Mese: Gennaio 2026

Docenti precari: il Tribunale di Milano riconosce il risarcimento per abuso di contratti a termine e la Carta del docente

Ancora una volta la giustizia del lavoro riconosce le ragioni dei docenti precari. Con una recente sentenza, il Tribunale del Lavoro di Milano ha accolto il ricorso promosso contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito, accertando l’illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato oltre i limiti previsti dalla normativa nazionale ed europea.

Il giudice ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno da abuso di contratti a termine, quantificando un’indennità economica commisurata alla durata complessiva del precariato e al numero dei contratti stipulati nel corso degli anni. Una decisione che conferma un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato: la reiterazione sistematica di rapporti annuali, in assenza di procedure concorsuali regolari e periodiche, costituisce una violazione dei diritti dei lavoratori.

Fondamentale, in questo risultato, è stata l’azione legale promossa dall’Avvocato Giovanni Battista Mascheretti, che ha curato il ricorso mettendo in evidenza le criticità strutturali del sistema di reclutamento e la mancata tutela dei docenti precari, richiamando la normativa nazionale, i principi costituzionali e la giurisprudenza europea in materia di abuso dei contratti a termine. Un lavoro giuridico puntuale che ha consentito di ottenere un riconoscimento concreto dei diritti lesi.

La sentenza affronta anche un altro tema centrale per il mondo della scuola: la Carta elettronica del docente. Il Tribunale ha infatti riconosciuto il diritto al beneficio economico anche al personale assunto a tempo determinato, superando una discriminazione che per anni ha penalizzato migliaia di insegnanti, pur a fronte di mansioni e responsabilità identiche a quelle dei colleghi di ruolo. Tuttavia, il riconoscimento è stato limitato alle annualità non prescritte, lasciando scoperti molti anni di servizio effettivamente svolto.

La soddisfazione della FENSIR

Grande soddisfazione è stata espressa dalla FENSIR per l’esito del giudizio.

«Questa sentenza rappresenta per noi una grandissima soddisfazione – dichiara il segretario regionale FENSIR, Antonino Gullo – perché conferma, ancora una volta, che l’azione del nostro sindacato è concreta ed efficace nella tutela dei diritti degli iscritti. I lavoratori hanno avuto ragione e il Tribunale ha riconosciuto ciò che denunciamo da anni».

Gullo sottolinea come il risarcimento del danno non sia solo un ristoro economico, ma anche un riconoscimento della dignità professionale dei docenti precari:
«Auspichiamo che questa decisione contribuisca ad aprire la strada a una vera stabilizzazione di tutto il personale, soprattutto di chi lavora da decenni nella scuola senza tutele adeguate. Non possiamo però nascondere che, nella lunga storia del precariato scolastico, si siano consumate molte ingiustizie».

Tra queste, il segretario FENSIR richiama proprio il caso della Carta docente:
«È emblematico che a una docente con dieci anni di insegnamento e di diritto acquisito, vengano riconosciuti solo gli ultimi cinque anni. Questo dimostra quanto il sistema sia stato penalizzante per chi ha garantito continuità didattica e qualità dell’insegnamento pur restando formalmente “precario”».

La FENSIR, anche attraverso il lavoro dei propri legali, ribadisce infine il proprio impegno a proseguire l’azione sindacale e giudiziaria affinché vengano riconosciuti pienamente i diritti del personale scolastico e si ponga fine a un uso strutturale e distorto del lavoro a tempo determinato nella scuola pubblica.

Anno di formazione e prova 2025/2026. Oggi primo incontro nazionale presso le Scuole Polo.

Il primo incontro formativo nazionale per i docenti neoassunti nell’anno scolastico 2025/2026 si svolgerà giovedì 30 gennaio 2026, dalle 15.00 alle 18.00.
L’iniziativa, promossa da INDIRE, si terrà in modalità sincrona e sarà fruibile in presenza presso le Scuole Polo o altre sedi individuate sul territorio.

L’incontro rientra nelle 6 ore complessive previste per le attività iniziali e conclusive del percorso di formazione e prova, che complessivamente ammonta a 50 ore obbligatorie, articolate tra incontri in presenza, laboratori, attività peer to peer e formazione online.

Chi è interessato dal percorso di formazione e prova

Sono tenuti a svolgere l’anno di formazione e prova nell’a.s. 2025/2026:

  • docenti neoassunti a tempo indeterminato, inclusi i vincitori dei concorsi PNRR1 e PNRR2;
  • docenti assunti da concorso straordinario IRC;
  • docenti con proroga o rinvio del periodo di prova;
  • docenti che ripetono il percorso per valutazione negativa o mancato superamento del test finale;
  • docenti che hanno ottenuto il passaggio di ruolo;
  • docenti assunti da GPS sostegno (prima fascia o elenco aggiuntivo) con proroga ai sensi del DM 111/2024 o DM 119/2023;
  • docenti assunti da concorso straordinario bis;
  • docenti con nomina giuridica dal 1° settembre 2025 ed economica dal 1° settembre 2026, se in possesso dei requisiti di servizio sullo stesso grado.

Gli Uffici Scolastici Provinciali hanno nel frattempo indicato le Scuole Polo presso cui i docenti potranno seguire il primo incontro in collegamento nazionale.

Docenti di Religione: ritardi inaccettabili a Pavia

Accanto all’avvio formale del percorso, permangono gravi criticità, in particolare per i docenti di Religione della provincia di Pavia.
Solo il 29 gennaio, a ridosso dell’incontro nazionale, molti docenti hanno visto regolarizzare il proprio stato giuridico e ottenere l’accesso alla piattaforma INDIRE, con evidenti ricadute sull’avvio ordinato dell’anno di prova.

Ancora più grave risulta la mancata regolarizzazione della posizione stipendiale, che per diversi docenti continua a essere trattata come tempo determinato, nonostante la nomina a tempo indeterminato. Una situazione che appare riconducibile a inerzia o negligenza delle RTS territoriali e che penalizza lavoratrici e lavoratori già sottoposti a un percorso formativo molto impegnativo.

Su queste problematiche SAIR e FENSIR sono intervenuti con decisione, interpellando gli uffici competenti e chiedendo soluzioni immediate, nel rispetto dei diritti contrattuali e professionali dei docenti coinvolti.

Assicurazione sanitaria per docenti e ATA: gara Consip da 320 milioni, cosa prevede il piano

È stata pubblicata la gara europea per l’affidamento della polizza sanitaria integrativa destinata al personale della scuola, per un valore complessivo di 320 milioni di euro. La procedura riguarda docenti e personale ATA e rappresenta uno degli interventi più rilevanti sul piano del welfare scolastico degli ultimi anni.

La copertura assicurativa interesserà oltre 1,2 milioni di lavoratrici e lavoratori della scuola e, per la prima volta, non farà distinzione tra personale a tempo indeterminato e docenti a tempo determinato, inclusi coloro che hanno un incarico annuale o fino al 30 giugno.

Le principali coperture previste dalla polizza

Il piano sanitario integrativo prevede un insieme articolato di tutele e prestazioni, finalizzate sia alla cura sia alla prevenzione. Tra le principali coperture sono previste:

  • Ricoveri ospedalieri per grandi interventi chirurgici e gravi eventi morbosi, comprensivi delle spese per accertamenti diagnostici, visite specialistiche ed esami effettuati nei periodi precedenti e successivi al ricovero
  • Prestazioni di alta diagnostica, incluse risonanze magnetiche, TAC, ecografie e altri esami strumentali
  • Programmi di prevenzione sanitaria, con particolare attenzione alla prevenzione cardiovascolare e oncologica, differenziata per genere
  • Copertura per la maternità, sia in caso di parto naturale che di parto cesareo
  • Prestazioni specialistiche ambulatoriali, comprese visite mediche e terapie collegate a eventi coperti dalla polizza
  • Assistenza odontoiatrica, con interventi di prevenzione e la possibilità di accedere a tariffe agevolate presso strutture convenzionate anche per i familiari

Il commento di Fensir e del segretario generale Giuseppe Favilla

Sulla conferma dell’assicurazione sanitaria integrativa è intervenuta Fensir, per voce del suo segretario generale Giuseppe Favilla, che ha espresso una valutazione positiva ma attenta agli aspetti applicativi:

«Accogliamo con favore la conferma dell’assicurazione sanitaria integrativa per il personale della scuola e per la prima volta non ci sarà distinzione tra i docenti a tempo determinato, annuali e fino al 30 giugno, con i docenti a tempo indeterminato. Un passo avanti, ma restano i tempi dell’effettiva fruizione della stessa e delle modalità di richiesta.»

Favilla ha poi evidenziato alcune criticità operative:

«Auspichiamo che la procedura possa svolgersi in autonomia attraverso un portale dedicato con accesso tramite SPID o CIE e che i dati contrattuali siano direttamente importati. Speriamo di non ricorrere nuovamente al cartaceo e agli sportelli delle segreterie scolastiche, aggravandone il carico di lavoro e le responsabilità di controllo.»

Tempistiche di avvio

La pubblicazione della gara rappresenta un passaggio fondamentale, ma l’attivazione concreta della polizza non sarà immediata. Saranno necessari i tempi tecnici per l’aggiudicazione, la stipula del contratto e la definizione delle procedure operative.

Secondo le previsioni attuali, la fruizione dell’assicurazione sanitaria integrativa avverrà nel corso dei primi mesi del 2026, una volta completati tutti gli adempimenti amministrativi e resi operativi i canali di accesso per il personale della scuola.

La misura segna un cambio di passo importante per il comparto scolastico, introducendo una tutela strutturata, uniforme e finalmente estesa anche al personale precario.

Formazione iniziale e abilitazione dei docenti: i decreti del 2026 tra contingentamento, selezione e costi a carico dei lavoratori della scuola

Con l’emanazione dei Decreti Ministeriali n. 137 del 26 gennaio 2026 e n. 138 del 27 gennaio 2026, il Ministero dell’Università e della Ricerca definisce il quadro operativo dei percorsi universitari e accademici di formazione iniziale e abilitazione dei docenti per l’anno accademico 2025/2026, in attuazione del decreto legislativo n. 59/2017 e delle riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza .

I due provvedimenti rappresentano un passaggio centrale nel processo di riorganizzazione del reclutamento, ma lasciano aperte numerose criticità strutturali, soprattutto in termini di equità, accessibilità e sostenibilità economica per i lavoratori della scuola.

Le riserve di posti: un riconoscimento parziale dell’esperienza

Il DM 137/2026 disciplina le riserve di posti per l’accesso ai percorsi abilitanti, previste dall’art. 2-bis del decreto legislativo n. 59/2017. In particolare, viene confermata la possibilità di accesso riservato ai docenti che abbiano svolto almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, di cui almeno uno sulla specifica classe di concorso per cui si richiede l’abilitazione Decreto Ministeriale n. 137 del….

Si tratta di un principio condivisibile, che riconosce – almeno formalmente – il valore dell’esperienza maturata nelle scuole statali, paritarie e nei percorsi di istruzione e formazione professionale. Tuttavia, la riserva resta subordinata a limiti numerici rigidi, determinati annualmente, che rischiano di escludere una parte significativa dei docenti aventi diritto.

In assenza di un accesso strutturalmente garantito, la riserva si configura più come una corsia preferenziale limitata che come una reale tutela dei lavoratori precari storici.

Selezione per titoli e logica competitiva

Il DM 138/2026 definisce l’autorizzazione dei posti e le modalità di selezione, demandando agli Allegati A e B la valutazione dei titoli per la formazione delle graduatorie di accesso .

Il sistema di punteggio attribuisce valore a:

  • voto del titolo di accesso;
  • ulteriori titoli universitari o accademici;
  • master, dottorati e certificazioni linguistiche;
  • anni di servizio prestato.

Un impianto che, se da un lato mira a garantire selettività, dall’altro rischia di accentuare le disuguaglianze tra docenti, premiando chi ha avuto maggiori possibilità economiche e temporali di accumulare titoli, spesso a pagamento, e penalizzando chi ha costruito il proprio profilo professionale prevalentemente attraverso il lavoro in classe.

La formazione iniziale continua così a essere trattata come una competizione individuale, piuttosto che come un percorso pubblico di qualificazione professionale.

Posti autorizzati e squilibri territoriali

L’Allegato A al DM 138/2026 contiene la ripartizione dei posti autorizzati su base regionale e per classe di concorso, costruita sul fabbisogno comunicato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e sull’offerta formativa delle università e delle istituzioni AFAM Decreto Ministeriale n. 138 del….

Dall’analisi emerge:

  • una forte frammentazione territoriale;
  • un numero di posti spesso insufficiente rispetto alla platea dei potenziali candidati;
  • classi di concorso con numeri minimi che rendono difficile una reale programmazione professionale.

Questo sistema, anziché garantire stabilità, alimenta incertezza e contribuisce a prolungare il precariato, con il rischio di creare nuovi contenziosi e nuove sacche di esclusione.

Il nodo irrisolto dei costi di abilitazione

Uno degli aspetti più critici, seppur non direttamente disciplinato dai decreti, resta quello dei costi dei percorsi abilitanti, che continuano a gravare quasi interamente sui docenti.

Su questo punto interviene con decisione Giuseppe Favilla, segretario generale della FENSIR, che sottolinea l’inadeguatezza dell’attuale modello:

«L’ideale sarebbe un percorso stabile universitario o, meglio ancora, INDIRE, che preveda un dimezzamento del costo di abilitazione. Sarebbe l’ideale l’azzeramento, considerando che la scuola è un servizio pubblico a carico di tutti i cittadini».

La posizione della FENSIR mette in evidenza una contraddizione evidente: mentre lo Stato riconosce la scuola come servizio pubblico essenziale, continua a finanziare solo parzialmente la formazione dei docenti, trasformando l’abilitazione in un onere economico individuale.

Verso un modello pubblico e strutturale di formazione

Secondo la FENSIR, i decreti del 2026 confermano un impianto normativo transitorio e incompiuto, che non supera la logica emergenziale e non costruisce un vero sistema pubblico di formazione iniziale.

La proposta sindacale è chiara:

  • percorsi stabili e programmati, non soggetti a continui decreti annuali;
  • gestione pubblica della formazione, anche attraverso INDIRE;
  • abbattimento drastico dei costi, fino all’azzeramento;
  • riconoscimento pieno dell’esperienza professionale maturata nella scuola.

Solo in questo modo la formazione iniziale potrà diventare uno strumento di qualità e giustizia sociale, e non l’ennesimo ostacolo nel percorso professionale dei docenti.

Conclusioni

I Decreti Ministeriali n. 137 e 138 del 2026 rappresentano un ulteriore tassello nella riforma del reclutamento, ma non risolvono le criticità strutturali del sistema. Senza un investimento pubblico deciso e una visione di lungo periodo, il rischio è quello di continuare a produrre precariato, disuguaglianze e sfiducia.

La FENSIR ribadisce la necessità di una svolta politica: la formazione dei docenti non può essere considerata un costo individuale, ma un investimento collettivo sul futuro della scuola pubblica.


NOIPA – Chiarimenti sugli arretrati e sugli importi pubblicati

Sul portale NoiPA è stato pubblicato un avviso che riguarda tutti i casi in cui l’importo degli arretrati risulta diverso o inferiore rispetto alle aspettative.

NoiPA comunica che il calcolo degli arretrati e dello stipendio tabellare non è stato completato correttamente per alcune qualifiche e che la Direzione competente provvederà a rielaborare gli importi e ad erogare eventuali differenze spettanti.

Chiarimenti sugli importi

Gli importi indicati nelle tabelle pubblicate sono da intendersi al lordo. Il valore netto può risultare inferiore poiché sono già stati applicati l’anticipo della vacanza contrattuale e l’anticipo del rinnovo contrattuale; tali anticipi incidono sul lordo e, di conseguenza, anche sul netto percepito.

Il periodo di riferimento degli arretrati è pari a 12 mesi. Tuttavia, nel corso degli ultimi due anni, per alcuni lavoratori possono essersi verificate variazioni contrattuali, quali cambi di profilo, immissioni in ruolo o passaggi di stato giuridico, che incidono sul calcolo finale.

Per il personale supplente, la durata dei contratti può essere inferiore ai dodici mesi (ad esempio dieci mesi o meno) e, in alcuni casi, può essere seguita da un’immissione in ruolo. Anche queste situazioni determinano differenze significative negli importi spettanti.

Per tali ragioni, gli arretrati possono variare anche sensibilmente da persona a persona e il confronto diretto tra colleghi può non essere attendibile.

Conteggi e verifiche

Si invita a non richiedere conteggi preventivi degli arretrati, in quanto eventuali stime effettuate esclusivamente sulla base di dichiarazioni non supportate da documentazione ufficiale e soggette a numerose variabili (durata dei contratti, variazioni di profilo, passaggi di ruolo, anticipi contrattuali, trattenute fiscali e contributive) potrebbero risultare significativamente errate e quindi fuorvianti.

Le verifiche potranno essere effettuate in modo attendibile solo dopo l’eventuale accredito definitivo delle somme da parte di NoiPA e sulla base dei dati ufficiali disponibili.

Assistenza sindacale

Il personale è invitato a rivolgersi al sindacato FENSIR solo dopo l’eventuale accredito di ulteriori somme a seguito della rielaborazione annunciata da NoiPA. L’assistenza è garantita agli iscritti e coloro che si iscrivono al sindacato.

Qualora vengano accreditati ulteriori importi, sarà possibile verificarne la correttezza con il supporto sindacale. Nel caso in cui non siano effettuati ulteriori accrediti, gli arretrati già percepiti sono da considerarsi corretti.

La Fensir rimane a disposizione di un controllo a partire dal mese di febbraio inviando il proprio cedolino degli arretrati con una breve storia del proprio profilo giuridico, nonché aspettative, anche come congedo biennale e ogni altra assenza senza retribuzione negli anni 2024 e 2025. I documenti devono essere inviati a stipendi@fensir.it e attendere la risposta.

Posizioni economiche ATA: fissato il calendario della prova finale di valutazione

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato l’avviso ufficiale relativo al calendario della prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche del personale ATA, finalizzate alla valorizzazione professionale all’interno delle Aree, così come previsto dal decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024 m_pi.AOODGPER.REGISTRO UFFICIAL….

La prova scritta si svolgerà dal 23 al 27 febbraio 2026, secondo una calendarizzazione articolata per profilo professionale e turno, come di seguito indicato:

  • 23 febbraio 2026, ore 09:00
    Operatore dei servizi agrari
  • 23 febbraio 2026, ore 14:30
    Collaboratore scolastico – primo turno
  • 24 febbraio 2026, ore 14:30
    Collaboratore scolastico – secondo turno
  • 25 febbraio 2026, ore 14:30
    Assistente tecnico – prima posizione economica
  • 26 febbraio 2026, ore 14:30
    Assistente tecnico – seconda posizione economica
  • 27 febbraio 2026, ore 09:00
    Cuoco, Guardarobiere, Infermiere e Assistente amministrativo – prima posizione economica
  • 27 febbraio 2026, ore 14:30
    Assistente amministrativo – seconda posizione economica

Le operazioni di identificazione dei candidati avranno inizio alle ore 8.00 per i turni mattutini e alle ore 13.30 per i turni pomeridiani, mentre l’avvio delle prove è fissato rispettivamente alle ore 9.00 e alle ore 14.30.

La prova finale si svolgerà nella provincia di servizio di ciascun candidato per l’anno scolastico 2025/2026, presso sedi che saranno individuate dagli Uffici Scolastici Regionali. Le informazioni dettagliate sulle sedi d’esame, sull’assegnazione dei candidati e sulla suddivisione in turni e giornate saranno comunicate almeno venti giorni prima dello svolgimento delle prove, tramite avvisi pubblicati sui siti istituzionali degli USR e nei relativi albi.

Gli aspiranti potranno inoltre consultare il PDF di convocazione nella propria area riservata della Piattaforma Concorsi e Procedure selettive disponibile sul sito del Ministero. Tale avviso ha valore di notifica a tutti gli effetti.

Per sostenere la prova, i candidati dovranno presentarsi muniti di documento di riconoscimento valido e codice fiscale. La mancata presentazione nel giorno, nell’ora e nella sede stabiliti comporterà l’esclusione dalla procedura, anche in caso di cause di forza maggiore.

L’avviso è firmato dal Direttore generale per il personale scolastico, Maria Assunta Palermo, ed è pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dell’Istruzione e del Merito e sui portali degli Uffici Scolastici Regionali

Tribunale di Cremona: Contratti a termine oltre i 36 mesi, nuova vittoria per i docenti precari

Il Tribunale di Cremona riconosce risarcimento e Carta del Docente grazie all’azione di Fensir e dello Studio Legale Mascheretti

Importante pronuncia del Tribunale di Cremona – Sezione Lavoro, che con sentenza del 20 gennaio 2026 ha accertato l’illegittimità della reiterazione dei contratti a tempo determinato nel settore scolastico oltre il limite dei 36 mesi, condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito al risarcimento del danno e al riconoscimento della Carta del Docente sentenza Pisani vs MIM.

Il Giudice del Lavoro ha stabilito che la reiterazione dei contratti a termine, protrattasi per un periodo superiore ai limiti consentiti dalla normativa, costituisce una violazione delle tutele previste per il personale precario della scuola. Per tale ragione, il Ministero è stato condannato a corrispondere un’indennità risarcitoria pari a cinque mensilità dell’ultima retribuzione utile ai fini del TFR, oltre agli interessi legali dalla data della sentenza fino al saldo.

La sentenza riconosce inoltre il diritto alla Carta del Docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per un importo complessivo di 1.500 euro, oltre interessi o rivalutazione come indicato in motivazione. L’Amministrazione dovrà quindi mettere a disposizione della docente la Carta o altro beneficio equipollente che ne consenta la concreta fruizione nel rispetto dei vincoli di legge.

Di rilievo anche la condanna del Ministero al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in oltre 2.100 euro, oltre accessori di legge e contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori.

Il ruolo decisivo di Fensir e dello Studio Legale Mascheretti

La pronuncia rappresenta un ulteriore e significativo successo dell’azione sindacale di Fensir, da tempo impegnata nella tutela dei diritti dei docenti precari e nel contrasto all’abuso dei contratti a termine nella scuola statale. Ancora una volta, l’iniziativa promossa dal sindacato ha consentito di portare all’attenzione della magistratura una situazione di evidente violazione della normativa nazionale ed europea.

Fondamentale anche il contributo dello Studio Legale Mascheretti, che ha curato la difesa con competenza e rigore, ottenendo una sentenza chiara e favorevole sia sul piano risarcitorio sia sul riconoscimento di diritti economici sistematicamente negati al personale docente con contratto a tempo determinato.

Il commento del segretario generale Giuseppe Favilla

Il segretario generale di Fensir, Giuseppe Favilla, ha commentato la sentenza sottolineando come la decisione del Tribunale rappresenti una “fine definitiva” a un precariato perpetrato e endemico che ha causato un’ingiustizia enorme nel sistema scolastico italiano. “Lo Stato avrebbe dovuto intervenire in maniera definitiva già dal 2007, con assunzioni tramite concorsi triennali, come nel caso della docente di religione recentemente risarcita. Invece ha scelto di creare una vasta platea di precari, lasciando centinaia di migliaia di docenti in attesa di un contratto stabile e di un futuro lavorativo certo”.

Il segretario ha poi aggiunto che questa sentenza getta una luce su una legge, la 186/2003, che ha previsto che il 30% dei posti vacanti e disponibili dell’organico di religione resti destinato a contratti a tempo determinato. “Questa disposizione è un chiaro esempio di come la legislazione italiana si discosti dai principi europei di equità e giustizia sociale”, ha affermato Favilla. “La situazione attuale, caratterizzata da un precariato che non solo non diminuisce, ma si perpetua nel tempo, è un chiaro fallimento delle politiche occupazionali dello Stato, che ha preferito creare disuguaglianze anziché risolverle.”

Adesione ai ricorsi: modalità e trasparenza

Alla luce di questa e di altre pronunce favorevoli, Fensir ha attivato le procedure per l’adesione ai ricorsi per l’anno scolastico 2025/2026. Tutte le informazioni e le modalità operative sono disponibili alla pagina ufficiale:

——> https://www.fensir.it/2025/09/19/ricorsi-2025-2026-aderisci/

È importante precisare che l’adesione al ricorso gratuito è subordinata all’iscrizione sindacale a Fensir e avviene sulla base di un accordo chiaro e trasparente tra le parti, a garanzia della piena correttezza delle procedure, della consapevolezza degli aderenti e della tutela reciproca dei diritti.

Una sentenza che rafforza la tutela dei docenti precari

La decisione del Tribunale di Cremona si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, che conferma come l’abuso della precarietà nel settore scolastico non possa rimanere privo di conseguenze. Un risultato che rafforza l’azione di Fensir e dello Studio Legale Mascheretti e che rappresenta un segnale concreto per migliaia di docenti che si trovano in condizioni analoghe.

Una vittoria che non riguarda solo il singolo caso, ma che assume un valore collettivo e apre la strada a nuove e più efficaci forme di tutela per il personale scolastico precario.

Posizioni economiche ATA: definite le prove finali

SAATA: attenzione a equità, trasparenza e tutela dei lavoratori


Nella giornata del 20 gennaio presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito il confronto tra Amministrazione e sindacati rappresentativi sull’organizzazione delle prove finali per le posizioni economiche del personale ATA.
FENSIR SAATA non ha partecipato all’incontro. Le informazioni disponibili provengono esclusivamente dalle comunicazioni ufficiali dell’Amministrazione e dalle notizie diffuse successivamente. Ciò non impedisce al sindacato di esprimere una valutazione chiara e responsabile nell’interesse dei lavoratori.

Dopo anni di attesa, la procedura entra finalmente nella fase conclusiva. Le prove finali sono previste per la fine di febbraio e coinvolgeranno oltre 47.000 lavoratori ATA appartenenti ai diversi profili interessati dalle posizioni economiche. Un passaggio atteso da tempo, che pone fine a una lunga fase di incertezza.

Le prove si svolgeranno in più di 3.100 sedi distribuite sul territorio nazionale. Secondo quanto comunicato dall’Amministrazione, per molti candidati la sede d’esame sarà relativamente vicina alla scuola di servizio. È tuttavia confermato che una parte del personale dovrà sostenere la prova lontano dalla propria sede di lavoro, con disagi evidenti in termini di tempi di percorrenza, costi e organizzazione personale e familiare.

Su questo punto interviene Gianluca Mangione, Segretario Nazionale SAATA, che chiarisce la posizione del sindacato:
«Quando si parla di diritti contrattuali, nessun lavoratore dovrebbe essere penalizzato. Gli spostamenti significativi per sostenere una prova legata a un diritto acquisito non possono essere considerati un dettaglio organizzativo».

L’Amministrazione ha indicato l’utilizzo di un sistema automatizzato per l’assegnazione delle sedi, che terrebbe conto anche della viabilità reale. Una spiegazione che, secondo SAATA, non risolve il problema.
«Gli algoritmi non possono giustificare disagi concreti per i lavoratori», sottolinea Mangione. «La gestione delle posizioni economiche deve mettere al centro le persone, non scaricare su di loro le difficoltà organizzative».

La prova consisterà in un test a risposta multipla di 20 quesiti, differenziati per profilo e posizione economica, coerenti con il percorso formativo svolto. Potranno accedere alla prova finale esclusivamente i lavoratori che abbiano completato almeno il 75 per cento delle ore di formazione previste.

FENSIR SAATA ritiene che il tema delle posizioni economiche non possa essere affrontato accettando compromessi al ribasso. Secondo Mangione, «parlare di buona organizzazione ignorando i disagi di una parte del personale significa spostare il peso delle criticità amministrative sui lavoratori ATA».

Il sindacato evidenzia come i sindacati rappresentativi avrebbero dovuto pretendere con maggiore determinazione sedi d’esame realmente prossime per tutti, criteri di assegnazione chiari, verificabili e uniformi, nonché l’assenza di qualsiasi aggravio economico o logistico per il personale coinvolto.

«Le posizioni economiche non sono una concessione», conclude Mangione. «Sono un diritto contrattuale legato alla formazione, alle competenze e alle responsabilità aggiuntive. Non possono trasformarsi in un percorso a ostacoli».

FENSIR SAATA continuerà a seguire con attenzione l’intera procedura, pronta a segnalare criticità, tutelare chi subirà disagi e intervenire in tutte le sedi opportune per garantire equità, trasparenza e rispetto della dignità professionale del personale ATA.

I diritti non si amministrano con percentuali e algoritmi.
I diritti si difendono.

Il Tribunale di Mantova riconosce la Carta Docente ai docenti a tempo determinato

Determinante il supporto sindacale, coadiuvato dallo Studio Mascheretti

Con sentenza del 9 gennaio 2026, il Tribunale di Mantova – Sezione Lavoro – ha accolto il ricorso proposto da un docente precario contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito, riconoscendo il diritto alla Carta Docente anche per i docenti a tempo determinato per le annualità dal 2019/20 al 2024/25, per un importo complessivo pari a 2.500 euro.

La decisione si inserisce nel solco ormai consolidato della giurisprudenza nazionale ed europea, che ha chiarito come l’esclusione dei docenti precari dal beneficio della Carta Docente costituisca una discriminazione illegittima in violazione del principio di parità di trattamento.

Il Giudice del Lavoro ha ribadito che non esistono ragioni oggettive per giustificare un diverso trattamento tra docenti di ruolo e docenti a tempo determinato, svolgendo essi le medesime mansioni, con identiche responsabilità e competenze professionali.

La motivazione del Tribunale

Richiamando la Corte di Giustizia dell’Unione Europea e la più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, il Tribunale ha sottolineato che la formazione è un diritto-dovere di tutto il personale docente, senza distinzioni contrattuali.
Escludere i precari dalla Carta Docente significa compromettere la qualità del sistema scolastico e creare una ingiustificabile frattura tra lavoratori che svolgono lo stesso lavoro.

Condanna del Ministero

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito è stato quindi condannato a mettere a disposizione la Carta Docente (o altro strumento equipollente) per tutte le annualità riconosciute, con vincolo di destinazione alla formazione, oltre al pagamento delle spese di lite.
La sentenza è provvisoriamente esecutiva.

Il ruolo decisivo del supporto sindacale, coadiuvato dallo Studio Mascheretti

Questa vittoria è stata possibile grazie al supporto sindacale, coadiuvato dallo Studio Mascheretti, che ha seguito il ricorso con competenza, continuità e profonda conoscenza della materia.

Ancora una volta si dimostra come la sinergia tra azione sindacale e tutela legale qualificata sia lo strumento più efficace per contrastare le discriminazioni e ottenere risultati concreti per i lavoratori della scuola.

In attesa del decreto MIM: platea ampliata ma importi ridotti

La sentenza arriva in un momento particolarmente significativo.
È infatti atteso a giorni il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’attivazione della Carta Docente relativa all’anno scolastico 2025/2026.

Secondo le anticipazioni, saranno destinatari del beneficio:

  • i docenti a tempo indeterminato
  • i docenti con contratto al 31 agosto
  • i docenti con contratto al 30 giugno
  • il personale educativo

Un ampliamento della platea che va nella direzione da tempo rivendicata dal sindacato.

Tuttavia, è ormai chiaro che l’importo della Carta sarà inferiore rispetto ai 500 euro annui storicamente previsti.
Una scelta che rischia di trasformare un diritto conquistato in un beneficio ridimensionato, con effetti concreti sulla possibilità reale di accesso alla formazione.

Diritti riconosciuti, ma da difendere

Se da un lato la giurisprudenza e le recenti scelte normative confermano che la strada dell’equiparazione è quella corretta, dall’altro è evidente che nulla è acquisito definitivamente.

Per questo l’azione sindacale resta centrale:

  • per vigilare sull’attuazione del decreto
  • per impedire nuovi arretramenti
  • per garantire che l’estensione dei destinatari non si traduca in una penalizzazione economica

Questa sentenza rappresenta un ulteriore tassello nella battaglia per l’uguaglianza dei diritti tra docenti e conferma che, con un sindacato presente e strutturato, le discriminazioni possono essere smontate, una per una.

Carta del Docente ai precari: nuova vittoria a Treviso

Successo dell’azione legale coordinata con FENSIR, decisivo il lavoro dell’avv. Giovanni Battista Mascheretti

Il Tribunale di Treviso – Sezione Lavoro – ha emesso in data 18 dicembre 2025 una sentenza di grande rilievo a tutela dei docenti precari, riconoscendo anche a loro il diritto alla Carta del Docente e, nei casi di uscita dal sistema scolastico, al risarcimento del danno per la mancata fruizione del beneficio.

La pronuncia si inserisce nel solco ormai consolidato della giurisprudenza, ma rappresenta un’ulteriore e importante conferma dell’efficacia dell’azione legale promossa con il supporto del sindacato FENSIR e condotta dall’avv. Giovanni Battista Mascheretti, da tempo impegnato in prima linea nella tutela dei diritti dei lavoratori della scuola.

Il contenuto della sentenza

Il Giudice del Lavoro di Treviso ha stabilito che:

  • ai docenti a tempo determinato che abbiano svolto supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche spetta il beneficio della Carta elettronica del Docente (500 euro per ogni anno scolastico);
  • qualora il docente sia ancora inserito nel sistema scolastico, l’Amministrazione è tenuta all’adempimento in forma specifica, cioè all’accredito tramite la piattaforma della Carta;
  • se invece il docente è fuoriuscito dal sistema, è dovuto il risarcimento del danno, anche in via equitativa, entro il limite del valore della Carta.

Nel caso esaminato dal Tribunale, una docente ha ottenuto l’accredito complessivo di 1.500 euro per tre annualità non riconosciute, mentre all’altra è stato riconosciuto un rimborso di 300 euro a titolo risarcitorio per spese documentate, oltre a interessi e rivalutazione. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle spese legali, con distrazione a favore dei difensori antistatari. StampaCertificazione (35)

Il ruolo decisivo dell’avv. Mascheretti

Ancora una volta si conferma l’efficacia dell’azione giudiziaria dell’avv. Giovanni Battista Mascheretti, che ha impostato il ricorso sulla base dei più recenti arresti della Corte di Cassazione, in particolare della sentenza n. 29961/2023, che ha chiarito in modo definitivo la spettanza della Carta Docente anche ai precari.

La strategia difensiva ha valorizzato:

  • la natura non discrezionale del beneficio;
  • il principio di parità di trattamento tra personale di ruolo e a tempo determinato;
  • la possibilità di ottenere il risarcimento in caso di perdita del diritto per cessazione dal servizio.

Un lavoro tecnico e giuridico di alto livello che continua a produrre risultati concreti in tutta Italia.

L’azione reveals congiunta con FENSIR

Questa sentenza è anche il frutto dell’azione sindacale e legale portata avanti in sinergia con FENSIR, che da tempo sostiene i docenti precari nella rivendicazione dei loro diritti, promuovendo ricorsi mirati e offrendo assistenza qualificata.

FENSIR ribadisce che:

“La Carta del Docente non è un privilegio, ma un diritto legato alla funzione svolta. Escludere i precari significa discriminare chi garantisce ogni giorno il funzionamento della scuola pubblica.”

L’obiettivo è ora quello di estendere questi risultati a tutti i docenti che si trovano nella medesima situazione, invitandoli ad attivarsi per il recupero delle somme non percepite.

Un segnale forte al Ministero

La decisione del Tribunale di Treviso rafforza un orientamento giurisprudenziale ormai chiaro: il Ministero dell’Istruzione e del Merito non può continuare a escludere i docenti precari dalla Carta del Docente.

Grazie all’azione congiunta dell’avv. Mascheretti e del sindacato FENSIR, si consolida un percorso di tutela che sta cambiando concretamente la condizione di migliaia di insegnanti.


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