L’11 maggio 2026 è stata sottoscritta all’ARAN l’ipotesi di rinnovo del CCNL Area Istruzione e Ricerca 2022-2024, che interessa anche i dirigenti scolastici e i dirigenti AFAM. Un passaggio atteso da migliaia di presidi italiani, che introduce incrementi economici, aggiornamenti normativi e alcune novità sul piano organizzativo.

Il nuovo contratto arriva in una fase particolarmente complessa per il sistema scolastico italiano, segnata da responsabilità crescenti, reggenze diffuse, aumento degli adempimenti amministrativi e difficoltà nel garantire una governance efficace delle istituzioni scolastiche.

Gli aumenti previsti dal contratto

Per i dirigenti scolastici e AFAM lo stipendio tabellare annuo lordo passa da 47.015,73 euro a 50.005,73 euro, grazie a un incremento di 230 euro lordi mensili per tredici mensilità con decorrenza dal 1° gennaio 2024.

Aumenta anche la retribuzione di posizione parte fissa, incrementata di 90 euro lordi mensili. Il nuovo valore annuo lordo viene rideterminato in 14.515,11 euro, mentre la retribuzione massima di posizione raggiunge 48.084,81 euro annui.

Previsto inoltre un incremento stabile di 11 milioni di euro annui del Fondo unico nazionale destinato alla retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici.

Sul piano economico, il rinnovo consolida il percorso di progressivo adeguamento retributivo della dirigenza scolastica, pur lasciando aperto il tema della piena equiparazione con le altre dirigenze pubbliche.

Le novità normative

Il contratto aggiorna anche diversi aspetti del rapporto di lavoro.

Tra le principali novità:

  • ridefinizione della disciplina delle ferie;
  • chiarimenti sulla monetizzazione delle ferie non godute;
  • aggiornamento delle assenze retribuite;
  • nuove disposizioni sul periodo di prova e sulle tutele in caso di malattia.

Resta confermata la responsabilità del dirigente scolastico nell’assicurare la continuità amministrativa e organizzativa dell’istituzione scolastica anche durante i periodi di assenza.

Mobilità interregionale: maggiore apertura

Tra gli aspetti più rilevanti figura la modifica delle regole sulla mobilità interregionale.

Il nuovo contratto prevede infatti la possibilità di trasferimento fino all’80% dei posti vacanti e disponibili annualmente nella regione richiesta, purché non si determinino situazioni di esubero.

Una misura che potrebbe favorire il rientro di molti dirigenti scolastici costretti da anni a lavorare lontano dalla propria regione di residenza.

Il confronto sindacale e le questioni ancora aperte

Il rinnovo è stato sottoscritto dalle organizzazioni sindacali rappresentative dell’Area Istruzione e Ricerca presenti al tavolo ARAN.

Nel confronto negoziale sono emerse sensibilità differenti rispetto al modello di governance della scuola, al ruolo della dirigenza e alle priorità economiche e organizzative. Tuttavia, il contratto rappresenta soprattutto un punto di equilibrio tra esigenze finanziarie, sostenibilità del sistema e richieste provenienti dalla categoria.

Restano però ancora aperte molte questioni strutturali:

  • il peso crescente delle incombenze burocratiche;
  • il numero elevato di reggenze;
  • la responsabilità amministrativo-contabile dei dirigenti;
  • la carenza di figure intermedie di supporto alla governance scolastica;
  • la necessità di valorizzare il middle management.

La posizione di FENSIR

FENSIR guarda con attenzione al rinnovo contrattuale, riconoscendo alcuni passi avanti sul piano economico e normativo, ma ritiene necessario proseguire il percorso di valorizzazione della dirigenza scolastica.

Secondo il sindacato, occorre intervenire ulteriormente per alleggerire il carico burocratico che grava sui dirigenti e costruire finalmente una struttura organizzativa moderna ed efficace all’interno delle scuole.

Particolare attenzione viene posta al tema del middle management scolastico: collaboratori del dirigente, figure di sistema e staff devono essere valorizzati attraverso riconoscimenti contrattuali, funzioni definite e adeguate risorse economiche. Senza una rete organizzativa stabile e riconosciuta, infatti, diventa sempre più difficile garantire qualità gestionale, innovazione e continuità amministrativa nelle istituzioni scolastiche.

Infine, FENSIR auspica che il prossimo rinnovo contrattuale 2025-2027 possa affrontare in modo più incisivo il tema della semplificazione amministrativa, della sicurezza sul lavoro e della reale autonomia delle istituzioni scolastiche.

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