al Ministero dell’Istruzione e del Merito di adottare un piano straordinario di immissioni in ruolo e di semplificare le piattaforme digitali per la gestione delle supplenze, spesso causa di disagi e ritardi nelle nomine.


Una scuola meno burocratica e più umana

Per la FENSIR, il decreto sulla maturità rappresenta un passo tecnico importante, ma non sufficiente a risolvere i problemi strutturali del sistema.
Serve una visione organica che rimetta al centro le persone e non le procedure.
“La scuola italiana ha bisogno di meno carte e più fiducia – spiega Favilla –. Ogni innovazione deve liberare energie, non aggiungere nuovi vincoli.”

L’obiettivo, secondo la federazione, è costruire una scuola più semplice, stabile e meritocratica, dove la professionalità venga riconosciuta attraverso formazione, esperienza e impegno, e non solo attraverso procedure complesse.

“La scuola non si cambia con i decreti, ma con rispetto, coerenza e fiducia verso chi ogni giorno la fa vivere”, conclude Favilla.


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