Mese: Ottobre 2025

ATA, la Fensir: “Formazione strutturata e riconoscimento economico per una scuola più professionale e moderna”

Nel confronto sul rinnovo contrattuale in corso con l’ARAN, è emersa l’ipotesi di modificare le modalità di reclutamento del personale ATA. Una prospettiva che, secondo la Fensir, non deve puntare a cambiare i meccanismi di assunzione, ma piuttosto a costruire un percorso formativo solido e riconosciuto, capace di valorizzare le competenze e la professionalità del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Il segretario generale della Fensir, Giuseppe Favilla, invita infatti a non “toccare ciò che nel sistema scolastico appare come una delle poche certezze”, ma a investire in una formazione iniziale e continua che dia qualità e stabilità al comparto.
“Non si tratta di introdurre una nuova forma di selezione – spiega Favilla – ma di incentivare la formazione personale e raggiungere una vera professionalità rispetto al profilo ATA di riferimento. È necessario legiferare in modo armonico, anche con la parte pattizia, per rispondere alle esigenze reali della scuola e delle sue diverse componenti.”

Un percorso formativo in due fasi

La proposta Fensir punta su un modello di formazione in due step.
Il primo si svolgerebbe durante il contratto a tempo determinato – per il personale con incarico annuale o fino al 30 giugno – con attività formative riconosciute in crediti formativi e un test finale di valutazione.
Il secondo durante il periodo di prova, trasformato in un vero anno di formazione e prova, con una valutazione finale da parte di un Comitato dedicato al personale ATA.

Secondo Favilla, questa impostazione “garantirebbe maggiore certezza nelle competenze e una preparazione più solida, riducendo le difficoltà quotidiane che le segreterie e gli operatori affrontano ogni giorno”.

Mangione (SAATA): “Serve formazione continua e stipendi adeguati”

Sulla stessa linea anche il segretario del SAATA, Gianluca Mangione, che richiama l’urgenza di una formazione continua ma anche di un riconoscimento economico reale:

“Quotidianamente ci ritroviamo a dare supporto a molti colleghi e a sostenerli nella loro professione. Siamo consapevoli che molto del nostro lavoro si impara sul campo, ma è anche vero che le nuove tecnologie, piattaforme e progetti richiedono competenze sempre aggiornate. Una formazione continua dovrebbe essere garantita anche al personale ATA. Non male l’idea di una Carta dell’ATA per la formazione e l’aggiornamento personale, ma iniziamo fin da subito – aggiunge Mangione – mettendo il personale nelle condizioni di operare bene e con professionalità, e non solo con sentimento e buon senso.”

Mangione sottolinea anche l’aspetto economico:

“A fronte di un nuovo impegno formativo e di un percorso più strutturato, è necessario intervenire in modo adeguato e sostanzioso sugli stipendi tabellari e sui compensi accessori. Dopo 35 anni di servizio, un lavoratore ATA arriva a poco più di 1.500 euro mensili, mentre le retribuzioni iniziali sono semplicemente inadeguate. Queste condizioni demoralizzano il personale e non incentivano una vera professionalità.”

Verso una scuola di qualità e competenza

Per la Fensir e il SAATA, la scuola del futuro deve fondarsi su una comunità professionale coesa, dove docenti, collaboratori, assistenti e tecnici contribuiscono insieme al buon funzionamento del sistema.
“Accanto ai docenti competenti e preparati – conclude Favilla – devono esserci collaboratori e operatori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici altrettanto formati e riconosciuti, perché solo una scuola che valorizza tutte le sue componenti può essere davvero efficiente e moderna.”

Concorsi PNRR 3 – Pubblicati i bandi per docenti di ogni ordine e grado

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato i nuovi bandi di concorso PNRR 3 per l’accesso ai ruoli del personale docente:

  • DDG n. 2938 del 9 ottobre 2025, per la scuola dell’infanzia e primaria (posti comuni e di sostegno);
  • DDG n. 2939 del 9 ottobre 2025, per la scuola secondaria di primo e secondo grado (posti comuni e di sostegno);
  • Avviso n. 209554 del 10 ottobre 2025, che integra e rettifica un errore materiale contenuto nel DDG 2939/2025.

Posti messi a bando

I posti complessivamente autorizzati sono 58.135, così suddivisi:

  • 30.759 posti per la scuola secondaria di primo e secondo grado;
  • 27.376 posti per la scuola dell’infanzia e primaria.

Le procedure sono indette su base regionale e si riferiscono al triennio 2025/2026 – 2027/2028.


Domande di partecipazione

Le istanze di partecipazione ai concorsi per infanzia/primaria e secondaria sono distinte.

  • Scuola primaria e dell’infanzia: si può partecipare in una sola regione, con un’unica istanza in cui specificare le tipologie di posto (comune e/o sostegno) e i gradi di istruzione per i quali si possiede il titolo di accesso.
  • Scuola secondaria: si può partecipare in una sola regione e per una sola classe di concorso, distintamente per la secondaria di primo e di secondo grado, nonché per le relative procedure di sostegno.

Tempi per la presentazione:
Le domande vanno presentate dalle ore 10:00 del 10 ottobre 2025 alle ore 23:59 del 29 ottobre 2025 (20 giorni).


🎓 Requisiti di accesso

▪ Scuola dell’infanzia e primaria

  1. Abilitazione conseguita con la laurea in Scienze della Formazione Primaria;
  2. Diploma magistrale abilitante, anche ad indirizzo linguistico, o diploma sperimentale conseguiti entro l’a.s. 2001/2002 presso istituti magistrali;
  3. Per la scuola dell’infanzia, anche diplomi triennali o quinquennali sperimentali della scuola magistrale.

▪ Scuola secondaria (primo e secondo grado)

  1. Laurea magistrale/specialistica/vecchio ordinamento o diploma AFAM di II livello, coerente con la classe di concorso, unitamente all’abilitazione specifica;
  2. Oppure: laurea magistrale o AFAM di II livello + tre anni di servizio negli ultimi cinque anni nelle scuole statali, di cui almeno uno nella specifica classe di concorso.

▪ Insegnanti tecnico-pratici (ITP)

  • Abilitazione all’insegnamento per la specifica classe di concorso; oppure
  • Diploma previsto dalla normativa vigente per l’accesso alla classe di concorso.

▪ Posti di sostegno

  • Specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, conseguita ai sensi della normativa vigente e riferita al grado di istruzione di partecipazione.

Ammissioni con riserva

Possono partecipare con riserva:
a) candidati in possesso di titolo di abilitazione o di specializzazione sul sostegno conseguito all’estero per il quale sia stata presentata istanza di riconoscimento;
b) candidati iscritti per l’a.a. 2024/2025 ai percorsi universitari o accademici di abilitazione all’insegnamento;
c) candidati iscritti ai corsi di specializzazione sul sostegno.

La riserva si scioglie positivamente se il titolo è conseguito entro il 31 gennaio 2026.
Le dichiarazioni di conseguimento dovranno essere presentate online dalle ore 9:00 del 15 dicembre 2025 alle ore 23:59 del 2 febbraio 2026.


Articolazione delle prove concorsuali

▪ Prova scritta

  • Unica prova computer-based per ciascun bando (una per primaria/infanzia, una per secondaria), valida per tutte le classi di concorso e tipologie di posto.
  • Durata: 100 minuti.
  • Quesiti totali: 50 a risposta multipla (4 opzioni, una corretta) così suddivisi:
    • 10 quesiti di ambito pedagogico;
    • 15 di ambito psicopedagogico, inclusi aspetti di inclusione;
    • 15 di ambito metodologico-didattico, compresa la valutazione;
    • 5 sulla lingua inglese (livello B2 del QCER);
    • 5 sulle competenze digitali e sull’uso didattico delle tecnologie.

▪ Prova orale

  • Valuta la conoscenza disciplinare, le competenze didattiche, la capacità di progettazione efficace e prevede una lezione simulata.
  • Per i posti di sostegno, si verifica la capacità di progettazione inclusiva, l’uso delle tecnologie e la costruzione di ambienti di apprendimento adeguati alle diverse disabilità.
  • Durata:
    • 30 minuti per l’infanzia e primaria;
    • 45 minuti per la secondaria.
  • Le domande sono estratte a sorte all’inizio della prova, mentre l’argomento della lezione simulata è estratto 24 ore prima.

▪ Valutazione e graduatorie

  • Sono ammessi all’orale i candidati che hanno raggiunto almeno 70/100 nella prova scritta, fino a un numero pari a tre volte i posti disponibili.
  • La valutazione complessiva è espressa in 250 punti:
    • 100 per la prova scritta,
    • 100 per la prova orale,
    • 50 per i titoli.
  • Le graduatorie regionali comprendono un numero di vincitori pari ai posti messi a bando e, per un triennio, anche gli idonei (fino al 30% dei posti).

Riserve di legge

Sono previste riserve di posti:

  • per i lavoratori disabili e categorie protette (L. 68/1999);
  • per i volontari delle Forze Armate (D.Lgs. 66/2010);
  • per gli operatori volontari del servizio civile nazionale e universale;
  • 30% dei posti riservati a chi ha svolto almeno tre anni di servizio nella scuola statale (di cui uno specifico).

Osservazioni della Segreteria nazionale Fensir

La Segreteria nazionale Fensir evidenzia come continuare a bandire concorsi senza avere contezza di quanti docenti risultino ancora in attesa di assunzione rappresenti una scelta che genera false aspettative tra gli aspiranti.
Si auspica che, prima di procedere con ulteriori procedure selettive, si provveda a svuotare completamente le graduatorie di merito e di idoneità ancora vigenti, garantendo così la piena valorizzazione di chi ha già superato precedenti concorsi e attende legittimamente l’immissione in ruolo.

Docenti e doppi lavori: quando serve (e quando no) l’autorizzazione

L’art. 53 del D.lgs. 165/2001, insieme agli artt. 60 e seguenti del T.U. 3/1957, stabilisce il principio di esclusività del pubblico impiego. In base a tale normativa, i dipendenti pubblici – e quindi anche i docenti e il personale ATA – non possono svolgere altre attività lavorative se non preventivamente autorizzate dall’amministrazione di appartenenza.

Questo vincolo riguarda sia il personale a tempo indeterminato che quello a tempo determinato: infatti, l’articolo 53 del decreto legislativo citato disciplina gli incarichi retribuiti senza distinzione tra tipologie di contratto.

Hai dubbi su come si applicano queste regole nel tuo caso?

La segreteria FeNSIR può aiutarti a chiarire la tua situazione.


Regime di part-time

Una deroga parziale è prevista per i dipendenti con contratto part-time non superiore al 50% dell’orario pieno.
In questo caso, il docente o ATA può svolgere un’altra attività lavorativa, subordinata o autonoma, purché autorizzata e senza conflitto di interessi con l’amministrazione scolastica.

Secondo la legge n. 662/1996, l’amministrazione può negare la trasformazione del contratto in part-time se l’attività extra lavorativa richiesta può creare conflitti d’interesse o compromettere la funzionalità del servizio scolastico.
Inoltre, il dipendente è tenuto a comunicare ogni nuova attività intrapresa entro 15 giorni.


Attività consentite senza autorizzazione

Non tutte le attività esterne richiedono l’autorizzazione del Dirigente scolastico.
L’art. 53, comma 6, del D.lgs. 165/2001 individua una serie di casi in cui il personale docente e ATA può svolgere attività compatibili con il servizio scolastico, senza necessità di preventiva autorizzazione.

Ecco un riepilogo delle attività consentite:

  • Collaborazioni con giornali, riviste, enciclopedie e siti web, anche se retribuite;
  • Sfruttamento economico di opere dell’ingegno o invenzioni, come libri, pubblicazioni o software;
  • Partecipazione a convegni, seminari o conferenze, anche se con compenso simbolico o rimborso spese;
  • Incarichi con solo rimborso spese, quindi senza corrispettivo economico vero e proprio;
  • Incarichi svolti durante periodi di aspettativa, comando o fuori ruolo;
  • Incarichi conferiti da organizzazioni sindacali o attività sindacale in senso stretto.

Attenzione alle sanzioni

Svolgere attività lavorative non autorizzate e non comprese tra quelle consentite può comportare sanzioni disciplinari e responsabilità erariale.
In particolare, l’art. 53 prevede la restituzione dei compensi percepiti e, nei casi più gravi, la destituzione dal servizio.


In sintesi

Situazione lavorativaÈ richiesta l’autorizzazione?Note
Collaborazione con giornali o riviste❌ NoConsentita se non conflittuale
Sfruttamento di opere dell’ingegno❌ NoLibero diritto d’autore
Partecipazione a convegni/seminari❌ NoAnche con rimborso spese
Attività autonoma o subordinata✅ SìRichiede autorizzazione del DS
Part-time ≤ 50%✅ Sì (se non conflittuale)Autorizzazione necessaria
Incarichi sindacali❌ NoSempre compatibili

In conclusione, anche se l’insegnamento pubblico è soggetto al principio di esclusività, alcune attività culturali, creative o di carattere intellettuale restano pienamente compatibili con la funzione docente.
È però sempre consigliabile informare preventivamente il Dirigente scolastico, soprattutto in caso di dubbi, per evitare contestazioni o sanzioni future.

ELEZIONI DELEGATI FONDO ESPERO: passerella di una falsa democrazia.

La questione della rappresentanza all’interno del Fondo pensione ESPERO merita una riflessione seria e senza retorica. Il Fondo, nato nel 2001 dall’accordo tra ARAN e le principali sigle sindacali del settore scuola (FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-Confsal, GILDA-UNAMS, CIDA), ha lo scopo dichiarato di garantire ai lavoratori della scuola un’integrazione previdenziale a fronte del progressivo abbassamento delle pensioni pubbliche.

Tuttavia, dietro la veste di strumento neutrale e inclusivo, ESPERO è oggi anche un terreno di scontro politico e sindacale. In particolare, il meccanismo di elezione dei delegati rischia di trasformarsi in una mera riproposizione degli equilibri di potere sindacali tradizionali, anziché in un’occasione di reale rappresentanza dei lavoratori iscritti.

Le liste chiuse ai soli fondatori

Le liste elettorali di ESPERO, infatti, sono di fatto chiuse ai soli sindacati fondatori. Questo significa che chi appartiene ad altri sindacati o chi non si riconosce nelle grandi sigle storiche non ha alcuna possibilità di partecipare attivamente come candidato. Una limitazione grave, che svuota di senso la democrazia interna e relega gli iscritti al ruolo passivo di meri elettori, senza possibilità di scelta reale.

Una “casta” autoreferenziale

Il problema si aggrava se si considera che in cima alle liste non compaiono i lavoratori della scuola “comuni”, ma esclusivamente i rappresentanti sindacali nazionali delle sigle fondatrici. In questo modo le elezioni si trasformano in una passerella per una ristretta casta autoreferenziale, che perpetua sé stessa e difende posizioni di privilegio, senza alcun reale legame con le esigenze quotidiane dei docenti, del personale ATA o dei dirigenti scolastici che aderiscono al Fondo.

La posizione della FENSIR

Un esempio lampante è quello degli iscritti alla FENSIR – Federazione nuovi sindacati istruzione e ricerca. Molti di loro, pur riconoscendo che il Fondo possa rappresentare un’opportunità concreta per integrare la propria pensione, contestano duramente il sistema di rappresentanza. Infatti, il diritto a candidarsi è precluso a chi non appartiene obbligatoriamente ai sindacati “fondatori”, che si ostinano a mantenere un ruolo dominante nonostante un’impostazione giudicata da molti ormai anacronistica.
Per questo motivo la FENSIR ha scelto di invitare all’estenzionismo alle elezioni del Fondo ESPERO, in programma dal 27 al 29 ottobre, considerate una vera e propria farsa elettorale, inutile perché incapace di garantire pluralismo e vera rappresentanza democratica.

Un’operazione di forza

Non va dimenticato che l’adesione o non adesione al Fondo è diventata, nel tempo, un passaggio quasi obbligato per ogni lavoratore della scuola. In questo contesto, le elezioni dei delegati non rappresentano un momento di libertà e pluralismo, ma un atto di forza delle organizzazioni storiche, che possono così mantenere il controllo grazie alla loro lunga tradizione e alla posizione acquisita.

Una rappresentanza falsata

Consentire ai soli sindacati fondatori di candidare delegati significa negare la voce a nuove realtà associative, a gruppi indipendenti di lavoratori e a chi vorrebbe portare in ESPERO esperienze diverse. È un meccanismo che cristallizza la rappresentanza su logiche del passato e che non tiene conto delle trasformazioni del mondo della scuola e della pluralità delle sensibilità sindacali.

Perché dire no

Difendere questo modello significa accettare che un Fondo pensione, che dovrebbe servire esclusivamente agli interessi previdenziali dei lavoratori, venga piegato a logiche di potere sindacale. Dire no alla possibilità di candidarsi per altri sindacati non è un gesto di tutela del Fondo, ma un’ulteriore barriera contro il pluralismo e la partecipazione attiva degli iscritti.

ESPERO appartiene a tutti i lavoratori della scuola che vi aderiscono, non soltanto alle sigle che lo hanno fondato. Se davvero vuole essere uno strumento equo, inclusivo e moderno, deve aprirsi a una rappresentanza più libera e democratica, senza riserve di caccia per pochi soggetti “storici” e senza la logica della casta sindacale che oggi lo governa.

Sciopero per la Palestina: la posizione di Fensir

Nella giornata odierna si è tenuto uno sciopero nazionale indetto da diverse sigle sindacali per manifestare solidarietà al popolo palestinese. Un’iniziativa che ha suscitato un ampio dibattito nel mondo della scuola e tra i lavoratori, con posizioni spesso divergenti.

La Fensir, sindacato che da sempre si definisce apolitico e apartitico, non ha aderito alla mobilitazione. Una scelta coerente con la propria identità: il sindacato non ritiene opportuno orientare i propri iscritti su questioni che esulano dal piano strettamente sindacale e lavorativo. Alla base di questa decisione vi è un principio fondante: la libertà di scelta e di pensiero, che la Costituzione garantisce e che la Fensir difende come pilastro del proprio agire.

Il segretario generale ha voluto comunque esprimere un pensiero chiaro sulla drammatica situazione in Palestina e in Israele: “Non possiamo che biasimare ciò che sta accadendo, una condizione che va oltre il limite dell’umanità e dell’umano. La sofferenza di intere popolazioni non può lasciarci indifferenti”. Una riflessione condivisa dalla segreteria e da quanti, a vario titolo, collaborano alla crescita del sindacato.

Resta però ferma la convinzione che il compito di una sigla sindacale come Fensir non sia quello di intervenire nel dibattito geopolitico o nelle scelte di governo, ma di continuare a rivendicare diritti, offrire servizi concreti agli iscritti, dare voce seria e competente ai lavoratori. Una voce che sa essere ferma e passionale quando necessario, sempre rivolta alla risoluzione dei piccoli e grandi conflitti quotidiani che attraversano il mondo della scuola.

In questo senso, la posizione di Fensir appare chiara: rispetto assoluto della libertà individuale di ciascun iscritto e concentrazione sul mandato principale del sindacato, quello di tutelare chi lavora e di costruire spazi di dignità, dialogo e crescita professionale.

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