Mese: Marzo 2026

Tribunale di Agrigento: riconosciuti risarcimento per abuso di contratti a termine e Carta del docente ai precari di religione

Importante pronuncia a tutela dei docenti precari. Il Tribunale di Agrigento – Sezione Lavoro, con la sentenza n. 386 del 10 marzo 2026, ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’utilizzo abusivo dei contratti a tempo determinato e per il mancato riconoscimento della Carta del docente a una insegnante di religione cattolica.

La docente, assistita dall’avv. Rossella Galluzzo, aveva prestato servizio per diversi anni scolastici consecutivi con incarichi annuali senza stabilizzazione, rimanendo inoltre esclusa dal bonus annuale di 500 euro destinato alla formazione professionale dei docenti.

Abuso dei contratti a termine oltre i 36 mesi

Il giudice del lavoro ha accertato che l’Amministrazione scolastica aveva fatto ricorso a una reiterazione illegittima di contratti a tempo determinato, utilizzando personale precario per coprire esigenze stabili dell’organico.

Secondo quanto evidenziato nella sentenza, quando il servizio supera 36 mesi di contratti a termine, l’Amministrazione deve dimostrare l’esistenza di ragioni oggettive e temporanee che giustifichino il ricorso al lavoro precario. In mancanza di tali presupposti, si configura un abuso.

Nel caso in esame, la docente era stata impiegata in modo continuativo per diversi anni scolastici, coprendo di fatto posti strutturali della scuola, circostanza che ha portato il Tribunale a riconoscere il diritto al risarcimento del danno.

Il Ministero è stato quindi condannato a pagare un’indennità pari a quattro mensilità dell’ultima retribuzione, oltre agli interessi maturati.

Carta del docente: riconosciuto il diritto ai supplenti

La sentenza affronta anche la questione della Carta elettronica del docente, il bonus annuale di 500 euro destinato alla formazione e all’aggiornamento professionale.

Il Tribunale ha ribadito che la formazione rappresenta un elemento essenziale dell’attività docente e che non può essere riservata esclusivamente agli insegnanti di ruolo. L’esclusione dei docenti precari costituisce infatti una disparità di trattamento contraria al diritto europeo.

Per questo motivo il Ministero è stato condannato ad accreditare 2.500 euro complessivi, relativi a cinque anni scolastici di servizio.

È stata invece dichiarata prescritta la richiesta relativa all’anno scolastico 2019/2020.

La soddisfazione del sindacato

Soddisfazione per la decisione è stata espressa da Mariangela Mapelli, Segretaria Nazionale SAIR.

«Accogliamo con grande soddisfazione questa sentenza – dichiara Mapelli – perché conferma un principio fondamentale: i docenti precari non possono essere trattati come lavoratori di serie B. La scuola si regge anche sul loro lavoro e sui loro sacrifici, e per questo devono avere gli stessi diritti dei colleghi di ruolo, a partire dalla formazione professionale e dal rispetto delle norme contro l’abuso dei contratti a termine».

«Questa decisione – prosegue – rappresenta un segnale importante per tutti gli insegnanti di religione e per l’intero personale precario della scuola. Continueremo a sostenere le azioni legali e sindacali necessarie affinché vengano garantiti diritti, dignità professionale e pari trattamento a tutti i docenti».

Come aderire ai ricorsi

Fensir e SAIR continuano a promuovere iniziative legali a tutela dei docenti precari che non hanno ricevuto la Carta del docente o che hanno subito abuso nella reiterazione dei contratti a termine.

È possibile aderire ai ricorsi compilando il modulo al seguente link:
👉 https://forms.gle/A8RuRSuF22UsLU1c8

Una decisione che rafforza i diritti dei precari

La pronuncia del Tribunale di Agrigento si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato che riconosce:

  • il diritto al risarcimento per l’abuso dei contratti a termine nella scuola;
  • il diritto dei docenti precari alla Carta del docente;
  • il principio di non discriminazione tra personale a tempo determinato e indeterminato.

Una decisione che rafforza ulteriormente la tutela dei lavoratori della scuola e che riporta al centro il tema del contrasto al precariato nel sistema scolastico italiano.

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Carta docente ai precari: nuova decisione del Tribunale di Brescia

Una nuova decisione del Tribunale del lavoro di Brescia rafforza il principio di parità di trattamento tra docenti di ruolo e docenti precari in materia di formazione professionale. Con sentenza depositata il 2 marzo 2026, il giudice ha riconosciuto il diritto di una docente supplente a ottenere la cosiddetta Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione, del valore di 500 euro annui.

Il beneficio, previsto dalla legge n. 107 del 2015 per sostenere l’aggiornamento professionale degli insegnanti, è stato per anni riconosciuto esclusivamente ai docenti di ruolo. La pronuncia bresciana si inserisce nel solco di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato che considera discriminatoria l’esclusione dei docenti con contratto a tempo determinato.

Il principio affermato dal Tribunale

Nel caso esaminato, la docente aveva svolto servizio con incarichi di supplenza per diversi anni scolastici. Il Tribunale ha accertato che anche i docenti non di ruolo svolgono funzioni comparabili a quelle dei colleghi stabilizzati e che, pertanto, non vi sono ragioni oggettive per negare loro il beneficio destinato alla formazione professionale.

Il giudice ha quindi riconosciuto il diritto alla carta docente per le annualità richieste, ordinando al Ministero dell’Istruzione e del Merito di consentire la generazione dei buoni spesa previsti dalla normativa.

La decisione richiama inoltre i più recenti orientamenti della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia dell’Unione europea, che hanno affermato il principio secondo cui il personale precario non può essere discriminato rispetto al personale di ruolo quando svolge attività equivalenti.

Il ruolo del sindacato Fensir e dell’avvocato

Determinante nella vicenda è stato l’intervento del sindacato Fensir, che ha sostenuto la docente nella tutela dei propri diritti e promosso l’azione giudiziaria per il riconoscimento del beneficio formativo.

Fondamentale anche il lavoro dell’avvocato Mascheretti che ha patrocinato il ricorso, costruendo una difesa solida basata sulla più recente giurisprudenza nazionale ed europea in materia di tutela dei docenti precari. L’azione legale ha consentito di dimostrare l’assenza di motivazioni oggettive che possano giustificare la disparità di trattamento tra personale di ruolo e supplenti.

Avviata la raccolta di adesioni per nuovi ricorsi

Alla luce della sentenza, il sindacato Fensir invita i docenti precari che non hanno ricevuto la carta docente negli anni di servizio a valutare l’adesione al ricorso per ottenere il riconoscimento delle somme spettanti.

Per raccogliere le adesioni e fornire assistenza ai docenti interessati è stato predisposto un modulo di partecipazione online:

👉 Compila il modulo di adesione al ricorso:
https://forms.gle/A8RuRSuF22UsLU1c8

Attraverso il form sarà possibile manifestare il proprio interesse e ricevere tutte le informazioni necessarie per avviare la procedura legale.

La decisione del Tribunale di Brescia rappresenta un’ulteriore conferma del riconoscimento dei diritti dei docenti precari, che svolgono ogni giorno le stesse funzioni dei colleghi di ruolo e devono poter accedere alle stesse opportunità di formazione professionale.

Carta docente 2025/26: importo di 383 euro, accredito dal 9 marzo

Per l’anno scolastico 2025/2026 la Carta del docente avrà un valore di 383 euro. Il bonus sarà accreditato sulla piattaforma dedicata a partire dal 9 marzo 2026 e potrà essere utilizzato per l’acquisto di beni e servizi utili alla formazione e all’aggiornamento professionale degli insegnanti.

La Carta è destinata ai docenti di ruolo, ai docenti con supplenza annuale al 31 agosto, a quelli con contratto fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno, oltre che al personale educativo delle istituzioni scolastiche statali. Il beneficio è riconosciuto anche ai docenti in anno di prova, a quelli in comando o distacco e agli insegnanti delle scuole italiane all’estero e delle scuole militari.

Le somme non spese nell’anno precedente verranno riaccreditate insieme alle nuove risorse, mentre la validità del credito resta di due anni scolastici, con scadenza al 31 agosto.

Come può essere utilizzata la Carta

La Carta del docente è pensata per sostenere la formazione continua e l’aggiornamento professionale del personale docente ed educativo. Le risorse possono essere utilizzate per acquistare diversi beni e servizi legati alla crescita culturale e professionale.

In particolare, il bonus può essere utilizzato per:

  • libri, manuali scolastici e testi specialistici, anche in formato digitale;
  • riviste e pubblicazioni utili all’aggiornamento professionale;
  • corsi di formazione e aggiornamento organizzati da enti accreditati dal Ministero;
  • corsi universitari, lauree, lauree magistrali o specialistiche, corsi post-laurea e master universitari coerenti con il profilo professionale;
  • biglietti per spettacoli teatrali e cinematografici, attività considerate utili per l’arricchimento culturale;
  • ingressi a musei, mostre, eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • prodotti dell’editoria audiovisiva;
  • strumenti musicali, in particolare per le attività didattiche legate alla musica;
  • servizi di trasporto di persone, qualora attivati tramite specifici accordi e bandi.

Le risorse possono inoltre essere utilizzate per partecipare a iniziative formative previste dal piano triennale dell’offerta formativa delle scuole o dal piano nazionale di formazione dei docenti, rafforzando così il collegamento tra formazione individuale e progettazione didattica delle istituzioni scolastiche.

Hardware e software

Una novità introdotta per l’anno scolastico 2025/2026 riguarda l’acquisto di hardware e software. La Carta potrà essere utilizzata per questi acquisti solo nell’anno di prima erogazione e successivamente con cadenza quadriennale.

Questo significa che l’anno scolastico 2025/26 rappresenta di fatto un “anno zero”: tutti i docenti potranno utilizzare la Carta per acquistare dispositivi o programmi informatici utili alla didattica, mentre la possibilità tornerà soltanto dopo quattro anni. Anche eventuali somme residue non potranno essere utilizzate negli anni successivi per questa tipologia di acquisti.

Le somme non utilizzate entro la fine dell’anno scolastico potranno comunque essere spese anche nell’anno successivo. Il beneficio non è utilizzabile dai docenti sospesi per motivi disciplinari o da chi cessa dal servizio, salvo nei casi in cui la Carta sia stata riconosciuta in esecuzione di una sentenza.

Il commento della FENSIR

Sulla misura interviene anche la FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca, che evidenzia come l’importo continui a diminuire rispetto agli anni precedenti e come manchi ancora un investimento strutturale sulla formazione del personale scolastico.

«Le risorse destinate alla formazione del personale della scuola risultano ancora una volta inferiori rispetto al passato e non rappresentano un investimento strutturale e continuativo sull’aggiornamento professionale», afferma Giuseppe Favilla, Segretario Generale Nazionale della FENSIR.

«Riteniamo necessario prevedere un piano stabile di finanziamento che coinvolga tutto il personale della scuola: docenti, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato, e anche il personale ATA, che continua a essere escluso da strumenti analoghi di sostegno alla formazione».

Favilla sottolinea tuttavia un elemento positivo: «Accogliamo con favore il riconoscimento del personale educativo tra i beneficiari della Carta. È un passo importante perché anche questa categoria possa accedere pienamente alle opportunità di formazione, approfondimento e aggiornamento professionale».

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