Ancora una volta la giustizia del lavoro riconosce le ragioni dei docenti precari. Con una recente sentenza, il Tribunale del Lavoro di Milano ha accolto il ricorso promosso contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito, accertando l’illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato oltre i limiti previsti dalla normativa nazionale ed europea.
Il giudice ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno da abuso di contratti a termine, quantificando un’indennità economica commisurata alla durata complessiva del precariato e al numero dei contratti stipulati nel corso degli anni. Una decisione che conferma un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato: la reiterazione sistematica di rapporti annuali, in assenza di procedure concorsuali regolari e periodiche, costituisce una violazione dei diritti dei lavoratori.
Fondamentale, in questo risultato, è stata l’azione legale promossa dall’Avvocato Giovanni Battista Mascheretti, che ha curato il ricorso mettendo in evidenza le criticità strutturali del sistema di reclutamento e la mancata tutela dei docenti precari, richiamando la normativa nazionale, i principi costituzionali e la giurisprudenza europea in materia di abuso dei contratti a termine. Un lavoro giuridico puntuale che ha consentito di ottenere un riconoscimento concreto dei diritti lesi.
La sentenza affronta anche un altro tema centrale per il mondo della scuola: la Carta elettronica del docente. Il Tribunale ha infatti riconosciuto il diritto al beneficio economico anche al personale assunto a tempo determinato, superando una discriminazione che per anni ha penalizzato migliaia di insegnanti, pur a fronte di mansioni e responsabilità identiche a quelle dei colleghi di ruolo. Tuttavia, il riconoscimento è stato limitato alle annualità non prescritte, lasciando scoperti molti anni di servizio effettivamente svolto.
La soddisfazione della FENSIR
Grande soddisfazione è stata espressa dalla FENSIR per l’esito del giudizio.
«Questa sentenza rappresenta per noi una grandissima soddisfazione – dichiara il segretario regionale FENSIR, Antonino Gullo – perché conferma, ancora una volta, che l’azione del nostro sindacato è concreta ed efficace nella tutela dei diritti degli iscritti. I lavoratori hanno avuto ragione e il Tribunale ha riconosciuto ciò che denunciamo da anni».
Gullo sottolinea come il risarcimento del danno non sia solo un ristoro economico, ma anche un riconoscimento della dignità professionale dei docenti precari:
«Auspichiamo che questa decisione contribuisca ad aprire la strada a una vera stabilizzazione di tutto il personale, soprattutto di chi lavora da decenni nella scuola senza tutele adeguate. Non possiamo però nascondere che, nella lunga storia del precariato scolastico, si siano consumate molte ingiustizie».
Tra queste, il segretario FENSIR richiama proprio il caso della Carta docente:
«È emblematico che a una docente con dieci anni di insegnamento e di diritto acquisito, vengano riconosciuti solo gli ultimi cinque anni. Questo dimostra quanto il sistema sia stato penalizzante per chi ha garantito continuità didattica e qualità dell’insegnamento pur restando formalmente “precario”».
La FENSIR, anche attraverso il lavoro dei propri legali, ribadisce infine il proprio impegno a proseguire l’azione sindacale e giudiziaria affinché vengano riconosciuti pienamente i diritti del personale scolastico e si ponga fine a un uso strutturale e distorto del lavoro a tempo determinato nella scuola pubblica.

