Nel confronto sul rinnovo contrattuale in corso con l’ARAN, è emersa l’ipotesi di modificare le modalità di reclutamento del personale ATA. Una prospettiva che, secondo la Fensir, non deve puntare a cambiare i meccanismi di assunzione, ma piuttosto a costruire un percorso formativo solido e riconosciuto, capace di valorizzare le competenze e la professionalità del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
Il segretario generale della Fensir, Giuseppe Favilla, invita infatti a non “toccare ciò che nel sistema scolastico appare come una delle poche certezze”, ma a investire in una formazione iniziale e continua che dia qualità e stabilità al comparto.
“Non si tratta di introdurre una nuova forma di selezione – spiega Favilla – ma di incentivare la formazione personale e raggiungere una vera professionalità rispetto al profilo ATA di riferimento. È necessario legiferare in modo armonico, anche con la parte pattizia, per rispondere alle esigenze reali della scuola e delle sue diverse componenti.”
Un percorso formativo in due fasi
La proposta Fensir punta su un modello di formazione in due step.
Il primo si svolgerebbe durante il contratto a tempo determinato – per il personale con incarico annuale o fino al 30 giugno – con attività formative riconosciute in crediti formativi e un test finale di valutazione.
Il secondo durante il periodo di prova, trasformato in un vero anno di formazione e prova, con una valutazione finale da parte di un Comitato dedicato al personale ATA.
Secondo Favilla, questa impostazione “garantirebbe maggiore certezza nelle competenze e una preparazione più solida, riducendo le difficoltà quotidiane che le segreterie e gli operatori affrontano ogni giorno”.
Mangione (SAATA): “Serve formazione continua e stipendi adeguati”
Sulla stessa linea anche il segretario del SAATA, Gianluca Mangione, che richiama l’urgenza di una formazione continua ma anche di un riconoscimento economico reale:
“Quotidianamente ci ritroviamo a dare supporto a molti colleghi e a sostenerli nella loro professione. Siamo consapevoli che molto del nostro lavoro si impara sul campo, ma è anche vero che le nuove tecnologie, piattaforme e progetti richiedono competenze sempre aggiornate. Una formazione continua dovrebbe essere garantita anche al personale ATA. Non male l’idea di una Carta dell’ATA per la formazione e l’aggiornamento personale, ma iniziamo fin da subito – aggiunge Mangione – mettendo il personale nelle condizioni di operare bene e con professionalità, e non solo con sentimento e buon senso.”
Mangione sottolinea anche l’aspetto economico:
“A fronte di un nuovo impegno formativo e di un percorso più strutturato, è necessario intervenire in modo adeguato e sostanzioso sugli stipendi tabellari e sui compensi accessori. Dopo 35 anni di servizio, un lavoratore ATA arriva a poco più di 1.500 euro mensili, mentre le retribuzioni iniziali sono semplicemente inadeguate. Queste condizioni demoralizzano il personale e non incentivano una vera professionalità.”
Verso una scuola di qualità e competenza
Per la Fensir e il SAATA, la scuola del futuro deve fondarsi su una comunità professionale coesa, dove docenti, collaboratori, assistenti e tecnici contribuiscono insieme al buon funzionamento del sistema.
“Accanto ai docenti competenti e preparati – conclude Favilla – devono esserci collaboratori e operatori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici altrettanto formati e riconosciuti, perché solo una scuola che valorizza tutte le sue componenti può essere davvero efficiente e moderna.”

