Determinante il supporto sindacale, coadiuvato dallo Studio Mascheretti
Con sentenza del 9 gennaio 2026, il Tribunale di Mantova – Sezione Lavoro – ha accolto il ricorso proposto da un docente precario contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito, riconoscendo il diritto alla Carta Docente anche per i docenti a tempo determinato per le annualità dal 2019/20 al 2024/25, per un importo complessivo pari a 2.500 euro.
La decisione si inserisce nel solco ormai consolidato della giurisprudenza nazionale ed europea, che ha chiarito come l’esclusione dei docenti precari dal beneficio della Carta Docente costituisca una discriminazione illegittima in violazione del principio di parità di trattamento.
Il Giudice del Lavoro ha ribadito che non esistono ragioni oggettive per giustificare un diverso trattamento tra docenti di ruolo e docenti a tempo determinato, svolgendo essi le medesime mansioni, con identiche responsabilità e competenze professionali.
La motivazione del Tribunale
Richiamando la Corte di Giustizia dell’Unione Europea e la più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, il Tribunale ha sottolineato che la formazione è un diritto-dovere di tutto il personale docente, senza distinzioni contrattuali.
Escludere i precari dalla Carta Docente significa compromettere la qualità del sistema scolastico e creare una ingiustificabile frattura tra lavoratori che svolgono lo stesso lavoro.
Condanna del Ministero
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito è stato quindi condannato a mettere a disposizione la Carta Docente (o altro strumento equipollente) per tutte le annualità riconosciute, con vincolo di destinazione alla formazione, oltre al pagamento delle spese di lite.
La sentenza è provvisoriamente esecutiva.
Il ruolo decisivo del supporto sindacale, coadiuvato dallo Studio Mascheretti
Questa vittoria è stata possibile grazie al supporto sindacale, coadiuvato dallo Studio Mascheretti, che ha seguito il ricorso con competenza, continuità e profonda conoscenza della materia.
Ancora una volta si dimostra come la sinergia tra azione sindacale e tutela legale qualificata sia lo strumento più efficace per contrastare le discriminazioni e ottenere risultati concreti per i lavoratori della scuola.
In attesa del decreto MIM: platea ampliata ma importi ridotti
La sentenza arriva in un momento particolarmente significativo.
È infatti atteso a giorni il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’attivazione della Carta Docente relativa all’anno scolastico 2025/2026.
Secondo le anticipazioni, saranno destinatari del beneficio:
- i docenti a tempo indeterminato
- i docenti con contratto al 31 agosto
- i docenti con contratto al 30 giugno
- il personale educativo
Un ampliamento della platea che va nella direzione da tempo rivendicata dal sindacato.
Tuttavia, è ormai chiaro che l’importo della Carta sarà inferiore rispetto ai 500 euro annui storicamente previsti.
Una scelta che rischia di trasformare un diritto conquistato in un beneficio ridimensionato, con effetti concreti sulla possibilità reale di accesso alla formazione.
Diritti riconosciuti, ma da difendere
Se da un lato la giurisprudenza e le recenti scelte normative confermano che la strada dell’equiparazione è quella corretta, dall’altro è evidente che nulla è acquisito definitivamente.
Per questo l’azione sindacale resta centrale:
- per vigilare sull’attuazione del decreto
- per impedire nuovi arretramenti
- per garantire che l’estensione dei destinatari non si traduca in una penalizzazione economica
Questa sentenza rappresenta un ulteriore tassello nella battaglia per l’uguaglianza dei diritti tra docenti e conferma che, con un sindacato presente e strutturato, le discriminazioni possono essere smontate, una per una.

