Con la Nota n. 95371 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito le modalità di svolgimento del periodo di formazione e prova dei docenti neoassunti e dei docenti che hanno ottenuto il passaggio di ruolo per l’anno scolastico 2025/2026. Il quadro normativo di riferimento resta il D.M. 226/2022, integrato dalle disposizioni del Decreto-Legge n. 19/2024 connesse all’attuazione del PNRR.

50 ore complessive: come sono realmente articolate

Il percorso di formazione e prova prevede 50 ore complessive di attività formative obbligatorie, da intendersi aggiuntive rispetto agli ordinari impegni di servizio. La Nota ministeriale chiarisce la seguente articolazione:

  • 6 ore di incontri iniziali e finali (in presenza o online);
  • 12 ore di laboratori formativi PNRR, da svolgere sulla piattaforma “Scuola Futura”;
  • 12 ore di attività di peer to peer e osservazione in classe;
  • 20 ore di formazione online sulla piattaforma INDIRE.

È importante sottolineare, anche in chiave sindacale, che le 20 ore su INDIRE sono confermate integralmente e non sono sostituite dalle attività PNRR:
le 12 ore su Scuola Futura si aggiungono al percorso già previsto dal D.M. 226/2022.

INDIRE e Scuola Futura: due piattaforme, funzioni diverse

La Nota distingue con chiarezza due ambienti formativi, spesso impropriamente sovrapposti nelle comunicazioni delle scuole:

  • Piattaforma INDIRE (20 ore)
    È lo spazio dedicato alla riflessione professionale e alla documentazione del percorso, attraverso:
    • bilancio iniziale e finale delle competenze;
    • analisi dell’esperienza didattica;
    • costruzione del portfolio professionale, che sostituisce ogni altra relazione finale.
  • Piattaforma Scuola Futura – PNRR (12 ore)
    Riguarda esclusivamente i laboratori formativi certificati ai sensi dell’art. 14 del DL 19/2024, riferiti in particolare a:
    • transizione digitale;
    • nuove competenze e linguaggi (multilinguismo).
    La frequenza deve essere obbligatoriamente attestata: l’assenza di certificazione compromette la validità dell’anno di prova.

Carichi di lavoro e criticità organizzative

Dal punto di vista sindacale, va evidenziato come l’impianto complessivo:

  • aumenti la pressione temporale sui docenti in anno di prova;
  • non preveda alcuna riduzione degli altri impegni funzionali;
  • affidi spesso alle singole istituzioni scolastiche una gestione non sempre uniforme delle attività.

Particolare attenzione va posta affinché:

  • non vengano confuse o accorpate impropriamente le ore INDIRE con quelle PNRR;
  • non siano richieste attività aggiuntive non previste dalla normativa;
  • siano rispettate le condizioni di servizio (part-time, decorrenze giuridiche differite, situazioni di proroga).

Tutor, dirigente scolastico e valutazione finale

Resta centrale il ruolo del docente tutor, che accompagna il neoassunto per tutto il percorso e cura l’istruttoria da presentare al Comitato di valutazione. Il dirigente scolastico stipula il Patto per lo sviluppo professionale, osserva l’attività didattica e redige la relazione finale.

Il superamento dell’anno di prova è subordinato a:

  • almeno 180 giorni di servizio, di cui 120 di attività didattica (riparametrabili);
  • completamento delle 50 ore di formazione;
  • colloquio finale con test, basato sulla documentazione prodotta.

La valutazione deve essere condotta con criteri trasparenti, non discrezionali e contestualizzati, tenendo conto delle reali condizioni di lavoro del docente.

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