La Legge di Bilancio 2026–2028 presenta un quadro articolato di stanziamenti per il settore dell’istruzione. Tuttavia, dietro l’elenco delle missioni e dei programmi di spesa, emerge con chiarezza una criticità ormai strutturale: l’assenza di una scelta politica netta a favore del lavoro nella scuola.
La scuola italiana continua a essere trattata come un sistema da amministrare, non come una comunità professionale da valorizzare. Gli allegati di bilancio relativi al Ministero dell’Istruzione e del Merito mostrano un’attenzione prevalente agli aspetti organizzativi e contabili, mentre restano marginali le politiche sul personale, sulla stabilità degli organici e sulla dignità professionale di chi lavora quotidianamente nelle istituzioni scolastiche.
Emblematica è la previsione secondo cui, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, le dotazioni organiche del personale ATA saranno determinate annualmente. Una scelta che introduce ulteriore incertezza in un sistema già segnato da carenze croniche di personale e da carichi di lavoro sempre più insostenibili. La scuola non ha bisogno di flessibilità sugli organici, ma di certezze, continuità e stabilizzazione.
Dichiarazione del Segretario generale FENSIR, Giuseppe Favilla
«Non possiamo esprimere una soddisfazione piena per questa Legge di Bilancio. Le risorse ci sono, ma manca il coraggio di investirle davvero nel lavoro scolastico. Senza personale stabile, formato e riconosciuto, la scuola rischia di restare un sistema fragile, sostenuto solo dal senso di responsabilità di chi ci lavora.»
Commento FENSIR
FENSIR ritiene che la Legge di Bilancio rappresenti un passaggio interlocutorio, non risolutivo. Senza un piano strutturale di investimenti sul personale e senza una visione politica di lungo periodo, la scuola continuerà a essere governata in emergenza. Il lavoro scolastico non può essere la variabile di aggiustamento dei conti pubblici.
FENSIR – Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca

