Il Tribunale di Trieste, con sentenza del 4 novembre 2025, ha accolto il ricorso presentato da una docente precaria patrocinata dal sindacato FENSIR e assistita dall’avv. Giovanni Battista Mascheretti del Foro di Bergamo, riconoscendo ancora una volta l’illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Abusiva reiterazione dei contratti oltre i 36 mesi

Il Giudice ha dichiarato che il Ministero ha posto in essere nei confronti della ricorrente un’abusiva reiterazione dei contratti a termine oltre il limite massimo di 36 mesi, in violazione della normativa vigente e della giurisprudenza consolidata in materia di precariato scolastico.

Risarcimento per l’illegittima reiterazione

Per tale motivo, il Ministero è stato condannato al risarcimento del danno derivante dalla reiterazione illegittima dei contratti, in favore della docente ricorrente, nella misura di otto mensilità dell’ultima retribuzione utile ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto (TFR).
Il TFR è stato quantificato in € 1.773,78, oltre agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria dalla data della domanda giudiziale fino al saldo.

Riconosciuto anche il diritto alla Carta Docente

Il Tribunale ha inoltre accertato il diritto della ricorrente ad ottenere la Carta Docente per le annualità 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per un importo di € 500,00 annui, condannando il Ministero a rendere disponibili le somme dovute (o l’equivalente strumento elettronico) con interessi e rivalutazione fino all’effettivo soddisfo.
È stata invece dichiarata inammissibile la domanda relativa all’annualità 2024/2025.

Condanna del Ministero alle spese legali

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito è stato altresì condannato alla rifusione delle spese processuali, liquidate in € 2.109,00 per compensi professionali, oltre agli accessori di legge e alla maggiorazione prevista dall’art. 4, comma c, del D.M. n. 55/2014.

FENSIR: “Un’altra vittoria nella nostra battaglia per la tutela dei precari”

Il sindacato FENSIR accoglie con soddisfazione questa decisione, che si inserisce nella scia di successi ottenuti in tutta Italia a tutela dei docenti precari e del personale scolastico.
Ancora una volta la magistratura riconosce l’illegittimità della reiterazione dei contratti a termine oltre i limiti previsti e il diritto dei lavoratori a ottenere un equo risarcimento e pari dignità rispetto ai colleghi di ruolo.

“Continueremo – afferma FENSIR – a difendere in ogni sede i diritti del personale precario, affinché venga riconosciuto il valore professionale e umano di chi, per anni, sostiene la scuola pubblica italiana senza le tutele dovute”.

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