FENSIR–SAATA: «BENE L’INTERVENTO DEL GOVERNO, MA NON POSSIAMO AVERE SCUOLE E LAVORATORI DI SERIE A E DI SERIE B»

Una misura importante per il personale ATA e per il funzionamento delle istituzioni scolastiche.

Per l’anno scolastico 2026/2027 sono previste risorse aggiuntive pari a 19 milioni di euro per consentire agli Uffici Scolastici Regionali interessati di attivare incarichi temporanei di personale amministrativo, tecnico e ausiliario fino al 30 giugno 2027.

Secondo la relazione tecnica che accompagna il provvedimento, le risorse disponibili consentiranno di attivare circa 630 incarichi temporanei ATA, tenuto conto anche dell’accantonamento previsto per le eventuali sostituzioni del personale assunto.

Come FENSIR–SAATA valutiamo positivamente la scelta del Governo di destinare nuove risorse alla scuola e, in particolare, al personale ATA.

Da tempo sosteniamo che collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici rappresentino una componente essenziale per garantire l’apertura, la sicurezza, l’amministrazione e il funzionamento quotidiano delle nostre istituzioni scolastiche.

Investire sul personale ATA significa investire concretamente sul funzionamento della scuola.

L’intervento rappresenta quindi un segnale significativo, soprattutto in una fase nella quale il dimensionamento della rete scolastica ha determinato accorpamenti, maggiore complessità organizzativa e ulteriori carichi di lavoro.

MA C’È UNA CRITICITÀ CHE NON PUÒ ESSERE IGNORATA

La norma stabilisce che possano accedere al riparto delle risorse esclusivamente gli Uffici Scolastici Regionali delle Regioni che abbiano adottato autonomamente i piani di dimensionamento della rete scolastica per l’anno scolastico 2026/2027.

Questo comporta l’esclusione dal beneficio delle Regioni nelle quali il dimensionamento è stato attuato attraverso l’intervento sostitutivo:

EMILIA-ROMAGNA – TOSCANA – UMBRIA – SARDEGNA.

Ed è proprio su questo punto che FENSIR–SAATA esprime una forte perplessità.

Possiamo apprezzare lo sforzo del Governo nel reperire risorse aggiuntive e nel trasformarle in posti di lavoro e maggiore supporto alle scuole, ma riteniamo necessario evitare che le conseguenze di un confronto istituzionale sul dimensionamento finiscano per ricadere sui lavoratori e sulle comunità scolastiche.

I dipendenti ATA dell’Emilia-Romagna, della Toscana, dell’Umbria e della Sardegna non hanno responsabilità rispetto alle decisioni assunte dalle rispettive amministrazioni regionali.

E soprattutto, le scuole di queste Regioni hanno le stesse esigenze organizzative delle scuole del resto d’Italia.

Il fabbisogno di personale non può cambiare attraversando un confine regionale.

«CORREGGERE L’ESCLUSIONE DELLE QUATTRO REGIONI»

Come FENSIR–SAATA chiediamo pertanto al Governo e al Ministero dell’Istruzione e del Merito di valutare una soluzione che permetta di superare questa disparità, individuando strumenti normativi o finanziari capaci di garantire risorse aggiuntive anche alle istituzioni scolastiche delle quattro Regioni oggi escluse.

La misura è positiva. Il principio di rafforzare gli organici ATA è condivisibile. Ma proprio perché l’intervento va nella direzione giusta, riteniamo che debba poter raggiungere tutte le scuole che ne hanno concretamente bisogno.

Non chiediamo di togliere risorse a qualcuno.

Chiediamo di estendere le opportunità a tutti.

La scuola nazionale deve garantire pari condizioni di funzionamento e pari dignità ai propri lavoratori, indipendentemente dalla Regione nella quale prestano servizio.

FENSIR–SAATA continuerà a seguire il riparto delle risorse e la successiva assegnazione dei contingenti da parte degli Uffici Scolastici Regionali, affinché i nuovi posti siano attribuiti alle scuole con rapidità, trasparenza e sulla base delle effettive necessità.

«PIÙ PERSONALE ATA SIGNIFICA SCUOLE PIÙ EFFICIENTI.