Dopo l’approvazione al Senato del Decreto-Legge 9 settembre 2025, n. 127, che introduce modifiche all’esame di maturità e nuove disposizioni per il personale scolastico, la FENSIR interviene nel dibattito proponendo un cambio di passo: semplificare le procedure, valorizzare il personale e difendere la Carta del Docente come strumento di crescita professionale.

La Carta del Docente va mantenuta e potenziata

La Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca (FENSIR) ribadisce che la Carta del Docente resta un presidio fondamentale di libertà professionale.
Non un bonus economico, ma un mezzo per sostenere la formazione continua e la dignità culturale degli insegnanti.

Secondo il segretario nazionale Giuseppe Favilla, la Carta deve essere confermata e ampliata: non solo ai docenti di ruolo, ma anche ai precari, al personale educativo e ATA impegnato in percorsi formativi.
“È necessario – afferma Favilla – semplificare le modalità di utilizzo della Carta, eliminando limiti e burocrazia. Ogni docente deve poter scegliere liberamente come aggiornarsi, con percorsi coerenti con il proprio profilo professionale.”

La FENSIR propone inoltre di estendere la spendibilità dei fondi anche per formazioni digitali certificate, strumenti didattici e risorse multimediali, oggi spesso escluse o vincolate da norme rigide.
Una misura che, secondo il sindacato, andrebbe incontro all’evoluzione della didattica e alla crescente domanda di aggiornamento sulle competenze digitali.


Reclutamento: serve una svolta concreta e definitiva

Altro nodo centrale, quello delle assunzioni e delle graduatorie.
Il sistema di reclutamento resta uno dei punti più critici della scuola italiana: procedure complesse, tempi lunghi e un precariato che continua ad aumentare.

Per la FENSIR, è il momento di svuotare tutte le graduatorie esistenti, stabilizzando il personale che da anni garantisce il funzionamento delle scuole, e di razionalizzare i concorsi, rendendoli più regolari e omogenei su tutto il territorio nazionale.

“Non è più sostenibile – sottolinea Favilla – un sistema che tiene in sospeso migliaia di docenti per anni. La precarietà non solo penalizza i lavoratori, ma danneggia anche la continuità didattica degli studenti.”

Il sindacato chiede al Ministero dell’Istruzione e del Merito di adottare un piano straordinario di immissioni in ruolo e di semplificare le piattaforme digitali per la gestione delle supplenze, spesso causa di disagi e ritardi nelle nomine.


Una scuola meno burocratica e più umana

Per la FENSIR, il decreto sulla maturità rappresenta un passo tecnico importante, ma non sufficiente a risolvere i problemi strutturali del sistema.
Serve una visione organica che rimetta al centro le persone e non le procedure.
“La scuola italiana ha bisogno di meno carte e più fiducia – spiega Favilla –. Ogni innovazione deve liberare energie, non aggiungere nuovi vincoli.”

L’obiettivo, secondo la federazione, è costruire una scuola più semplice, stabile e meritocratica, dove la professionalità venga riconosciuta attraverso formazione, esperienza e impegno, e non solo attraverso procedure complesse.

“La scuola non si cambia con i decreti, ma con rispetto, coerenza e fiducia verso chi ogni giorno la fa vivere”, conclude Favilla.


×