FENSIR – SADOC | 26 ottobre 2026

Nomine e ricerca di supplenti proseguono in diversi territori. Al centro della proposta sindacale, la dignità del lavoro docente e la continuità didattica.

L’anno scolastico è avviato, ma il lavoro di assegnazione delle supplenze continua. A fine ottobre gli uffici pubblicano nuovi turni di nomina e le scuole ricorrono agli interpelli per cercare docenti. Sono procedure diverse, che possono rispondere anche a esigenze emerse durante l’anno. La loro presenza non dimostra, da sola, un ritardo generalizzato: pone però una domanda concreta sulle condizioni in cui si lavora e si garantisce la continuità delle lezioni.

Nel Lazio, l’Ambito territoriale di Roma ha pubblicato il 23 ottobre il settimo turno di nomine a tempo determinato per il 2026/2027. Nella stessa giornata ha diffuso una nuova raccolta di interpelli per infanzia, primaria, sostegno e insegnamenti della secondaria.

In Lombardia, un avviso dell’Istituto comprensivo Don Milani di Novate Milanese, datato 19 ottobre, cercava tre docenti per il sostegno nella primaria: 24 ore settimanali, dal 22 ottobre al 30 giugno 2027. L’istituto dichiarava esaurite le disponibilità delle proprie graduatorie e di quelle degli istituti vicini. La candidatura scadeva il giorno successivo alla data dell’avviso.

In Emilia-Romagna si trovano esigenze di durata molto diversa. Il 22 ottobre l’ufficio di Forlì-Cesena ha pubblicato un interpello della Direzione didattica 5 di Cesena per una supplenza nella primaria dal 26 al 30 ottobre. Il 23 ottobre è stato pubblicato un avviso per un posto comune nell’infanzia a Rocca San Casciano, dal 27 ottobre al 30 giugno 2027.

Questi casi documentano la ricerca di personale in più territori. Non consentono di quantificare quante cattedre siano rimaste scoperte dall’inizio delle lezioni, né di attribuire automaticamente responsabilità alle scuole. Mostrano, invece, perché sia necessario distinguere supplenze brevi, disponibilità sopravvenute e incarichi di durata più lunga.

Per un docente, una proposta di lavoro può comportare la ricerca di un alloggio, spostamenti e la riorganizzazione degli impegni familiari. Quanto più sono ravvicinati i termini, tanto più diventa difficile valutare un incarico conoscendone davvero condizioni e sostenibilità.

Per una classe, ogni avvicendamento richiede un passaggio di informazioni, la ripresa della programmazione e la costruzione di una relazione educativa.

La questione riguarda quindi sia le condizioni di lavoro di chi insegna sia la possibilità degli studenti di seguire un percorso didattico coerente.

«La disponibilità dei docenti – afferma Giuseppe Favilla, segretario generale della Fensir – non può diventare la risposta ordinaria a ogni difficoltà del reclutamento. Dietro una nomina ci sono persone che devono organizzare la propria vita e studenti che hanno bisogno di continuità. Chiediamo che le disponibilità siano rese note tempestivamente, che le procedure siano trasparenti e che ai fabbisogni stabili corrispondano prospettive di lavoro stabile. La dignità professionale comincia anche dal poter sapere dove e per quanto tempo si lavorerà».

«Chi entra in classe – dichiara Antoninio Gullo – con una supplenza si assume una responsabilità educativa piena. Deve poter conoscere con chiarezza sede, orario e durata dell’incarico e ricevere le informazioni necessarie per inserirsi nel lavoro dei colleghi. Anche quando la sostituzione è urgente, l’accoglienza del docente e il passaggio di consegne devono avere uno spazio reale nell’organizzazione della scuola».

La proposta sindacale è rendere più leggibile l’intero percorso di copertura dei posti. Un monitoraggio periodico dovrebbe distinguere le disponibilità già note prima delle lezioni da quelle sopravvenute, indicare i tempi di assegnazione e consentire di capire dove le difficoltà si ripetono. Senza questa distinzione, il numero degli interpelli rischia di essere usato per conclusioni che gli avvisi, da soli, non sostengono.

Occorre inoltre facilitare la consultazione degli avvisi attraverso raccolte aggiornate e informazioni omogenee: tipologia di posto, sede, ore, durata, requisiti, termini e modalità di candidatura. La necessità di coprire rapidamente una classe deve accompagnarsi a procedure comprensibili e verificabili.

Alle scuole servono condizioni organizzative adeguate per gestire le sostituzioni e accogliere il personale. Ai docenti servono prospettive di stabilizzazione sui fabbisogni duraturi, nel rispetto delle procedure di reclutamento.

La continuità didattica va sostenuta con scelte di organico e con il riconoscimento del lavoro di chi entra in servizio anche per pochi giorni.

Chi risponde a un interpello dovrebbe leggere integralmente l’avviso ufficiale, verificare requisiti e condizioni di partecipazione, conservare la domanda e la ricevuta di invio.

In presenza di dubbi su un incarico o sulla propria posizione, è utile sottoporre al sindacato l’avviso e la documentazione pertinente.

I riferimenti territoriali citati in questo articolo sono esempi documentati, non un elenco di candidature ancora aperte.

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