Mese: Novembre 2025

Rinvio delle prove per le posizioni economiche ATA: soddisfazione dei sindacati dopo le segnalazioni sulle criticità organizzative

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha comunicato il rinvio a data da destinarsi delle prove finali previste per l’attribuzione delle posizioni economiche ATA ai sensi del DM 140/2024. Le prove, inizialmente fissate per il 15, 16, 17, 18 e 19 dicembre, non si svolgeranno più nelle date stabilite e il nuovo calendario, con sedi e orari, verrà comunicato successivamente RINVIO PROVA PER LA POSIZIONE E….

Una decisione accolta con favore da più sigle sindacali, che da settimane segnalavano al MIM criticità rilevanti nella gestione della procedura, in particolare per quanto riguarda la distanza delle sedi di convocazione, l’assenza di una reale considerazione delle esigenze lavorative e familiari del personale ATA, e la tempistica estremamente ristretta che avrebbe messo in difficoltà soprattutto collaboratori, assistenti e amministrativi impegnati quotidianamente nel funzionamento delle scuole.

Il SAATA – Sindacato Autonomo ATA, attraverso la segreteria nazionale e il responsabile Gianluca Mangione, ha espresso soddisfazione per il rinvio, sottolineando come esso rappresenti il risultato di un pressing costante volto a tutelare la dignità professionale del personale ATA. Secondo Mangione, il provvedimento «riconosce finalmente che non si può chiedere al personale di sostenere prove selettive senza tenere conto delle distanze, dei costi, delle esigenze di servizio e delle condizioni reali delle scuole».

Anche il sindacato FENSIR aveva pubblicamente fatto presente al Ministero numerose criticità, contribuendo a portare all’attenzione nazionale i disagi segnalati dagli operatori scolastici. La richiesta comune era chiara: garantire procedure più eque, tempi congrui e soprattutto un’organizzazione rispettosa della professionalità di chi, quotidianamente, assicura il funzionamento delle scuole.

Il rinvio, pur generando l’attesa di un nuovo calendario, rappresenta dunque un primo passo verso una gestione più attenta e sostenibile della procedura. “Come sindacato continueremo a vigilare affinché la prossima convocazione tenga realmente conto delle esigenze del personale ATA e non riproduca le stesse criticità che hanno portato a questo intervento ministeriale” Conclude Gianluca Mangione.


Grave disorganizzazione nelle prove delle posizioni economiche ATA – Informativa e denuncia sindacale

Il Sindacato Fensir – SAATA informa tutto il personale ATA che la gestione delle sedi per gli esami relativi alle posizioni economiche ha prodotto una situazione gravissima, inaccettabile e lesiva della dignità professionale dei lavoratori.

Numerosi dipendenti sono stati assegnati a sedi d’esame situate anche a 400, 500 km dalla propria residenza o sede di servizio, con inevitabili ripercussioni economiche, organizzative e familiari.

Ricordiamo che si tratta di un concorso interno, che avrebbe dovuto essere svolto nelle vicinanze della sede di servizio, e non trasformato in un viaggio estenuante attraverso le regioni.

Inoltre, nei giorni 15, 16, 17, 18 e 19 dicembre, l’assenza forzata di centinaia di collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici provocherà un vuoto di personale nelle scuole, compromettendo:

la sorveglianza degli alunni, la funzionalità degli uffici di segreteria, il supporto tecnico ai laboratori, la sicurezza e la regolarità dei servizi scolastici.

Una scelta organizzativa che il nostro sindacato considera irresponsabile, non giustificabile e potenzialmente dannosa per l’intero sistema scolastico.

Il Fensir – SAATA ha già avviato iniziative formali richiedendo, revisione immediata delle sedi d’esame, rimborso totale delle spese sostenute dai lavoratori, assunzione di responsabilità da parte delle autorità competenti, garanzie scritte per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.

Invitiamo tutto il personale ATA a segnalare immediatamente al sindacato criticità, disservizi o situazioni di disagio, informare tempestivamente il proprio dirigente scolastico dell’assenza forzata dovuta alla convocazione in sedi lontane.

Il Fensir – SAATA rimane al fianco di tutti i lavoratori e conferma la propria determinazione a contrastare una gestione che mortifica la dignità del personale ATA e compromette il regolare funzionamento delle scuole.

Gianluca Mangione, segretario nazionale SAATA

Culpa in Vigilando e Culpa in Educando: responsabilità a scuola

Intervista all’Avv. Attilio Piacente, penalista del Foro di Tivoli, membro dell’Ufficio Legale Fensir

Quando si parla di responsabilità nella scuola, il confine tra ciò che spetta ai docenti e ciò che compete alle famiglie diventa spesso labile. Per chiarire questi temi — troppo spesso affrontati con superficialità o, peggio, affidati al “sentito dire” — abbiamo intervistato l’Avv. Attilio Piacente, penalista del Foro di Tivoli, che da anni si occupa di responsabilità scolastica, vigilanza sugli alunni e tutela del personale.

Avvocato, partiamo dalle basi: che cosa significa davvero “culpa in vigilando”?

«Letteralmente vuol dire “colpa durante la vigilanza”. È un concetto semplice, ma in ambito scolastico viene spesso travisato.
La culpa in vigilando riguarda tutti quei soggetti — genitori, tutori, docenti, maestri d’arte — che hanno l’obbligo giuridico di sorvegliare qualcuno, in particolare i minori. Se l’obbligo viene violato e accade un danno, nasce una responsabilità sia civile che penale. Ma attenzione: non ogni evento è attribuibile automaticamente al docente. La legge non ragiona per automatismi.»

In che modo la legge disciplina questo dovere di vigilanza?

«Il riferimento è l’articolo 2048 del Codice Civile, che è molto chiaro.
Dice che chi ha un dovere di vigilanza risponde dei danni provocati dal minore salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.
Questo significa che il docente deve dimostrare di essere stato presente, attento e nelle condizioni di intervenire.
E se l’episodio è davvero imprevedibile, improvviso, inevitabile — tre parole che la giurisprudenza usa moltissimo — allora il docente non è responsabile.»

Lei insiste molto su un concetto: la presenza fisica. Perché?

«Perché la vigilanza non è un concetto astratto. Non si vigila “a distanza”, né si può vigilare stando sulla soglia mentre gli studenti sono in aula.
La presenza fisica è il primo requisito perché la vigilanza sia effettiva.
Un docente che si trova fuori dall’aula, o che è impegnato altrove, non può sostenere di aver vigilato. E questo vale anche per i genitori: essere a trenta metri di distanza al parco non è vigilanza, è speranza che non accada nulla.»

Uno dei punti più problematici nelle scuole sono i cambi d’ora. Perché proprio lì si concentra la maggior parte degli incidenti?

«Perché è un momento in cui la vigilanza si interrompe.
Il docente entrante ritarda, quello uscente non può lasciare la classe, e in quei cinque minuti succede di tutto.
Le statistiche parlano chiaro: gli incidenti, i danni e le richieste di risarcimento nascono soprattutto in quei momenti. E non è giusto attribuire tutta la responsabilità agli insegnanti.»

Qui entra in gioco anche la FENSIR con i suoi SAF, giusto?

«Assolutamente sì.
La FENSIR — con i suoi SAF, Sindacati Autonomi Federati (SADOC per i docenti, SAIR per l’IRC, SAATA per i collaboratori scolastici) — auspica che gli istituti scolastici regolamentino in modo preciso questi momenti critici.
Non si può lasciare tutto all’improvvisazione.
Servono collaboratori scolastici di piano, procedure chiare per i ritardi, indicazioni operative. I regolamenti d’istituto devono dire esattamente chi fa cosa.
Perché se l’organizzazione non funziona, il primo a essere travolto è sempre il docente. E questo è profondamente ingiusto.»

Veniamo alla “culpa in educando”: spesso dimenticata, ma fondamentale.

«Esatto.
La culpa in educando riguarda i genitori, non la scuola.
È la responsabilità educativa: trasmettere valori, rispetto delle regole, autocontrollo, capacità di convivere con gli altri.
Quando un ragazzo ha comportamenti abitualmente aggressivi, irrispettosi o pericolosi, non è pensabile attribuire tutto all’insegnante.
La scuola vigila, ma non può sostituirsi alla famiglia nel formare un carattere.»

Come si traduce questa distinzione nei viaggi d’istruzione?

«Nei viaggi di più giorni è impossibile pretendere che i docenti facciano vigilanza notturna continua. Sarebbe contrario alla normativa sul lavoro e persino alla ragionevolezza.
E infatti molti istituti — anche grazie agli interventi dei SAF della FENSIR — stanno inserendo nei regolamenti una clausola molto sensata: la vigilanza docente termina al rientro nelle camere, di solito a mezzanotte, e dalle 24 alle 7 la responsabilità torna ai genitori.
In quelle ore può scattare la culpa in educando.
Ed è una distinzione corretta: i docenti non sono sorveglianti 24 ore su 24.»

Dunque non si può sempre scaricare la colpa sui docenti.

«Esatto.
La scuola ha un dovere di vigilanza, ma non può essere il parafulmine di tutto ciò che accade.
I docenti non possono essere ritenuti responsabili di comportamenti che derivano da mancanze educative, da assenze familiari o da un’organizzazione scolastica lacunosa.
Ogni anello della catena deve rispondere per ciò che gli compete:
la scuola per la vigilanza,
la famiglia per l’educazione.
Confondere i due piani è un errore che crea contenziosi inutili e alimenta conflitti che non servono a nessuno.»

In conclusione, Avvocato, cosa serve davvero per evitare conflitti e responsabilità improprie?

«Serve equilibrio.
Serve un’organizzazione scolastica solida, regolamenti chiari, vigilanza distribuita e non improvvisata.
Serve che le famiglie recuperino il proprio ruolo educativo.
E serve riconoscere ai docenti ciò che è loro: un dovere di vigilanza ragionevole, non una responsabilità infinita.»

GPS 2026-2028: aggiornamento possibile già in inverno, nuovo algoritmo, titoli e servizio. Tutte le novità dal confronto al Ministero

Si è svolto il 20 novembre, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’incontro politico richiesto unitariamente dalle organizzazioni sindacali per definire l’impianto della prossima ordinanza sulle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) 2026-2028. All’incontro hanno partecipato, per l’Amministrazione, il Capo di Gabinetto Recinto, la dott.ssa Palermo, la dott.ssa Palumbo e il dott. Volonté. Di seguito, una sintesi dei punti principali emersi:

Aggiornamento GPS: possibile anticipo a gennaio/febbraio, ma nessuna data certa

Il Ministero ha confermato l’intenzione di anticipare l’aggiornamento delle GPS, possibile già tra gennaio e febbraio 2025, per consentire agli Uffici scolastici di completare per tempo la verifica dei punteggi.
Tuttavia, non esiste ancora una decisione definitiva: la tempistica resta aperta e legata all’evoluzione delle bozze tecniche e del nuovo regolamento supplenze.

L’anticipo potrebbe creare difficoltà ai docenti che stanno completando il servizio o conseguendo titoli in primavera. La questione è stata segnalata dalle sigle sindacali e sono attese risposte.

Nuovo algoritmo: ritorna il criterio meritocratico

Uno dei nodi centrali è la revisione dell’algoritmo usato per l’assegnazione delle supplenze.

Ad oggi il sistema considerava ogni candidato una sola volta per ciascuna classe di concorso: se non trovava disponibilità tra le 150 scuole indicate, veniva trattato come «rinunciatario» nei turni successivi, anche con punteggi alti.

Il Ministero si è detto disponibile a modificare profondamente il meccanismo:

  • il sistema tornerà a “ripescare” i candidati non nominati,
  • consentendo un nuovo scorrimento quando emergono ulteriori disponibilità.

Una scelta che ripristina la coerenza meritocratica basata sul punteggio.

Servizio e punteggi: confermata la dichiarazione “con riserva” dell’anno scolastico in corso

In caso di aggiornamento anticipato:

  • il servizio 2024/25 potrà essere dichiarato con riserva;
  • sarà valutato in base al servizio effettivo fino al 31 agosto;
  • la riserva verrà sciolta a luglio.

Stessa logica anche per chi ha contratti prorogati: è possibile dichiarare solo ciò che è già in essere al momento della domanda.

È inoltre chiarito che:

  • il servizio aspecifico può essere sommato fino al massimo di 6 punti annui;
  • per il sostegno, dopo l’accorpamento delle classi di concorso (DM 255/2023), il servizio è considerato specifico per entrambe le classi accorpate.

Titoli: cosa cambia

Durante l’incontro sono emersi diversi punti:

Titoli culturali pregressi

Saranno visibili nel sistema e, se caricati in sezioni errate, ridichiarabili.

Percorsi “in deroga” e titoli esteri

Il Ministero ha confermato l’equiparazione dei punteggi con il TFA, per:

  • docenti con tre anni di servizio sul sostegno,
  • specializzati all’estero ancora in attesa di riconoscimento.

Decisione motivata da equità e dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato.

Certificazioni informatiche

Restano da definire i criteri per quelle non accreditate.
Si potranno aggiungere certificazioni fino al limite massimo di 2 punti complessivi.

CLIL e corsi in primavera

Segnalata la criticità: se i corsi si concludono in aprile-giugno, un aggiornamento a febbraio impedirebbe l’inserimento del titolo. Si attendono chiarimenti.

TFA sostegno

  • Inseribile con riserva solo per l’accesso in prima fascia sostegno.
  • Non può essere valutato come titolo culturale sulle materie finché la riserva non è sciolta.

Accesso alle GPS: chiarimenti sui casi dubbi

  • No inserimento con riserva per i laureandi magistrali: non è mai stato previsto.
  • Sì alla riserva solo per chi sta conseguendo un’abilitazione o specializzazione.
  • Unica eccezione: studenti di Scienze della Formazione Primaria, che conseguono insieme laurea e abilitazione (con scadenza al 30 giugno).

Supplenze e immissioni in ruolo da GPS sostegno

Nessuna variazione: le assunzioni da GPS avvengono solo dopo l’esaurimento:

  1. delle graduatorie di merito (inclusi concorsi PNRR),
  2. delle GAE.

Le nomine da GPS prima fascia sostegno restano collocate tra metà e fine agosto, con tempistiche variabili per provincia.

Graduatorie regionali degli idonei: atteso il decreto

Il Ministero sta lavorando a un decreto che istituirà una graduatoria regionale unica per tutti gli idonei dei concorsi ordinari dal 2020 in poi.
Il provvedimento è previsto entro dicembre, ma non rientra nell’ordinanza GPS.

Carta del Docente

Ripristinato l’accesso per i docenti di ruolo e per chi aveva già ottenuto una sentenza favorevole.
Per tutti gli altri, compresi i precari con contratto al 30/06 o 31/08, il bonus 2025/26 sarà erogato solo dopo il decreto MIM-MEF, atteso a gennaio.
Il sindacato chiede la conferma dell’importo a 500 euro.

Preoccupazioni dei docenti: costi dei percorsi abilitanti e carriere bloccate

Le sigle sindacali hanno espresso forte criticità su:

  • percorsi abilitanti costosi (fino a 2.000 euro),
  • numero chiuso e difficoltà per i precari lavoratori.

Emersa anche la frustrazione dei docenti dell’infanzia e primaria, soprattutto nelle GAE, dove gli scorrimenti sono minimi e l’attesa del ruolo diventa, per molti, un percorso decennale.

Conclusioni

Il confronto ha evidenziato:

  • la volontà del Ministero di accelerare le procedure e correggere criticità strutturali,
  • ma anche molte questioni ancora aperte — dai titoli ai servizi, fino alle tempistiche — che richiederanno ulteriori chiarimenti nelle prossime settimane.

L’ordinanza definitiva è attesa entro l’inverno.

Riapertura della piattaforma “Carta del Docente”: aggiornamenti, nuove modalità per le sentenze e indicazioni sul ricorso di ottemperanza

Da oggi 19 novembre 2025 alle ore 12:00, la piattaforma “Carta del docente” è nuovamente accessibile per gli insegnanti che dispongono di residui relativi all’anno scolastico 2024/2025 e per i beneficiari di sentenze già eseguite dall’Amministrazione.
Il comunicato ufficiale è consultabile sul sito www.cartadeldocente.istruzione.it.

I voucher relativi all’anno scolastico 2025/2026 saranno invece disponibili a partire da gennaio 2026.

La riapertura avviene nel quadro delle nuove disposizioni introdotte dal Decreto-Legge 9 settembre 2025, n. 127, convertito con modificazioni dalla Legge 30 ottobre 2025, n. 164, che ridefiniscono criteri, beneficiari e tipologie di spesa ammissibili per il bonus dedicato all’aggiornamento professionale.

Nuove modalità per la trasmissione delle sentenze

Il sito istituzionale della Carta del Docente ha comunicato che cambiano le modalità di trasmissione delle istanze relative alle sentenze.
Le richieste non devono più essere inviate alla casella dgosv@postacert.istruzione.it, ma esclusivamente alle caselle PEC degli Uffici Scolastici Regionali (USR) della regione in cui la sentenza è stata emessa.
Gli indirizzi PEC sono disponibili sul sito del Ministero nella sezione dedicata.

È bene ricordare che i legali della FENSIR hanno già provveduto, a suo tempo, a notificare e trasmettere tutte le sentenze agli USR competenti e al Ministero dell’Istruzione.
Tuttavia, anche se può sembrare superfluo, è consigliabile che ciascun docente invii nuovamente la propria sentenza all’Ufficio Scolastico Regionale, contribuendo così ad agevolare e velocizzare le istruttorie. LINK INDIRIZZI REGIONALI

Documenti da allegare alla PEC

  • copia della sentenza da eseguire;
  • relata di notifica ai sensi dell’art. 3-bis della Legge 53/1994, con attestazione dell’avvocato sulla conformità all’originale.

Dati da indicare nell’oggetto della PEC

  • nome e cognome del ricorrente;
  • codice fiscale;
  • annualità riconosciute;
  • organo giudicante (Tribunale ordinario o TAR).

Una volta verificata la documentazione, l’USR trasmetterà la richiesta al Ministero che – tramite Sogei – procederà all’accredito delle annualità dovute sul borsellino elettronico.

Ricorso di ottemperanza in caso di mancato accredito

Nel caso in cui, nonostante l’invio regolare della documentazione, non venissero accreditate le annualità riconosciute, sarà necessario procedere con un ricorso di ottemperanza.

Per attivare tale ricorso, è necessario che la sentenza sia pubblicata da almeno 120 giorni.
La procedura richiede un piccolo contributo, variabile in base al numero dei ricorrenti e alle spese necessarie.

Per avviare il procedimento (per chi non lo avesse ancora fatto), è disponibile il modulo al link:
👉 https://forms.gle/5KMBqKWaFKvj3d6F7

Gli studi legali incaricati sono: Mascheretti–Mezzasalma, Cuzzilla–Gaido, Piacente–De Luca, Galluzzo.

Si sconsiglia di avviare il ricorso di ottemperanza qualora la somma riconosciuta in sentenza sia particolarmente esigua, poiché i costi e la procedura potrebbero non risultare proporzionati al beneficio.

Per chiarimenti o valutazioni personalizzate è possibile contattare:
📧 ricorsi@fensir.it

Primi dati di rappresentatività: FENSIR dimostra il suo potenziale

Il primo accertamento ufficiale di rappresentatività per il triennio 2025-2027 segna per FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca un passaggio significativo: 773 deleghe (0,10%), 354 voti (0,04%) e una media rappresentativa dello 0,07%, con dati delle deleghe riferiti a dicembre 2024 e voti RSU provenienti dalle elezioni di aprile 2025, in cui la Federazione ha presentato solo 19 liste su scala nazionale.

Nonostante la presenza limitata, il dato delle RSU è una chiara testimonianza che si può ottenere molto di più: con sole 19 liste, FENSIR ha registrato circa 18,6 voti per lista, evidenziando un potenziale di crescita molto ampio nelle tornate future.

Un risultato iniziale ma già significativo, che dimostra la fiducia verso un modello sindacale nuovo, moderno e realmente vicino alle persone.

Chi siamo: una Federazione che nasce per innovare

FENSIR è una realtà giovane, ma con basi solide e una visione chiara.
La Federazione riunisce Sindacati Autonomi Federati (SAF) attivi nei vari ambiti dell’istruzione, della formazione, dell’università e della ricerca, costruendo una rete inclusiva e competente capace di rispondere ai bisogni specifici di ogni profilo professionale.

Ma FENSIR non è soltanto un acronimo:
è una matita che comincia a consumarsi per tracciare un futuro migliore per il personale docente e ATA, della scuola statale e paritaria.
Un simbolo semplice ma potente, che rappresenta il nostro impegno quotidiano: scrivere insieme il cambiamento, lasciare un segno concreto, costruire possibilità nuove là dove per troppo tempo le risposte sono mancate.

Ci contraddistinguono:

  • indipendenza e autonomia reale, senza appartenenze politiche;
  • una struttura federativa, partecipativa e moderna;
  • la difesa della dignità professionale del personale scolastico, educativo e della ricerca;
  • la promozione della conoscenza, della qualità e dell’innovazione;
  • un approccio orientato alla persona e non all’apparato.

Il Manifesto politico-sindacale: la nostra identità

Il Manifesto politico-sindacale di FENSIR definisce la nostra visione e il nostro impegno quotidiano:

  • la centralità della scuola come motore di democrazia;
  • il riconoscimento della professionalità dei lavoratori dell’istruzione;
  • una contrattazione fondata su merito ed equità;
  • un sindacato libero da condizionamenti esterni;
  • il superamento dell’attuale impianto rappresentativo fondato sulla “sei numeri”, verso un modello più equo e partecipato.

FENSIR nasce per essere una voce nuova, coerente e competente, capace di interpretare i bisogni reali del personale.

Favilla: “Siamo giovani, ma il nostro progetto è forte e in crescita”

Il Segretario Generale Giuseppe Favilla commenta così il risultato:

«L’accertamento della rappresentatività, ottenuto con dati di delega aggiornati a dicembre 2024 e voti RSU riferiti alle elezioni di aprile 2025 — in cui abbiamo presentato solo 19 liste — è per noi un segnale importante. Siamo ancora giovani, ma questi numeri mostrano che stiamo crescendo e che sempre più lavoratrici e lavoratori credono nel nostro progetto.»

E aggiunge:

«Il nostro obiettivo è diventare la voce alternativa ai sindacati oggi rappresentativi. Vogliamo costruire un modello nuovo, libero, vicino alle persone e fondato sulla partecipazione reale, superando le rigidità dell’attuale sistema e restituendo ai lavoratori la centralità che meritano.»

Un punto di partenza, non di arrivo

Questo primo accertamento è l’inizio di un percorso di crescita strutturata.
La Federazione si impegna ora a:

  • rafforzare la presenza sui territori;
  • consolidare la rete dei Sindacati Autonomi Federati;
  • ampliare servizi e tutele;
  • rendere la rappresentanza sempre più competente e credibile;
  • ascoltare e valorizzare le esigenze reali del personale dell’istruzione e della ricerca.

Ringraziamenti: la forza della Federazione siete voi

FENSIR desidera esprimere un ringraziamento sincero e profondo:

  • a tutti gli iscritti, per la fiducia costante;
  • ai colleghi nelle scuole, che sotto la bandiera di FENSIR si sono messi al servizio dei propri pari, incarnando lo spirito del nostro progetto;
  • alle segreterie dei SAF — SAIR, SADOC e SAATA, per il supporto determinante, per il lavoro svolto e per quello che verrà.
    Senza il loro impegno passato — e soprattutto senza quello futuro — questo risultato non sarebbe stato possibile.

Il futuro di FENSIR

In un panorama sindacale spesso percepito come distante, FENSIR rappresenta una nuova opportunità, un progetto giovane, dinamico e orientato alla qualità.

Il risultato ottenuto — e la prova evidente che con una presenza più ampia si può ottenere molto di più — conferma che la direzione intrapresa è quella giusta:
stiamo costruendo un’alternativa possibile, credibile e necessaria per il mondo dell’istruzione e della ricerca.

Attivazione IX Edizione Percorso Abilitante 30 CFU – Art. 13 DPCM 4 agosto 2023

L’Università eCampus comunica l’attivazione della IX edizione del percorso abilitante da 30 CFU – art. 13 del DPCM 4 agosto 2023.
Le iscrizioni saranno aperte dal 13 novembre al 31 dicembre 2025.

Modalità di svolgimento

La IX edizione si terrà in modalità weekend, con inizio delle attività didattiche previsto per metà gennaio 2026.
Il percorso sarà attivato esclusivamente per le classi di concorso indicate nel bando.
Per le nuove classi in attesa di accreditamento ministeriale, seguirà specifica comunicazione.

Il piano di studi prevede un aggiornamento rispetto alle edizioni precedenti.
In questa edizione sarà necessario utilizzare il “Modulo scelta classe di concorso e materia” dedicato, disponibile in allegato insieme al bando.

Destinatari e requisiti di accesso

Il corso è rivolto solo a candidati già in possesso di un’abilitazione o specializzazione, in particolare a:

  • docenti abilitati su una classe di concorso che intendano abilitarsi su un’altra;
  • docenti abilitati su un diverso grado di istruzione (es. dalla primaria alla secondaria);
  • docenti con specializzazione sul sostegno che desiderino abilitarsi su una classe di concorso comune.

Nota bene: al momento dell’iscrizione il candidato deve essere in possesso del titolo di studio richiesto e dei requisiti sopra elencati. In caso contrario non sarà ammesso al corso.

Struttura e modalità didattiche

Il percorso da 30 CFU prevede insegnamenti su metodologie e tecnologie didattiche specifiche della classe di concorso.
Le lezioni saranno svolte esclusivamente in modalità sincrona online, con controllo di frequenza e accessi.
È richiesta una presenza minima del 70% per ogni attività formativa.

Al termine del percorso è prevista una prova finale in presenza, composta da:

  • prova scritta;
  • lezione simulata (durata massima 45 minuti).

La commissione sarà composta da quattro membri: due docenti dell’Ateneo, un componente designato dall’USR e un esperto esterno di formazione.

Ulteriori indicazioni

  • Il corso può essere frequentato solo se eventuali altri percorsi in corso (Master, Perfezionamento, Alta Formazione, Corsi di Laurea, ecc.) non prevedono obbligo di frequenza.
  • Non è consentita la contemporanea iscrizione a corsi singoli utili all’integrazione dei requisiti di accesso: tali requisiti devono essere posseduti prima dell’attivazione del percorso 30 CFU art. 13.

Documenti allegati

📎 Allegati disponibili:

  • Bando IX Edizione Percorso 30 CFU – Art. 13 DPCM 4 agosto 2023
  • Modulo “Scelta classe di concorso e materia” – IX Edizione

Contatti

Per informazioni e supporto alle iscrizioni:
Fensir FormazioneEmail: segreteria@formazione.fensir.itTelefono: 329 229 6336

Prova finale per le posizioni economiche ATA: pubblicato il calendario ufficiale

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato l’avviso relativo alla prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche destinate alla valorizzazione professionale del personale ATA all’interno delle Aree, come previsto dal decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024.

Date e profili coinvolti

Le prove si svolgeranno nei giorni dal 15 al 19 dicembre 2025, secondo il seguente calendario:

  • 15 dicembre 2025 ore 9:00 – Operatore dei servizi agrari
  • 15 dicembre 2025 ore 14:30 – Collaboratore scolastico (primo turno)
  • 16 dicembre 2025 ore 14:30 – Collaboratore scolastico (secondo turno)
  • 17 dicembre 2025 ore 14:30 – Assistente tecnico (I posizione economica)
  • 18 dicembre 2025 ore 14:30 – Assistente tecnico (II posizione economica)
  • 19 dicembre 2025 ore 9:00 – Assistente amministrativo (I posizione economica), Cuoco, Infermiere e Guardarobiere
  • 19 dicembre 2025 ore 14:30 – Assistente amministrativo (II posizione economica)

Le operazioni di identificazione dei candidati avranno inizio alle ore 8:00 per il turno mattutino e alle ore 13:30 per il turno pomeridiano.

Informazioni sulle sedi e convocazioni

Le sedi d’esame e la suddivisione dei candidati saranno comunicate dagli Uffici Scolastici Regionali (USR) almeno venti giorni prima della data di svolgimento delle prove, tramite pubblicazione sui rispettivi siti istituzionali e albi online.

Le prove si svolgeranno nella regione di presentazione della domanda. Tuttavia, il personale che nel frattempo abbia ottenuto un trasferimento a seguito della mobilità ordinaria (O.M. n. 36 del 28 febbraio 2025) svolgerà la prova nella nuova regione di titolarità, secondo le disposizioni degli USR competenti.

Obblighi dei candidati

I candidati ammessi dovranno presentarsi muniti di documento di riconoscimento valido e codice fiscale.
La mancata presentazione, anche per cause di forza maggiore, comporterà l’esclusione dalla procedura.

Pubblicazione ufficiale

L’avviso è stato firmato dalla Direttrice Generale Maria Assunta Palermo e pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito, nonché sui siti degli Uffici Scolastici Regionali.

CCNL Istruzione e Ricerca 2022–2024: un rinnovo tardivo, povero e ingannevole

(Favilla: “Il gigante ha partorito il topolino”)

Ad oltre un anno dalla scadenza del contratto, il gigante della contrattazione ha finalmente partorito il topolino: un rinnovo che lascia l’amaro in bocca a tutto il personale della scuola, dell’università, dell’AFAM e della ricerca.

Le cifre diffuse in queste ore dai sindacati firmatari come “grande conquista” sono, in realtà, irrisorie. Oltre il 50% degli aumenti era già stato anticipato nel 2022 e nel 2023 con l’“anticipo del rinnovo contrattuale” previsto dall’art. 47-bis, comma 2, del D.Lgs. 165/2001 e dall’art. 1, comma 609, della Legge 234/2021.


Incrementi tabellari (art. 12 e tabelle A1-A2)

L’articolo 12 del contratto stabilisce che gli stipendi tabellari per docenti e personale ATA siano incrementati:

  • per il 2022 e il 2023, solo degli importi già anticipati dalle leggi di bilancio precedenti;
  • dal 1° gennaio 2024, degli importi indicati nella Tabella A1 (docenti) e A2 (ATA).

«Di fatto – commenta Giuseppe Favilla, Segretario Generale FENSIR – gli aumenti reali sono minimi: pochi euro lordi al mese dopo due anni di anticipo già percepito. È un rinnovo che non recupera nemmeno l’inflazione, ormai oltre il 14%. I lavoratori riceveranno in media tra 40 e 60 euro netti al mese: un’elemosina, non un contratto.»


Indennità fisse e accessorie (art. 14)

L’art. 14 prevede incrementi della Retribuzione Professionale Docenti (RPD), della parte fissa dell’indennità di direzione DSGA e del Compenso Individuale Accessorio ATA, ma con decorrenza dal 1° gennaio 2025 e finanziati con risorse già stanziate (art. 1, comma 121, Legge 207/2024).

«Si tratta di una partita di giro – continua Favilla –: non un euro nuovo, solo la riassegnazione di fondi già presenti. Si annuncia un aumento, ma lo si paga togliendo risorse da altri capitoli. È un trucco contabile, non una conquista sindacale.»


Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (art. 15)

Il Fondo MOF viene incrementato per il 2024 di 93,7 milioni di euro, ma la stessa cifra viene stabilmente ridotta dal 2025 per coprire gli aumenti fissi delle indennità.

«Nessun miglioramento reale per le scuole – osserva Favilla –. Si promette un investimento sull’offerta formativa, ma già l’anno successivo quei fondi spariscono. È un gioco delle tre carte, a danno della qualità dell’istruzione.»


Una tantum (art. 16)

L’art. 16 introduce un una tantum di 111,70 euro per i docenti e 270,70 euro per gli ATA, somme non pensionabili né utili al TFR (art. 13).

«Una cifra simbolica – afferma Favilla – che non copre neppure un mese di rincari. È una mancetta di fine stagione, non un riconoscimento del lavoro svolto.»

Struttura e relazioni sindacali (artt. 4–9 e art. 11)

Gli articoli da 4 a 9, relativi alle relazioni sindacali, ripropongono la stessa struttura del precedente contratto 2019–2021 (CCNL 18/01/2024).
Nessuna innovazione sui temi di partecipazione, contrattazione integrativa o valorizzazione professionale (art. 11 per la sezione Scuola).

«È lo stesso contratto del triennio scorso – sottolinea Favilla –. Cambiano solo le date. Nessuna riforma del sistema, nessuna attenzione alla dignità dei lavoratori. Si è perso un anno per firmare un copia-incolla.»

Le firme e le incoerenze

Nel testo firmato il 5 novembre 2025 risultano sottoscrittrici CISL, UIL, SNALS, GILDA, ANIEF e CISAL, mentre FLC CGIL non firma.

«La mancata firma della FLC CGIL – spiega Favilla – è la solita manfrina: una differenza tattica, non sostanziale. E fa sorridere vedere la UIL Scuola firmare oggi ciò che ieri aveva rifiutato. Se si voleva essere coerenti con i proclami del 2019, bisognava esserlo anche adesso.»

La posizione della FENSIR

«Questo rinnovo è una presa in giro per il personale della scuola, dell’università e della ricerca – dichiara Favilla –. Non valorizza nessuno, non premia il merito, non tutela il potere d’acquisto. È il risultato di una contrattazione svuotata, burocratica, senza coraggio. Ci chiediamo: ma cosa contrattano davvero i sindacati rappresentativi con l’ARAN? Di certo non gli interessi dei lavoratori.»

La FENSIR ribadisce la propria contrarietà all’ipotesi di CCNL 2022–2024 e invita tutto il personale del comparto a non lasciarsi ingannare dalle narrazioni trionfalistiche dei firmatari.
«È tempo – conclude Favilla – di una contrattazione vera, partecipata e trasparente, che restituisca dignità al lavoro pubblico e riconosca il valore quotidiano di chi garantisce il diritto all’istruzione e alla conoscenza.»

Roma, 6 novembre 2025
FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca

Funzioni quadro nella Scuola: la proposta FENSIR per un vero middle management

Giuseppe Favilla: “Serve una figura eletta, formata e riconosciuta contrattualmente, non un’estensione del potere dirigenziale”

Si continua a parlare di middle management nella scuola, anche a seguito delle dichiarazioni del presidente ANP, Antonello Giannelli, che ha descritto la condizione dei dirigenti scolastici come un lavoro “H24”, fatto di responsabilità amministrative, contabili e organizzative che superano ampiamente la dimensione educativa.
Da qui l’idea di introdurre figure intermedie che affianchino il dirigente nella gestione quotidiana degli istituti.

Una proposta che parte da un’esigenza reale — la complessità crescente della scuola — ma che, così come immaginata dall’ANP, rischia di accentrare ulteriormente il potere e di ridurre la partecipazione.
Un middle management nominato direttamente dal dirigente, infatti, sarebbe soltanto un prolungamento del suo ruolo e non un reale strumento di innovazione e condivisione gestionale.

La posizione della FENSIR: competenza, democrazia e riconoscimento

Su questo tema, la FENSIR propone una visione completamente diversa, fondata sulla partecipazione, la collegialità e la valorizzazione della professionalità docente.

Come spiega il Segretario Generale Giuseppe Favilla,

“Non possiamo riconoscere che la scuola non può essere governata solo dal dirigente, gravato da compiti che in qualunque altra amministrazione sono suddivisi tra più uffici, così come afferma Giannelli. Serve una struttura intermedia, ma che sia allo stesso tempo democratica, partecipata e competente”.

La proposta FENSIR prevede l’introduzione di funzioni quadro, cioè docenti con specifiche competenze organizzative, amministrative, progettuali e didattiche, elette o confermate dal collegio dei docenti e non nominate dal dirigente.

“Si tratta di figure che operano in stretto raccordo con la dirigenza — prosegue Favilla — ma con responsabilità relative e non assolute. Il dirigente mantiene la direzione unitaria dell’istituto, mentre le funzioni quadro coordinano e gestiscono settori specifici, garantendo una gestione più efficiente e realmente condivisa”.

Durata dell’incarico e riconoscimento contrattuale

La FENSIR ritiene fondamentale che l’incarico di funzione quadro abbia durata limitata, per evitare cristallizzazioni e favorire il ricambio.

“L’incarico — spiega Favilla — deve avere una durata di 5–7 anni, rinnovabile solo dopo verifica o nuova elezione. È giusto che la scuola si rinnovi e che le competenze si mettano periodicamente alla prova”.

Altrettanto decisivo è il riconoscimento economico e giuridico.

“L’emolumento spettante alla funzione quadro — sottolinea Favilla — deve essere corrisposto direttamente sul cedolino stipendiale mensile, non a carico del FIS (Fondo dell’Istituzione Scolastica). Si tratta di una posizione economica aggiuntiva stabile, che deve essere inserita nel Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Istruzione e Ricerca – settore scuola, in analogia con le figure di Elevata Qualificazione (EQ) del personale ATA”.

Questo permetterebbe di riconoscere finalmente anche ai docenti una figura di alta qualificazione professionale, evitando di sottrarre risorse ai progetti didattici e alla contrattazione d’istituto.

Una scuola organizzata, partecipata e competente

Il modello proposto dalla FENSIR rappresenta un equilibrio tra efficienza organizzativa e democrazia professionale.

“Non vogliamo una scuola gerarchica — afferma Favilla — ma una scuola in cui la professionalità dei docenti venga riconosciuta anche sul piano organizzativo. Le funzioni quadro devono essere una risorsa per la scuola, non un prolungamento del potere dirigenziale”.

In questa prospettiva, il middle management non è uno strumento di controllo, ma un livello di responsabilità diffusa, fondato su competenza, partecipazione e riconoscimento contrattuale.
Un modo concreto per alleggerire il carico del dirigente, migliorare la gestione delle scuole e valorizzare il ruolo dei docenti all’interno di una governance più equa e moderna.

La FENSIR ribadisce con forza la propria proposta: funzioni quadro elette, formate, a termine e retribuite in modo stabile e strutturale.
Una visione che guarda a una scuola più organizzata e più giusta, dove la collaborazione sostituisce la gerarchia e la professionalità diventa il vero motore del cambiamento.

“La scuola non deve essere la scuola del dirigente — conclude Favilla — ma la scuola della comunità educativa, fondata sulla condivisione, sulla competenza e sul riconoscimento del lavoro di tutti.”

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