Mese: Dicembre 2025

Due riviste, uno spazio comune: tornano EssereScuola e Agorà IRC

Dopo oltre due anni di pausa, tornano due spazi liberi di confronto, riflessione e condivisione

Dopo oltre due anni di pausa, da gennaio 2026 riprendono le pubblicazioni mensili di EssereScuola, la rivista che si propone come contenitore aperto di notizie sindacali, riflessioni culturali e contributi dal mondo della scuola. EssereScuola torna con l’obiettivo di offrire uno spazio di confronto non solo alla comunità educativa in senso stretto, ma all’intera comunità educante e non educativa, coinvolgendo chiunque abbia a cuore i temi dell’istruzione, della formazione, del lavoro e della cittadinanza attiva.

La rivista si rivolge a docenti, personale scolastico, dirigenti, studenti, famiglie, operatori del settore e cittadini interessati, offrendo articoli di approfondimento, contributi di opinione, esperienze didattiche, analisi sindacali e spunti di dibattito. EssereScuola si caratterizza per una scelta chiara e coerente: la gratuità. La rivista è infatti liberamente accessibile a tutti, senza barriere economiche o vincoli di iscrizione, nella convinzione che la conoscenza e il confronto debbano essere beni comuni.

Accanto alla rivista principale, riprenderà anche la pubblicazione di Agorà IRC, supplemento didattico-metodologico dedicato ai docenti di Religione Cattolica. Agorà IRC nasce come spazio di dialogo professionale e culturale, pensato per sostenere la riflessione pedagogica, metodologica e disciplinare, offrendo strumenti, idee e percorsi utili alla pratica quotidiana dell’insegnamento della religione nella scuola italiana.

Una rivista costruita insieme

La ripresa delle pubblicazioni vuole essere anche un segnale di apertura e partecipazione. La redazione invita chiunque lo desideri a contribuire con articoli, riflessioni, suggerimenti, recensioni di testi, segnalazioni di attività e buone pratiche provenienti dalle scuole.
La collaborazione, coerentemente con lo spirito della rivista, è volontaria e gratuita, fondata sulla condivisione delle competenze e sull’impegno civile e professionale di chi sceglie di partecipare al dibattito.

Le proposte possono essere inviate all’indirizzo redazione@esserescuola.it.

Con il ritorno di EssereScuola e Agorà IRC, da gennaio 2026 si riapre uno spazio libero, plurale e accessibile, pensato per dare voce a esperienze, idee e prospettive diverse, nella convinzione che il dialogo sia uno strumento essenziale per comprendere e migliorare la scuola e la società.

Docenti di Religione: il Tribunale di Milano riconosce l’abuso e condanna il Ministero a 16 mensilità di risarcimento

Avv. Mascheretti: “Una grande vittoria per i docenti di religione”

Importante pronunciamento del Tribunale del Lavoro di Milano, che ha riconosciuto l’abusiva reiterazione dei contratti a tempo determinato nei confronti di una docente di religione cattolica, condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento di un risarcimento pari a ben 16 mensilità, oltre interessi legali e spese di giudizio.

Il giudice ha accertato come il prolungarsi dei contratti annuali, senza l’indizione regolare dei concorsi triennali previsti dalla legge, integri una violazione grave e reiterata, meritevole di una sanzione risarcitoria significativa, quantificata in 16 mensilità dell’ultima retribuzione utile ai fini del TFR.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’Avv. Giovanni Battista Mascheretti, che ha patrocinato il ricorso, il quale ha sottolineato con entusiasmo:

“È una grande vittoria. Il Tribunale ha riconosciuto in modo chiaro l’abuso e ha liquidato un risarcimento importante, pari a 16 mensilità, confermando che il precariato protratto nel tempo non può restare senza conseguenze.”

La sentenza si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, che riconosce il diritto dei docenti di religione al risarcimento del danno in caso di utilizzo abusivo dei contratti a termine, anche in presenza di procedure concorsuali tardive e non automatiche.

Il ruolo determinante della FENSIR

Determinante, anche in questo caso, è stata l’attività sindacale della FENSIR, che da tempo porta avanti una battaglia costante a tutela dei docenti di religione cattolica, sostenendo la necessità di contrastare il precariato strutturale e promuovendo azioni legali efficaci.

Attraverso l’assistenza sindacale, il supporto legale e la promozione di ricorsi mirati, la FENSIR ha contribuito in modo concreto al riconoscimento dei diritti dei docenti coinvolti, ottenendo risultati tangibili come quello odierno, che valorizzano il lavoro svolto negli anni.

È possibile aderire ai ricorsi

La FENSIR ricorda che è possibile aderire ai ricorsi per il riconoscimento dell’abuso dei contratti a tempo determinato e per ottenere il risarcimento del danno.

🔗 Tutte le informazioni sono disponibili al link:
https://www.fensir.it/2025/09/19/ricorsi-2025-2026-aderisci/

📧 Per informazioni e contatti:
ricorsi@fensir.it

Un risultato che conferma come la tutela dei diritti dei docenti di religione passi anche attraverso un’azione sindacale seria, continua e determinata.

Auguri di buone feste

In questo tempo di festa, che unisce la fine di un anno e l’inizio di uno nuovo,
ci auguriamo di riscoprire ciò che ci accomuna:
il valore delle persone, il rispetto reciproco,
la speranza in un futuro più giusto e solidale.

Che questi giorni siano occasione di pausa, riflessione e rinnovamento,
per guardare avanti con fiducia, responsabilità e attenzione verso gli altri.

A tutte e a tutti, credenti e non credenti,
l’augurio di serenità, pace e nuovi inizi.

Buone Feste e Felice Anno Nuovo

📌 Giorni di apertura
Le attività riprenderanno dal 20 gennaio, compatibilmente con gli impegni scolastici dei sindacalisti coinvolti negli scrutini del primo periodo valutativo.

Fensir Sindacato

neoassunti: aperto l’ambiente INDIRE

A partire dal 19 dicembre 2025, INDIRE ha reso disponibile l’ambiente online dedicato alla documentazione dell’anno di formazione e prova. In tale piattaforma, i docenti neoassunti nell’anno scolastico 2025/26 potranno compilare e documentare il proprio portfolio professionale digitale, che sarà successivamente presentato al Comitato di valutazione.

L’ambiente riservato ai tutor sarà invece attivato in un secondo momento; esso consentirà la compilazione del questionario di monitoraggio e il download dell’attestato relativo allo svolgimento dell’attività di tutoraggio.

Retribuzione Professionale Docenti: il Tribunale di Bergamo riconosce pienamente i diritti dei supplenti

Ancora una vittoria contro la discriminazione contrattuale. La FENSIR in prima linea nella tutela dei docenti a tempo determinato

Una nuova e significativa sentenza del Tribunale di Bergamo – Sezione Lavoro rafforza in modo definitivo la tutela dei docenti con contratto di supplenza, ribadendo un principio fondamentale: la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) spetta anche al personale a tempo determinato, senza alcuna distinzione rispetto ai docenti di ruolo.

Con la sentenza n. 1763/2025, depositata il 17 dicembre 2025, il Giudice del Lavoro ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento delle somme maturate a titolo di RPD, oltre interessi, rivalutazione e spese legali, riconoscendo l’illegittimità della condotta ministeriale 28399041s.

Si tratta di un pronunciamento di grande rilievo, che si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai consolidato e che conferma la correttezza delle azioni sindacali e legali promosse dalla FENSIR a difesa dei docenti precari.


Cos’è la Retribuzione Professionale Docenti (RPD)

La RPD è un emolumento previsto dall’art. 7 del CCNL Comparto Scuola del 15 marzo 2001, istituito con l’obiettivo di:

  • valorizzare la funzione docente;
  • riconoscere il ruolo centrale degli insegnanti nei processi di innovazione didattica;
  • sostenere il miglioramento complessivo del servizio scolastico.

La contrattazione collettiva non ha mai previsto una differenziazione esplicita tra personale di ruolo e personale a tempo determinato, limitandosi a disciplinare le modalità di calcolo e di corresponsione della RPD, anche in relazione a periodi di servizio inferiori al mese.


La decisione del Tribunale di Bergamo

Il Giudice del Lavoro ha accolto integralmente la domanda proposta, richiamando in modo esteso e puntuale la giurisprudenza della Corte di Cassazione, in particolare:

  • Ordinanza n. 20015/2018
  • Ordinanza n. 629/2020

Secondo il Tribunale:

  • la RPD ha natura fissa e continuativa;
  • non è collegata a particolari modalità di svolgimento della prestazione lavorativa;
  • rientra pienamente nelle “condizioni di impiego” tutelate dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro allegato alla Direttiva 1999/70/CE;
  • i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato comparabili, salvo ragioni oggettive che, nel caso di specie, non sussistono.

Il Tribunale ha inoltre ribadito che:

il docente supplente svolge una prestazione equivalente a quella del docente di ruolo e non può essere escluso dalla RPD per il solo fatto della durata temporanea del contratto.


Il principio di non discriminazione e il diritto europeo

La sentenza richiama espressamente la normativa e la giurisprudenza europea, sottolineando come:

  • il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato abbia carattere vincolante e direttamente applicabile;
  • il giudice nazionale abbia il dovere di disapplicare eventuali norme interne contrastanti;
  • la pubblica amministrazione non possa giustificare trattamenti differenziati sulla base della sola natura temporanea del rapporto di lavoro.

Questo rafforza ulteriormente la posizione dei docenti supplenti, spesso penalizzati da prassi amministrative non conformi al diritto nazionale ed eurounitario.


Il ruolo centrale della FENSIR nella tutela dei docenti precari

Questa sentenza rappresenta l’ennesima conferma dell’impegno concreto della FENSIR nella difesa dei diritti dei docenti con contratto a tempo determinato.

Da anni la FENSIR:

  • denuncia le discriminazioni economiche e contrattuali subite dai supplenti;
  • promuove azioni legali mirate e fondate, basate su un orientamento giurisprudenziale solido;
  • affianca i docenti nella richiesta di riconoscimento delle somme illegittimamente non corrisposte.

La vittoria ottenuta davanti al Tribunale di Bergamo dimostra come l’azione sindacale, quando è coerente, competente e perseverante, produca risultati concreti e restituisca dignità al lavoro docente.


Perché agire ora

Molti docenti supplenti:

  • non hanno mai percepito la RPD;
  • l’hanno percepita solo parzialmente;
  • non sono consapevoli del diritto maturato negli anni di servizio a tempo determinato.

La giurisprudenza è ormai chiara e favorevole: il diritto esiste ed è esigibile.


Ricorsi gratuiti: come aderire

La FENSIR mette a disposizione dei docenti interessati ricorsi completamente gratuiti per il riconoscimento della Retribuzione Professionale Docenti.

DOCUMENTI NECESSARI DA INVIARE a ricorsi@fensir.it:

  1. Contratti a tempo determinato (tutti)
  2. Stato matricolare
  3. cedolino paga
  4. Carta di identità e codice fiscale
  5. scheda servizi di seguito
  6. Accordo tra le parti e Procura agli studi legali (successivamente)
  7. PER I NUOVI ISCRITTI www.fensir.it/iscriviti

📌 Per informazioni:
📧ricorsi@fensir.it

Nessun costo per il docente, massima trasparenza e assistenza sindacale e legale qualificata.

Conclusioni

La sentenza del Tribunale di Bergamo conferma un principio essenziale:
non esistono docenti di serie B.

Chi insegna, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge la stessa funzione, assume le stesse responsabilità e deve ricevere pari trattamento economico e professionale.

La FENSIR continuerà a essere al fianco dei docenti supplenti per affermare diritti, contrastare le discriminazioni e difendere la dignità del lavoro nella scuola.

Elenchi regionali per le immissioni in ruolo 2026/27: cosa sapere

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha predisposto una bozza di provvedimento che disciplina la costituzione delle graduatorie regionali finalizzate alle immissioni in ruolo del personale docente a partire dall’anno scolastico 2026/2027.
Tali graduatorie hanno l’obiettivo di garantire la copertura dei posti vacanti e disponibili qualora risultino esaurite le graduatorie concorsuali ordinarie ancora vigenti.

Finalità delle graduatorie regionali

Le graduatorie regionali rappresentano uno strumento aggiuntivo per assicurare continuità didattica e stabilità negli organici, consentendo l’assunzione a tempo indeterminato di docenti che hanno già dimostrato il possesso delle competenze richieste attraverso il superamento di procedure concorsuali.

Requisiti di accesso

Possono presentare domanda di inserimento nelle graduatorie regionali i docenti che:

  • abbiano partecipato a procedure concorsuali bandite a decorrere dal 1° gennaio 2020;
  • abbiano conseguito il punteggio minimo previsto per il superamento della prova orale, pari ad almeno 70/100 (o punteggio equivalente nelle procedure che prevedono prova orale e pratica);
  • siano risultati idonei, anche se non rientrati nel numero dei posti messi a bando.

Le graduatorie riguardano posti comuni e di sostegno per la scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado.

Esclusioni

Non possono presentare domanda di inserimento:

  • i docenti già assunti con contratto a tempo indeterminato;
  • i docenti che abbiano un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo.

Struttura delle graduatorie

Le graduatorie regionali saranno articolate:

  • per regione,
  • per classe di concorso e tipologia di posto.

L’ordine di collocazione dei candidati sarà determinato secondo i seguenti criteri:

  1. priorità in base alla cronologia delle procedure concorsuali;
  2. all’interno della stessa procedura, in base al punteggio complessivo ottenuto.

Scelta della regione

Ogni candidato potrà scegliere una sola regione, valida per tutte le classi di concorso e tipologie di posto per cui possiede titolo.
La scelta sarà irrevocabile per l’anno di riferimento.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda di inserimento dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale ministeriale, nei tempi e con le modalità che saranno indicati nell’ordinanza attuativa.

Pubblicazione delle graduatorie

Gli Uffici Scolastici Regionali provvederanno a:

  • pubblicare le graduatorie regionali definitive;
  • rendere disponibili i dati relativi alla consistenza delle graduatorie concorsuali ancora vigenti;
  • aggiornare annualmente le informazioni utili alle operazioni di immissione in ruolo.

Utilizzo per le immissioni in ruolo

Le graduatorie regionali saranno utilizzate solo in caso di esaurimento delle graduatorie concorsuali ordinarie, per l’assegnazione dei posti residui destinati alle assunzioni a tempo indeterminato.

Tempistiche

Il decreto attuativo dovrà essere emanato entro il 31 dicembre 2025, mentre le graduatorie entreranno in funzione a partire dalle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2026/2027.

Bando percorsi universitari di formazione iniziale e abilitazione dei docenti 2025/2026 – Università eCampus

L’Università eCampus ha emanato il bando di concorso per l’accesso ai percorsi universitari e accademici di formazione iniziale e abilitazione dei docenti per l’Anno Accademico 2025/2026, in attuazione del DPCM 4 agosto 2023 e della normativa vigente 802-25 Bando percorsi abilitant….

Il bando, insieme alle FAQ ufficiali, sarà pubblicato a breve nella sezione dedicata del portale di Ateneo:
👉 https://www.uniecampus.it/index.php?id=4341
Le FAQ sono soggette a costante aggiornamento, pertanto si invita a monitorare regolarmente la pagina indicata faq iniziali_FAQ 60 – 3A EDIZIO….

Termini di presentazione della domanda

La domanda di partecipazione al concorso potrà essere presentata esclusivamente online:

  • a partire dalle ore 11:00 di giovedì 18 dicembre 2025
  • fino alle ore 16:00 di venerdì 2 gennaio 2026

Il mancato rispetto dei termini o delle modalità previste comporterà l’esclusione dalla procedura.

Precisazioni sull’accreditamento MUR

Si precisa che il bando è emanato in attesa dell’esito dell’istanza presentata al Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) relativa a:

  • l’accreditamento delle ulteriori classi concorsuali indicate nell’Allegato 2 del bando;
  • la concessione dei contingenti per le classi concorsuali già accreditate, riportate nell’Allegato 1.

Di conseguenza, le graduatorie saranno efficaci esclusivamente:

  • per le classi concorsuali che risulteranno effettivamente accreditate dal MUR;
  • nei limiti quantitativi stabiliti dal Ministero.

Qualora le graduatorie fossero pubblicate prima del provvedimento ministeriale, la loro efficacia resterà subordinata all’esito definitivo dell’accreditamento 802-25 Bando percorsi abilitant….

Percorsi attivati

Il bando disciplina l’accesso ai percorsi:

  • 60 CFU/CFA (posti contingentati);
  • 30 CFU/CFA per vincitori di concorso;
  • 30 CFU/CFA ex art. 2-ter, comma 4-bis, D.lgs. 59/2017;
  • 36 CFU/CFA di completamento per vincitori di concorso con 24 CFU conseguiti entro il 31 ottobre 2022.

I percorsi prevedono frequenza obbligatoria e includono attività didattiche, laboratori e tirocini secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.

Informazioni e aggiornamenti

Tutte le informazioni operative, il testo integrale del bando, gli allegati e le FAQ aggiornate sono consultabili nella sezione dedicata del portale di Ateneo:
👉 https://www.uniecampus.it/index.php?id=4341

Si raccomanda ai candidati di verificare con attenzione i requisiti di accesso, le classi di concorso disponibili e le modalità di presentazione della domanda, nonché di monitorare costantemente gli aggiornamenti pubblicati dall’Università.


Anno di formazione e prova 2025/2026: obblighi, carichi di lavoro e tutele per i docenti

Con la Nota n. 95371 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito le modalità di svolgimento del periodo di formazione e prova dei docenti neoassunti e dei docenti che hanno ottenuto il passaggio di ruolo per l’anno scolastico 2025/2026. Il quadro normativo di riferimento resta il D.M. 226/2022, integrato dalle disposizioni del Decreto-Legge n. 19/2024 connesse all’attuazione del PNRR.

50 ore complessive: come sono realmente articolate

Il percorso di formazione e prova prevede 50 ore complessive di attività formative obbligatorie, da intendersi aggiuntive rispetto agli ordinari impegni di servizio. La Nota ministeriale chiarisce la seguente articolazione:

  • 6 ore di incontri iniziali e finali (in presenza o online);
  • 12 ore di laboratori formativi PNRR, da svolgere sulla piattaforma “Scuola Futura”;
  • 12 ore di attività di peer to peer e osservazione in classe;
  • 20 ore di formazione online sulla piattaforma INDIRE.

È importante sottolineare, anche in chiave sindacale, che le 20 ore su INDIRE sono confermate integralmente e non sono sostituite dalle attività PNRR:
le 12 ore su Scuola Futura si aggiungono al percorso già previsto dal D.M. 226/2022.

INDIRE e Scuola Futura: due piattaforme, funzioni diverse

La Nota distingue con chiarezza due ambienti formativi, spesso impropriamente sovrapposti nelle comunicazioni delle scuole:

  • Piattaforma INDIRE (20 ore)
    È lo spazio dedicato alla riflessione professionale e alla documentazione del percorso, attraverso:
    • bilancio iniziale e finale delle competenze;
    • analisi dell’esperienza didattica;
    • costruzione del portfolio professionale, che sostituisce ogni altra relazione finale.
  • Piattaforma Scuola Futura – PNRR (12 ore)
    Riguarda esclusivamente i laboratori formativi certificati ai sensi dell’art. 14 del DL 19/2024, riferiti in particolare a:
    • transizione digitale;
    • nuove competenze e linguaggi (multilinguismo).
    La frequenza deve essere obbligatoriamente attestata: l’assenza di certificazione compromette la validità dell’anno di prova.

Carichi di lavoro e criticità organizzative

Dal punto di vista sindacale, va evidenziato come l’impianto complessivo:

  • aumenti la pressione temporale sui docenti in anno di prova;
  • non preveda alcuna riduzione degli altri impegni funzionali;
  • affidi spesso alle singole istituzioni scolastiche una gestione non sempre uniforme delle attività.

Particolare attenzione va posta affinché:

  • non vengano confuse o accorpate impropriamente le ore INDIRE con quelle PNRR;
  • non siano richieste attività aggiuntive non previste dalla normativa;
  • siano rispettate le condizioni di servizio (part-time, decorrenze giuridiche differite, situazioni di proroga).

Tutor, dirigente scolastico e valutazione finale

Resta centrale il ruolo del docente tutor, che accompagna il neoassunto per tutto il percorso e cura l’istruttoria da presentare al Comitato di valutazione. Il dirigente scolastico stipula il Patto per lo sviluppo professionale, osserva l’attività didattica e redige la relazione finale.

Il superamento dell’anno di prova è subordinato a:

  • almeno 180 giorni di servizio, di cui 120 di attività didattica (riparametrabili);
  • completamento delle 50 ore di formazione;
  • colloquio finale con test, basato sulla documentazione prodotta.

La valutazione deve essere condotta con criteri trasparenti, non discrezionali e contestualizzati, tenendo conto delle reali condizioni di lavoro del docente.

Formazione e prova docenti neoassunti: il MIM anticipa le novità della circolare 2025/2026 Incontro informativo del 5 dicembre

Si è svolto ieri, 5 dicembre, l’incontro informativo presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito dedicato alla nuova circolare annuale sul percorso di formazione e prova dei docenti neoassunti e di coloro che hanno ottenuto il passaggio di ruolo. L’appuntamento ha fornito importanti chiarimenti sulle procedure che regoleranno l’anno di prova nel 2024/2025 e nel successivo anno scolastico.

Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata riservata alla posizione dei docenti provenienti dal concorso ordinario PNRR2 che conseguiranno l’abilitazione entro il 31 dicembre 2025. Per questa categoria, l’assunzione a tempo indeterminato decorrerà dalla data stessa di conseguimento dell’abilitazione. Di conseguenza, l’obbligo dei 180 giorni di servizio e dei 120 giorni di attività didattiche sarà calcolato a partire dalla data di decorrenza del contratto, che costituirà l’avvio formale dell’anno di prova previsto per l’a.s. 2025/2026.

L’impianto generale del percorso formativo resta confermato: come previsto dal DM 226/2020, il docente è tenuto a svolgere 50 ore di attività tra momenti sincroni e asincroni progettati per valorizzare la didattica laboratoriale, favorire l’osservazione reciproca e sostenere lo sviluppo professionale attraverso la piattaforma INDIRE. Le attività andranno registrate su “Scuola Futura”, accessibile dall’area riservata.

Nel dettaglio, il percorso comprenderà:

  • 6 ore di incontri in presenza e online, con una novità significativa: le prime 3 ore saranno erogate da INDIRE tramite un evento formativo nazionale;
  • 12 ore di laboratori formativi;
  • 12 ore di peer to peer;
  • 20 ore di formazione online.

La fase valutativa seguirà quanto stabilito dall’art. 13 del DM 226/2022. Le osservazioni in classe, a cura del Dirigente scolastico e del Tutor, e le relative schede compilate costituiranno parte essenziale della documentazione sottoposta al Comitato di valutazione. Il percorso si concluderà con un colloquio, comprensivo del test previsto dal Decreto, volto a verificare le competenze sviluppate dal docente durante l’anno di prova.

Anche quest’anno, dunque, il modello organizzativo della formazione e prova rimane sostanzialmente invariato rispetto agli anni precedenti. È stato inoltre richiesto al Ministero un importante chiarimento sulla possibilità di conteggiare anche i sabati all’interno dei 120 giorni di attività didattiche: una risposta ufficiale verrà fornita prima della pubblicazione definitiva della circolare.

L’uscita del testo definitivo è attesa nei prossimi giorni.

Docenti precari: il Tribunale di Milano riconosce il diritto alla Retribuzione Professionale Docenti. Il FENSIR protagonista della tutela

Il Tribunale di Milano – Sezione Lavoro, con sentenza del 6 novembre 2025 emessa dalla dott.ssa Francesca Saioni, ha accolto il ricorso presentato da un docente precario della scuola statale, riconoscendo il suo diritto a percepire la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) per tutto il periodo di servizio svolto tramite supplenze brevi.

La decisione – destinata a produrre effetti significativi per migliaia di supplenti che vivono la medesima condizione – condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento di 6.033,59 euro oltre agli interessi legali, oltre che alle spese di lite.

Una conferma: la RPD spetta anche ai supplenti brevi

La Giudice Saioni ha richiamato un consolidato orientamento giurisprudenziale, ribadendo che la RPD è un emolumento fisso e continuativo, parte integrante delle “condizioni di impiego” che non possono essere negate ai lavoratori a tempo determinato, in assenza di “ragioni oggettive” che giustifichino una disparità di trattamento rispetto ai docenti di ruolo o ai supplenti annuali.

Nella sentenza si evidenzia come le mansioni del docente ricorrente fossero identiche a quelle dei colleghi con contratti più lunghi o a tempo indeterminato, rendendo ingiustificabile la mancata corresponsione dell’emolumento. Tale posizione è perfettamente in linea con i principi della Direttiva Europea 1999/70/CE sulla parità di trattamento.

Il ruolo del FENSIR: una tutela sindacale efficace e determinata

Alla base del ricorso vi è stato il supporto del FENSIR, il sindacato che da anni si batte con determinazione contro le discriminazioni subite dal personale precario della scuola.

Il FENSIR, attraverso le sue strutture territoriali e i propri legali, ha:

  • elaborato i conteggi allegati al ricorso;
  • sostenuto il docente durante tutto l’iter;
  • promosso un’azione che si colloca in un più ampio percorso nazionale volto al riconoscimento dei diritti economici e professionali dei supplenti.

Questa sentenza rappresenta dunque una vittoria del sindacato e, più in generale, una conferma dell’importanza della sua iniziativa nel difendere la dignità lavorativa dei docenti temporanei. Il FENSIR si conferma tra i protagonisti più attivi nel far valere i diritti dei lavoratori del comparto scuola, colmando – anche in sede giudiziaria – le lacune di un sistema che troppo spesso penalizza chi garantisce quotidianamente la continuità didattica.

Una decisione che apre la strada ad altri ricorsi

Il Tribunale ha ribadito che negare la RPD ai supplenti brevi configura una discriminazione non solo rispetto ai docenti di ruolo, ma perfino rispetto ai colleghi con altre tipologie di contratti a tempo determinato.

Per questo motivo, la pronuncia milanese si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai stabile e rappresenta un ulteriore passo avanti verso una piena equiparazione retributiva dei precari.

ADERISCI AL RICORSO


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